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Botta e risposta tra Juve e Atalanta, alla fine è 3-3

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Pari e spettacolo allo Stadium tra Juventus e Atalanta. Tra sorpassi e contro sorpassi, alla fine si chiude sul 3-3: Di Maria e Lookman sono i migliori in campo, Allegri e Gasperini devono però rivedere le rispettive fasi difensive. Ed è un punto che, alla fine, serve a poco ad entrambi. L’ambiente è bollente per la decisione della Corte d’Appello della Figc di penalizzare di 15 punti la squadra: il tifo bianconero fa sentire la sua voce, tra i fischi durante l’inno della serie A e i cori contro la Lega. All’esterno dello Stadium, invece, è affisso uno striscione che recita: “Serie A o Serie B noi siamo sempre qui solo per la Juventus Fc”. Venendo alle questioni di campo, Allegri conferma Di Maria dal primo minuto alle spalle di Milik con Chiesa e Kean che si accomodano in panchina. In mediana recupera Rabiot e gioca insieme a Fagioli e Locatelli, sulle corsie viaggiano McKennie e Kostic e il terzetto difensivo è come al solito tutto brasiliano con Danilo, Bremer e Alex Sandro.

Gasperini è senza lo squalificato Koopmeiners ma rilancia ancora Boga titolare con Hojlund e Lookman, sugli esterni giocano Hateboer e Maehle e la coppia di centrocampisti è formata da Ederson e De Roon. C’è molta curiosità di vedere l’approccio dei bianconeri dopo la stangata dei 15 punti, l’avvio non poteva essere peggiore: Lookman entra in area e calcia con il destro, Szczesny pasticcia sul suo palo e l’Atalanta è già avanti al 5′. Poco dopo i bianconeri protestano per un contatto Palomino-Milik sul quale Marinelli di Tivoli fa proseguire, poi il centrale alza bandiera già dopo un quarto d’ora per problemi fisici e viene sostituito dall’ex di giornata Demiral. La Juve comincia ad attaccare con più insistenza, Fagioli e Di Maria vanno giù in area e l’argentino rincorre l’arbitro per chiedere l’intervento del Var. Alla prima pausa utile, Marinelli vede al monitor il tocco falloso di Ederson e il Fideo dal dischetto spiazza Musso per l’1-1. E’ un momento positivo per i bianconeri, al 35′ la rimonta è completata: Lookman perde palla in uscita e fa infuriare Gasperini, Di Maria inventa di tacco per Fagioli che crossa in mezzo e Milik con una girata di destro di controbalzo batte il portiere nerazzurro.

La Juve chiude avanti il primo tempo, ma l’approccio nella ripresa è nuovamente disastroso: dopo 35 secondi Danilo regala un pallone ‘sanguinoso’ che viene sfruttato al meglio dagli orobici, con Lookman che mette Maehle davanti a Szczesny e il danese non sbaglia. L’Atalanta capisce che è il momento di colpire, al 53′ arriva il nuovo contro sorpasso con lo scatenato nigeriano che, lasciato libero da Alex Sandro, firma la doppietta personale di testa su cross di Boga. Il nuovo svantaggio spinge Allegri ad un assetto più offensivo con Chiesa al posto di Kostic, il pareggio però arriva da un difensore: lo schema su punizione dal limite riesce alla perfezione, Di Maria tocca per Danilo con la barriera che si apre ed è 3-3. Il tecnico sceglie quindi di cambiare coppia d’attacco, puntando su Miretti-Kean, e nel finale rilancia anche Cuadrado, all’esordio nel 2023. Il risultato non cambia più, Juve e Atalanta si fermano dopo sei gol: i bianconeri salgono a quota 23 ma rimangono nella bagarre del centro classifica, i nerazzurri vengono superati dalla Roma e scivolano al quinto posto fuori dalla zona Champions.

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Juve amplia pool legali, in 4 per ricorso al Coni

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Si estende il pool di legali che assistono la Juventus. Agli avvocati Maurizio Bellacosa e Davide Sangiorgio si aggiungono due noti amministrativisti: si tratta dei professori Angelo Clarizia, ordinario di diritto amministrativo alla Sapienza di Roma, e Nino Paolantonio, ordinario di diritto amministrativo a Tor Vergata a Roma. Il ricorso al Collegio di garanzia del Coni contro i 15 punti di penalizzazione inflitti dalla giustizia sportiva sarà stilato dai quattro. Dai social, intanto, piovono nuove critiche, sfottò e proteste dei tifosi bianconeri per la comparsa improvvisa, su Twitter, di un breve video (il secondo) con una battuta del pm Ciro Santoriello.

