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Calciomercato, Inter e Milan accelerano: nerazzurri su Chalobah, Cardinale guida il nuovo corso rossonero

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Mentre Inter e Milan si apprestano a tornare al lavoro, Juventus e Napoli stanno ancora completando la definizione delle rispettive strutture tecniche e societarie.

La Juventus ha ufficializzato la risoluzione consensuale del rapporto con François Modesto, che lascia l’incarico di direttore tecnico. Un altro passaggio della riorganizzazione avviata dal club prima di intervenire in maniera più decisa sulla rosa.

Il Napoli, invece, attende la presentazione pubblica del nuovo progetto tecnico affidato a Massimiliano Allegri, mentre le società milanesi si preparano al raduno previsto per lunedì.

Inter, una squadra da ricostruire in difesa

I campioni d’Italia ripartiranno senza Denzel Dumfries, trasferitosi al Real Madrid con un contratto quadriennale, e senza diversi protagonisti della precedente struttura difensiva.

L’Inter ha già occupato due caselle considerate prioritarie. Ivan Provedel è stato scelto per la porta, mentre per la corsia destra è stato raggiunto un accordo con l’Union Saint-Gilloise per Anan Khalaili, valutato 25 milioni di euro più bonus.

La società deve ora concentrarsi soprattutto sulla difesa centrale. Il nome in cima alla lista è quello di Trevoh Chalobah, per il quale il Chelsea parte da una valutazione vicina ai 40 milioni di euro.

Il difensore inglese avrebbe manifestato gradimento per la destinazione nerazzurra, ma la distanza economica resta significativa. L’Inter intende lavorare con pazienza, senza accettare immediatamente le condizioni del club londinese.

Lucumí l’alternativa con la clausola

L’altra pista porta a Jhon Lucumí del Bologna. Il colombiano dispone di una clausola rescissoria da 28 milioni di euro valida fino al 15 luglio.

Dopo quella data il prezzo potrà essere negoziato, anche se il Bologna difficilmente scenderà molto sotto i 25 milioni. Sul giocatore resta vigile anche la Juventus.

L’Inter dovrà quindi decidere se puntare sull’esperienza e sulla fisicità di Chalobah oppure sfruttare la clausola per un difensore che conosce già il campionato italiano.

La delusione Palestra e il sogno Nico Paz

Tra le operazioni sfumate pesa quella di Marco Palestra. L’esterno italiano, seguito a lungo dai nerazzurri, ha scelto il Chelsea, che ha investito circa 55 milioni di euro e gli ha fatto firmare un contratto di lunga durata.

È durato poco anche il tentativo per Nico Paz. Il Como ha investito 60 milioni di euro per trattenere il talento argentino, confermando la volontà di costruire una squadra in grado di competere ai vertici.

Cardinale rivendica il controllo sul Milan

Sull’altra sponda di Milano prende forma una squadra costruita sotto il controllo diretto di Gerry Cardinale.

Il proprietario rossonero ha voluto precisare che nessuna operazione di mercato può essere approvata senza il suo consenso finale, smentendo che altri dirigenti dispongano di autonomia decisionale fino a determinate soglie economiche.

Cardinale ha chiarito che il Milan lavora collegialmente, ma che l’ultima parola su ogni investimento resta sua. Una presa di posizione che rafforza l’immagine di una gestione fortemente accentrata.

Oltre cento milioni per Ramos e Gila

Il Milan ha già superato la soglia dei cento milioni di euro investiti grazie soprattutto agli acquisti di Gonçalo Ramos e Mario Gila.

L’attaccante portoghese rappresenta l’operazione più costosa del nuovo corso rossonero, con un investimento vicino ai 75 milioni di euro.

Per Gila il Milan ha raggiunto un’intesa con la Lazio sulla base di circa 28 milioni. Il difensore spagnolo ha completato le visite mediche e firmato un contratto fino al 2031. Una parte dell’incasso sarà destinata al Real Madrid, titolare di una percentuale sulla futura rivendita.

Gli investimenti hanno contribuito a modificare il clima intorno al club. Le iniziali perplessità di una parte della tifoseria stanno lasciando spazio a una maggiore fiducia nel progetto.

Il Como non vuole fermarsi

Anche il Como continua a muoversi con grande ambizione dopo avere già investito circa cento milioni di euro.

Per la difesa il club sta valutando Davinson Sánchez del Galatasaray, mentre per l’attacco segue Franjo Ivanović, centravanti croato del Benfica. Le trattative sono ancora in una fase esplorativa e dovranno superare ostacoli economici rilevanti.

