Collegati con noi

Sport

Calcio, il video della furia di Nedved e Paratici contro l’arbitro Calvarese a Napoli

Avatar

Pubblicato

del

Dopo le immagini del battibecco Conte-Agnelli al termine della semifinale di Coppa Italia contro l’Inter, ora e’ diventato virale un video con il vicepresidente della Juventus, Pavel Nedved, e il Managing Director Football Area, Fabio Paratici. Veementi le proteste dalle tribune dello stadio Diego Armando Maradona di Napoli, l’episodio che ha scatenato la rabbia dei due dirigenti e’ stata la mancata seconda ammonizione del terzino azzurro Giovanni Di Lorenzo. Per Paratici, come si sente chiaramente dall’audio del video, la colpa e’ di Gianpaolo Calvarese della sezione di Teramo, ieri quarto uomo ufficiale della sfida tra Napoli e Juve.

Advertisement

Sport

Fiorentina, è già gelo tra società e Gattuso

Avatar

Pubblicato

del

Gelo improvviso a Firenze tra Rino Gattuso e la Fiorentina dove si sarebbe aperto da tre giorni un confronto serrato fra l’allenatore e la societa’ riguardo alle scelte di calciomercato da affrontare per la prossima stagione. Il contrasto sarebbe talmente forte che si vocifera di un possibile addio dell’allenatore, che ritiene di non aver avuto sufficienti garanzie in materia di rinforzi. Ma, secondo quanto si e’ appreso, i vertici della Fiorentina, avrebbero ribadito a Gattuso e al suo procuratore Jorge Mendes che la linea della societa’, pur in un’ottica di crescita, rimane quella di non sottostare ai condizionamenti dei procuratori e di non voler sostenere costi di ingaggio eccessivi e superiori al valore tecnico dei calciatori che eventualmente potrebbe interessare inserire nella rosa. In particolare, tali concetti Commisso e i suoi dirigenti li avrebbero chiariti a fronte di richieste di Gattuso e di Mendes, il quale e’ anche procuratore di calciatori come quel Sergio Oliveira del Porto che sembrava vicino alla Fiorentina, ma per il quale ora il Porto chiede una cifra ritenuta non congrua per un calciatore di 29 anni. Ma i problemi riguarderebbero anche altri giocatori che Gattuso avrebbe voluto portare a Firenze. La situazione e’ data in evoluzione e nelle prossime ore ci dovra’ essere una ricomposizione delle parti, un chiarimento che coinvolgera’ anche questioni economiche su prezzi di cartellini e ingaggi, altrimenti il progetto del tecnico con la Fiorentina potrebbe non decollare.

