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Calciomercato, il parametro zero che tira: Hulk, Pellè, Diego Costa

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Nel mercato al risparmio, dove le idee provano a sostituire la moneta sonante, tira tanto il profilo di calciatore a parametro zero. Di occasioni ce ne sarebbero molte, alcune davvero ghiotte, quasi tutte arrivano dall’estero: DIEGO COSTA ha salutato l’Atletico Madrid, l’ex milanista Alexandre PATO potrebbe fare al caso della Fiorentina, come Graziano PELLE’ a quello della Juve, dopo avere chiuso l’esperienza multimilionaria in Cina. JESE’, ex di Real Madrid e PSG, e’ un altro profilo interessante, come del resto il brasiliano HULK e il difensore argentino Ezequiel GARAY, tanta esperienza alle spalle, che ha salutato il Valencia. Per non parlare di Kwadwo ASAMOAH, ex di Juve e Inter, per il quale si e’ gia’ mossa l’Udinese: per Pozzo sarebbe un cavallo di ritorno. Come Sokratis PAPASTATHOPOULOS, sempre che riesca a tornare nel Genoa rilanciato dalla cura Ballardini. L’ad del Sassuolo, Giovanni Carnevali, ha rivelato che, sull’attaccante SCAMACCA, non c’e’ solo la Juve, ma anche altre squadre. Sara’ vero? Poi ha aggiunto di avere “ricevuto un’offerta importante da un grosso club straniero per LOCATELLI”. Il centrocampista, pero’, restera’ a Sassuolo. Oggi, nella sede dell’Inter, intanto, si e’ svolto un summit fra gli agenti di LAUTARO MARTINEZ e i dirigenti dell’Inter: sul tavolo il rinnovo dell’attaccante argentino che, fino all’estate dell’anno scorso, sembrava a un passo da Barcellona. Alla fine e’ rimasto all’ombra della Madonnina per fare da spalla a Romelu Lukaku. In ogni caso si discute il rinnovo del giocatore fino al 2025. Christian ERIKSEN resta sempre sospeso fra la voglia di scappare da Milano e l’incertezza della societa’ nerazzurra di volersene davvero privare. Nessuno, pero’, al momento si sarebbe fatto avanti per il danese. Il Parma e’ sempre su Franco VAZQUEZ, che lascera’ il Siviglia: classe 1989, in Serie A il ‘Mudo’ ha gia’ vestito la maglia rosanero del Palermo. Il Milan, dopo avere messo le mani su MANDZUKIC, ha chiuso anche per Oluwafikayomi Oluwadamilola TOMORI, detto ‘Fikayo’, che arriva dal Chelsea, dove non aveva spazio. Classe 1997, il canadese naturalizzato inglese e’ un buon rinforzo per la difesa di Pioli. Il Benevento e’ sempre in cerca di un attaccante e aspetta notizia dall’Inter per PINAMONTI, in un primo momento sul piede di partenza e poi trattenuto dal club. L’alternativa si chiama Simone ZAZA. Secondo la Bild non e’ da escludere un ritorno in Bundesliga per Franck RIBERY, ma non a breve. Il Napoli e il Marsiglia trattano sempre per MILIK che, prima di lasciare il capoluogo partenopeo, dovra’ pero’ rinnovare il contratto. Il Barcellona un pensierino al difensore del Bayern Monaco, David ALABA, ce l’ha sempre fatto. Potrebbe essere lui uno dei rinforzi promessi da Laporta, nel caso in cui dovesse essere rieletto al timone del club blaugrana. Tuttavia, non sara’ facile vincere la concorrenza del Real Madrid che avrebbe gia’ raggiunto l’accordo con l’entourage del giocatore per il suo trasferimento in estate. L’attaccante olandese Klaas-Jan Huntelaar, ex Milan, torna allo Schalke 04 da dove era partito con una voglia matta di giocare nell’Ajax.

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Napoli senza capo nè coda, buttata con il Sassuolo un’altra vittoria

Valeria Grasso

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Sassuolo – Napoli termina 3-3. Una vittoria buttata alle ortiche quella degli azzurri con la squadra emiliana. Il Napoli già festeggiava la vittoria dopo il penalty siglato da Insigne al 90’ quando Manolas, con un fallo inutile, determinava al 93’ un altro rigore per gli avversari con conseguente pareggio finale.
Azzurri sulla carta superiori ma spesso in affanno contro un avversario generoso e volenteroso anche se reduce da una sola vittoria nelle ultime 7 gare. Il Napoli in campo a Reggio Emilia spera in un risultato positivo in vista di un piazzamento a fine stagione in zona Champions. Sotto la supervisione del presidente De Laurentiis, presente nella tribuna del Mapei Stadium, l’allenatore Rino Gattuso schiera i suoi uomini con il 4-2-3-1: Meret tra i pali e in divisa di colore verde acceso – per obbedire ad un desiderio dettato pare dalla scaramanzia (con l’ok della terna arbitrale, visto che il Sassuolo è in nero-verde) – Di Lorenzo e Hysaj terzini; Rrahmani e Maksimovic in difesa, Fabian e Demme a centrocampo, Politano, Zielinski e Insigne alle spalle di Mertens.


