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Caccia all’assassino del professore ucciso nel cortile della scuola di Melito: le indagini

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È caccia aperta all’assassino o agli assassini di Marcello Toscano, l’insegnante di 64 anni trovato morto nella scuola media Guarano di Melito, paesone dormitorio della cintura metropolitana a nord di Napoli. I carabinieri stanno ricostruendo le ultime ore di vita dell’uomo e provando a scavare nella sua vita privata e professionale per cominciare a dare una direzione di marcia alle indagini. La scomparsa è stata denunciata ieri dal figlio di  Marcello Toscano. L’uomo si è presentato nella caserma dei carabinieri di Mugnano alle 19.25; i militari hanno raccolto la denuncia di scomparsa, avviando immediatamente le ricerche. Intorno alle 21-21.30 una figlia del professore Toscano ha individuato la macchina del padre nei pressi della scuola e ha chiamato in caserma, sempre a Mugnano.

I militari della stazione locale sono quindi arrivati sul posto, hanno fatto aprire i cancelli dai custodi e sono entrati da soli nel perimetro dell’istituto. Hanno ispezionato tutti i locali, interni ed esterni. A trovare il corpo in un’aiuola – contrariamente a quanto si era appreso in un primo momento – sono stati i carabinieri. Da questo momento in poi sono partite le indagini. La salma è a disposizione della magistratura che ha già richiesto l’esame autoptico. Il medico legale avrebbe evidenziato ferite da taglio che avrebbero causato la morte. Ora si tratta di capire che, come e quando è stato ucciso il professore. Ovviamente l’orario della morte è uno degli elementi più importanti delle prime indagini. Si tratta di capire se il professore era in una scuola aperta a pubblico e studenti o se invece era fuori dall’orario delle lezioni.

L’omcido ha provocato uno choc a Melito e nei comuni vicini. Toccante è la denuncia di un cugino della vittima, Marcello Curzio, giornalista. “Avevo un cugino, si chiamava come me: Marcello. Era il figlio della sorella maggiore di mio padre, faceva il professore alla scuola media ‘Marino Guarano’. L’hanno ammazzato come un cane nel cortile di una scuola della Repubblica Italiana nella tarda mattinata di un anonimo martedì di fine settembre”. E’ la denuncia, affidata ai social, di Marcello Curzio. Il sindaco di Melito, Luciano Mottola, chiede aiuto allo Stato “con un ultimo disperato appello” con il quale implora “non lasciateci soli”. “L’assassinio di un insegnante all’interno del cortile di una scuola è forse il punto esclamativo su una questione, – evidenzia il primo cittadino – quella dell’emergenza sicurezza, che sin dal primo momento ho cercato di attenzionare al governo centrale ma che non ha avuto ancora risposte concrete, nonostante le continue sollecitazioni”. “Un’emergenza criminalità che non la si può certamente combattere con i mezzi attualmente a disposizione, ma che deve essere ai primi posti nell’agenda del nascente governo se non si vorrà abbandonare Melito, e tante altre realtà come Melito, al proprio destino” conclude il sindaco Mottola.

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Nasconde quinta gravidanza, bimbo nato morto in ambulanza

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La procura di Grosseto ha disposto l’autopsia su un neonato morto subito dopo il parto in ambulanza, nel comune di Manciano. Come riportano i giornali locali la partoriente è una donna straniera che abita nel comune maremmano e che aveva chiesto l’intervento dell’ambulanza perché, ha detto lei stessa ai soccorritori, non si sentiva bene e non riusciva a spiegare i sintomi del suo malessere. In realtà è stato ricostruito che la donna era incinta di otto mesi, ma aveva nascosto la gravidanza, che era la quinta. Dopo essere stata messa sull’ambulanza i medici hanno capito subito che i dolori erano dovuti alle contrazioni preparto. E’ stato dunque attivato anche l’elisoccorso Pegaso, ma quando l’ambulanza è arrivata nella zona di Marsiliana, la donna ha partorito. Il bambino è nato morto anche se l’equipaggio sull’ambulanza ha tentato di rianimarlo, tutti i tentativi sono risultati vani. L’ambulanza ha accompagnato la donna in ospedale per gli accertamenti e sono stati avvertiti i carabinieri. I militari hanno iniziato le indagini interrogando i volontari e il personale della Misericordia che aveva assistito al parto e hanno anche acquisito la documentazione e la registrazione della telefonata fatta dalla donna al servizio di emergenza. Il sostituto procuratore Federico Falco ha poi disposto l’autopsia sul corpo del piccolo per stabilire le cause della morte.

