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Cinema

Buon compleanno Presidente! Aurelio De Laurentiis compie 70 anni

Marina Delfi

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Tanti auguri al Presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis che compie 70 anni: in tanti gli hanno rivolto pensieri beneauguranti. Il primo, all’alba a fargli gli auguri, è stato Luigi de Magistris, il sindaco di Napoli: un rapporto burrascoso il loro, ma entrambi vogliono il meglio per Napoli e i napoletani. Il regalo più bello lo ha fatto però DeLa ai tifosi: rendendo incedibile Kalidou Koulibaly, blindando molti altri calciatori e confermando il bel rapporto con il mister che tutti invidiano ai napoletani, cioè Carlo Ancelotti. Buon compleanno, Presidente!

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Cinema

“The Walking Liberty”, Alessandro Rak ci spiega l’ultimo capolavoro sfornato dalla factory napoletana Mad Entertainment

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Nel palazzo in cui De Sica girò “L’oro di Napoli” e “Matrimonio all’italiana”, in Piazza del Gesù Nuovo a Napoli, da un’idea del produttore Luciano Stella, nasce nel 2010 MAD Entertainment, giovane ed innovativa factory di musica, animazione e documentari. Il cuore della factory è il cinema d’animazione per adulti e in questi anni la MAD ha sfornato due piccoli capolavori: prima ‘L’arte della felicità’, premiata nel 2014 agli European Film Awards come miglior film d’animazione, poi ‘Gatta Cenerentola’, che ha trionfato ai David di Donatello del 2018 nelle categorie miglior produttore e migliori effetti speciali visivi. In questi mesi è in lavorazione “The Walking Liberty”, terza opera della MAD Entertainment. A firmare la regia, così come nei due film precedenti, è Alessandro Rak, che, oltre a parlarci del progetto, ci ha spiegato come nasce un film d’animazione e com’è proseguita la lavorazione durante il lockdown provocato dal Covid-19.

Alessandro Rak. Il regista del film d’animazione prodotto da Mad Entertainment

Come nasce il progetto “The Walking Liberty”?

L’idea che ci ha ispirato è stata quella di una giungla, che è lo sfondo su cui si muovono i protagonisti della nostra storia. C’è anche il romanzo di Steinbeck “Uomini e topi”, del quale ci attraeva il rapporto che si instaura fra i due personaggi principali. Il titolo del film invece fa riferimento al mezzo dollaro americano d’argento, su cui era incisa la figura di una donna che cammina, rappresentazione della libertà in cammino, the walking liberty, appunto. Finita fuori corso, è diventata una moneta usata dai maghi per la prestidigitazione. Ci piaceva l’idea che il destino dei personaggi fosse legato alla sorte, al tiro di una moneta. E poi è una storia che ha proprio nella libertà il suo tema centrale.

Premio. La ‘Gatta Cenerentola’ trionfò ai David del 2018 nelle categorie miglior produttore e migliori effetti speciali visivi

In questi mesi di pandemia s’è parlato molto della natura che si riappropriava dei suoi spazi. Una tematica presente anche nel vostro film, in lavorazione da ben prima del Covid.

Sì, la nostra è un’ambientazione futuristica, in cui la natura rigogliosa ha ripreso vigore e si riappropria della terra. Nel film ci sono anche un sacco di personaggi che girano con le mascherine; è stato surreale vedere la gente vestita come i personaggi del nostro film. Su questo sfondo si muovono i due protagonisti, Yaya, una ragazzina nemmeno maggiorenne, e Lennie, un ragazzone un po’ tonto di due metri e trenta. E’ la storia di questi due personaggi che cercano il loro posto nel mondo.

Durante il lockdown avete continuato a lavorare al film, ognuno da casa propria. Ci racconta com’è andata? Che cosa cambia rispetto al lavoro in studio?

