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Cronache

Boss della droga e venditore di armi alla camorra, la vita di Raffaele Imperiale tra auto blu e passaporti diplomatici

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C’è un collaboratore di giustizia, tale Gennaro Carra, ex esponente del malaffare di rione Traiano, che in uno dei tanti verbali di interrogatorio sulle trame di sangue e d’affari della camorra a Napoli, in Italia e altrove nel monde parla di Raffaele Imperiale  e del suo socio d’affari Mario Cerrone. Chi sono? Sono gli uomini d’affari (si fa per dire) che la Guardia di Finanza di Napoli prese perchè possedevano i due quadri di Van Gogh rubati dal museo di Amsterdam quasi venti anni fa. Tra i due quello più conosciuto, grazia al suo pedigree criminale, è Raffaele Imperiale. Agli atti di alcune inchieste della procura distrettuale antimafia di Napoli, Imperiale viene descritto come broker della droga per conte dei clan napoletani (tutti i clan, anche quelli che si scannano per affari), venditore di armi usate per sparare e uccidere nelle faide che hanno insanguinato le strade della città di Napoli. E poi ci sono “spifferi”, ovviamente da suffragare con prove, secondo cui questo Imperiale, arrestato a Luglio, girasse in auto blu ministeriale e avesse in tasca addirittura un tesserino diplomatico. Era il most-wanted italiano a Dubai. La finanza l’ha beccato. Ma torniamo al pentito Carra. In un verbale spiegato di aver visto ad Imperiale i passaporti diplomatici.

“Li ho visti. Erano i passaporti diplomatici: blu scuri con una scritta d’oro. Ho visto sia quello di Imperiale che quello di Cerrone. Li ho visti anche a un terzo ragazzo, che si chiama Francesco Paolo Russo, lo so perché siamo stati in carcere assieme”. E poi, a proposito di un episodio del 2018, insiste e dice che Imperiale “circolava a Napoli in un’auto blu ministeriale”. Secondo il racconto di questo pentito Carra, l’uomo che per anni ha fatti scorrere fiumi di cocaina in città e armi girava in auto blu con passaporto diplomatico. Vero? Falso? Depistaggi? I magistrati si stanno occupando di verificare le dichiarazioni del collaboratore di giustizia. Il gip del Tribunale di Napoli, Linda D’Ancona, persona puntigliosa e magistrato equilibrato ed attento, insiste in sede di valutazione delle esigenze cautelari su coperture e aspetti opachi della carriera criminale di Imperiale.

Quadri del Van Gogh rubati al museo di Amsterdam. La conferenza stampa della Finanza per spiegare le circostanze del ritrovamento

Lui, il boss oggi in cella, quand’era latitante usava sofisticati apparecchi informatici per evitare la cattura. Sulla storia dei passaporto diplomatici occorrerà capire. Potrebbero anche essere  passaporti falsi usati per eludere i controlli di polizia in tutti gli aeroporti del mondo. Altri pentiti stanno aiutando la magistratura di Napoli a profilare in maniera precisa la caratura criminale di Imperiale. A proposito dei due quadri trafugati dal Van Gogh Museum e comprati da Imperiali, parla sempre il pentito Carra. “Li portarono – i quadri di Van Gogh – su una spiaggia di Licola, avvolti da uno straccio, ci dissero che erano importanti. All’inizio non capii, poi quando vidi che Cerrone era ai domiciliari, capii a che quei dipinti servivano a evitare anni di galera”.

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Rider picchiato per scooter a Napoli, condannati babyrapinatori

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Lo inseguirono e poi lo presero a claci e pugni. Volevano lo scooter che lui usava per consegnare le pizze in giro per la citta’ a Napoli. Quell’azione cosi’ brutale compiuta nella notte tra il 1 e il 2 gennaio scorso in via Calata Capodichino a Capodichino fu ripresa da un passante con lo smartphone. Il video del rider malmenato e poi investito da uno dei rapinatori in sella a un altro scooter fu pubblicato sui social e fece il giro del web in poche ore. Una settimana dopo la gang fu arrestata. Erano tutti giovani, quattro minorenni e due maggiorenni, tutti residenti tra il quartiere di Scampia e il comune dell’hinterland partenopeo di Casoria. Poco prima del ‘colpo’ ai danni del rider 50enne, ex macellaio disoccupato che ‘faticava’ con il mezzo prestattogli dalla figlia, avevano messo a segno un’altra rapina. Sempre con le stesse modalita’. Tre baby rapinatori sono stati condannati a 4 anni e 8 mesi ieri dal giudice del tribunale dei Minori parenopeo; il quarto imputato, che risponde solo di una rapina, ha incassato 3 anni e 4 mesi. Tutti sconteranno la condanna in una comunita’ di recupero in cui erano gia’ dall’arresto. I maggiorenni, Vincenzo Zimbetti e Michele Spinelli, nel luglio scorso sono stati condannati dal gup del tribunale di Napoli Nord, con il rito abbreviato, a 10 anni di reclusione.

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Cronache

Dentista no vax sospeso esercitava professione, denunciato

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Un medico odontoiatra e’ stato denunciato alla procura per esercizio abusivo della professione. Il nucleo carabinieri antisofisticazioni e sanita’ di Ragusa ha effettuato un controllo in uno studio dentistico di Siracusa dove hanno scoperto che l’odontoiatra, sospeso dall’Azienda sanitaria provinciale e dall’Ordine dei medici perche’ non vaccinato, continuava a svolgere la propria attivita’.

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Nove arresti per agguato a due fratelli, arrestato anche un comandante dei vigili urbani

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La Polizia sta eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare a carico di 9 presunti capi e affiliati al clan Parisi-Palermiti, ritenuti responsabili, a vario titolo, dell’ omicidio aggravato dal metodo mafioso del 24enne Michele Walter Rafaschieri e del tentato omicidio del fratello Francesco Alessandro Rafaschieri, 34 anni, avvenuti nel quartiere Carbonara il 24 settembre 2018. Tra gli arrestati c’è anche il comandante della Polizia locale di Sammichele di Bari, Domenico D’Arcangelo. Non sarebbe però  coinvolto nel delitto ma avrebbe favorito l’attività di alcuni pregiudicati.

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