La società lariana si è inserita inoltre nella corsa ad alcuni degli stessi obiettivi seguiti dalle grandi del campionato, confermando di non voler recitare un ruolo secondario.

Ederson, trasferimento allo United in bilico

Situazione più complicata per l’Atalanta. Il trasferimento di Ederson al Manchester United non si è ancora completato a causa delle verifiche mediche richieste dal club inglese.

L’operazione, inizialmente valutata intorno ai 40 milioni di euro, resta in dubbio per alcuni problemi emersi durante gli accertamenti sul ginocchio del centrocampista brasiliano. Non è ancora certo che la trattativa sia definitivamente saltata, ma lo United sta valutando anche altri profili.

Il mancato incasso potrebbe incidere sulle prossime mosse dell’Atalanta e sulle trattative collegate al giovane talento bosniaco Kerim Alajbegović, seguito anche dal Milan.

Il mercato è appena cominciato, ma Milano ha già alzato il ritmo. L’Inter deve ricostruire la difesa, il Milan ha scelto di investire con decisione. Juventus, Napoli, Como e Atalanta cercano invece l’equilibrio giusto prima di accelerare.

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Ciro Immobile dice basta: addio al calcio dopo 350 gol

Ciro Immobile annuncia il ritiro dopo una carriera da 656 partite e 350 gol. È stato campione d’Europa, quattro volte capocannoniere e Scarpa d’Oro.

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Ciro Immobile lascia il calcio giocato. A 36 anni, dopo 656 partite e 350 gol conteggiati nel bilancio complessivo della sua carriera, l’attaccante di Torre Annunziata ha annunciato il ritiro.

La notizia è stata comunicata dal Paris FC, il club nel quale si era trasferito nel febbraio 2026 dopo le esperienze con Besiktas e Bologna. In Francia ha disputato l’ultima parte di una carriera professionistica durata 17 anni.

«Ciro Immobile è una leggenda», ha sottolineato il club parigino. Alla base della decisione anche la volontà dell’attaccante di dedicare più tempo alla famiglia.

Gli anni da leggenda con la Lazio

La parte più importante della carriera resta quella vissuta con la Lazio. In otto stagioni Immobile è diventato il miglior marcatore nella storia del club biancoceleste, con 207 reti in 340 presenze considerando tutte le competizioni.

Con la Lazio ha conquistato una Coppa Italia e due Supercoppe italiane. Nel suo palmarès figurano anche una Supercoppa di Germania con il Borussia Dortmund e una Supercoppa di Turchia con il Besiktas.

È stato capocannoniere della Serie A quattro volte. Nel 2020 ha vinto la Scarpa d’Oro grazie ai 36 gol segnati in campionato, eguagliando il primato realizzativo stabilito da Gonzalo Higuain.

Il trionfo europeo con l’Italia

Con la Nazionale italiana Immobile ha collezionato 57 presenze e realizzato 17 reti. Ha partecipato alla vittoria dell’Europeo disputato nel 2021, segnando due gol durante il torneo concluso con il successo sull’Inghilterra a Wembley.

Dagli inizi a Torre Annunziata al settore giovanile della Juventus, la sua carriera lo ha portato a indossare anche le maglie di Pescara, Genoa, Torino, Borussia Dortmund, Siviglia, Lazio, Besiktas, Bologna e Paris FC.

Si chiude così il percorso di uno degli attaccanti italiani più prolifici della sua generazione. Titoli, record e una Scarpa d’Oro certificano il valore di un centravanti capace di costruire la propria leggenda soprattutto attraverso i gol.

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Napoli, accordo per Badiashile: ad Allegri il gigante della difesa

Il Napoli chiude l’accordo con il Chelsea per Benoît Badiashile. Il difensore arriverà in prestito con diritto di riscatto per rinforzare il reparto di Allegri.

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Dopo quasi un mese di trattative, il Napoli ha raggiunto l’accordo con il Chelsea per Benoît Badiashile. Il via libera di Aurelio De Laurentiis ha sbloccato l’operazione: restano da completare lo scambio dei documenti, le visite mediche e la firma prima dell’annuncio ufficiale.

Il difensore francese, fortemente voluto dal direttore sportivo Giovanni Manna e da Massimiliano Allegri, arriverà in prestito oneroso con diritto di riscatto.

Operazione da 30 milioni più bonus

Il Napoli verserà subito tre milioni di euro al Chelsea. L’opzione per l’acquisto definitivo è stata fissata a 27 milioni, mentre un ulteriore milione di bonus sarebbe legato alla conquista dello scudetto.