Anche in questo caso, come due giorni fa, si tratta della versione sapientemente ‘tagliata’ di un filmato assai più lungo su un convegno che si svolse a Torino nel 2019. Lo spezzone dura 27 secondi e mostra Santoriello che, mentre parla di una complessa problematica sul diritto societario, formula un “auspicio”, affermando che però “è assolutamente irrealizzabile al pari, per esempio, della Juventus che vince la Coppa dei Campioni”, strappando un sorriso al pubblico e ai relatori. Il video integrale dura un’ora e 22 minuti e documenta un convegno fra giuristi dal titolo ‘Società a partecipazione pubblica e anticorruzione’ del 20 giugno 2019: è reperibile su Youtube e fino ad oggi (a distanza di quasi quattro anni) aveva raccolto soltanto 186 visualizzazioni. La versione tagliata ad hoc è invece diventata subito virale su Twitter. L’ondata contro Santoriello non sembra avere ripercussioni sul lavoro svolto finora dalla procura e sulla coesione dell’ufficio.

E’ possibile che il prossimo 27 marzo, all’apertura dell’udienza preliminare a carico di Andrea Agnelli e altri 14 indagati, il pm non si presenti in aula insieme agli altri due colleghi della Procura di Torino (Marco Gianoglio e Mario Bendoni) per sostenere l’accusa. A Palazzo di giustizia, però, c’è chi ritiene che potrebbe apparire come una risposta sbagliata a chi, dai social, lancia a Santoriello accuse infondate di partigianeria. La mossa, oltre ad essere insolita, creerebbe inoltre un precedente per qualsiasi magistrato. Sul versante Juve per ora ci sono le attestazioni di stima dell’avvocato Luigi Chiappero. Un pm non può essere ricusato. Casomai si dovrebbe ricorrere a una richiesta di “rimessione” (spostamento del processo) da presentare in Cassazione: ma è un provvedimento di carattere eccezionale giustificato da “gravi motivi di ordine pubblico”, oppure da un “legittimo sospetto” che riguarda non il pm, ma il giudice chiamato a pronunciarsi. Di sicuro all’udienza preliminare verrà ribadita la proposta di celebrare la causa a Milano per ragioni tecniche legate all’accusa di aggiotaggio.

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Roma: Zaniolo Galatasaray e rimpianti, accordo da 30 mln

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Da un giallorosso all’altro, da una città millenaria all’altra: Nicolò Zaniolo lascia Roma e la Roma, e prende casa a Istanbul, al Galatasaray. Rimpianti, tanti, e da entrambe le parti. L’addio del resto alla luce delle ultime settimane non poteva essere sereno. E non lo nasconde Tiago Pinto che nel fare il bilancio di fine mercato deve parlare di fatto solo dell’ormai ex numero 22. E il general manager portoghese è chiaro nel dire che dall’operazione sperava di poter incassare di più. “Certamente pensavo di sì, e la prova è che una settimana fa avevamo un’offerta migliore di quella di oggi. Purtroppo dopo tutto quello che è successo abbiamo trovato questa soluzione, che non è male per nessuna delle parti” le parole di Pinto. Il caso Zaniolo, con le sue spine e i suoi risvolti, lascia tutti insoddisfatti.

“E’ chiaro che non sono contento, ma era difficile fare di meglio”, prosegue Pinto, che ritorna sulla tanto dibattuta trattativa col Bournemouth, mandata a monte dallo stesso giocatore. “Chi avremmo preso se avessimo venduto Nicolò prima? Avevamo trovato una soluzione che avrebbe fatto piacere a tutti e poteva essere una risorsa importante, ma non siamo riusciti a fare le cose come volevamo”. Pinto ci tiene a dire che il mister X in questione “non era Hakim Ziyech, anche se avevamo parlato con gli agenti del giocatore e col Chelsea”. La storia della Roma proseguirà quindi senza Zaniolo, “ma siamo stati un po’ delusi dal suo atteggiamento”.

