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Borse in festa per l’accordo Usa-Iran: petrolio e gas crollano, Wall Street vola
I mercati reagiscono positivamente all’accordo preliminare tra Stati Uniti e Iran e alla prevista riapertura dello Stretto di Hormuz. Petrolio e gas scendono, Wall Street vola ai record e tornano le scommesse su una Fed più prudente.
I mercati finanziari accolgono con un forte rialzo l’accordo preliminare di pace tra Stati Uniti e Iran, che prevede la riapertura dello Stretto di Hormuz a partire da venerdì. La prospettiva di un ritorno graduale alla normalità nei traffici energetici internazionali ha spinto le Borse, rafforzato i titoli di Stato e provocato un brusco calo di petrolio e gas.
Il sollievo degli investitori nasce dal ridimensionamento dei timori legati a un rallentamento dell’economia globale e a nuove pressioni inflazionistiche alimentate dai prezzi dell’energia.
Petrolio e gas in forte calo
La prevista riapertura del passaggio delle navi nello Stretto di Hormuz ha fatto scendere le quotazioni del petrolio di oltre il 5%. Il Wti è calato a 80 dollari al barile, sui minimi da marzo, mentre il Brent si è portato verso quota 82 dollari.
I prezzi restano lontani dai picchi toccati durante la crisi, quando il Brent era arrivato a 125 dollari, ma sono ancora superiori ai livelli precedenti alla guerra, quando il greggio veniva scambiato intorno ai 60 dollari al barile.
Forte anche il ribasso del gas, con il prezzo ad Amsterdam sceso del 9,5% a 42 euro. Anche in questo caso, però, le quotazioni restano ancora superiori di circa il 30% rispetto ai valori precedenti all’attacco contro Teheran.
La cautela degli analisti
Nonostante il clima positivo, sui mercati prevale ancora una certa prudenza. Gli analisti stimano che saranno necessari diversi mesi prima che il commercio via mare torni pienamente alla normalità, sia per il gas naturale liquefatto sia per il greggio.
Per questo, gli effetti sui prezzi al consumo potrebbero non essere immediati. Prima di vedere un calo significativo alle pompe di benzina sarà probabilmente necessario attendere l’assestamento dei flussi commerciali e delle quotazioni internazionali.
Volano turismo, compagnie aeree e crociere
Le Borse, che anticipano le tendenze economiche, hanno premiato soprattutto i titoli dei settori più esposti al costo del carburante. In rialzo compagnie aeree, crociere e turismo, che potrebbero beneficiare della discesa dei prezzi energetici.
Le vendite hanno invece colpito le compagnie petrolifere, tra cui Eni a Piazza Affari, e le utilities, penalizzate dalla prospettiva di minori costi dell’elettricità.
Milano ha chiuso in rialzo dello 0,66%, ritoccando i massimi. Meglio ha fatto Francoforte, salita dell’1%. Più contenuto il progresso di Parigi, a +0,4%, mentre Londra ha chiuso in calo dello 0,39%.
Wall Street ai nuovi record
Ancora più forte la reazione di Wall Street. Il Nasdaq ha archiviato la seduta con un rialzo superiore al 3%, sostenuto anche dalla corsa di SpaceX, in progresso del 20%.
La maggiore propensione al rischio ha favorito anche il Bitcoin, spinto verso quota 67.000 dollari. Si indebolisce invece il dollaro, che durante i mesi della guerra in Medio Oriente era stato cercato anche come bene rifugio.
Fed più prudente, rendimenti in discesa
Il calo dell’energia riduce le pressioni sull’inflazione e alimenta le scommesse su una Federal Reserve meno aggressiva. In vista della riunione di mercoledì, i mercati si attendono tassi invariati e guardano soprattutto alle mosse successive all’estate.
Per la Fed prevale ora l’ipotesi di una linea più prudente, mentre in Europa restano aperte le scommesse su un possibile rialzo della Bce a settembre. Intanto scendono i rendimenti dei Treasury e dei titoli di Stato europei.
Anche lo spread tra Btp e Bund si riduce, attestandosi a 3,71 punti. Un segnale ulteriore della distensione sui mercati, almeno nella prima reazione all’accordo tra Washington e Teheran.
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Trump rispolvera la foto con Kim: «Andiamo d’accordissimo»
Donald Trump ha condiviso una fotografia dello storico incontro del 2019 con Kim Jong-un, affermando che i due vanno «d’accordissimo». Nonostante l’apertura della Casa Bianca, il negoziato con la Corea del Nord non è ancora ripartito.
Donald Trump torna a evocare il rapporto personale con Kim Jong-un. Il presidente statunitense ha pubblicato su Truth Social una fotografia che lo ritrae accanto al leader nordcoreano durante lo storico incontro del 2019 a Panmunjom.
«Nonostante l’espressione poco amichevole in questa particolare foto, ce ne sono molte in cui sorridiamo: io e Kim Jong-un andiamo d’accordissimo», ha scritto Trump.
Lo storico incontro a Panmunjom
L’immagine risale al 30 giugno 2019, quando Trump incontrò Kim nel villaggio della tregua situato nella Zona demilitarizzata che separa le due Coree. In quell’occasione il presidente statunitense attraversò la linea di demarcazione militare, diventando il primo capo della Casa Bianca in carica a mettere piede sul territorio nordcoreano.
L’incontro avrebbe dovuto favorire la ripresa del negoziato sul programma nucleare di Pyongyang, già avviato con il vertice di Singapore del giugno 2018 e proseguito senza risultati concreti ad Hanoi nel febbraio 2019.
