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Cronache

Bufera Procure, la Camera nega intercettazioni Ferri

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Vittoria a man bassa in Parlamento per Cosimo Maria Ferri, tre volte sottosegretario alla giustizia, influentissima toga di Magistratura Indipendente, eletto deputato con i dem e passato ai renziani di Italia Viva. Con 227 voti a favore e 86 contrari, la Camera ha detto ‘no’ all’utilizzazione dei file audio captati dal trojan – inoculato dalla Procura di Perugia nel cellulare di Luca Palamara – nei quali si sentono le conversazioni intercorse la sera del 9 maggio 2019 all’hotel Champagne di Roma tra Ferri, il deputato dem Luca Lotti, lo stesso Palamara, e cinque componenti del Csm mentre parlano di nomine nelle Procure. “La Camera ha difeso la Costituzione nell’interesse dei cittadini e delle regole. E’ stato un giudizio tecnico-giuridico basato su evidenze documentali. Oggi il Parlamento – ha commentato Ferri a botta calda – non ha fatto politica ma ha fatto in modo imparziale una valutazione giuridica. Penso che questo voto rafforzi anche l’equilibrio tra poteri dello Stato, leale collaborazione, autonomia e rispetto reciproco”. Respinta dunque dall’Aula di Montecitorio, con la sola opposizione di M5s e Alternativa e dopo un anno di attesa a bagnomaria, la richiesta inoltrata dal Consiglio superiore della magistratura di poter utilizzare quanto registrato dalla microspia nel procedimento disciplinare aperto nei confronti di Ferri. Il parlamentare toscano, ora con Matteo Renzi, non e’ mai stato coinvolto penalmente nelle indagini sul risiko delle procure che ha rivelato come le decisioni sulle poltrone dei capi dei pm venissero discusse e ‘spinte’ fuori dalle sedi istituzionali. Il Csm pero’ ha messo ‘sotto processo’ tutte le toghe coinvolte nel balletto delle nomine, compreso Ferri incolpato di violazione del codice deontologico della magistratura. Gia’ a novembre la Giunta per le autorizzazioni della Camera aveva detto ‘no’ all’utilizzo delle captazioni che riguardavano l’ex sottosegretario, ora la conferma rende le cose piu’ difficili al Csm e restituisce slancio al trasversalismo garantista. “Finalmente un rigurgito di orgoglio (costituzionalmente protetto) del Parlamento. Finalmente rispettate le prerogative dei parlamentari. Prerogative, mi spiace dirlo, abbondantemente calpestate proprio da chi e’ preposto alla salvaguardia della tutela dei diritti di tutti”, ha commentato il presidente del Consiglio di Presidenza della giustizia tributaria ed ex componente del Csm Antonio Leone. “Carte alla mano, appare evidente che l’onorevole Cosimo Ferri sia stato intercettato in via del tutto casuale nell’ambito di una inchiesta a carico del dottor Palamara; una inchiesta in cui Ferri, tra l’altro, non e’ mai stato indagato. Ecco perche’ il Movimento 5 Stelle – hanno spiegato i deputati di M5s – ha votato a favore dell’utilizzabilita’ di quelle intercettazioni, come richiesto dal Consiglio Superiore della Magistratura”. “La giurisprudenza costituzionale, ai fini della rintracciabilita’ del fumus persecutionis, – sottolineano i cinquestelle – ritiene necessario individuare il momento in cui l’indagine possa avere eventualmente mutato indirizzo, trasformando cosi’ l’intercettazione casuale in un obiettivo diretto delle captazioni”. Eventualita’ che, nel caso di Ferri, secondo loro “non si e’ verificata”. “A nostro avviso le intercettazioni che hanno riguardato l’onorevole Ferri sono pienamente casuali e pertanto avrebbero dovuto essere rese utilizzabili da parte del CSM. La Camera, esprimendo voto contrario, ha privato il CSM di uno strumento essenziale per fare piena chiarezza su una vicenda disciplinare che, nell’interesse di tutti, merita di essere approfondita” concludono.

