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Bufera su premi a netturbini, lunedì raccolta rifiuti ok

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Mentre non si placano le polemiche per i premi agli operatori Ama che lavoreranno di piu’ per assicurare decoro alla Citta’ Eterna entro Natale, gia’ da lunedi’ – grazie a nuovi sbocchi trovati per l’immondizia romana – in citta’ la raccolta dei rifiuti dovrebbe tornare alla normalita’. I sacchetti rimasti in strada a causa di un guasto ad un impianto di trattamento a Frosinone hanno compromesso l’avvio del piano di pulizia straordinaria voluto dal nuovo sindaco Roberto Gualtieri, ma ora si punta allo sprint in due mosse: le nuove destinazioni trovate per gli scarti di Roma e l’accordo con i lavoratori di Ama bollato da qualcuno come il “bonus ai furbetti”. Ma i sindacati non ci stanno, rivendicano la bonta’ dell’intesa rispediscono al mittente le accuse: “Basta strumentalizzazioni. La citta’ si pulisce solo facendo squadra”. A replicare alle polemiche nate dall’accordo sulla produttivita’ e’ la Cgil per voce di Natale Di Cola e Giancarlo Cenciarello: “Malgrado le nostre denunce, Roma nell’ultimo anno e’ stata completamente abbandonata. Senza mezzi, senza infrastrutture, senza attrezzature adeguate e senza sapere dove conferire i rifiuti raccolti: questa e’ la condizione in cui si e’ lavorato. Al fine di affrontare tempestivamente l’emergenza, abbiamo condiviso con l’azienda di prevedere un riconoscimento economico per chi, rinunciando ad usufruire di ferie e permessi previsti da legge e contratto, garantira’ la piena operativita’ dell’azienda in questo periodo. Purtroppo ancora una volta, invece c’e’ chi scarica le colpe sui lavoratori”. Al netto dell’annoso problema di dove smaltire l’immondizia (dopo la chiusura nel 2013 della discarica di Malagrotta la citta’ esporta ovunque i suoi rifiuti, subendo contraccolpi sulla raccolta ad ogni intoppo) e della strumentazione spesso inadeguata, in Ama c’e’ anche un tema legato alle assenze. Quest’anno, in media, si attestano intorno al 15% (nel 2020 complice il Covid sono state anche superiori), di cui una percentuale che oscilla tra l’8,2% e il 9,2% per malattia. Tra i presupposti dell’ultimo accordo aziendale sulla pulizia straordinaria della citta’ c’e’ anche il calo dell'”assenteismo”, come ha spiegato chiaramente l’amministratore unico dell’azienda Angelo Piazza. Nell’intesa, che dara’ tanti piu’ frutti quanti piu’ lavoratori saranno disponibili a lavorare anche nel periodo natalizio (i dipendenti che non faranno alcuna assenza nel periodo tra il 22 novembre e il 9 gennaio avranno i maggiori incentivi), e’ previsto un “premio aggiuntivo, commisurato alla rimanenza dei 3 milioni” stanziati. E tra le condizioni del riconoscimento di tale benefit c’e’ anche “la riduzione del tasso di assenza per malattia di almeno il 10% (almeno nei mesi di dicembre e gennaio) rispetto alla percentuale registrata nei mesi di settembre ed ottobre 2021”. “E’ davvero singolare stanziare dei premi economici per esigere una normale condotta lavorativa – punta il dito il senatore Maurizio Gasparri, anche commissario romano di Forza Italia -. I milioni di euro anti furbetti stanziati a Roma dal nuovo sindaco Gualtieri finiscono per avere una valenza diseducativa”. Da lunedi’, promettono dal Campidoglio, grazie ai nuovi sbocchi trovati per i rifiuti di Roma (Mantova, Livorno, Aprilia e Abruzzo) la raccolta iniziera’ a normalizzarsi. E, forse, a quel punto – tolti i cumuli di sacchetti dalle stradi – il piano straordinario di pulizia iniziera’ a mostrare interamente i suoi frutti. Resta la programmazione dei nuovi impianti per rendere, in cinque anni, autosufficiente la citta’: Tmb di nuova generazione, biodigestori anaerobici, bioraffinerie, e il potenziamento dell’inceneritore di San Vittore, la cui capacita’ – almeno nelle intenzioni di Gualtieri – e’ destinata a raddoppiare.

