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Calcio, Gravina: “Seconde squadre per crescere i giovani, ma siamo arrivati in ritardo”

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L’introduzione delle seconde squadre “è passata come rivoluzione epocale, io ero favorevole in Lega Pro ma personalmente ho osteggiato la versione di questo provvedimento preso nell’arco di qualche giorno” dalla Figc allora commissariata. Adesso “ho la sensazione che sul progetto delle seconde squadre, così come è concepito oggi, siamo arrivati troppo in ritardo”. Così il presidente della Figc, Gabriele Gravina, a margine del comitato di presidenza. “Domani a Torino ci sarà un incontro con altre società sul tema e capire limite di età – ha aggiunto Gravina – il concetto degli under 23 così com’è è anacronistico. Se si tratta di impiegare giovani selezionabili ok, se invece giocano molti non selezionabili under 23 allora ci dobbiamo interrogare. Poi, se partecipa solo una società diventa improbabile”. “Voglio capire – si domanda dunque il numero uno di via Allegri -, le società hanno davvero questo interesse? Ho la sensazione che siamo arrivati in ritardo, in Germania la stanno togliendo. Iniziamo a riflettere se forse, istituzionalizzandola, non serva anche la multiproprietà”.

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Roma, frenata col Sassuolo: ora la Champions è più lontana

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Frenata forse decisiva per la Roma nella corsa Champions. Solo un pari stasera nell’anticipo contro il Sassuolo che impedisce ai giallorossi di agganciare l’Atalanta al quarto posto. Tutto rinviato all’ultima giornata ,anche se la situazione sembra compromessa. Ce l’ha messa tutta la Roma e non e’ stata nemmeno fortunata, soprattutto nella ripresa quando ha colpito due legni e nel recupero con Fazio prima si e’ vista annullare un gol per fuorigioco di Dzeko, poi ha mancato la rete decisiva ad una manciata di secondi dal termine. Senza dimenticare gli errori in zona gol di El Sharaawi e Cristante. L’inizio di partita e’ accompagnato dalla protesta dei tifosi romanisti che contestano con striscioni e cori la scelta della societa’ di non rinnovare il contratto a De Rossi. “Lode a te ultimo imperatore” si legge, mentre lo stesso De Rossi, inizialmente in panchina si alza e saluta i propri sostenitori. In curva il mirino dei contestatori e’ rivolto soprattutto a Pallotta: “in 7 anni anni avete distrutto la romanita’..via dalla Roma Pallotta e societa’” e’ il testo di uno degli striscioni, tutti dello stesso tenore.

C’e’ anche un “De Rossi eterno capitano, Pallotta eterno riposo”, dedicato a tutti e due i protagonisti principali della vicenda. Nella Roma Ranieri propone il solito schema con Dzeko unica punta sostengo del quale agiscono Zanioli, Under e El Sahaarawy. In difesa fuori Manolas, Fazio e Juan Jesus sono i centrali, con Florenzi e Kolarov laterali. Sotto una pioggia battente, la prima iniziativa e’ della Roma con Under che al 7′ impegna Consigli con un destro preciso. Gira palla il Sassuolo nel tentativo di trovare i varchi. Djuricic e’ il centravanti di manovra, con il rientrante Berardi e Boga sugli esterni. Fuori nel Sassuolo Magnani, Peluso e Sensi. La squadra di De Zerbi prova a replicare all’11’ con una azione manovrata che porta al tiro Berardi la cui conclusione viene deviata in angolo. Gioco interrotto due volte per lancio di fumogeni dalla curva dei tifosi romanisti verso l’area del Sassuolo. Al 38′ azione personale di Kolarov: il suo rasoterra sul primo palo non viene trattenuta da Consigli che regala l’angolo Ripartenza della Roma al 40′ avviata da Zaniolo con Magnanelli che si prende un giallo per aver fermato in modo scorretto Florenzi lanciato a rete. Sulla conseguente punizione il tiro di Kolarov viene intercettato dalla barriera. Poco dopo Sassuolo vicino al gol: colpo di tacco di Berardi che lancia Lirola sulla destra: assist a centro area, libera con affanno la difesa della Roma Altro pericolo per giallorossi prima dell’intervallo con il diagonale di Djuricic deviato in angolo di piede da Mirante. La ripresa comincia sempre nel segno del Sassuolo: al 2′ palla di Boga che taglia l’area romanista, Berardi non arriva i tempo per la deviazione in rete. Passano i minuti e’ sempre Sassuolo con Locatelli e Duncan che spaventano Mirante con due conclusioni di poco imprecise. Clamorosa invece e’ l’occasione al 12′ capitata a El Shaarawy che nel cuore dell’area piccola manca la mira. Insiste la Roma con Dzeko che al 15′ pizzica il palo alla sinistra di Consigli. Lo stesso portiere si supera poco dopo sul colpo di testa ravvicinato con Cristante. Alle mezz’ora sul cross basso di El Sharaawy, pasticcia in ripiegamento difensivo il Sassuolo, la palla carambola sul palo e salva i neroverdi. Brividi nel recupero quando al 48′ viene annullata la rete di Fazio per fuori gioco di Dzeko. E ancora Fazio ad una manciata di secondi dalla fine calcia sopra la traversa da posizione ravvicinata.