Inizio più a favore dei padroni di casa, che appaiono più sicuri e intraprendenti. L’approccio degli azzurri non è dei migliori, troppo chiusi nella propria metà campo. Nelle retrovie si avverte la mancanza di Koulibaly, squalificato. Al 14’ una bella discesa di Berardi non viene finalizzata grazie a Meret che devia di piede. La prima azione pericolosa per il Napoli al 20’ con Insigne che tira da fuori area e trova la deviazione di testa di Ferrari. Dopo un minuto, sugli sviluppi del calcio d’angolo il capitano è protagonista di una giocata magistrale: il suo tiro a giro si insacca alla sinistra di Consigli ma il controllo Var nega la gioia al Napoli per una posizione di fuorigioco (millimetrico) dello stesso calciatore azzurro.


Il Napoli dovrebbe prendere coraggio da questo episodio per costruire con maggiore convinzione in attacco, ma come spesso accade, è nel momento migliore a  subire la marcatura e fa tutto da solo. Su punizione di Berardi al 33’, Maksimovic svetta e fa autogol nella sua porta. La reazione del Napoli stavolta però è immediata: al 37′ Zielinski libero dal limite si aggiusta la palla e con precisione insacca per l’1-1. Non è finita: in seguito ad un’azione efficace dei neroverdi sulla sinistra Caputo cade in area dopo un contatto con Hysai. Rigore per il Sassuolo che Berardi al 45’ segna per il 2-1. Termina così il primo tempo, con il Sassuolo in vantaggio. Al 56’ sulla testa di Maksimovic la palla per il pari: su cross morbido di Mertens il serbo tocca di testa ma la palla finisce alta oltre la traversa della traversa (paradossale il suo autogol invece su analoga azione nel primo tempo…).
Al 60′ nuovo rischio per il Napoli: Djuricic, su un rimpallo, da due passi tira centrale e Meret respinge. Al 66’ entra Elmas per Mertens. Al 69’ ancora tiro dalla distanza di Berardi che di sinistro coglie la traversa. Si salva il Napoli anche al 70’ con Caputo che colpisce il palo. Il Sassuolo prova a chiudere la partita ma non ci riesce nonostante i tanti tentativi.
Al 72’ Insigne costruisce l’azione del pareggio: pennella un pallone in mezzo per Di Lorenzo che da pochi passi mette dentro. Al 73′ doppio cambio per il Napoli: escono Demme ed Hysaj, dentro Bakayoko e Ghoulam. E su uno svarione in difesa del Sassuolo al 76’, gli azzurri potrebbero segnare ancora ma Fabian, solo e da pochi passi spara su Consigli che para.
All’ 83’ nel Napoli escono Maksimovic e Fabian, entrano Manolas (reduce da un lungo infortunio) e Lobotka.
All’ 89′ occasionissima per il Napoli. Insigne per Di Lorenzo, che rientra sul mancino e subisce un colpo da Haraslin: è calcio di rigore. Lorenzo con freddezza trasforma per il vantaggio azzurro. E quando tutto sembrava fatto al 94’ Manolas da poco entrato stende Haraslin da posizione defilata: per Marini è penalty anche questo, il terzo della giornata. Caputo batte Meret per il 3-3 finale.

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Lazio-Torino è una gara fantasma: e in Lega va in scena il derby Cairo-Lotito

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La gara fantasma dura 45′, giusto il tempo per i giocatori della Lazio di scherzare un po’ sul terreno di gioco dell’Olimpico, tra balletti improvvisati e Cataldi che fa il cameraman. Manca solo il Torino, non propriamente un fattore di secondo piano: i granata infatti sono stati fermati su disposizione dell’Asl del capoluogo piemontese e per questo non si sono presentati a Roma per la sfida contro i biancocelesti. Motivo per cui, 45′ dopo le 18.30 (orario previsto per la gara), l’arbitro Piccinini di Forli’ non ha potuto far altro che dichiarare conclusa una partita mai iniziata, nell’ennesima giornata di balletti politico-sportivi con il Covid sullo sfondo. La variante inglese ha infatti colpito pesantemente il Torino, obbligando l’Asl a intervenire imponenendo la quarantena alla squadra di Nicola fino alla mezzanotte di oggi, facendo di fatto saltare la sfida contro la Lazio. Senza pero’ che dalla Lega Serie A arrivasse nessuna comunicazione sul rinvio della gara, anzi. Anche oggi, dopo la riunione d’urgenza del Consiglio di Lega, la posizione non e’ cambiata: nessun rinvio, tutto deve proseguire come stabilito, nonostante la certezza che il Torino non si sarebbe presentato all’Olimpico. Una scelta dettata anche dalla volonta’ di provare a mantenere credibile il protocollo Covid stilato dalla stessa Lega lo scorso ottobre: un rinvio concesso dal via Rosellini avrebbe di fatto ridotto a carta straccia un documento che appare comunque gia’ superato dai fatti in circostanze come quelle attuali. Il presidente Dal Pino ieri avrebbe voluto rinviare la partita, ma dopo una consultazione con tutti i club, la stragrande maggioranza dei presidenti gli ha chiesto di non farlo.