Continua a leggere

Sport

Pagelle azzurri, è Locatelli la star della serata

Avatar

Pubblicato

del

Pagelle azzurri DONNARUMMA 6.5 : la prima parata al 18′ della ripresa su Zuber arrivato sottoporta, ed e’ preziosa per non consentire alla Svizzera di riaprire il match. Gioca spesso con i piedi a ricostruire dal basso l’azione azzurra, quasi fosse un libero aggiunto, per evitare il pressing alto degli svizzeri e a fine primo tempo deve uscire di testa su lancio lungo inseguito da Seferovic DI LORENZO 6.5: resta molto piu’ cauto dello spezzone di partita all’esordio, stasera e’ ben rintanato la’ dietro a coprire la spinta di Rodriguez, su cui fa muro alla mezzora. La sua precisione tattica consente comunque a Berardi di scatenarsi sulla stessa fascia, 20 metri piu’ avanti. Elegante nella finta difensiva che disorienta Seferovic, prezioso anche per fermare la battuta di Shaqiri quando l’Italia e’ gia’ 2-0 BONUCCI 6.5: gli tocca spesso Seferovic, a volte Shaqiri che gira largo e prova a entrare, e assolve al compito con senso di posizione. Poi si dedica a far ripartire l’azione da dietro CHIELLINI sv: prova ad essere protagonista al 19′ col gol, che il Var gli annulla.La sua e’ una partita fisica, di forza, e lo paga col problema muscolare che lo costringe a uscire presto. Dal 24′ pt ACERBI 6: entra bene in partita, soffrendo un po’ quando Embolo si sposta dalla sua parte in cerca dello sprint giusto. Ma ci mette esperienza e forza e se la cava SPINAZZOLA 6.5 : se da quella parte l’Italia e’ incontenibile, non e’ merito di Insigne ma suo. Devastante quando scende palla al piede e dribbla, i suoi cross sono preziosi per Immobile anche se no sempre precisissimi. Fa anche la diagonale difensiva, spreca il gol del raddoppio a fine primo tempo poi tira il freno a mano lasciando da quella parte spazio alle incursioni di Immobile BARELLA 6.5: fatica un po’ a trovare ritmo e posizione nel mezzo del fitto centrocampo svizzero, ma poi risolve col solito dinamismo. Entra nel vivo delle azioni, come quella del 2-0, ma gli manca lo spunto per l’inserimento. Dal 40′ st CRISTANTE sv JORGINHO 6.5: regista arretrato, detta i ritmi e fa girar palla ma non sfrutta gli spazi piu’ ampi concessi dall’avversaria di stasera. Che non sia regista offensivo si capisce quando sul 2-0 spreca un contropiede con un filtrante non certo da n.10 LOCATELLI 8.5: il primo gol e’ una vera perla, il secondo una prova di coordinazione al tiro da scuola calcio. Sull’1-0, l’azione e’ aperta e chiusa da lui, frutto di una grande intesta col compagno del Sassuolo Berardi ma sopratutto di un modo stupendo di pensare il calcio. Gioca dall’inizio quasi trequartista, e da subito e’ il piu’ brillante. Fino all’uscita con standing ovation. Dal 41′ st PESSINA sv BERARDI 7: anche stasera fa pesare forma e qualita’ tecniche. Sfugge quasi sempre sulla linea laterale, e li diventa devastante come nell’azione dell’1-0. Quando invece taglia dentro non trova l’uno-due giusto. Spreca il possibile 3-0. Dal 24′ st TOLOI IMMOBILE 6.5 : gira a lungo a vuoto, e solo quando l’Italia e’ avanti prova a sfruttare gli spazi che la Svizzera deve lasciare. Ma spreca troppo, una volta nel primo tempo e due nel secondo, in azioni che sono le sue tipiche. Poi chiude la serata con un destro da fuori area per il 3-0 che e’ un premio alla caparbieta’ INSIGNE 6: appare lento nell’ideazione della giocata, troppo spesso in cerca del colpo a effetto quando basterebbe il tocco semplice sul compagno smarcato. Come quando spreca in finale di primo tempo un contropiede 3-3 o azzarda un pallonetto da dentro l’area. Dal 24′ st CHIESA sv Ct MANCINI 7: Il suo e’ un vero e proprio messaggio all’Europa: c’e’ una via al bel gioco che non passa per i fuoriclasse. La sua Italia non ne ha, ma va all’attacco in maniera corale e spesso scrive la storia delle partite anche in bella grafia, oltre che con buoni contenuti. Dopo aver battuto 3-0 la Turchia, gli azzurri si ripetono: e stavolta gli avversari non erano cosi’ scarsi. Vero e’ che il torneo e’ ancora lungo, ma il segnale di questa sera e’ forte: al tavolo dei grandi, quando si decideranno le prime posizioni, l’Italia di Mancini conta di esserci.

Continua a leggere

In Evidenza

Spazzata via anche al Svizzera, l’Italia di Mancini è già agli ottavi

amministratore

Pubblicato

del

Tenera e’ la notte romana per la nazionale di Roberto Mancini, che a suon di 3-0 batte avversari e record in serie mettendo nello stesso tempo in cassaforte la qualificazione agli ottavi di finale dell’Europeo. Con i tre gol inflitti stasera alla Svizzera grazie a una doppietta dello strepitoso Locatelli e a una rete di Immobile in chiusura, un risultato che per occasioni e gioco prodotto poteva persino essere molto piu’ ampio, gli azzurri infatti superano di slancio il girone eliminatorio rendendo la sfida di domenica con il Galles solo uno spareggio per il primo posto nel gruppo: una posizione chissa’ quanto vantaggiosa (il gioco degli accoppiamenti in questa fase e’ sempre difficile da interpretare), e comunque non necessaria per andare avanti. Bastano all’uopo i 6 punti attuali in classifica della squadra di Mancini, che allunga la striscia positiva a 29 risultati utili e dieci successi consecutivi (senza subire gol) ed e’ la prima qualificata alla seconda fase.