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Attirato in trappola e ucciso: ergastolo per Marco Di Lauro

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Condanna all’ergastolo per Marco Di Lauro, soprannominato “F4”, quarto figlio del capoclan Paolo, detto “Ciruzzo o’ milionario”, condannato dal gup di Napoli Maria Laura Ciollaro che lo ha ritenuto colpevole, in veste di mandante, dell’omicidio di Ciro Maisto, un affiliato al suo clan assassinato in quanto ritenuto inaffidabile. Maisto non smetteva di lamentarsi della leadership, minacciava di uscire dalle fila dei Di Lauro e anche di avviare una collaborazione con la Giustizia. Per questi motivi venne attirato in una trappola e trucidato il 6 agosto del 2008. L’omicidio fu eseguito in una villa di Secondigliano, che si trova nei pressi del cosiddetto “Terzo Mondo”. Ciro Maisto venne colpito almeno nove volte, con una calibro 357 Magnum. Otto colpi lo raggiunsero alla testa. Insieme con Marco Di Lauro, sono stati condannati all’ergastolo anche Pasquale Spinelli (colui che tese la trappola alla vittima), Nunzio Talotti (incaricato di coordinare ed eseguire gli ordini di Marco Di Lauro) e Gennaro Vizzaccaro (esecutore materiale insieme con Antonello Faiello, nel frattempo deceduto). Il giudice – che ha accolto totalmente le richieste avanzate dal pm Maurizio De Marco al termine della requisitoria – ha ritenuto di non tenere conto della cosiddetta ‘dissociazione’ a cui si sono appellati gli avvocati difensori degli imputati.

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Giustizia, il tribunale di Napoli intitolato al giurista Alessandro Criscuolo

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Da oggi il palazzo di Giustizia di Napoli e’ intitolato ad Alessandro Criscuolo, giurista di lungo corso, gia’ presidente della Corte Costituzionale tra il 2014 e il 2016 di cui e’ stato giudice dal 2008, scomparso a marzo di due anni fa. “Un protagonista dell’intera esperienza giudiziaria italiana – lo ricorda il Guardasigilli Marta Cartabia che lo stesso Criscuolo volle vicepresidente ai tempi della Consulta – e che aveva una dote rara: era un uomo che sapeva cedere il passo. Non solo non amava i protagonismi e la ribalta, volentieri cedeva il passo ad altri, con i suoi modi sempre eleganti, sempre raffinati, ispirati forse proprio da quella naturale nobile umilta’ che lo caratterizzava”. “Sandro Criscuolo – ha ricordato Cartabia – fu eletto alla Corte Costituzionale dalla Corte di Cassazione ed e’ uno di quei rarissimi casi, non so se l’unico, di eletto al primo turno con un consenso unanime.

Qual era il segreto della sua personalita’? Sicuramente c’e’ l’insigne giurista della grande scuola napoletana, ma non meno decisive sono le virtu’ dell’uomo, capace di diventare un modello e un maestro”. Inevitabile il ricordo personale frutto delle comuni esperienze alla Consulta. “Ebbe nei miei confronti un gesto molto generoso – ha sottolineato il ministro nel corso della cerimonia all’aperto – quando mi volle alla Corte Costituzionale, una scelta quasi eversiva, anche perche’ io ero arrivata da poco e appartenevo a una generazione diversa, anche una formazione diversa, venivo dall’accademia, ma per me fu un vero privilegio. E mai mi fece sentire la distanza in alcun modo. Il rapporto con lui era facile e naturale, aveva un animo davvero mite, quante volte diceva ‘non mi piace comandare’. Quando presiedeva la Corte qualche comando lo doveva pur impartire, ma la sua era una autorita’ che si faceva ascoltare senza mai imporsi, con interventi sempre misurati ma sempre incisivi. Lo considero un modello, per tanti giudici, per tanti giovani che guarderanno questo nome come un faro di un percorso da seguire”.

