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Cronache

Bus dirottato, ragazzini coraggiosi chiamano i Carabinieri e si fanno salvare dall’autista folle

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“Pronto 112? Siamo nel bus della scuola, l’autista ci vuole uccidere tutti, aiutateci!”. La telefonata è di uno dei ragazzini coraggiosi, i 51 tenuti insorgano dall’autista che voleva vendicare le morti dei migranti nel Mediterraneo. A nascondere il cellulare quando l’autista li toglie a tutti è Rahmi a riuscire a tenere il suo come anche qualche altro bambino. Hanno le mani legate i ragazzini ma qualcuno di loro riesce a liberarsi, mentre l’autista guida provano inutilmente anche a rompere il vetro, a disegnare once mani il numero 112 per chiedere aiuto ai passanti. Un altro bimbo riesce a chiamare a casa: “Aiuto papà, l’autista ci minaccia. Ha detto che non ci porta a scuola e che fa una strage”. Qualche genitore ha pure pensato ad uno scherzo, ma era tutto maledettamente vero. Rahmi ha fatto le prime chiamate al 112, poi il telefono gli è caduto, lo ha preso un altro ragazzino che alla fine è riuscito a parlare con i carabinieri e ha cercato di spiegare dove fosse il bus dirottato.  Una insegnante è riuscita a telefonare alla scuola dove sentivano le urla dei 51 ragazzini. Sono arrivati i carabinieri ed hanno bloccato il bus con le loro auto, sfondato i finestrini e fatto uscire gli studenti mentre l’autista gli dava fuoco dopo averlo cosparso di benzina. Giusto in tempo. I piccoli hanno raccontato di essere stati terrorizzati: credevano che avrebbero morti lì dentro, in quel trappola infernale. Qualcuno ha riportato graffi, sbucciature ma stanno tutti bene. Adesso vengono seguiti dagli psicologi. Non sarà facile dimenticare quei minuti di paura.

Adesso Ousseynou Sy, nato in Francia da genitori Senegalesi, ma in Italia da più di 14 anni, un matrimonio fallito alle spalle, precedenti penali, è in carcere: è accusato di tentata strage e terrorismo.

Dirotta bus e gli dà fuoco, terrore per 51 ragazzini: tutti salvi grazie all’eroismo dei carabinieri

 

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Cronache

Scoperto il Bed and Breakfast del sesso, donne in fila per prostituirsi: ammesse solo italiane

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Lo hanno scoperto i carabinieri a Belluno in Veneto. Era un vero e proprio bed and breakfast del sesso con donne che arrivavano da tutto il nord Italia per prostituirsi. Non prostitute di professione. No, donne normali che arrotondavano per soldi.

Quando i carabinieri di Belluno hanno messo piede nell’appartamento hanno scoperto l’esistenza di un vero e proprio calendario in cui si alternavano le donne che offrivano i loro servizi nell’alcova di Fiammoi nel bellunese. Era un pensionato 62enne a cambiarle spesso. Sempre lui a selezionarle: uno dei requisiti, per esempio, era che fossero italiane. Chiedeva di vedere le foto e in anticipo parlava con loro al telefono per verificare che fossero all’altezza dei suoi standard.

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Cronache

L’ex pm antimafia Ingroia ubriaco a Parigi, costretto a non salire sull’aereo che doveva portarlo in Italia

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Volare ubriachi non si può. Per questo motivo l’ex pm Antonio Ingroia è stato fermato ieri all’aeroporto parigino di Roissy mentre si stava imbarcando su un volo per l’Italia. L’hanno fermato perché era “visibilmente in stato di ebbrezza”. L’ha rivelato “Repubblica.it” spiegando che “Ingroia è stato così costretto a tornare indietro” e a non volare perché ubriaco.

“Secondo fonti aeroportuali – si legge sul quotidiano – il rifiuto di imbarco non avrebbe provocato resistenza da parte di Ingroia, che è stato portato in una zona di Roissy non lontano dai gate. Il consolato italiano a Parigi è stato avvertito. Ingroia è stato fatto partire qualche ora dopo, una volta ripresi i sensi e in grado di viaggiare per rientrare in Italia”. Che brutta cosa per un magistrato che per una vita intera ha combattuto la mafia dalla trincea della procura di Palermo. Speriamo sia stato solo un infortunio passeggero.

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Cronache

Chiara Ferragni risponde a tono sui social ai “giudicatori di sto ca…”

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Chiara Ferragni e Federico Fedez sono in partenza per le vacanze pasquali. I cosiddetti haters dei social invece non vanno mai in vacanza. Anzi sono sempre in servizio permanente effettivo. Così, mai stanchi, continuano a bombardare di messaggi (e spesso anche di insulti) il profilo Instagram della fashion blogger. Ogni sua foto è soggetta a centinaia di migliaia di commenti. Sempre commenti di elogio perché Chiara Ferragni è assai social è assai amata. Ma spesso e volentieri accade che questi commenti vadano un po’ troppo oltre e anche la calma Chiara non può sopportarlo. Non può fare finta di nulla. E così risponde anche lei a tono ai cosiddetti haters.

Qualche giorno fa, infatti, ha pubblicato una foto con il figlio Leone mentre è seduto sul passeggino. Ma qualcuno, i soliti imbecilli, ha trovato del marcio in una foto volendo dolce: una mamma col suo bimbo sorridente a favore di obiettivo. Davanti a questa immagine c’è stato uno che ha scritto: “Non hai così tanto amore per tuo figlio. Guarda caso tutte e due le foto evidenziano sponsor”. E leggi un commento e leggine un altro, Chiara Ferragni è “esplosa”. “Se fosse un post sponsorizzato – risponde – avrebbe la dicitura advertising o prenderei una multa. Sveglia giudicatori di sto cazzo”. Ecco, la Ferragni non ci va per il sottile. Non è stata fine, ma alla fine l’hanno capita tutti.

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