Urbano Cairo

E anche il consiglio di oggi, con decisione unanime, ha detto no allo stop. Eppure lo stesso n.1 della Figc, Gabriele Gravina, proprio oggi era stato chiaro: “Credo che ci sia una oggettiva impossibilita’ a disputare la gara in base a quanto prescritto dalla Asl di Torino”. Il mancato rinvio ha generato polemiche da parte della societa’ granata. La decisione della Lega “si commenta da sola”, ha spiegato un amareggiato Urbano Cairo. “Io non credo – ha aggiunto – che il calendario del campionato di serie A si difenda ignorando le realta’ oggettive”. Una vicenda che si aggiunge al lungo elenco di scontri tra lo stesso Cairo e il patron della Lazio Claudio Lotito, spesso e volentieri su fronti contrapposti in Lega, anche nelle ultime vicende tra diritti tv e fondi: il numero uno di Rcs schierato dal lato Sky e a favore della trattativa con i private equity, Lotito invece da sempre oppositore all’affare Media Company e pro-Dazn. E la sfida tra granata e biancocelesti si tinge ancora di giallo, considerando che la gara dell’andata (vinta dalla squadra di Inzaghi in rimonta per 4-3) e’ tra i match sotto indagine da parte della Procura Figc per la questione dei tamponi in casa Lazio. Ora la palla passa al Giudice Sportivo, in una situazione che comunque potrebbe avere un esito diverso rispetto a quanto gia’ successo per Juventus-Napoli. In questo caso, essendosi verificata una causa di forza maggiore largamente in anticipo (mentre i partenopei, secondo il Giudice, avevano disdetto il viaggio anche prima di avere lo stop dalla Asl), potrebbe anche non essere disposto direttamente il 3-0 a tavolino per i bianconcelesti, ma il Giudice Sportivo potrebbe solo decretare il rinvio della gara alla luce di quanto comunicato dall’Asl di Torino e l’oggettiva impossibilita’ della squadra granata di presentarsi a Roma.

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Juve riparte con tris allo Spezia, Cristiano Ronaldo agguanta Pelè

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La Juventus prova a rimettersi in corsa per lo scudetto battendo 3-0 lo Spezia, ma e’ soprattutto la notte di Ronaldo: il portoghese, infatti, ha raggiunto Pele’ a quota 767 gol in gare ufficiali. La firma di CR7 e’ arrivata nel finale, dopo che Morata e Chiesa avevano spianato la strada verso il ritorno alla vittoria. All’ultimo secondo della sfida dello Stadium, Szczesny ipnotizza Galabinov dal dischetto e mantiene inviolata la propria porta. Morata e Fagioli recuperano per la panchina, ma durante il riscaldamento si abbatte un’altra tegola sulla Juve di Pirlo: De Ligt accusa un fastidio fisico ed e’ costretto al forfait dell’ultima ora, il tecnico ridisegna la difesa con la coppia di centrali Demiral-Alex Sandro e Frabotta a sostituire l’olandese, mentre sull’out di destra agisce il rientrante Danilo. Per il resto la formazione e’ obbligata, con McKennie costretto agli straordinari nella mediana insieme a Chiesa, Bentancur e Rabiot con il tandem Kulusevski-Ronaldo in attacco.

Nello Spezia, capitan Terzi carica i suoi nel pre-partita: “Possiamo conquistare punti contro chiunque, coraggio ragazzi” il messaggio mandato ai compagni sul prato dello Stadium. Italiano rilancia dal primo minuto Nzola dopo quasi due mesi nel tridente con Gyasi e Farias, a centrocampo Sena e’ il perno centrale tra Estevez e Maggiore. Al 10′ Frabotta travolge Vignali con un intervento scomposto e l’arbitro Sacchi opta per il giallo, le ripartenze dei liguri rischiano di far male: due conclusioni di Marchizza non centrano lo specchio, il tiro di Farias e’ respinto dalla difesa. I bianconeri, invece, vengono fuori soltanto nel finale di tempo, anche perche’ lo Spezia perde un po’ le misure e commette qualche disattenzione di troppo in costruzione. Provedel e’ attento sul tiro-cross di Chiesa deviato verso la sua porta, poi al 42′ e’ salvato dal palo sul destro a rientrare di Ronaldo.

La Juve non gira come Pirlo vorrebbe, all’ora di gioco arrivano i cambi: dentro Morata e Bernardeschi, i nuovi entrati confezionano la rete del vantaggio nel giro di 60 secondi. Cross dell’esterno e movimento dell’attaccante in anticipo su Erlic, la squadra di Pirlo puo’ esultare solo dopo un paio di minuti abbondanti per il check del Var. L’esterno bianconero si scatena anche al 71′, quando punta ancora Vignali e serve a Chiesa il pallone dell’immediato raddoppio. La resa definitiva dello Spezia arriva all’89, con CR7 che scrive la storia e agguanta Pele’. La Juve torna a vincere, ora attende i risultati di Milan e Inter impegnati rispettivamente domani con l’Udinese e giovedi’ a Parma.

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