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Spettacoli

Britney Spears “libera”, padre non è più suo tutore

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 Britney Spears e’ finalmente libera dal giogo della tutela legale che da 13 anni aveva assoggettato ogni sua minima azione al ferreo controllo del padre Jamie. Al termine di una attesissima udienza presso la Superior Court di Los Angeles, la giudice Brenda Penny ha deciso la sospensione immediata di Jamie dal ruolo di tutore esattamente come richiesto dall’avvocato della popstar Matthew Rosengart. La decisione segna una vittoria per la cantante e un primo passo verso la revoca di un istituto legale usato di solito per persone molto anziane e in ogni caso non in grado di intendere e di volere. Molti gli interessi in gioco, visto l’ammontare della fortuna di Britney, valutata a 60 milioni di dollari, e il potenziale della 39enne principessa del pop di regalare ai suoi fan nuovi successi. Negli ultimi mesi Britney si era rifiutata di tornare sul palcoscenico: non avrebbe piu’ cantato – aveva detto – fintanto che il padre fosse rimasto a esercitare il suo ruolo di tutore. Al posto di Jamie, la Penny ha nominato il revisore dei conti John Zabel come controllore temporaneo dei beni di Britney. La popstar non ha partecipato personalmente all’udienza. Jamie Spears aveva chiesto la revoca complessiva dell’istituto della “custodianship” a cui Britney e’ assoggettata dal 2008 dopo che due clamorosi crolli mentali nei giorni del divorzio da Kevin Federline erano finiti in pasto alle tv. Rosengart si era opposto, affermando che in questo modo il padre non avrebbe dovuto rispondere di tutti gli abusi che ha fatto subire alla figlia “non solo negli ultimi 13 anni, ma fin da quando era bambina”. L’avvocato non ha moderato i termini: ha definito Jamie “un uomo crudele, tossico e violento”. Britney “lo vuole fuori dalla sua vita oggi stesso e merita di svegliarsi domani sapendo che suo padre non e’ piu’ il suo tutore”. Un’altra udienza verra’ fissata, probabilmente prima della fine dell’anno, per valutare se cancellare la “custodianship”, ma la decisione di oggi significa che tutti i documenti relativi alla gestione di Jamie passano nelle mani del suo successore. Al settimo cielo il “popolo di Britney”: i fan del movimento #FreeBritney erano tornati oggi in piazza da Londra a Los Angeles per chiedere ancora una volta la liberazione della loro “principessa”.

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John Malkovich, a Milano al teatro degli Arcimboldi: il vero critico oggi è il pubblico

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“Il più grande critico? E’ il pubblico, che può essere più crudele di chi lo fa di professione, perche’ oggi tutti possono scrivere la loro opinione su internet” dice John Malkovich, che sara’ in scena a Milano, il 3 dicembre al teatro degli Arcimboldi, proprio nei panni di un critico musicale nello spettacolo ‘The music critico. A lui, infatti, il violinista Aleksey Igudesman, ideatore della piece, ha dato il compito di dar voce ad alcune delle critiche piu’ feroci della storia della musica e non solo, tanto che lo show si chiude con le parole al limite dell’invettiva scritte da un critico di Istanbul all’indirizzo dello stesso Malkovich. Il protagonista di ‘The new pope’, comunque, e’ decisamente uno che non se la prende. Prima di tutto – spiega via zoom da Boston – “io di critiche non ne leggo tante perche’ su di me ne scrivono troppe e ho parecchio da lavorare”. La piu’ feroce, difficile da tradurre in italiano, ‘portatevi la vostra colla’, vale a dire che recitava come un bambino, se la ricorda, ma invita a considerare che “l’idea che esista uno spazio sicuro quando ti esprimi su pubblica piazza con la tua arte, che sia musica, teatro o cinema, e’ un’aspettativa sbagliata, per un artista e’ importante capire che quello che fa puo’ anche non essere amato”. D’altronde, nello spettacolo viene ricordato che Brahms fu definito da Čajkovskij “un bastardo senza talento”, mentre critici dell’epoca considerarono Claude Debussy “semplicemente brutto”. “Ma il problema – chiosa Malkovich – sta piu’ nella reazione dell’artista che nella critica in se’, che spesso e’ anche scritta bene o ironica, bisogna saperle accettare”. Lui, per esempio, il critico di Istanbul che lo aveva stroncato, poi lo ha conosciuto personalmente: “era felice di essere stato incluso nello spettacolo e ne fece una recensione positiva. A volte le critiche – riflette – sono grandi lezioni, anche perche’ cio’ che viene considerato brillante oggi puo’ non esserlo tra 20 anni o magari qualche proposta arriva semplicemente troppo presto per essere capita”. Lui, personalmente, pensa che “non sia per niente facile fare il critico, io ho le mie opinioni ma non per questo farei il critico”. Se al posto di attore sui documenti si potesse scrivere altro, forse sulla carta d’identita’ di Malkovich si leggerebbe ‘icona’: dopo il film di culto del 1999 di Spike Jonze “Being John Malkovich’, oggi il 67enne e’ anche il soggetto unico delle opere di Sandro Miller riunite nella mostra ‘Malkovich, Malkovich, Malkovich. Homage to Photographic Masters’, alle Stelline di Milano. “Non so dire perche’ la gente mi veda cosi’ e mi coinvolga in questi progetti strani” chiosa lui, ammettendo che “e’ difficile, ma non mi dispiace”. Dopo le nuove date di ‘The music critic’, il prossimo anno Malkovich anticipa che vestira’ di nuovo i panni dell’avventuriero Tom Ripley, sara’ un giovane Karl Lagerfeld nei primi anni parigini, ma anche il direttore d’orchestra Sergiu Celibidache. A proposito di orchestra, a Igudesman piacerebbe coinvolgerne una nel suo ironico viaggio musicale intorno alle piu’ feroci critiche della storia delle note. Se si riuscisse a farlo, ovviamente, toccherebbe a Malkovich dirigerla. “Non suono uno strumento da anni, ma la musica – conclude l’attore – fa da sempre parte della mia vita”.

