Il SSC Napoli chiude la corsa scudetto con nove punti di distacco dalla vetta. Un gap che nasce da diversi fattori, ma due emergono con forza: i troppi infortuni e il rendimento deludente contro le squadre della parte destra della classifica.
Gli infortuni che hanno condizionato la stagione
La squadra di Antonio Conte ha dovuto fare i conti per lunghi tratti con assenze pesanti. In diversi momenti chiave, il Napoli si è trovato con uomini decisivi fuori, incidendo sulle rotazioni e sulla qualità del gioco.
Una gestione complicata che ha limitato continuità e rendimento, soprattutto nelle fasi più delicate del campionato.
Il nodo delle “piccole”
Se gli infortuni spiegano parte delle difficoltà, l’altro elemento determinante è stato l’approccio contro le cosiddette “piccole”. Gare che nella stagione dello scudetto erano state risolte con concretezza, e che quest’anno si sono trasformate in punti persi.
Il dato è chiaro: almeno 12 punti lasciati per strada contro squadre di bassa classifica. Un peso enorme in una corsa al vertice.
I casi simbolo: Parma, Torino, Udinese
Il Parma rappresenta il simbolo di queste difficoltà, con risultati negativi sia all’andata sia al ritorno. Ma non è l’unico episodio.
Le sconfitte per 1-0 contro il Torino e contro l’Udinese, oltre al pareggio con il Verona, hanno segnato una stagione fatta di occasioni sprecate, spesso in trasferte complicate e con una rosa ridotta.
Il confronto con l’Inter
A fare la differenza è stato anche il rendimento della capolista. L’Inter ha lasciato pochi punti contro squadre di seconda fascia, dimostrando continuità e solidità.
Una differenza che, alla lunga, ha inciso in maniera decisiva sulla classifica.
Da qui ripartire
Per il Napoli il punto di ripartenza è evidente: ridurre l’impatto degli infortuni e ritrovare concretezza contro le squadre meno attrezzate.
Perché, in una stagione lunga, sono proprio queste partite a fare la differenza tra lottare per il titolo e restare indietro.