Non sempre partire forte vale automaticamente un torneo di primissimo piano (nel 2016 gli azzurri di Conte cominciarono con due vittorie anche piu’ significative, ma si fermarono ai quarti di finale; il Portogallo poi campione prese l’abbrivio con tre pareggi). Ma la squadra di Mancini, fatta la tara degli avversari non di altissimo livello affrontati finora, con il suo gioco sempre votato all’attacco e alimentato da un eccellente possesso palla, manda un messaggio forte all’Europa del calcio, nella quale altre big mettono in mostra talenti straordinari ma nessuna la capacita’ azzurra di costruire con semplicita’ la vittoria.

Rientrato ampiamente l’allarme Berardi, in avvio Mancini aveva proposto in pratica la stessa squadra della sfida con la Turchia. Unica eccezione, il convalescente Florenzi sostituito da Di Lorenzo che gia’ nel secondo tempo della gara di apertura lo aveva rimpiazzato molto degnamente.

Neanche in panchina, invece, Verratti, tenuto prudenzialmente lontano dalla tentazione di affrettare il rientro. E scontato il modulo, l’abituale 4-3-3 alla ricerca di gioco e gol con il tridente offensivo Insigne-Berardi-Immobile. Anche Petkovic, per il quale l’Olimpico e’ stato campo di casa per un anno e mezzo ai tempi in cui allenava la Lazio, non rinunciava a un modulo apparentemente diretto alla costruzione del gioco come il suo 3-4-1-2. A dispetto di tutta una filmografia, che parte dall’immenso Manfredi emigrante in Pane e cioccolata, gli svizzeri si erano comunque presentati con una nazionale fortemente multietnica e votata all’integrazione, con terminale offensivo il dirompente Embolo, nato in Camerun a fare coppia in avanti con Seferovic (di origine bosniaca). A metterli in movimento, Shaqiri (nato in Kosovo), un pochino appesantito nella muscolatura ma sempre temibile per gli estri.

Fatto sta che nonostante la buona volonta’ di Petkovic, era la propulsione italiana a porre il piano inclinato della gara nella meta’ campo avversaria: nella prima mezz’ora si giocava praticamente sempre li’, e ne emergevano perlomeno un paio di grandi occasioni: la prima al 10′ scaturiva dalla solita fuga sulla sinistra di Spinazzola, bravo a mandare al centro una palla che chiedeva solo di essere messa in rete: ma Immobile non era altrettanto bravo e metteva alto con un colpo di testa goffo.

E la seconda arrivava al 19′, quando su angolo di Insigne Chiellini travolgeva in mischia Xhaka e Akani prima di realizzare da due passi. Karasev concedeva il gol, ma l’intervento dell’uomo alla Var lo spingeva a ripensarci. Il gol azzurro era comunque maturo, e nonostante un risentimento alla coscia sinistra avesse costretto al 23′ Mancini a sostituire il capitano Chiellini con Acerbi, arrivava al 25′ quando Locatelli giganteggiava a centrocampo in fase di interdizione lanciando sulla destra Berardi: l’ esterno s’involava sulla corsia di destra e rimetteva la palla al centro, dove trovava, guarda un po’, proprio Locatelli che dopo avere sprintato 50 metri realizzava da due passi. La Svizzera provava a dare profondita’ alle sue manovre, ma senza costrutto: era semmai ancora l’Italia a farsi pericolosa con un paio di contropiede di Insigne e Spinazzola.

Nella ripresa la Svizzera si ripresentava con Gavranovic al posto di Seferovic e provava a incidere di piu’ in avanti, ma prendeva subito il colpo del ko definitivo: a sferrarlo al 7′ era ancora Locatelli, con un sinistro secco da fuori area dopo azione Berardi-Barella. A riaprire la partita ci provava Zuber al 19′, ma sul suo tiro ravvicinato metteva una pezza Donnarumma, guadagnandosi un bel voto in pagella. Entravano Chiesa e Toloi al posto di Insigne e Berardi, Pessina e Cristante per Locatelli (scattava la standing ovation) e Barella, segnava il terzo gol con un tiro da lontano Immobile con la collaborazione di Sommer: ma il senso della serata non cambiava, e la festa nell’estate romana ricominciava.

Continua a leggere

In rilievo

error: Contenuto Protetto