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Calcio, Nations League: Italia-Inghilterra 1-0

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 L’importante era vincere. Giacomo Raspadori, l’uomo della provvidenza, dopo un primo tempo mediocre, al 23′ della ripresa ha controllato molto bene al limite una palla al limite sinistro su lancio di Bonucci e ha trafitto l’Inghilterra, risolvendo una partita poco appetibile sul piano estetico. Ora in Ungheria per tentare il colpo grosso. La defezione di Immobile, su cui Mancini contava molto, aveva indotto il c.t. azzurro a cambiare l’assetto della squadra: spera di schierare il laziale lunedì in Ungheria. Detto questo, della partita dobbiamo aggiungere che non è stata bella specie nel primo tempo. Gli azzurri, per lo scarso affiatamento, a volte non hanno saputo che fare della palla, gli inglesi hanno dimostrato di avere idee più chiare, anche se si sono espressi in maniera pericolosa poche volte, non tirando quasi mai nella fase iniziale della gara. Insomma, partita poco esaltante. Con i cambi nella ripresa gli azzurri hanno tentato di vincere e vi sono riusciti con Raspadori, mancando di poco il raddoppio. Con questo ritorno alla vittoria, molto sudata, gli azzurri hanno scongiurato la retrocessione in fascia B e possono ora pensare di accedere alla Final Four, se andrà bene anche in Ungheria. Gli inglesi sono rimasti ultimi.

Mancini, alle prese con tante assenze (ultima quella di Immobile, forfeit in extremis), aveva cominciato con Acerbi, Bonucci e Toloi e indietro, Di Lorenzo e Dimarco esterni, inserendo Cristante accanto al recuperato Jorginho in mediana, Barella pendolare e il duo Raspadori (miracoloso)-Scamacca davanti. Southgate aveva presentato Pope, Dier e Walker in difesa e Saka dietro a Kane. Dopo gli inni, con il nuovo “God save the King” inglese, e il minuto di silenzio per ricordare la Regina Elisabetta (applauditissima l’apparizione della sua foto sul megaschermo) e i morti delle Marche, partita al piccolo trotto. Scamacca di testa è apparso subito pericoloso e gli azzurri si sono riversati in avanti. Rotto il ghiaccio, la squadra di Mancini é sembrata più aggressiva, ma non ha concluso efficacemente. Un’impressione momentanea. Inglesi più affiatati, ma poco incisivi. Kane solo un tiro da lontano, alto. Insomma una delusione generale. Gli azzurri hanno avuto qualche fiammata nella ripresa. In uno scontro con Toloi di testa, Kane è andato k.o. E’ rimasto fuori diversi minuti, poi è rientrato. Barella, solo davanti a Poipe, imbeccato da Dimarco, ha messo fuori da pochi passi. Ci sono stati alcuni minuti di tensione fra i giocatori.

Gli inglesi sono cresciuti e Toloi ha salvato una situazione difficile. In un altro scontro si è fatto male Bellingham. Altro stop. Mancini ha sostituito Scamacca con Gnonto e Barella con Pobega. Italia più pericolosa con Raspadori che ql 23′ ha controllato di classe una palla al limite e ha sparato di sinistro basso fuori della portata di Pope. Gran gol. Donnarumma ha poi salvato il risultato sui ripetuti tentativi inglesi. Dimarco e Gnonto nel finale avrebbero potuto raddoppiare. Vano l’assalto finale dei “Leoni”. In complesso una non esaltante prestazione per gli azzurri: la difesa è sembrata abbastanza sicura, tenendo a distanza gli inglesi; il centrocampo a volte non è stato eccelso, specie nella fase propositiva; in prima linea solo Scamacca ci ha provato, ma Raspadori invece ha segnato. Troppo poco. Donnarumma salvifico nel finale. Anche gli inglesi non sono stati strabilianti, così l’Italia ha vinto. Il calcio azzurro, dopo aver barcollato, ha ripreso in qualche modo a camminare sulle proprie gambe, insomma, e non possiamo che essere contenti, anche se c’è da lavorare molto. Abbastanza mediocri gli inglesi: pensavano ai Mondiali? Ora in Ungheria, l’Italia potrebbe addirittura conquistare la Final Four. (

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Calcio, Gravina: progetto seconde squadre fa bene a Nazionali e Juve

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“Credo che il progetto seconde squadre faccia bene alle Nazionali. I numeri dicono che ha fatto bene anche alla Juventus, basti pensare che ha schierato nella sua seconda squadra 97 calciatori e il 28% ha già esordito in prima con un buon minutaggio”. Lo ha detto il presidente della Figc Gabriele Gravina nel corso della tavola rotonda sulle seconde squadre in Italia organizzata allo Juventus Stadium. “Bisogna accelerare un processo di rinnovamento – ha aggiunto – Il progetto seconde squadre è nato in maniera molto frettolosa e non approfondita in una fase in cui la federazione era commissariata. Non c’è stata la possibilità di approfondire il tema in maniera organica ma mi sembra sotto gli occhi di tutti che la società che ha avviato queso progetto inizia ad avere effetti positivi a livello di sistema e di calcio italiano”.

