Collegati con noi

Cronache

“Bravo ma gay”, insulti omofobi al maestro del nido

Avatar

Pubblicato

del

Tutto bene nella scuola per quattro anni. Poi gli riferiscono conversazioni tra genitori dei bambini (0-3 anni) di cui e’ l’educatore in un asilo nido della Lucchesia che in buona sostanza suonano cosi’. “Marco? E’ bravo ma peccato che sia gay”, avrebbe detto un padre a un altro. E ancora: “Marco e’ un bravo educatore ma i gay questo lavoro non possono e non devono farlo”. Commenti che non si aspettava, Marco Dianda, 33 anni, educatore con curriculum di studi idoneo all’incarico. Ha affidato uno sfogo al proprio profilo Fb e la maldicenza di paese e’ stata cosa pubblica. Numerosi gli attestati di solidarieta’ ricevuti dal post. “E’ stata una pugnalata alle spalle, avrei preferito che me lo avesse detto in faccia”, afferma oggi con amarezza.

Marco Dianda. Educatore a Lucca

“La mia professionalita’ – riflette – non deve essere oscurata da quello che dovrebbe essere un dettaglio insignificante, il mio orientamento sessuale. Ho scritto su FB perche’ stare zitto avrebbe significato accettare l’offesa”. Ora comunque il 33enne lascia l’incarico, ha preso aspettativa per motivi diversi da questo episodio, vuole conseguire una laurea magistrale. “Me ne vado – ha spiegato – con la consapevolezza che per la quasi totalita’ dei genitori dell’asilo nido sono stato un buon educatore”. In mattinata Marco Dianda e’ stato raggiunto al telefono da Eugenio Giani, presidente del Consiglio regionale della Toscana e in corsa per la presidenza della Regione. “Marco sta bene – dice Giani – L’ho sentito direttamente, per capire la situazione ed evitare inutili strumentalizzazioni. Adesso posso dirlo: e’ scosso e turbato, ma dimostra una forza d’animo straordinaria e un’incredibile sensibilita’”. Giani spiega di avergli detto “poche cose semplici: la Toscana e’ casa tua, sii orgoglioso di chi sei”. Anche la sfidante di Giani, la leghista Susanna Ceccardi, candidata per il centrodestra, ha espresso solidarieta’: “Caro Marco, tu non dovresti essere discriminato per la tua vita privata e le tue scelte affettive. La qualita’ del tuo lavoro dovrebbe essere l’unico metro di giudizio. Mi sento a te molto vicina e ti comprendo. Anche io nella mia esperienza ho subito tanti attacchi per non essermi allineata a certi schemi”.

Advertisement

Cronache

Scassinatori tentano di investire i Falchi della Polizia ma vengono bloccati e arrestati

Avatar

Pubblicato

del

Hanno tentato di speronare le moto dei Falchi della Polizia ed hanno lanciato contro gli agenti borghesi di tutto: cacciavite, arnesi da scasso… È  accaduto a Napoli, in via Ponti Rossi, quando i Falchi della Squadra Mobile, durante un servizio di contrasto ai reati predatori, hanno notato due uomini all’esterno del cancello d’ingresso di un edificio e, insospettiti, li hanno avvicinati mentre questi salivano su un’auto sopraggiunta con una terza persona a bordo.

I tre, per eludere il controllo, dopo aver colpito una delle moto e strattonato un agente, si sono allontanati velocemente; durante l’inseguimento, avvenuto su una strada impervia e poco illuminata, hanno tentato di speronare le moto di servizio e lanciato verso i poliziotti una serie di oggetti  fino a quando, in via De Simone, in seguito alla collisione dell’auto con una delle moto, i tre hanno abbandonato la vettura fuggendo verso un dirupo dove sono stati raggiunti e bloccati dopo una colluttazione.
Alesandro Dragutinovic, Obrenovic Dusan, serbi di 45 e 19 anni, e Cristian Barbulovic, italiano di 21 anni, tutti con precedenti di polizia, sono stati arrestati per tentato omicidio, tentata rapina aggravata e lesioni personali.

Continua a leggere

Cronache

Viviana Parisi e il figlio Gioele di 4 anni scomparsi nel nulla dopo un incidente banale sull’A20, l’appello della Polizia Stradale

Viviana Parisi, 43 anni, e il bambino sono scomparsi lunedì mattina dopo un incidente sull’autostrada A20 Messina-Palermo. Le ricerche sono in corso

Avatar

Pubblicato

del

Viviana Parisi, 43 anni, e il bambino sono scomparsi lunedì mattina dopo un incidente sull’autostrada A20 Messina-Palermo, nei pressi di Caronia. Le ricerche, da allora, sono in corso. Vanno avanti senza sosta per ritrovare Viviana Parisi e il figlioletto di 4 anni, Gioele. Le ricerche sonno andate avanti per tutto il giorno di ieri e fino alla tarda nottata, intorno al calvalcavia dell’A20, al chilometro 117.

Polizia stradale, corpo Forestale, anche con l’aiuto di un elicottero e i volontari hanno perlustrato anche stamani la zona, ma della donna e del figlio finora nessuna traccia. Al momento gli inquirenti non escludono alcuna ipotesi. Ritrovata l’auto, che portava segni di un lieve incidente sulla carrozzeria, e dove c’erano gli effetti personali della 43enne, compresa la borsa col cellulare e i documenti. I rilievi fanno pensare che l’auto possa aver urtato autonomamente contro il guardrail laterale della corsia autostradale, senza pero’ riportare grossi danni. Secondo le testimonianza raccolte sul posto, la donna con il bimbo si sarebbe allontanata a piedi tra le strade di campagna della zona.

Le ricerche sono tuttora in corso. Chi avesse notizie è pregato di contattare questa Polizia Stradale ai numero 090/6402811 o 090/41852“. Questo è l’appello lanciato dalla Polizia stradale per ritrovare mamma e figlio svaniti nel nulla.  L’automobile è stata trovata abbandonata in un controllo di routine della Polizia stradale sul viadotto Pizzo Turda, sulla carreggiata dell’autostrada in direzione Palermo. L’Opel Corsa di colore grigio aveva  lievi danni per un impatto contro il guard-rail. Viviana era partita dal suo paese, Venetico, un piccolo centro vicino a Messina, per andare al centro commerciale a Milazzo, hanno riferito dei parenti, che non riescono a spiegarsi l’accaduto. In serata il marito e i familiari hanno lanciato un appello social per le ricerche, rilanciato e condiviso da migliaia di persone.

Continua a leggere

Cronache

Coronavirus, esortazione dell’Onu: riaprire le scuole per evitare la catastrofe

Avatar

Pubblicato

del

L’Onu esorta tutti i Paesi a dare priorità alla riapertura delle loro scuole una volta controllata la diffusione locale del coronavirus, avvertendo che chiusure prolungate comportano il rischio di una “catastrofe generazionale”. “Viviamo in un momento decisivo per bambini e giovani in tutto il mondo. Le decisioni che i governi prenderanno ora avranno un effetto duraturo per decenni su centinaia di milioni di giovani, nonche’ sulle prospettive di sviluppo dei Paesi”, ha affermato in un video messaggio il segretario generale, Antonio Guterres, presentando un rapporto sull’impatto della chiusura di scuole, istituti e universita’. Secondo l’analisi, il mondo stava gia’ vivendo una “crisi educativa” prima della pandemia. “Ora stiamo affrontando una catastrofe generazionale che potrebbe sprecare un potenziale umano indicibile, minare decenni di progressi e aggravare disuguaglianze radicate”, ha avvertito Guterres.

Continua a leggere

In rilievo

error: Contenuto Protetto