Il dialogo ancora fermo
Nonostante i tre incontri e il rapporto personale ripetutamente rivendicato da Trump, i negoziati non hanno prodotto un accordo sulla denuclearizzazione della Corea del Nord.
Dopo il ritorno alla Casa Bianca nel 2025, Trump non ha più incontrato Kim. Washington ha comunque ribadito la disponibilità a riprendere il dialogo senza condizioni preliminari, ma finora Pyongyang non ha mostrato segnali concreti di apertura.
La pubblicazione della fotografia appare dunque come un nuovo richiamo alla diplomazia personale perseguita da Trump durante il suo primo mandato. Resta da capire se al messaggio social seguirà una reale iniziativa negoziale.
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Fossacesia, morto il padre intervenuto per difendere il figlio durante una lite
Diomede Barchiesi è morto all’ospedale di Pescara per le gravissime lesioni cerebrali riportate durante una lite sul lungomare di Fossacesia. Il cinquantenne era intervenuto per difendere il figlio diciottenne e sarebbe stato colpito da un coetaneo del ragazzo. Proseguono le indagini.
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Milano tra le migliori città universitarie al mondo: è 39esima, Roma 47esima e Torino 66esima
Milano sale al 39esimo posto nella classifica QS Best Student Cities, miglior risultato di sempre. Roma è 47esima e Torino 66esima, mentre nessuna città del Mezzogiorno entra nel ranking mondiale.
Milano, Roma e Torino si confermano tra le città più apprezzate al mondo dagli studenti universitari. A guidare la rappresentanza italiana nella classifica internazionale “QS Best Student Cities 2027” è il capoluogo lombardo, che sale al 39esimo posto, raggiungendo il miglior piazzamento mai ottenuto.
Milano guadagna cinque posizioni rispetto all’edizione precedente, nella quale era 44esima. Roma scende invece dal 46esimo al 47esimo posto, mentre Torino rimane stabile in 66esima posizione.
La graduatoria comprende 150 città: 61 europee, 52 dell’Asia e dell’Oceania, 18 degli Stati Uniti e del Canada, 12 del Medio Oriente e dell’Africa e sette dell’America Latina.
Seoul prima, seguita da Tokyo e Londra
Al primo posto mondiale figura Seoul, davanti a Tokyo e Londra. La capitale sudcoreana beneficia anche dell’elevato numero di università presenti nelle classifiche internazionali di QS.
Per essere ammesse alla graduatoria, le città devono avere almeno 250mila abitanti e ospitare almeno due atenei inseriti nel QS World University Rankings.
Il punteggio viene determinato attraverso sei indicatori: qualità degli atenei, attrattività della città, interesse dei datori di lavoro, accessibilità economica, diversità della popolazione universitaria e valutazioni espresse dagli studenti.
Milano premiata dal mercato del lavoro
Il risultato di Milano è sostenuto soprattutto dal rapporto tra università ed economia cittadina. Il capoluogo lombardo è 20esimo al mondo per l’attività dei datori di lavoro e 27esimo, a pari merito, per il livello delle proprie università.
A trainare il sistema accademico milanese è soprattutto il Politecnico, salito all’87esimo posto nel QS World University Rankings 2027 e unico ateneo italiano presente tra i primi cento del mondo.
Milano migliora anche nella categoria relativa all’attrattività della città, raggiungendo la 38esima posizione.
Il costo della vita resta il punto debole
Il principale limite di Milano rimane l’accessibilità economica. La città scende infatti al 99esimo posto su 150 per il costo della vita e dello studio.
Il capoluogo lombardo si colloca inoltre nella metà inferiore della graduatoria per le opinioni espresse direttamente dagli studenti, segnale delle difficoltà legate soprattutto agli affitti e alle spese quotidiane.
Roma più attrattiva, Torino più internazionale
Roma perde una posizione nella classifica generale, fermandosi al 47esimo posto. La Capitale sale però al 44esimo per attrattività, mentre scende al 57esimo per accessibilità economica.
Torino resta 66esima e, tra le tre città italiane presenti, vanta la popolazione studentesca più diversificata sotto il profilo internazionale.
Entrambe rimangono però indietro nell’indicatore relativo alla qualità degli atenei: Roma è 76esima, mentre Torino occupa il 109esimo posto.
Il Mezzogiorno resta fuori dalla classifica
La graduatoria premia dunque il Nord e il Centro Italia, ma lascia ancora una volta fuori tutte le città del Mezzogiorno.
Un’assenza significativa per territori che ospitano università storiche e importanti, ma che non riescono ancora a raggiungere i parametri richiesti sul piano dell’attrattività internazionale, dei servizi, dell’occupazione e della qualità della vita studentesca.
Raddoppiati gli studenti internazionali
Un dato positivo riguarda l’internazionalizzazione del sistema universitario italiano. In sei anni il numero degli studenti stranieri è più che raddoppiato, con una crescita tra le più rapide registrate in Europa.
«L’Italia è diventata, quasi in sordina, uno dei casi di successo dell’istruzione internazionale in Europa», sottolinea il presidente e fondatore di QS, Nunzio Quacquarelli.
Secondo Quacquarelli, il Paese è riuscito ad aumentare fortemente la presenza di studenti internazionali, mantenendo costi di studio relativamente accessibili e un’attrattiva culturale e creativa difficilmente eguagliabile.


