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Bruce Springsteen arrestato per guida in stato ebbrezza

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Bruce Springsteen e’ stato arrestato per guida in stato d’ebbrezza. A riportare la notizia e’ il sito Tmz secondo cui l’episodio si e’ verificato lo scorso 14 novembre in New Jersey, ma e’ stato reso noto solo ora. Tmz, citando una fonte vicina alle forze dell’ordine, ha riferito che ‘The Boss’ sarebbe stato fermato presso la Gateway National Recreation Area di Sandy Hook e trovato in stato d’ebbrezza, oltre ad essere accusato di consumo di alcol in zona chiusa e guida spericolata. Nelle prossime settimane Springsteen dovrebbe comparire in tribunale: i funzionari del parco hanno confermato l’arresto ad una rete locale, precisando che il cantautore 71enne e’ stato “collaborativo”. Ad ora non c’e’ nessun commento da parte dell’entourage della star. La notizia e’ stata diffusa a pochi giorni dal Super Bowl dove Springsteen ha partecipato ad uno spot pubblicitario per Jeep in cui ha lanciato un appello a riunire l’America dopo un periodo di dure divisioni politiche e sociali.

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Esce Duets Sting, è una raccolta con le collaborazioni celebri

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Sting pubblicherà il prossimo 19 marzo “Duets”, una raccolta delle piu’ celebri collaborazioni collezionate dall’artista 17 volte vincitore di Grammy, durante la sua carriera, tra cui quelle con Mary J. Blige, Herbie Hancock, Eric Clapton, Annie Lennox, Charles Aznavour, Zucchero, Mylene Farmer, Shaggy, Melody Gardot, Gashi e molte altre. L’album è gia’ disponibile per il pre-order, compresa una limited edition autografata sullo store ufficiale di Sting. Dopo la collaborazione con Zucchero in “September”, pubblicata lo scorso autunno, ad anticipare la pubblicazione sara’ il prossimo 11 marzo “My Funny Valentine” con Herbie Hancock, brano registrato originariamente per il film giapponese del 2005 Ashura. Ad accompagnare la pubblicazione di “Duets” il nuovo sito interattivo https://sting.lnk.to/DuetsTimeline in cui ogni brano verra’ raccontato anche attraverso contenuti visivi e un video commento di Sting..

Il sito e’ disponibile in differenti lingue ed esplora cronologicamente il nuovo album e il viaggio percorso dal cantante dal 1992 ad oggi. I fan sono invitati a viaggiare all’interno del sito e condividere i loro ricordi e pensieri. In occasione dell’uscita verra’ pubblicato inoltre uno speciale singolo digitale della versione di “Englishman/African in New York” con l’artista africano Shirazee, un messaggio di positivita’ e speranza in questi momenti difficili. La pubblicazione verra’ accompagnata anche da un video. I due artisti saranno virtualmente ospiti il prossimo 19 marzo al programma TV Usa Good Morning America. La produzione esecutiva di “Duets” e la produzione artistica sono a cura di Gue’nael “GG” Geay e Martin Kierszenbaum e missato dal 4 volte vincitore di Grammy Robert Orton. Tutti I brani sono stati masterizzati da Gene Grimaldi all’Oasis Mastering di Los Angeles.

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È morto Claudio Coccoluto, uno dei più grandi dj italiani

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Appena diffusa la notizia della sua morte, i social sono letteralmente esplosi, perche’ tanti, tantissimi, hanno ballato con la sua musica. Ed oggi che la pandemia ha spento da un anno le luci dei locali notturni, la nostalgia per le serate magiche che sapeva regalare si e’ fatta ancora piu’ forte. Si e’ spento a 59 anni, nella sua casa di Cassino, Claudio Coccoluto, uno dei piu’ noti dj italiani. Il piu’ grande, secondo molti, capace di portare i suoi ritmi e le sue sonorita’ innovative da una parte all’altra del mondo. Come ricorda il sito de Il Corriere della Sera, che ha dato la notizia della scomparsa, l’artista lottava da un anno contro una grave malattia. Lascia la moglie Paola e ai figli Gianmaria e Gaia. Aveva cominciato a giocare con i dischi da ragazzo nel negozio di elettrodomestici del padre, vicino Gaeta, citta’ di cui era originario. Le prime performance su Radio Andromeda, l’emettente locale, poi in altre radio pirata, e nelle discoteche, dove lo chiamano semplicemente C.O.C.C.O. o Cocodance. Da li’ un’escalation che lo ha portato ad esibirsi in alcuni dei locali piu’ noti al mondo della scena europea, a partire da Londra, e americana. Fu, ad esempio, il primo artista europeo ad esibirsi nel Sound Factory Bar di New York.