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Basket: Nba; James dominante, i Lakers battono ancora gli Spurs

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LeBron James ha realizzato il record stagionale di punti (39) trascinando altri sei compagni in doppia cifra nella partita che ieri sera ha visto i Lakers battere i San Antonio Spurs per la seconda volta di fila (143-138). James, che venerdì scorso sempre in Texas aveva segnato 21 punti ma non era sembrato ancora al meglio al suo rientro da un infortunio all’inguine, ha brillato invece ieri, con dieci su dieci nei tiri liberi e anche undici rimbalzi. “Sento che stiamo migliorando sempre di più. All’inizio della stagione avremmo perso una partita come questa”, ha detto James commentando la prestazione della sua sua squadra che ha faticato all’inizio di questa stagione.

Nel finale del terzo quarto si è sfiorata la rissa quando Westbrook è stato colpito in faccia da una gomitata da Zach Collins sotto canestro. Sanguinante, il giocatore dei Lakers è balzato in piedi cercando di aggredire l’avversario ma James è stato veloce a placcarlo e portarlo verso gli spogliatoi. Collins è stato espulso e a Westbrook, al rientro in campo, è stato inflitto un fallo tecnico. Sempre ieri, i Phoenix Suns ancora privi del play Chris Paul hanno sconfitto 113-112 gli Utah Jazz, sfruttando la vena di Deandre Ayton, che ha portato a casa ben 29 punti e altrettanti rimbalzi, mentre Devin Booker ha messo a segno 26 punti. A Toronto, infine, i Raptors hanno avuto la meglio per 105-100 sui sui Dallas Mavericks di Luka Doncic, che ha segnato ‘solo’ 24 punti.

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Sfuma sogno Italia, il Canada va in finale Coppa Davis

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Il sogno dell’Italia di giocare la prima finale del nuovo formato di Coppa Davis è sfumato a Malaga sotto gli ace di Felix Auger-Alissime, decisivo nel portare al Canada i punti del 2-1 che gli permetteranno domani di sfidare l’Australia per la conquista dell’insalatiera d’argento. Il match di doppio giovedì sera aveva promosso l’Italia, che mancava in semifinale da otto anni, oggi invece l’impresa non si è ripetuta. Dopo la vittoria di Lorenzo Sonego su Denis Shapovalov e la sconfitta di Lorenzo Musetti con Auger-Alissime, capitan Volandri a fianco di Fabio Fognini ha schierato Matteo Berrettini al posto di un Simone Bolelli non al meglio, ma la coppia azzurra ha ceduto al duo nordamericano formato da Vasek Pospisil e dal n.6 al mondo, a sua volta chiamato al posto di uno stanco e acciaccato Shapovalov. Il pomeriggio si era aperto bene per gli azzurri, grazie ad un Sonego molto solido che ha avuto la meglio sul talentuoso ma incostante Shapovalov col punteggio di 7-6, 6-7, 6-4. Grande l’equilibrio in campo in una partita che ha avuto anche vari momenti di alta spettacolarità, con tanti vincenti da una parte e dall’altra, con i primi due set decisi dai tie break.

Nella seconda partita, Sonego si è portato fino al 5-2 ma il canadese lo ha riagganciato a 5-5. Un doppio fallo dell’azzurro ha concesso un altro set-point a Shapovalov, che non si è fatto pregare pareggiando il punteggio. Nel terzo set, con l’italiano avanti 2-1, il rivale ha dovuto chiedere il ‘medical time out’ per un problema alla schiena, risolto dall’intervento di un fisioterapista. La svolta è arrivata nel settimo gioco, quando Sonego ha annullato tre palle break sale sul 4-3. Poi nel decimo game Shapovalov con tre doppi falli ha consegnato il match all’Italia dopo oltre tre ore di gioco. Molto più breve è stato il secondo singolare, dato che Auger-Alissime si è imposto su Musetto per 6-3, 6-4, non sentendo per nulla la pressione di un match che poteva essere già decisivo. Sul 3-2 il canadese è andato sullo 0-40 conquistando poi break che lo ha fatto volare fino a 5-2. Con un ace a 204 chilometri orari, Auger-Aliassime ha chiuso il set per 6-3 in 39 minuti. L’azzurro ha faticato a tenere la battuta in avvio di secondo set ma poi ha tenuto fino al 4-4, quando due lungolinea fuori di un pelo hanno mandato ancora sullo 0-40 il canadese, che ne ha approfittato per portarsi in vantaggio e poi chiudere 6-4, in un’ora e 25 minuti.

Il doppio, con le coppie rivoluzionate all’ultimo dai due capitani, è stato combattuto punto a punto, tra i tocchi deliziosi di Fognini e la solidità di Berrettini al servizio, ma al tie break un errore del romano ha subito avvantaggiato i canadesi, portatisi al 4-2 e poi capaci di chiudere senza concedere altro agli azzurri. Nel secondo set, l’Italia ha dato l’impressione di poter recuperare lo svantaggio, ma nel momento chiave Fognini ha perso il suo turno di battuta concedendo ad Auger-Aliassime la possibilità di andare a servire per il match sul 6-5. L’Italia si portata sul 15-40, poi il canadese ha ripreso lucidità e non ha più sbagliato un servizio. Domani sarà lui ad andare a caccia del trofeo, mentre l’Italia si è fermata ma ha dimostrato, viste anche l’assenza di Jannik Sinner e la mezza condizione di Berrettini, di poterci riprovare stabilmente nei prossimi anni.

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