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Calcio in bolletta, Agnelli: per i club europei dai 6,5 a 8 miliardi di euro di danni dalla pandemia

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“Due miliardi? Penso che alla fine di questa stagione sara’ molto peggio, anche perche’ temo che il 2020/21 sara’ tutto senza tifosi negli stadi”. Cosi’ Andrea Agnelli, presidente di Juventus ed Eca (European Club Associatin) commentando, in una diretta streaming di News Tank Football, le stime sulle mancate entrate dei maggiori club europei diffuse da Sport Business Group Deloitte. “Secondo l’Eca, – ha detto Agnelli – i danni saranno tra 6,5 e 8 miliardi, con 360 club che avranno bisogno di aumenti di capitali per complessivi 6 miliardi. Il contraccolpo della pandemia – ha sottolineato Andrea Agnelli – e’ “stato pesante anche per il calciomercato”, con una flessione di 2,6 miliardi nel giro d’affari, perche’ le spese sono passate da 6,5 a 3,9 miliardi complessivi”. Il presidente della Juventus guarda con preoccupazione anche “all’impatto sulle serie minori, sui posti di lavoro e in generale a tutta l’industria del calcio”.

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La Roma beffa la Fiorentina con un gol di Diawara al 90′

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La Roma risorge dopo la sconfitta interna con il Milan  e manda all’inferno la Fiorentina, al secondo ko di fila. Succede tutto nella ripresa, compreso il gol decisivo di Diawara che, dapprima annullato, e’ stato poi convalidato al 90′. I viola un po’ piu’ reattivi rispetto a domenica avrebbero meritato almeno di uscire con un punto, ma e’ davvero un’annata storta, e cosi’ la classifica si fa sempre piu’ rischiosa complice anche il secondo successo di fila del Cagliari.

Dopo una vigilia nervosa Prandelli ha deciso di coprirsi schierando una formazione con Venuti e Igor (preferito inizialmente a Biraghi che poi gli subentrera’ dopo l’uscita per infortunio) a sostegno del trio difensivo, mentre a centrocampo ha rilanciato Amrabat e in attacco confermato il tandem Vlahovic-Ribe’ry. Novita’ anche nella Roma rispetto alla gara persa con il Milan : Kumbulla in difesa, Diawara al centro, Bruno Peres a destra, conferme Borja Mayoral sostenuto da Pellegrini e Mkhitaryan. Fiorentina-Roma e’ anche la partita di Astori che e’ stato capitano della prima e difensore della seconda: applausi commossi durante il minuto 13 quando tutti i giocatori si sono fermati nel ricordo del compagno, mentre la sua immagine compariva sul maxi schermo e a bordo campo scorreva la scritta ‘Ciao Davide’.

Il primo tempo ha visto i viola piu’ propositivi e reattivi degli avversari, segno che questa volta gli inviti lanciati da Prandelli a tirare fuori grinta e orgoglio erano stati raccolti: le occasioni piu’ nitide sono state tutte create da Ribe’ry per il sinistro di Vlahovic (respinta di Pau Lopez) e per Castrovilli, per la Roma piu’ lenta e meno brillante di domenica un paio di tentativi finiti alti di Diawara e Mkhitaryan e la rasoiata di destro di Pellegrini nel finale di tempo neutralizzata da Dragowski. Roma che ha rischiato poco prima di restare in 10 per un gomito troppo alto di Mancini su Ribe’ry: il difensore se l’e’ cavata con un’ammonizione fra le proteste dei viola anche perche’ l’arbitro non ha giudicato di andare a rivedere l’azione. Proprio Mancini e’ stato il giocatore che a inizio ripresa ha innescato Spinazzola per il vantaggio giallorosso, da applausi il tiro al volo del numero 37. Che pero’ poco dopo e’ stato suo malgrado protagonista del pareggio della Fiorentina: da un contropiede avviato da Ribe’ry che ha trovato sbilanciata la Roma (complice anche l’infortunio a Veretout, scontratosi con Spinazzola, che ha costretto il francese a uscire, dentro Pedro) e’ scaturito il cross di Biraghi che lo stesso numero 37 ha indirizzato alle spalle di Lopez.

Le due squadre si sono allungate con continui ribaltamenti di fronte e molti errori da ambo le parti, Fonseca ha giocato anche la carta El Shaarawy (fuori Mkhitaryan che non ha gradito), Prandelli si e’ coperto con Borja Valero e Caceres sostituendo Ribe’ry (pure lui non felice del cambio, ammonito saltera’ Parma) e Pulgar. Ma proprio nel finale Diawara ha regalato i tre punti alla propria squadra: il gol prima era stato annullato per una sospetta posizione in fuorigioco di Karsdorp al momento dell’assist, ma il check del Var ha poi convalidato per la gioia dei giallorossi e la disperazione di una Fiorentina che incassa la 12/a sconfitta in 25 gare, la quarta nelle ultime cinque.

