Collegati con noi

Cronache

Cade in piscina, bambina di 8 anni muore nel Grossetano

Avatar

Pubblicato

del

E’ morta ad appena 8 anni, cadendo con la sua bicicletta dentro una piscina nel giardino della casa dove abitava da poche settimane in Maremma. Per la piccola Denisa a nulla sono valsi i tentativi di rianimazione dei sanitari intervenuti a La Vallerana, frazione di Capalbio nelle campagne al confine col comune di Manciano, nel Grossetano. La bambina sembra sia morta affogata: nell’invaso c’era ancora acqua. La piccola avrebbe anche urlato richiamando cosi’ l’attenzione della madre, ma non c’e’ stato poi nulla da fare per salvarle la vita. Tutto si e’ consumato dopo pranzo, a pochi metri dall’abitazione dove Denisa si era trasferita qualche giorno dopo Natale con i genitori, originari della Romania: il padre da anni vive in Maremma dove lavora come operaio agricolo in un’azienda della zona. Dopo circa dieci anni aveva deciso di portare in Italia anche la famiglia, cosi’ a dicembre era andato a prendere moglie e figlia in Romania per sistemarsi tutti in quell’abitazione messagli a disposizione per amicizia a La Vallerana, frazione composta da qualche podere, poche case e una trattoria. Denisa, da quello che e’ stato ricostruito dai carabinieri del nucleo investigativo di Grosseto insieme ai colleghi della compagnia di Orbetello, stava pedalando in bicicletta in giardino e chissa’ come e’ caduta nella piscina, alta circa due metri. Quando la madre l’ha raggiunta era gia’ priva di sensi. Sul posto sono arrivati i medici del 118 e le ambulanze della Misericordia, inviati da Manciano e Capalbio. Allertato anche l’elisoccorso Pegaso che pero’ e’ poi tornato indietro. Il sostituto procuratore di Grosseto Giovanni De Marco ha disposto il sequestro della piscina e nei prossimi giorni verra’ effettuata l’autopsia. “La tragica notizia dell’incidente alla piccola affogata in piscina ci sconvolge. A nome mio e di tutta l’Amministrazione comunale ho espresso e rinnovo il piu’ profondo cordoglio alla famiglia della bambina. Siamo a disposizione della famiglia e saremo al loro fianco insieme a tutta la comunita’ capalbiese che, come purtroppo ha avuto modo di dimostrare nelle ultime settimane, sa sempre stringersi intorno a chi ne ha bisogno”, le parole di Giuseppe Ranieri, vicesindaco di Capalbio. Il paese appena sabato scorso piangeva per la scomparsa del suo primo cittadino, Settimio Bianciardi, morto all’improvviso per un malore. Risale invece al 7 dicembre l’omicidio di una donna di 32 anni, accoltellata dal marito nell’abitazione della coppia a Pescia Fiorentina, altra frazione di Capalbio.

Advertisement

Cronache

Morta a Napoli, il pg chiede 24 anni per ex compagno della vittima

Avatar

Pubblicato

del

Il sostituto procuratore generale di Napoli Giovanni Cilenti, al termine della requisitoria, ha chiesto 24 anni di carcere per Mario Perrotta, sotto processo davanti alla quinta sezione della Corte di Assise di Appello di Napoli (presidente Rosa Romano, giudice a latere Taddeo), per la morte di Arianna Flagiello, deceduta nell’agosto del 2015, dopo essersi lanciata nel vuoto dalla propria abitazione al Vomero. Il pg ha ripercorso la storia della tribolata relazione tra Mario Perrotta e Arianna Flagiello, e letto i messaggi che l’uomo mandava alla donna, estrapolati dal telefono della vittima. Perrotta, condannato in primo grado a 22 anni di reclusione, ha rilasciato dichiarazioni spontanee durante l’udienza che ha visto anche le discussioni degli avvocati di parte civile Giovanna Cacciapuoti, legale dell’associazione “Salute Donna” e dei legali dei familiari della vittima (genitori e sorella, presenti in aula insieme con la criminologa Antonella Formicola), gli avvocati Pasquale Coppola e Marco Imbimbo. I due anni di carcere in piu’ rispetto alla condanna inflitta in primo grado, chiesti dal sostituto procuratore generale, riguardano il reato di tentata estorsione (per il quale Perrotta era stato assolto in primo grado) in relazione a delle richieste di denaro che l’imputato rivolgeva ad Arianna e alla madre di quest’ultima, ha sottolineato il pg, accompagnate da minacce. La prossima udienza e’ stata fissata per il 15 marzo, durante la quale discuteranno i legali di Perrotta, gli avvocati Sergio Pisani e Vanni Cerino. Al termine delle arringhe i giudici si riuniranno in camera di consiglio. Soddisfazione e’ stata espressa dai parenti della vittima, i genitori e la sorella, presenti in aula e si dicono certi che la figlia “otterra’ giustizia anche nel secondo grado di giudizio”. “Credo sia stata una giornata importante – ha detto la criminologa Antonella Formicola – durante la quale si e’ fatta luce sugli anni terribili vissuti da Arianna a causa dell’ex, una situazione dalla quale, nonostante i tentativi di aiuto da parte di chi le voleva bene, non e’ riuscita a liberarsi. La sua storia – ha aggiunto Formicola – deve spingere chiunque stia vivendo la stessa situazione a denunciare. Il procuratore ha opportunamente ricordato gli atteggiamenti violenti di Perrotta, le testimonianze anche due suoi amici, che lo condannano, i messaggi violenti che le mandava. La famiglia e’ fortemente convinta, come anche il pg, che Arianna non era depressa ma esasperata dai comportamenti dell’ex. Per questo si e’ tolta la vita, altro che atto dimostrativo finito male”.