Per quanto riguarda il rinnovo di Nicolò, inutile parlarne visto che “non c’è mai stato un accordo su questo punto”. Il portoghese comunque lancia una frecciatina all’ex romanista: “Anche io posso pensare di poter guadagnare X soldi, ma se vado via e vedo che solo Bournemouth e Galatasaray mi fanno offerte, o sono scarso o qualcosa non va…”. La Roma non esce migliorata dal mercato di gennaio, “perché abbiamo perso tre giocatori e ne abbiamo presi due – continua Pinto – Confidiamo nel recupero di Wijnaldum; con i paletti che dobbiamo coprire per il Fair Play Finanziario, la sessione di mercato è diventata difficile”. Pinto ci tiene a ribadire che mai un giocatore è stato acquistato senza l’opinione di Mou, “ma non è vero che il mister ha tutti i giocatori che vuole, per ora non possiamo fare questo mercato”.

Il gm non ha paura di assumersi le responsabilità “per tutti i giocatori che non fatto bene”: “Ci sono cose che non potevo cambiare, ma non sono soddisfatto del mercato”. Una battuta anche su due elementi in scadenza a giugno, El Shaarawy e Smalling (“Sono due situazioni diverse. Chris ha diritto fino a maggio di decidere cosa fare, su Stephan decidiamo noi. Stanno facendo bene, l’idea è continuare insieme”), e un’altra su Karsdorp, separato in casa: (“A breve capiremo meglio, lui è rimasto qui e Mourinho ne ha parlato pubblicamente. L’interesse della Roma è più importante, vediamo se rientrerà”). Il gm giallorosso non vuole pensare al rischio di perdere Mourinho in caso di mancata Champions League: “Non mi sembra che Josè abbia chiesto un incontro alla società, né io né lui abbiamo bisogno di una pressione extra: sappiamo tutti che giocare la Champions è diverso dal non giocarla. Facciamo i conti a fine stagione”.

L’ufficialità di Zaniolo al Galatasaray è attesa per la serata o al più tardi domani: alla Roma andranno subito 16,5 milioni di euro, a cui vanno aggiunti 2 milioni garantiti in caso di qualunque futura cessione superiore ai 20 milioni da parte del club turco. Inoltre i capitolini deterranno anche il 20% sulla differenza tra una futura rivendita e i 16,5 milioni saldati oggi. Infine, ci sono altri 13 milioni di bonus legati a obiettivi sportivi raggiungibili sia dal giocatore che dal Gala, di cui il 50% di questi facilmente raggiungibile. Il ragazzo si lega ai turchi fino al 2027, con un contratto da 3,5 milioni a stagione. Per questa estate (e valida solo verso club italiani), è prevista una clausola rescissoria di 35 milioni di euro, clausola che si abbassa nelle successive due stagioni (28-30 milioni nel 2024 e 22-25 milioni nel 2025). La Roma e il Galatasaray si sono anche accordati per un’opzione su due giovani del club turco: l’ala Yusuf Demir (classe 2003) e il regista Efe Akman (2006).

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Il ministro dello sport Abodi sui cori razzisti contro Napoli e Maradona: vale come scontro fisico

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“Il tema degli appuntamenti rusticani tra violenti lo sta affrontando il ministero dell’Interno, con il quale c’è profonda sintonia. Vogliamo i delinquenti fuori dagli stadi, su questo non c’è dubbio. Anche dentro gli stadi però c’è lavoro da fare, non mi basta il fatto che sia precipitato il tasso di incidenti perché per me un coro razzista vale tanto quanto uno scontro fisico e dobbiamo debellarlo con la stessa determinazione”.

A dichiararlo, dopo gli ultimi episodi di discriminazione e violenza avvenuti in occasione delle partite di calcio, è il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi. “E lo stesso vale per la discriminazione territoriale, per l’antisemitismo e per i cori contro Maradona della settimana scorsa – ha proseguito il ministro, intervenendo a margine della presentazione del cortometraggio “Montespaccato Calcio, legalità in campo” al cinema Troisi di Roma – Non mi arrenderò mai all’idea che tutto questo sia considerato normale o goliardico. Servono interventi affinché i responsabili pagano secondo il principio della responsabilità personale. Quando si insulta si deve andare fuori dallo stadio in modo non temporaneo ma definitivo”.

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