L’investimento complessivo potrà quindi raggiungere i 30 milioni in caso di riscatto, salendo potenzialmente a 31 con il bonus. Manna è riuscito a evitare l’inserimento dell’obbligo di acquisto, lasciando al club la possibilità di valutare il rendimento e le condizioni fisiche del giocatore durante la stagione.

Con Badiashile sarebbe già stata raggiunta un’intesa per un contratto fino al 2031, con uno stipendio vicino ai 2,5 milioni netti all’anno, destinato a entrare pienamente in vigore in caso di riscatto.

Il francese ha scelto Napoli

Decisiva è stata la volontà del calciatore, che avrebbe respinto altre proposte provenienti dalla Premier League per aspettare gli azzurri. Badiashile aveva già conosciuto l’atmosfera dello stadio Maradona e avrebbe indicato Napoli come destinazione preferita.

Il difensore è atteso in Italia nei prossimi giorni. Le visite mediche dovrebbero svolgersi all’inizio della settimana a Villa Stuart, a Roma. Superati i controlli, potrà raggiungere Allegri a Castel Volturno.

Un rinforzo per l’emergenza difensiva

Mancino, alto 194 centimetri e dotato di una buona tecnica individuale, Badiashile può garantire forza fisica, qualità nell’impostazione e pericolosità sui calci piazzati.

Il suo arrivo assume particolare importanza considerando le assenze di Alessandro Buongiorno e Luca Marianucci e i problemi fisici che hanno rallentato la preparazione di Sam Beukema. Allegri spera di poter convocare il francese già per la prima giornata di campionato contro il Genoa.

Dopo Costantino Favasuli, il Napoli si prepara così ad accogliere il secondo rinforzo della nuova stagione e a consegnare al tecnico il centrale necessario per affrontare l’emergenza nel reparto arretrato.

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Tamberi è tornato: oro europeo nel giorno di Camilla, Sioli bronzo

Tamberi torna sul trono europeo del salto in alto a Birmingham. Oro con 2,32 metri nel giorno del compleanno della figlia Camilla; Sioli è bronzo.

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Il primo oro da papà arriva nel giorno del primo compleanno della figlia Camilla. Gianmarco Tamberi torna sul trono europeo del salto in alto conquistando a Birmingham la medaglia d’oro con 2,32 metri.

Mezza barba, pretattica e spettacolo: Gimbo ritrova i gesti e la forza mentale dei giorni migliori. Dopo un errore iniziale a 2,18, l’azzurro cresce salto dopo salto fino alla misura decisiva. L’ucraino Oleh Doroshchuk si ferma a 2,30 e conquista l’argento. Festa doppia per l’Italia grazie al bronzo di Matteo Sioli con 2,27.

«Camilla mi ha dato la forza»

Tamberi dedica il successo alla figlia e alla famiglia, presenti allo stadio insieme alla moglie Chiara.

«È tutto speciale. È stata Camilla a darmi la forza di reagire dopo Parigi, il motivo per cui ho continuato e mi sono rimesso in gioco. Non poteva continuare a vedere il “babà”, come mi chiama lei, prendere schiaffi a destra e a sinistra».

Il campione marchigiano trasforma la vittoria anche in un messaggio per chi sta affrontando un momento difficile: «Continuate a crederci e a lottare. Giocatevela sempre con voi stessi, perché chi continua a investire alla fine vince».

“Guess who’s back”

Dietro al numero di gara Tamberi aveva scritto “Guess who’s back”, indovina chi è tornato. Una profezia preparata prima di lasciare la camera d’albergo.

«Sapevo che sarebbe successo. Sentivo di stare bene, anche se in pochi mi credevano quando le gare andavano male. È come se il mio corpo aspettasse il momento che conta per venire fuori».

L’oro cancella due anni segnati dalla delusione dei Giochi di Parigi, dai problemi fisici, dai calcoli renali e da un difficile avvicinamento agli Europei. Dopo avere definito “terribili” i salti delle qualificazioni, Tamberi ha ritrovato in finale talento, coraggio e quella capacità di esaltarsi nelle grandi occasioni che ha caratterizzato la sua carriera.

«Che sollievo. Sono stati due anni difficili e non ho mai smesso di crederci. So quello che ho fatto per arrivare qui. Non faccio mai un passo indietro, ci arrivo a muso duro. Mi basta sapere che ne è valsa la pena».

Poi le capriole, il morso alla medaglia e l’abbraccio alla famiglia. Gimbo è tornato. Nel giorno più bello per papà Tamberi.

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