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Isis, propaganda nel dark web: perquisizioni in tutta Italia

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In diverse citta’ italiane, Polizia di Stato e Carabinieri hanno eseguito numerose perquisizioni disposte dalla Procura Distrettuale di Roma per associazione con finalita’ di terrorismo internazionale, nell’ambito di un’operazione congiunta che ha coinvolto complessivamente 29 persone. L’operazione costituisce l’epilogo di una piu’ vasta e articolata indagine diretta a prevenire la minaccia terroristica di matrice religiosa derivante dall’utilizzo del dark web. L’attivita’ investigativa ha avuto inizio oltre un anno fa in seguito alla segnalazione – acquisita dall’Antiterrorismo della Polizia di Stato e dal ROS attraverso il Federal Bureau Investigation statunitense – dell’esistenza di un sito di propaganda dell’organizzazione terroristica Isis presente nel dark web cui potevano aver fatto accesso internauti presenti in Italia. Nel corso delle perquisizioni – che hanno interessato le citta’ di Roma, Milano, Torino, Ancona, Bergamo, Padova, Verona, Rovigo, Vercelli, Bologna, Cesena, Rimini, Latina, Arezzo, Foggia, Reggio Calabria, Ragusa, Trapani e Caltanissetta – sono stati sequestrati numerosi device oltre a materiale informatico, su cui proseguono gli approfondimenti delle Digos e delle articolazioni della catena anticrimine del Ros, supportati dai rispettivi Uffici centrali.

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Mattarella ricorda Piazza della Loggia: uniti abbiamo sconfitto tutti i terrorismi

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“L’ordigno che la mattina del 28 maggio 1974 venne fatto esplodere in Piazza della Loggia doveva uccidere, seminare paura, intimorire le forze democratiche. Era un anello di quella catena nera del terrore che pretendeva di minacciare la convivenza civile e i diritti costituzionali, insanguinando l’Italia. Brescia e il Paese intero risposero con fermezza e unita’, opposero la solidarieta’ di popolo alla disumanita’ dei terroristi. La coscienza civile e la maturita’ delle principali forze sociali, sindacali, politiche, fecero argine in difesa della nostra democrazia e della nostra civilta’. Il cammino della Repubblica e’ potuto proseguire nella affermazione dei propri valori, delle conquiste raggiunte, della partecipazione. I terrorismi sono stati tutti sconfitti”. Cosi’ il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in una dichiarazione rilasciata in occasione dell’anniversario della strage di Piazza della Loggia. “In questa giornata di ricordo il nostro pensiero deferente va alle vittime di quella terribile strage, a quanti ne hanno portato le ferite nel tempo, al dolore dei familiari che nessuno potra’ mai cancellare. La memoria – ha sottolineato il Presidente – sollecita un impegno di testimonianza, rivolto anzitutto ai piu’ giovani. Ne e’ stata esempio l’azione dei familiari delle vittime che, riuniti in associazione e forti di un largo sostegno nella comunita’, hanno tenuto alta l’attenzione verso una ricerca compiuta della verita’ sui responsabili dell’attentato”.

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Far west Castellammare, agguato tra la folla: ferita una ragazza di passaggio

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Agguato di probabile matrice camorristica ieri sera a Castellammare di Stabia (Napoli): a farne le spese una ragazza di 23 anni che e’ rimasta ferita alla gamba destra da un colpo di pistola indirizzato verso il vero obiettivo dell’agguato, un giovane di 19 anni con qualche piccolo precedente a carico, Giovanni De Pascale. Alla Polizia, intervenuta sul posto, il giovane ha raccontato che stava passeggiando in piazza Giovanni XIII quando – erano da poco passate le 22,30 – improvvisamente e’ stato raggiunto da una persona in sella a uno scooter che ha esploso diversi colpi di arma da fuoco al suo indirizzo, uno solo dei quali lo ha colpito di striscio al piede destro. E’ andata peggio alla ragazza che si trovava nei paraggi che, colpita alla gamba, e’ stata trasportata all’ospedale San Leonardo di Castellammare dove ha ricevuto i primi soccorsi. La giovane ha riportato la frattura della tibia: la prognosi per lei e’ riservata, e non si esclude possa essere sottoposta a intervento chirurgico, ma non e’ in pericolo di vita. Sull’episodio procede il Commissariato di Castellammare.

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