Continua a leggere

Cronache

Bagnoli, ecco come “ri-costruire per il futuro” a otto anni dal rogo di Città della Scienza

Avatar

Pubblicato

del

A otto anni dal rogo che il 4 marzo 2013 distrusse il vecchio Science Centre di Città della Scienza a Bagnoli, la ricostruzione è ancora un miraggio. Per fare il punto della situazione, si è svolta questa mattina la tavola rotonda “Ri-costruire per il futuro”. Riccardo Villari, presidente di Città della Scienza, centra immediatamente uno dei nodi centrali della vicenda. “Si era addivenuti ad un accordo, ma nel 2017 il Comune di Napoli assume una posizione diversa: la ricostruzione deve realizzarsi a monte, vicino Coroglio. Oggi a distanza di otto anni siamo alla paralisi; l’area in cui si dovrebbe ricostruire è da bonificare, così rischiamo di perdere i soldi per la ricostruzione”. Nella giornata di ieri è arrivata la sentenza del Tar che ha ribadito la necessità di costruire il nuovo museo lontano dalla linea di costa. “Al di là del Tar – prosegue Villari – vogliamo promuovere un confronto fra le istituzioni per una soluzione condivisa. La posizione naturale del museo, per noi, è lì dov’era prima. Non demandiamo alla giustizia amministrativa la soluzione, ma troviamola col dialogo fra le istituzioni. Mi auguro che da questo confronto si individui un sentiero per poter ripartire”.

Impossibilitata a presenziare alla conferenza, svoltasi ovviamente da remoto, la ministra per il Sud Mara Carfagna affida ad un video il suo contributo. “Città della Scienza poteva correre il rischio di essere una cattedrale nel deserto, invece ha saputo attrarre giovani professionisti e visitatori da tutto il mondo, coniugando economia e conoscenze, attività museale e di ricerca da un lato, incubatore di impresa dall’altro. In questa storia straordinaria, l’incendio è una ferita non ancora rimarginata”, sottolinea Carfagna. “Le risorse per la costruzione di un nuovo spazio espositivo ci sono e serve la collaborazione di tutti affinché non vengano sprecate. Le istituzioni devono trovare un’intesa condivisa – prosegue la neo ministra -; con questo spirito convocherò presto una cabina di regia per Bagnoli, così da verificare insieme lo stato della bonifica del sito e individuare le misure necessarie per procedere in modo spedito”. 

Per il ministro alla Cultura Dario Franceschini, ad otto anni dall’incendio “va dato atto a chi ha guidato il museo di aver fatto un’importante opera di rivitalizzazione, che ha portato 200mila visitatori all’anno, iniziative didattiche e formative. Ora tutte le parti coinvolte devono remare nella stessa direzione per accelerare il progetto di ripartenza. Il ministero della Cultura è disponibile a collaborare con tutte le istituzioni locali e nazionali”. 

All’assessore all’istruzione del Comune di Napoli Annamaria Palmieri, chiamata a fare le veci del sindaco de Magistris, il direttore del Mattino nonché moderatore del convegno Federico Monga, chiede conto del cambio di rotta dell’amministrazione sulla collocazione del nuovo museo: dapprima favorevole al progetto lungo la linea di costa, dov’era prima, poi l’orientamento verso una scelta diversa. Per Palmieri si tratta di “un progetto condiviso, elaborato ed approvato con il contributo di tutte le amministrazioni locali e nazionali coinvolte: non solo l’autorità commissariale, ma quattro ministeri, le soprintendenze, il Comune, autorità portuale, Regione, Città Metropolitana. Quel piano oggi è legge dello Stato”. 