A noi piace tanto lavorare insieme alla MAD. Abbiamo fatto tanti sforzi per dare vita ad una realtà sul territorio con persone del territorio, proprio perché ci piace la compresenza, la complicità che si crea lavorando insieme, nello stesso studio. In altre realtà del cinema d’animazione si lavora a distanza e si è quindi costretti a passare per il foglio macchina, che va compilato per riuscire a coordinare il lavoro e avere un quadro chiaro sull’avanzamento della produzione. Con il lockdown siamo stati costretti anche noi allo smart working e a quell’approccio burocratico, che ci piace un po’ meno. Stiamo lavorando per completare il film entro la fine del 2020, questo è il nostro obiettivo.

Come cambierà il cinema nei prossimi mesi?

Credo che  le produzioni subiranno un forte rallentamento perché non è semplice in questo momento programmare nel medio e lungo termine. Il Governo è attendista e decide di settimana in settimana sul da farsi e anche il nostro settore di riflesso si trova a vivere la stessa condizione di  incertezza.

Come nasce la sua collaborazione con il produttore Luciano Stella?

E’ iniziato tutto con ‘L’arte della felicità’. Mi chiamò Luciano Stella e mi chiese se volessi fare un film d’animazione dal titolo ‘L’arte della felicità’; lui ci teneva molto. Gli dissi che avremmo potuto provarci. Il cinema d’animazione è un percorso lungo, che coinvolge tante persone per almeno un paio d’anni; ha dei costi non da poco. Neanche glielo dico il budget che avevamo a disposizione, ma era una cifra irrisoria, ridicola; eppure con quel progetto indipendente arrivammo a vincere l’Oscar europeo come miglior film d’animazione. Io e Luciano, insieme a tutte le altre persone della squadra che mettemmo in piedi, ci inventavamo sempre una soluzione, trasformando gli ostacoli in punti di forza. Alla fine riuscimmo a concludere il film, per noi era già un’impresa.

Yaya e Lennie. Sono i protagonisti di #TheWalkingLiberty, lungometraggio ambientato in uno scenario post-apocalittico dove la natura ha ripreso vigore e ha coperto i resti della nostra civiltà

A quel punto che cos’è successo?

Poi la MAD si è strutturata ed è diventata una realtà del cinema d’animazione, un fatto che abbiamo accolto con gioia, ma non era preventivato. All’inizio dovevamo solo fare quel film. Da lì è nata la MAD e poi si sono aperti altri scenari; fummo invitati come evento di apertura alla settimana della critica a Venezia, abbiamo acquisito credibilità in un tempo assai breve. Ci siamo buttati subito su un altro progetto, “Gatta Cenerentola”. Nel frattempo la MAD ha incominciato ad aprirsi anche ad altre produzioni, non solo animate. E’ iniziato tutto da quel film e poi è venuto fuori di tutto e di più.

Quali sono le fasi attraverso cui vede la luce un film d’animazione?

Per un film d’animazione ci vogliono in genere due o tre anni. C’è un tempo di pensiero e di scrittura, una fase di riflessione e poi di sperimentazione sulle tecniche da adottare. Quando hai una sceneggiatura approvata, si può iniziare lo storyboarding del film, i primi schizzi dei personaggi e delle scenografie. Dopo lo storyboard, che è una sorta di fumetto, ci sono layout e videoboard. Dal layout parte infine il processo di animazione vero e proprio, che significa andare a lavorare fotogramma per fotogramma; l’animazione è solo la parte finale di un processo preparatorio molto lungo.

In Italia si fanno pochissimi film d’animazione; pensate di essere riusciti a dimostrare che si tratta di un linguaggio universale e non di un genere riservato solo ai più piccoli?

In un certo senso abbiamo sdoganato il genere in Italia e ci siamo anche tolti le nostre soddisfazioni in fatto di visibilità. Credo però che per cambiare faccia ad un settore ci vogliano più realtà, una non basta. Il film d’animazione per adulti per ora rimane un prodotto un po’ più di nicchia, anche se a livello globale, anche attraverso le piattaforme di streaming, sta sempre più incominciando a prendere piede. Inoltre c’è un problema legato ai finanziamenti: solo di recente sono state destinate percentuali accettabili di fondi al cinema d’animazione. Penso che pian piano questo settore stia crescendo e noi abbiamo senz’altro partecipato a questo cambiamento.

