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Cronache

Brutta avventura per due giovani ischitani in Thailandia: l’elefante prima li fa cadere e poi ne incorna uno

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Brutta avventura per due turisti italiani, due giovani di Ischia, Napoli, che sono rimasti feriti in Thailandia perché un elefante li ha sbalzati dalla groppa. Anche il loro mahout, il guidatore, è caduto dall’animale. I due italiani sono Manuel Trofa, 29 anni e Francesco Di Meglio, 31 anni. Quest’ultimo dopo essere caduto è stato colpito dall’elefante con le zanne che gli hanno provocato una ferita all’addome.

I due stavano attraversando una piantagione di olio di palma a Tambon Song Phraek, sul confine settentrionale di Phang Nga con la provincia di Surat Thani, come ha spiegato il comandante della polizia di Thung Kha Ngok, il colonnello Boriboon che detto che l’elefante, di nome Thanwa, un grosso elefante di quasi 8 anni, non era in forma.

“Non siamo sicuri di cosa abbia provocato l’elefante ad agire violentemente, probabilmente è stato solo a causa dell’umore dell’elefante”, ha detto. Di sicuro “questo animale non ha mai ferito nessuno finora”. Anche il  mahout ha spiegato che l’animale ha iniziato a comportarsi in modo insolito, forse perché ha visto qualcosa di insolito.

“L’elefante ha prima cercato di far cadere i turisti che sedevano sul suo dorso scuotendo il  corpo” a questo punto il mahout ha usato il gancio ma quello si è agitato fino a che i due giovani di Ischia e lo stesso guidatore sconfinati per terra. Dopo aver buttato i tre per terra, li ha puntati e on la zanna ha incornato Francesco Di Meglio.

A questo punto i guidatori che erano lì sono riusciti a fermare l’elefante. Francesco Di Meglio è stato portato di corsa all’ospedale di Phang Nga, dove i medici hanno chiuso la ferita poi è stato trasferito al Bangkok Hospital Phuket , dove i medici decideranno che cosa altro c’è da fare. Manuel Trofa ha riportato ferite all gamba sinistra ed è stato portato in ospedale a Bangkok.

 

 

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Cronache

Cambi telefono, antitrojan,’guardie e ladri’ a Venezia

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Cambi di telefono, soffiate (anche da un militare infedele) sulle intercettazioni in corso, sistemi anti-trojan, tecnologie anti-infiltrazione, oppure incontri rigorosamente faccia a faccia, di persona, lasciando i cellulari fuori della porta. Ricorda film d’antan alla ‘guardie e ladri’, però sul filo della più moderna tecnologia, il racconto che si ritrova nelle pagine dell’inchiesta veneziana sulla corruzione. Sono i pm Roberto Terzo e Federica Baccaglini ad elencare il poderoso lavoro di intercettazione fatto dalla polizia giudiziaria per ricostruire gli intrecci all’ombra del campanile di San Marco. Un’attività che, alla fine, ha premiato la perseveranza e la qualità investigativa della Guardia di Finanza. Nella richiesta di misure cautelari, infatti, compare ad un certo punto il capitolo “Le difficoltà nell’attività intercettiva”. Si spiega così come per alcuni indagati l’intercettazione telematica con captatore informatico abbia “avuto successo”: uno è l’assessore Renato Boraso (arrestato nell’inchiesta), un’altra è la dirigente Bolognini.

Al contrario, per altri indagati nei confronti dei quali è stata disposta l’attività di intercettazione – si tratta di Derek Donadini e Morris Ceron, capo di gabinetto e vice capo di gabinetto del Comune, questa “non ha avuto successo, essendosi fatti dotare dalla società comunale di servizi Venis di apparti di ultima generazione non infiltrabili”. Anche Boraso, “decide da ultimo di dismettere il suo apparato, richiedendo alla Venis di essere dotato di un apparto analogo a quelli in uso a Ceron e Donadini”. Una decisione, il cambio di telefono, che l’assessore assume “dopo ripetuti avvisi ricevuti da persone diverse (tra cui anche un militare infedele) e dallo stesso sindaco Brugnaro”, che lo avvisano di essere sottoposto ad indagini. Il trojan è una sorta di microspia che una volta installata consente di controllare lo smartphone di una persona da remoto, utilizzandone microfono e telecamera. Il telefono diventa così una sorta di ‘ambientale’ portatile. Un dato che non tarda ad essere compreso dagli indagati, che iniziano a prestare molta più attenzione per i loro incontri: “Ci vediamo di persona?”, “dimmi il posto e ti raggiungo”. E tutti senza telefonino in tasca.

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Cronache

Fa il bagno nel lago e viene inghiottito dalle sabbie mobili

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Un uomo di 40 anni residente a Santo Stefano d’Aveto è ‘scomparso’ nel lago di Giacopiane, a Borzonasca. Secondo alcuni testimoni stava uscendo dall’acqua e si stava avvicinando alla riva quando sarebbe stato inghiottito dalle sabbie mobili. Sul posto si trovano adesso i sommozzatori dei vigili del fuoco con la squadra di Chiavari, l’elicottero Drago, il medico del 118, ambulanza e carabinieri. Il lago di Giacopiane è un bacino artificiale e attorno alle sue rive si trovano cartelli di divieto di fare il bagno e annunciano la presenza di sabbie mobili. L’uomo probabilmente per riemergere ha messo i piedi su una massa di fango che lo ha inghiottito.

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La tennista Camila Giorgi: fake su di me, presto torno in Italia

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“Purtroppo i giornalisti di poco valore fanno fake news, e per avere qualche click in più alla loro pagina venderebbero anche la propria dignità”. L’ormai ex tennista azzurra Camila Giorgi torna a scrivere sui social parlando della sua irreperibilità e rispondendo ad un suo fan. “Ho un avvocato che mi segue e se avessi problemi non sarei tornata in Italia due settimane fa. E ritornerò presto. Grazie per il vostro amore”, le parole di Giorgi, dopo che nei giorni scorsi il legale che la difende nel procedimento per i falsi vaccini anti-Covid aveva annunciato la rinuncia al suo mandato. Rispondendo ad un altro suo tifoso sul perchè si fosse ritirata così improvvisamente l’ex tennista ha aggiunto: “per me era il momento giusto”.

La Giorgi deve affrontare accuse su mancati vaccini e accertamenti fiscali della Guardia di Finanza: la famiglia non avrebbe presentato la dichiarazione dei redditi, per un ammontare di milioni di euro di debiti.

Nella pagina Instagram della ormai ex tennista sono visibili anche delle foto che la ritraggono a Dallas, in Texas, dove avrebbe fatto ritorno dopo la breve visita in Italia. Giorgi indossa diversi completi estivi, a conferma della sua passione per la moda e l’abbigliamento. Nel 2021 i suoi genitori, il padre Luis Sergio Giorgi e la mamma stilista di moda Claudia Fullone, lanciarono la linea di moda Giomila, fusione di cognome e nome della sportiva, che è stata la principale testimonial del marchio.

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