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Internazionali d’Italia di tennis, la finale è ancora una volta Nadal contro Djokovic

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Rafael Nadal contro Novak Djokovic, ancora una volta. L’atto conclusivo degli Internazionali d’Italia sara’ un remake del recente passato visto che lo spagnolo e il serbo si affronteranno in finale a Roma per la quinta volta. L’equilibrio regnato finora sulla terra rossa del Foro Italico (due successi a testa) cessera’ domani al termine della 54/a sfida tra i due. Numeri che certificano una rivalita’ praticamente infinita, la piu’ replicata dell’era Open. Dopo aver liquidato il greco Stefanos Tsitsipas in due set (6-3 6-4), Rafa va a caccia del primo titolo del 2019 e della nona sinfonia a Roma. Per il campione iberico sara’ la 50/a finale in un ‘Masters 1000′ (con 33 titoli messi in bacheca), e la numero 118 in carriera, con 80 trofei finora conquistati. “Ho giocato un match solido contro un buon giocatore. Cosa e’ successo? Quello che avevo detto nei giorni scorsi: dovevo giocare meglio. Se giochi meglio aumentano le possibilita’ di vincere ed e’ quello che ho fatto oggi – le parole del mancino di Manacor -. Djokovic? Vedremo. Sara’ un altro test e provero’ a competere al meglio. Dovro’ provare a giocare il mio miglior tennis”.

Novak Djocovic. Ancor una volta in finale 

A sbarrargli la strada dall’altra parte della rete ci sara’ appunto Nole che in serata ha faticato non poco per avere la meglio sull’argentino Diego Schwartzman (6-3 6-7 6-3 in due ore e mezzo di gioco), e domani provera’ a centrare il quinto assolo nella Capitale riscattando cosi’ le ultime due finali perse (2016 e 2017) su otto complessivamente disputate. “Un grande grazie a tutti voi che siete rimasti fino a tardi – le parole del serbo al pubblico sugli spalti -. C’e’ una bellissima atmosfera per giocare a tennis. Sono stato un po’ lento all’inizio, dopo tre ore di gioco di ieri notte (contro Del Potro, ndr). E’ stato un match fisicamente duro ma alla fine sono stato fortunato su qualche break e ho giocato qualche buon punto nei momenti cruciali e cio’ e’ stato sufficiente per riuscire a vincere”. La finale del tabellone femminile sara’ invece inedita dopo due anni di monopolio Svitolina-Halep. Dopo aver regolato in semifinale Maria Sakkari con un doppio 6-4, la numero 7 al mondo Karolina Pliskova provera’ a prendersi lo scettro di Roma contro l’outsider britannica Johanna Konta, vincente a sorpresa sull’olandese Bertens (5-7 7-5 6-2). Sara’ l’epilogo di un’edizione, la 76/a, contraddistinta dal record di incasso ma anche da pioggia e polemiche sulla gestione del torneo. L’ultima quella che ha visto protagonista Ubaldo Scanagatta, cronista con alle spalle 40 anni di carriera, al quale e’ stato revocato l’accredito per aver seguito l’evento per piu’ di una testata. Motivazione questa fornita dalla direzione comunicazione della Federtennis, mentre secondo il giornalista il provvedimento e’ stato preso in seguito a un articolo critico sull’organizzazione dei giorni scorsi.