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Spettacoli

Maradona, le maglie della sua carriera sportiva e gli amici al Vega Food

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AD10S. ..un anno dopo al Vega Food di Carinaro, ad un anno esatto dalla sua scomparsa, uno degli omaggi a Diego Armando Maradona, il più grande calciatore di tutti i tempi. Nel salottino moderato dai giornalisti Gianluca Gifuni e Dario Sarnataro, allestito accanto alla mostra delle maglie più importanti indossate in carriera dal pibe de oro (a cura del club Napoli Saverio Silvio Vignati) hanno ricordato il fuoriclasse argentino vari amici e giornalisti, molti dei quali hanno raccontato aneddoti e storie dei tempi vissuti a Napoli dall’indimenticato campione.

Mimmo Malfitano, Ciccio Marolda, Marcello Altamura, autore del libro ‘L’idolo infranto. Chi ha incastrato Maradona?” il cantautore Ross che a Diego ha dedicato il brano in spagnolo ‘ El D10S del Futbol’ . Toccante il ricordo di Beppe Bruscolotti, che di quel Napoli del Presidente Ferlaino era capitano prima di cedere la fascia proprio all’amico e compagno di squadra Diego Armando Maradona.

 

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Corona Virus

Febbre a Malpensa, Bryan Adams ancora positivo

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Il volo Emirates da New York atterra alle 13 all’aeroporto di Malpensa. A bordo c’e’ Bryan Adams, musicista canadese di 62 anni arrivato a Milano per partecipare a un evento fondamentale della sua seconda carriera: il lancio di The Cal, il calendario Pirelli la cui edizione 2022 e’ stata interamente realizzata con sue fotografie di altre rockstar, ‘On The Road” Ma Bryan Adams e il covid hanno evidentemente un rapporto particolare perche’ in meno di un mese, e pur essendo doppiamente vaccinato, ancora una volta il virus lo ha fermato. Il termoscanner di Malpensa lo blocca segnando la febbre a 38, la seconda misurazione manuale conferma l’alta temperatura e il successivo tampone rivela la presenza del covid: positivo, esattamente come alla fine di ottobre, quando ha dovuto rinunciare a partecipare al tributo per Tina Turner per il suo ingresso nella Rock and Roll Hall of Fame. “Eccomi, sono appena arrivato a Milano e sono stato trovato positivo al Covid per la seconda volta in un mese. Quindi vado in ospedale. Grazie per tutto il vostro supporto”, ha scritto la rockstar canadese, postando anche una foto dall’ambulanza che lo ha portato all’ospedale di Busto Arsizio (Varese), dopo esser stato preso in carico dall’Usmaf di Malpensa. Che ovviamente ha attivato tutte le procedure di tracciamento e controllo e ora Bryan Adams dovra’ restare in isolamento e non potra’ partecipare fisicamente agli eventi previsti per il lancio del calendario Pirelli, che verra’ presentato lunedi’ 29 novembre in streaming. La 48/a edizione di The Cal e’ interamente realizzato con sue fotografie scattate tra Los Angeles e Capri con protagonisti altri musicisti, da Cher a Iggy Pop. Ma Bryan Adams continua anche a suonare e a marzo uscira’ il suo nuovo album che presentera’ con una mini tournee anche in Italia. Nella speranza che il prossimo atterraggio in un aeroporto italiano vada meglio.

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