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Cinema

David di Donatello come migliori attori a Valeria Golino e Luigi Lo Cascio

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Valeria Golino  e Luigi Lo Cascolo sono migliore attrice e migliore attore non protagonisti. La Golino vince con “5 è il numero perfetto” il David di Donatello e “lo dedico all’Italia a tutti noi”.  Migliore attore non protagonista ai David di Donatello è Luigi Lo Cascio per “Il Traditore” di Marco  Bellocchio. Lo Cascio ha dedicato il premio a Luigi Maria Burruano, scomparso nel 2017 e agli ‘invisibilii’ lavoratori dello spettacolo. Subito dopo l’annuncio della premiazione i figli, che erano nella stanza accanto, hanno raggiunto l’attore per festeggiarlo.

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Addio Madeleine Fischer, l’attrice di Antonioni

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La bellissima Madeleine Fischer, scomparsa ieri nella sua dorata Gubbio dopo anni spesi a combattere un male che le aveva perfino fatto desiderare l’eutanasia nella sua terra natale, la Svizzera. Eppure il ricordo di questa donna forte, dai tratti minuti e la volonta’ di ferro attraversa molti momenti dell’Italia di ieri e di oggi. Nata a Romanshorn il 12 novembre del 1935 da un industriale elvetico e da una mamma italiana, professoressa di tedesco, Madeleine si forma alla scuola del padre da cui ereditera’ il gusto dell’impresa e l’oculatezza amministrativa, ma sceglie invece le passioni artistiche della madre, specie dopo il divorzio dei due quando ha poco piu’ di vent’anni. Trasferitasi a Roma, transita brevemente per le passerelle dell’alta moda grazie alla sua avvenenza e all’educazione cosmopolita ma i suoi amici amano l’arte, fanno il cinema, cercano i libri e i quadri della nuova Italia che si riapre al mondo. E’ Gabriele Ferzetti a presentarla a Michelangelo Antonioni dopo che Madeleine ha fatto comunque il suo esordio in un film a episodi di Alfredo Guarini nel 1953. Il regista di “Cronaca di un amore” scommette immediatamente su di lei facendone una delle protagoniste di “Le amiche” (1955). E’ la dolcissima e timida Rosetta Savoni che finira’ suicida per amore di un pittore.

Potrebbe essere l’inizio di una carriera folgorante, specie dopo la conferma con Antonio Pietrangeli e il suo “Lo scapolo” a fianco di Alberto Sordi. Invece seguira’ solo una manciata di film con Bragaglia, Heutsch, Vasile, Paolinelli. Nel 1958 si sposa e lascia il set definitivamente. Sara’ poi fotografa di scena, disegnatrice e imprenditrice di moda sull’onda della ventata giovanile degli anni ’60 (suoi alcuni negozi frequentatissimi nella Roma del boom), ispiratrice di campagne pubblicitarie. Viaggera’ tra Milano e New York, dividera’ col nuovo compagno, un aristocratico torinese, la passione per la vela (ha circumnavigato il globo, piccolo record personale). Negli anni ’70 si ritira in Umbria e restaura un grande complesso monastico per arti e mestieri scomparsi, aperto ai ragazzi. Il suo ricordo rimane legato a una bellezza estremamente moderna, che gia’ agli esordi aveva una lucidita’ fuori dal comune per la sua generazione. “Antonioni cercava una ragazza molto triste – raccontava – e la mia aria svagata e lontana gli sembro’ adatta. In quell’epoca se un regista ti dava una parte tu dovevi dargli qualcosa in cambio. Michelangelo invece si dimostro’ un gran signore. Per questo lo ricordo anche dopo tanti anni con vero affetto”. A dare la notizia della sua morte l’amico Mattia Baldelli Passeri con il quale aveva scritto nel 2011 un testo dedicato all’eutanasia dal titolo ‘Diario di una sonnambula’, rimasto inedito.

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