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Conferenza Juventus, Allegri: “La società ha ritenuto che non fossi più io l’allenatore”, ma con Agnelli c’è affetto e stima

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È stata la conferenza della commozione quella dell’addio di Allegri alla Juventus.

Andrea Agnelli e Massimiliano Allegri hanno incontrato i giornalisti nella sala conferenze dell’Allianz Stadium per rendere ufficiale quello che si sapeva già: il tecnico livornese, finito il campionato, lascia i bianconeri dopo cinque anni di successi e record. Abbiamo adesso anche una certezza: è stata la società  a decidere che Allegri doveva andare via. Si sono scambiati tanti complimenti ma la sostanza è questa. Agnelli ha detto che questa è stata la decisione piu’ sofferta da quando è alla guida della Juventus: “Sono stati cinque anni bellissimi, con affetto, stima, riconoscenza e soprattutto tante vittorie – ha ricordato il presidente. – Abbiamo vissuto per un anno e mezzo da vicini di casa, abbiamo fatto colazione insieme, cene piacevolissime, Max ha visto i miei figli crescere e io i suoi. Penso di aver trovato un amico sincero con cui potermi confidare su tanti argomenti”.  Alla conferenza c’era anche la squadra, che ha applaudito più volte l’ormai ex mister. “La societa’ ha fatto le sue valutazioni e ritenuto opportuno che la prossima stagione l’allenatore non fossi piu’ io – ha detto Allegri – fisiologicamente ci dovevamo separare, e’ molto piu’ semplice di quanto possa sembrare”. Il bilancio non puo’ che essere positivo, nonostante la mancata vittoria della Champions League. “Qui ho trovato una societa’ super organizzata, siamo cresciuti insieme, ma ora e’ arrivato il momento di separarsi nel migliore dei modi. Lascio un presidente straordinario – ha aggiunto il tecnico livornese – un decisionista. Ho vissuto cinque anni davvero straordinari e oggi la vivo serenamente, anche se sono state scritte cose inesatte, non ho mai chiesto anni di contratto, giocatori, rivoluzioni. Sono contento ed emozionato, ma ora basta che domani bisogna giocare. La Juventus  ripartirà nel migliore dei modi”.

A chi gli contestava che la squadra non sempre ha espresso un bel gioco, Allegri ha replicato: “A calcio conta vincere le partite, non ho ancora capito cosa significhi giocare bene, qualcuno me lo spieghi. Quelli che vincono sono più bravi degli altri, piaccia o non piaccia. Durante una stagione – ha aggiunto – ci sono momenti in cui giochi bene e altri meno bene”. E ancora, rivolgendosi a Cristiano Ronaldo, seduto ad ascoltare in seconda fila: “Difendere non è vergogna, le grandi sfide le vincono le grandi difese. Cristiano lo sa bene, il Real Madrid nella finale di Cardiff ha vinto perche’ ha difeso meglio di noi. Ci sono allenatori che vincono e altri che non vincono mai e se uno non vince mai un motivo ci sara’”. Sui progetti futuri il tecnico non si sbilancia. “In questo momento non so nulla, valutero’ eventuali proposte, casomai mi dedichero’ a me stesso, ai mie familiari, alla mia compagna, ai miei amici, una pausa mi farebbe anche bene”.

Anche Agnelli ha la bocca cucita su chi sarà il prossimo allenatore della Juventus. Ma allora perché si sono separati viene voglia di chiedersi.

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