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Tre cicloni in 7 giorni, rischio nubifragi al Sud

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E’ già attiva e durerà fino a domani una nuova perturbazione, la terza negli ultimi 7 giorni, che sta interessando le Isole Maggiori e l’estremo Sud con acquazzoni e temporali. Dopo il primo ciclone, che ha provocato le mareggiate record dello scorso 22 novembre sulle coste dell’Alto Adriatico e del Lazio, e il secondo con la colata di fango ad Ischia e un bilancio drammatico, ha cominciato questa mattina a produrre i suoi effetti anche il terzo ciclone, per cui sono previste 48 ore di clima di stampo invernale. Con le forti piogge, “è ancora alto il rischio idraulico e idrogeologico”, osserva Lorenzo Tedici, meteorologo de iLMeteo.it, sottolineando che “a meno di un mese da Natale, il mare risente ancora dell’estate 2022 caldissima: come avevamo previsto, queste acque calde estive, causate dai cambiamenti climatici, fanno pagare il conto durante l’autunno a suon di nubifragi costieri e non solo. Al momento, infatti, i bacini italiani presentano ancora un’anomalia termica, sono cioè più caldi della media”. Nelle prossime ore, prosegue l’esperto de iLMeteo.it, sono attesi ancora forti acquazzoni e temporali, soprattutto su Sardegna e Sicilia, poi nel corso della giornata anche verso la Calabria; attenzione poi, nella giornata di domani, a tutta la zona metapontina, e in generale alle aree comprese tra la Calabria e tutta la Puglia”. Sono possibili, secondo le previsioni dei meteorologi di Meteo Expert, fenomeni più insistenti con possibili forti temporali in particolare nel Nordest della Calabria. I venti saranno anche forti localmente e di direzione variabile all’estremo Sud. Domani, comunque, precisano, non mancherà qualche schiarita con un cielo fino a parzialmente nuvoloso sulle aree alpine, in Liguria, Toscana, Lazio, settore sud dell’Umbria, Sicilia meridionale e dal pomeriggio anche in Sardegna. Nel resto d’Italia il cielo sarà più nuvoloso, coperto sul medio Adriatico e al Sud. Giovedì sarà un giorno di tregua: la nuvolosità sarà irregolare alternata a schiarite nell’estremo Nord-Ovest e lungo la fascia tirrenica, mentre il cielo sarà nuvoloso o molto nuvoloso nel resto dell’Italia. Al mattino sono previsti rovesci sparsi sulla Puglia e in Basilicata; deboli piogge isolate sul nord della Sicilia e sulla bassa Calabria tirrenica. Nel pomeriggio, sempre secondo i meteorologi di Meteo Expert, ci sarà ancora qualche pioggia residua sulla Puglia, in esaurimento la sera. Solo in tarda serata sono possibili piogge nell’estremo sud della Sardegna.

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La Procura di Milano, condannare Johnson&Johnson su corruzione primario

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Il procuratore aggiunto Eugenio Fusco e il pm Cristian Barilli hanno chiesto una condanna e una sanzione pecuniaria di mezzo milione di euro e la confisca di circa 510mila euro a carico della multinazionale farmaceutica Johnson & Johnson imputata per la legge sulla responsabilità amministrativa degli enti in un processo a Milano, tranche dell’inchiesta che, il 18 gennaio 2021, ha portato alla condanna per corruzione a 6 anni e 6 mesi dell’ex primario del Cto-Pini, Norberto Confalonieri. Confalonieri, stando alle indagini, avrebbe favorito l’acquisto di protesi della multinazionale in forza di un “accordo occulto” con due dipendenti dell’azienda (condannati a 4 anni e 4 anni e mezzo) e che prevedeva “periodici compensi in denaro”, l’invito a programmi televisivi e ad eventi scientifici, nonché “viaggi e soggiorni”. La multinazionale è imputata, davanti alla decima penale (giudici Bertoja-Mascarino-Cantù Rajnoldi), per la legge 231 del 2001 perché non avrebbe adottato modelli organizzativi utili a “rilevare” ed “evitare” gli “accordi corruttivi” tra Confalonieri e i suoi dipendenti e che, tra l’altro, andavano a vantaggio, secondo l’imputazione, della stessa società, perché l’ospedale continuava ad acquistare le protesi dell’azienda sponsorizzate dall’allora primario. “Ancora oggi la società non ha corretto i limiti strutturali del modello organizzativo”, hanno spiegato i pm nella requisitoria chiarendo, però, che non sono comunque necessarie “sanzioni interdittive”. La confisca richiesta è pari al prezzo delle presunte mazzette che avrebbe incassato l’allora primario. “Il fatto giudicato dalla sentenza del 2021 è grave – hanno affermato i pm – si tratta di un illecito in un settore considerato l’eccellenza del sistema sanitario nazionale e che ha coinvolto soggetti leader in questo settore”.

Nel pomeriggio parleranno i difensori della società imputata, i legali Mucciarelli e Rizzardi, per chiedere l’assoluzione dell’ente. Nella requisitoria, come chiarito da Fusco, sono state ricostruite le “contestazione precise” alla multinazionale “su due profili: la inidoneità del modello organizzativo e la mancata attuazione dello stesso”. Per queste mancanze non si sono avute “funzioni segnaletiche sul reato” e la società, in particolare la divisione Compliance, non ha impedito “gli accordi tra società e pubblico ufficiale” con contratti di consulenza, nel 2011 e nel 2013, per mascherare la presunta corruzione. Johnson&Johnson, poi, hanno aggiunto i pm, “ha tratto indebito vantaggio” dalla corruzione portata avanti dai suoi dipendenti anche grazie ad una “policy aziendale deficitaria”. Anche perché Confalonieri, hanno spiegato ancora, “era il cavallo su cui contare per le aziende che volevano accreditarsi nel campo della chirurgia assistita”. Ancora oggi, hanno affermato i pm, la “divisione Compliance è rimasta come allora e la società non ha un audit interno”.

 

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