Non le manda a dire il presidente della giunta regionale Vincenzo De Luca. “Città della Scienza sarebbe già morta se la Regione non avesse deciso di tenerla in vita, stanziando tre milioni di euro all’anno. Abbiamo scelto di sostenerla per un periodo medio per permetterne il decollo, poi dovrà camminare con le sue gambe”.

Per De Luca Bagnoli può rappresentare il cuore di un grande programma di sviluppo integrato, che coniughi economia, cultura, ambiente, socialità e urbanistica. Il governatore propone inoltre di “legare la vicenda di Bagnoli al Recovery Fund, il grande programma di ricostruzione che viene dall’Europa”, così da poter dare vita a “questo grande progetto di sviluppo che potrebbe cambiare il destino di un’intera comunità”. De Luca non sembra porre veti sulla collocazione del nuovo museo. “Non assumo posizioni di principio. Se non ci sono le condizioni per realizzare il progetto sulla linea di costa, prendiamo altre decisioni, ma che siano cose possibili e praticabili, non inventate”. 

Ad arricchire il convegno contribuisce la partecipazione del cantautore Eugenio Bennato, originario proprio di Bagnoli. “Assistiamo ad un fatto bizzarro: l’incendio ha annullato il museo che era sulla costa, ora la burocrazia dice che lì non si può più costruire; è come se si desse peso al malfattore che ha incendiato il museo”, commenta Bennato. “Da piccolo andavo a mare coi miei fratelli sulla spiaggia di Coroglio. L’Eternit era una polvere bianca e il mare nascondeva pali di acciaio che affioravano dalla sabbia sommersa. All’inizio del Novecento il miraggio dello sviluppo industriale aveva portato a creare una fabbrica di acciaio in uno dei luoghi più belli della costa campana. Ora i tempi sono cambiati – conclude l’autore – e s’è preso coscienza che quell’area s’è trasformata in uno spazio di spettacolo, cultura ed esibizione delle grandi conquiste scientifiche”. 

Per lo scrittore e sceneggiatore di successo Maurizio De Giovanni, è inspiegabile come a Napoli si continui “a non puntare sull’industria del pensiero, disorganizzata ma ugualmente fruttuosa. Si guarda spesso a Bagnoli per la creazione di un polo del cinema, un settore che funziona tanto in questa città: è il successo della città che racconta sé stessa. Si lasci che la cultura abbia voce in capitolo. È assurdo che Bagnoli non venga anzitutto presa in considerazione per un’industria culturale di questa città, l’unica che può essere immediatamente produttiva e a costo zero”.

Il commissario straordinario del Governo Francesco Floro Flores si difende dalle accuse di immobilismo che riaffiorano ogni qualvolta si parla di Bagnoli. “In due anni di attività commissariale, insieme ai colleghi di Invitalia, abbiamo fatto la bonifica dei cumuli Morgan, lasciati in giro per l’insediamento del SIN da Bagnoli Futura. Le bonifiche si stanno facendo tutte con una certa velocità. La bonifica sarà realizzata anche in quel pezzetto di area in cui dovrebbe insediarsi il nuovo museo”. 

Sulla medesima lunghezza d’onda anche l’Ad di Invitalia Domenico Arcuri. “Ritenere che a Bagnoli non stia accadendo nulla è falso; si consideri poi che fino a luglio 2019 l’area era sequestrata ed era complicato intervenire fattivamente. Il PRARU (Programma di Risanamento Ambientale e di Rigenerazione Urbana, ndr) prevede funzioni d’uso, tempi, risorse e attività da svolgere. Il progetto c’è. In questi anni noi abbiamo fatto 64 gare, avviato 11 cantieri, alcuni dei quali conclusi. Stiamo realizzando la bonifica Eternit. Dire che non è stato fatto niente è ingeneroso. Nei prossimi mesi dobbiamo correre per realizzare i punti del piano; esistono risorse e bisogna utilizzare. Ci tengo a lanciare una parola di concretezza”, ha concluso Arcuri. 

Continua a leggere

Cronache

Bimbo di Cardito ucciso a botte, rigettata l’istanza di scarcerazione per la madre

Avatar

Pubblicato

del

E’ stata rigettata, dalla terza sezione della Corte di Assise di Napoli, l’istanza di sostituzione della misura cautelare del carcere presentata dai legali di Valentina Casa, la mamma del piccolo Giuseppe, il bimbo di 7 anni ucciso a bastonate dall’ex compagno della madre, Tony Essobti Badre, a Cardito (Napoli), il 27 gennaio 2019. Un delitto per il quale entrambi sono stati condannati, sempre dalla terza Corte di Assise di Napoli, lo scorso novembre: Valentina Casa a 6 anni di reclusione, Essobti Badre all’ergastolo.

Continua a leggere

In rilievo

error: Contenuto Protetto