Luigi Riello, oggi procuratore generale della Corte d’Appello di Napoli, di Criscuolo e’ stato un allievo. “Era il magistrato per eccellenza, il giudice che sapeva ascoltare, e infatti lo ricordo in una posa particolare, pollice e indice sul volto nell’ascoltare in religioso silenzio e rispetto il suo interlocutore. In questo momento cosi’ delicato e lacerante, che magistrati e avvocati insieme all’unisono abbiano pensato di intitolargli il palazzo di Giustizia di Napoli trovando l’entusiastica adesione della ministra, fa pensare a un momento di ricostruzione, a una voglia di andare avanti. Ripartiamo da Alessandro Criscuolo – l’invito – dalla sua figura, dall’esempio che ha dato e che ha testimoniato ogni giorno nella sua vita da magistrato”. “Alessandro Criscuolo – ha osservato il presidente del tribunale Elisabetta Garzo – e’ stato soprattutto per noi giovani magistrati un faro perche’ era una persona di grandissimo spessore, umanita’ e preparazione. Ogni volta si chiedeva un consiglio a Sandro, era sempre disposto a darci una mano. Aveva una vivacita’ infinita e una saggezza grandissima. Negli anni in cui e’ stato presidente dell’Anm ne ho apprezzato la sua disponibilita’ in tutte le battaglie che la magistratura affrontava”. Parla di “riconoscimento alla grande tradizione giuridica napoletana, e a un uomo che e’ stato uno dei piu’ grandi esponenti di quella tradizione”, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi.

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Covid, in Campania incidenza risale al 14,84%

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Risale anche in Campania il dato di incidenza del Covid sulla popolazione, arrivando al 14,8% di positivi sui tamponi. In totale sono quindi 16.380 i nuovi contagi in regione, su 110.674 test esaminati, riportando il tasso di contagio in alto rispetto al 12,91 di ieri. Il bollettino dell’Unita’ di crisi conta oggi 38 nuove vittime, di cui 20 decedute nelle ultime 48 ore e 18 risalenti ai giorni precedenti ma registrate in ritardo. In lieve incremento anche l’occupazione dei posti letto, che sono 102 nelle intensive (+2) e 1.394 in degenza (+3). La situazione a fine gennaio resta quindi difficile in una giornata in cui le Regioni esprimono al governo la volonta’ di cancellare i colori assegnati e che la sorveglianza sanitaria sia riservata ai soggetti sintomatici. In Campania, intanto, parte anche un nuovo accordo tra la sanita’ regionale e i medici di base che e’ stato ufficialmente approvato al Tavolo regionale di medicina generale: i medici di base potranno aderire alla catena di tamponi per il covid, effettuando i test antigenici sui malati che stanno bene e devono concludere la quarantena. L’idea e’ stata stabilita oggi nella riunione in cui l’Unita’ di Crisi ha acquisito la volonta’ dei medici di medicina generale a collaborare per i tamponi antigenici rapidi al fine di ottimizzare la conclusione dei processi di quarantena e isolamento. I tamponi dei medici di base sul territorio si sommeranno a quelli di farmacie e laboratori di analisi, accelerando la possibilita’ di uscire dall’isolamento. I medici comunicheranno i risultati alle Asl di appartenenza attraverso la piattaforma regionale. L’adesione dei professionisti sara’ volontaria: i sindacati stimano che in Campania il 70-80 per cento dei medici di medicina generale siano pronti a collaborare. A NAPOLI, intanto, continua a crescere il dato dei malati con 2.918 nuovi positivi di cui 429 sono senza vaccino. Gli ospedali dedicati al Covid si affollano come dimostra il Loreto Mare, che oggi accoglie in degenza altre due persone raggiungendo la totalita’ di occupazione dei propri 50 posti letto.

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