Una produzione mai scontata, sperimentando sonorita’ nuove della musica elettronica, che lui stesso definiva underground, per segnare uno stile tutto suo che miscelava i generi piu’ disparati, dalla house di Chicago e Detroit fino ai ritmi latini, sempre con l’obiettivo di creare un feeling con il pubblico nei grandi party che lui guidava. Era ricercatissimo per i compleanni di personaggi noti, per serate organizzate da grandi aziende, ma anche per eventi musicali come gli Mtv Awards. Nel 2003 Pippo Baudo lo chiamo’ anche, primo dj italiano, nella giuria di qualita’ di Sanremo, dove poi tornera’ per altre due volte per portare una voce diversa in un mondo apparentemente lontano dal suo. Ora sono in molti sui social a chiedere che il Festival, che partira’ stasera, gli renda omaggio, ricordando anche il rapporto tra Fiorello e il dj, che suono’ al suo compleanno, mentre la sorella dello showman Catena racconto’ la sua storia le libro ‘Nati senza camicia’. Il suo nome era indissolubilmente legato alle serate romane. Soprattutto al Goa, locale da lui fondato insieme a Giancarlino, che ora lo ricorda come “il maestro piu’ grande e l’amico di sempre. Un artista fuori dal coro, sempre pronto a metterci la faccia con i media sia per gli aspetti gioiosi sia per i problemi del nostro settore”.

E’, infatti, durante la pandemia, Coccoluto non ha mai mancato di ricordare i mille problemi del mondo dello spettacolo, fermo al palo. In carriera anche collaborazioni con riviste, come L’Espresso, per raccontare la vita notturna in Italia, apparizioni nel mondo del cinema e, soprattutto, della tv. Con la ‘Iena’ Andrea Pellizzari realizzo’ nel 2001 il programma ‘Ibiza’, sulla vita notturna nell’isola. Fu ospite del “Maurizio Costanzo Show”, di “Lucignolo” su Italia 1, di “Fa la cosa giusta” su La7 e di “Matrix” su Canale 5, spesso per parlare del tema degli stupefacenti.

Con l’amico Pierluigi Diaco, si spinse anche nel mondo della scrittura come, ad esempio, con ‘Io, Dj’ del 2007. Tante attivita’, a dimostrazione della poliedricita’ dell’artista, che nel cuore aveva prima di tutto la musica, la sua collezione di oltre 70 mila vinili, quei vinili che mixava nel suo show cult “C.O.C.C.O.”, in onda su radio Deejay dal 2003 al 2009. Dal ’90 in poi produsse anche album come ‘Do It Whitout Thinkin’, ‘Afromarslight’, ‘Mind Melody 3.0’, ‘Imusicselection5 – Vynil Heart’, una sequenza unica di effetti mixati a mano libera. Collaboro’ anche con Jovanotti e con i Subsonica per il fortunato album “Microchip Emozionale”. E saranno sicuramente molti oggi, alla notizia della sua scomparsa, ad aver voluto riascoltare la sua hit ‘Belo Horizonti’, per riassaporare per un attimo la magia e il divertimento che seppe dare a tutti nell’estate del ’97.

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Addio a Bunny Wailer, leggenda giamaicana del Reggae

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E’ scomparsa un’altra leggenda del reggae. A 73 anni e’ morto Bunny Wailer, ultimo componente in vita del trio The Wailers. Il decesso e’ avvenuto in Giamaica, come confermato dalla sua manager Maxine Stowe e dal ministro della Cultura Olivia Grange. Non si conoscono le cause della sua morta tuttavia si trovava in ospedale dallo scorso luglio in seguito ad un ictus. Nato a Kingston e all’anagrafe Neville O’Riley Livingston, Wailer aveva fondato i Wailers con Bob Marley e Peter Tosh nel 1963. Il gruppo, nella sua formazione originale, si sciolse nel 1974. Wailer intraprese la carriera da solista producendo oltre 25 album, per tre dei quali vince il premio Grammy come ‘Best Reggae Album’. Tra questi c’e’ Hall of Fame: a Tribute to Bob Marley’s 50th Anniversary (1996). Livingston incontra Marley da bambino in un villaggio della Giamaica e i due diventarono subito amici. Erano anche accomunati da situazioni familiari simili, ossia entrambi erano stati tirati su da genitori singoli. Livingston dal padre, Marley dalla madre. Ad un certo punto il padre di Bunny, Thaddeus ‘Toddy’ Livingston, comincio’ una relazione con la madre di Marley, Cedella Booker. I due ebbero anche una figlia, Pearl Livingston. Prima di fondare il gruppo Marley e Livingstone ebbero come guida musicale Joe Higgs, detto anche il ‘Godfather of Reggae’. Poco dopo conobbero colui che sarebbe diventato l’altro componente della band, Peter Tosh (ucciso nel 1987 dopo una rapina in casa). Il primo album usci’ nel 1965, The Wailing Wailers, una raccolta di brani registrati durante la meta’ degli anni ’60. Poi l’attivita’ del gruppo ebbe una battuta d’arresto quando Marley si sposo’ con Rita e si trasferi’ in Delaware. Durante quel periodo Wailer fini’ anche in carcere per 14 mesi dopo una condanna per possesso di marijuana. Il trio poi si riuni’ dopo il ritorno di Marley in Giamaica. In un’intervista del 2016, riflettendo sulla sua carrier, Livingston disse, “The Wailers sono responsabili per il sound Wailers. Bob, Peter e me stesso: Siamo gli unici responsabili del sound Wailers e di cio’ che hanno portato al mondo e l’eredita’ che hanno lasciato”.

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