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Sanremo, Ibrahimovic ricorda Astori: non è qui ma è sempre con noi

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“Vorrei chiedere un applauso per Davide Astori. Sono 3 anni che non è con noi, ma è sempre con noi”. Così Zlatan Ibrahimovic, in collegamento con il Festival di Sanremo dopo la partita del Milan, ricorda Astori, il calciatore scomparso tre anni fa.

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Milan-Udinese, il pari è di rigore e lo segna Kessiè al 97′

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Il Milan strappa il pari contro l’Udinese all’ultimo secondo possibile. Segna su rigore Kessie’, con la sua comprovata freddezza, un penalty concesso per un fallo di mano tanto ingenuo quanto evidente di Stryger Larsen a pochi secondi dalla fine. Ma e’ un punto che non puo’ far felice il Milan. I rossoneri non esultano neppure, delusi dalla chance concessa all’Inter che puo’ scappare a +6. L’Udinese sfiora il colpaccio, dopo aver giocato una partita intelligente, sorniona si e’ chiusa nel primo tempo, poi uscendo allo scoperto nella ripresa ma vede sfumare la vittoria all’ultimo secondo possibile. Il Milan doveva dare continuità di risultati e non ci riesce del tutto. Senza Ibrahimovic, seduto in panchina a supportare i compagni insieme agli altri infortunati, il leader doveva essere il gioco come aveva detto Pioli. Ma e’ chiaro che il periodo difficile non e’ ancora del tutto risolto. Domenica c’e’ il Verona, squadra storicamente ostica al Milan, e serve ritrovare lo slancio anche perche’ le avversarie per la Champions sono ad una manciata di punti. Nel primo tempo l’Udinese si chiude nella propria meta’ campo, tessendo una rete a maglie strettissime che il Milan non riesce a bucare. I rossoneri tengono palla, raggiungono il 68% del possesso, ma sono pochi gli interventi di Musso degni di nota.

Qualche dubbio sulla trattenuta in area ai danni di Kessie’, giudicata dall’arbitro di poca rilevanza. La barricata dell’Udinese innervosisce alcuni giocatori rossoneri, il ritmo viene spesso spezzettato dagli interventi dello staff medico, come in occasione del giallo rimediato da Rebic che ha, involontariamente, calpestato in corsa il volto di Becao caduto dopo il contrasto. Proteste da parte dell’Udinese che chiede al croato le scude immediate. Poco dopo la mezz’ora altra entrata al limite del rosso per Theo Hernandez che in scivolata con il piede a martello travolge Molina. Giallo estratto con qualche minuto di ritardo ma la sensazione e’ che il difensore rossonero sia stato ‘graziato’. Il Milan fatica a fare la differenza, l’Udinese attende la chance giusta. Dopo tre minuti dall’inizio del secondo tempo clamorosa occasione sciupata dall’Udinese: Theo Hernandez sbaglia il retropassaggio e serve Pereyra che la passa a Nestorovski, libero di colpire di testa a porta vuota. Ma la colpisce centrale favorendo il salvataggio sulla linea di Romagnoli. Reagisce il Milan che chiama in causa Musso prima con Meite’ dalla distanza poi con Kessie’ sul primo palo. Al 13′ della ripresa, poi, il ricordo a Davide Astori con il lungo applauso dei giocatori e delle panchine. In particolare Pioli, emozionato nel ricordare il suo capitano della Fiorentina. Un momento di raccoglimento, per poi tornare subito a giocare. E al 20′ c’e’ l’ennesimo errore di Theo Hernandez che nella sua area sbaglia l’appoggio e serve ancora un avversario. De Paul pero’ non inquadra la porta. Ma l’Udinese ha piu’ coraggio. E al 23′ sblocca la partita: calcio d’angolo di De Paul, Bacao colpisce di testa svettando su Romagnoli e Theo e Donnarumma si lascia passare il pallone di fianco. Un errore inusuale per il portiere rossonero e che costringe il Milan all’assalto. L’Udinese sembra reggere anche chiudendo in dieci per l’infortunio di Samir a cambi terminati, poi all’ultimo secondo l’errore di Stryger Larsen che tocca di mano in area. Rigore di Kessie’ che non sbaglia. Ed e’ pari.

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