Esteri
Brasile indaga sui legami con la rete Epstein: inchiesta sotto segreto
La Procura generale del Brasile apre un’indagine sui possibili legami con la rete di Jeffrey Epstein dopo la pubblicazione degli Epstein files da parte del Dipartimento di Giustizia USA.
La Procura generale del Brasile ha aperto un’indagine sui possibili collegamenti nel Paese con la rete del finanziere statunitense Jeffrey Epstein, dopo aver ricevuto un esposto collegato ai cosiddetti “Epstein files”.
L’ufficio del procuratore generale ha reso noto che l’inchiesta procede sotto segreto istruttorio, motivando la scelta con la sensibilità della materia e la necessità di tutelare eventuali vittime.
Il ruolo dell’unità contro la tratta
A coordinare le verifiche è l’Unità nazionale per il contrasto alla tratta internazionale di persone e al traffico di migranti. L’organismo è competente per monitorare fatti che coinvolgano cittadini brasiliani o reati eventualmente commessi sul territorio nazionale.
L’apertura dell’indagine arriva dopo la pubblicazione, il 30 gennaio scorso, di oltre tre milioni di documenti sul caso da parte del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. I file comprendono email, video e immagini che documenterebbero contatti del finanziere con ambienti d’élite in diversi Paesi.
I riferimenti al Brasile nei documenti
Secondo quanto riportato dal quotidiano O Globo, nei documenti emergerebbero messaggi nei quali Epstein mostrava interesse per il Brasile, ipotizzando l’acquisto di un’agenzia di modelle e valutando anche la possibilità di ottenere la cittadinanza brasiliana.
Tra gli atti è citata inoltre la testimonianza di una donna brasiliana che si dichiara vittima della rete di abusi. Le autorità non hanno diffuso ulteriori dettagli, richiamando la necessità di proteggere eventuali persone coinvolte.
I nomi citati nei file
Nei documenti viene menzionato anche un trasferimento di denaro risalente al 2009 a favore del brasiliano Reinaldo Avila da Silva, marito dell’ex politico laburista britannico Peter Mandelson, già commissario europeo per il commercio e, fino all’11 settembre 2025, ambasciatore del Regno Unito negli Stati Uniti.
La presenza di nomi nei file non implica responsabilità penali e l’indagine brasiliana è volta a verificare eventuali fatti rilevanti sul piano giudiziario. Al momento non risultano contestazioni formali né provvedimenti giudiziari nei confronti delle persone citate nei documenti.
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