Politica
Borrelli domina i social: quasi 300 milioni di visualizzazioni in un mese e oltre 60 mila nuovi follower
Giugno si chiude con numeri eccezionali per i canali social del deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Francesco Emilio Borrelli. Tra Facebook e Instagram sfiora i 300 milioni di visualizzazioni mensili, supera i 7 milioni di interazioni e registra oltre 60 mila nuovi follower, confermandosi tra i politici più influenti sui social italiani.
C’è un dato che racconta meglio di ogni altro la capacità di incidere nel dibattito pubblico: l’attenzione delle persone. E i numeri registrati a giugno dai profili social del deputato Francesco Emilio Borrelli fotografano una crescita che lo colloca stabilmente tra i protagonisti della comunicazione politica italiana.
Le statistiche dei suoi canali mostrano performance che pochi esponenti politici riescono a raggiungere, sia in termini di pubblico raggiunto sia di coinvolgimento.
Quasi 300 milioni di visualizzazioni in 28 giorni
I dati di Facebook evidenziano 296 milioni di visualizzazioni negli ultimi 28 giorni, con un incremento del 12% rispetto al periodo precedente.
Nello stesso intervallo i contenuti di Borrelli sono stati visualizzati da circa 14 milioni di persone, mentre 66 milionisono state le visualizzazioni superiori ai tre secondi e 5,6 milioni quelle che hanno superato il minuto di permanenza, un indicatore particolarmente significativo della capacità dei video di trattenere l’attenzione del pubblico.
Su Instagram il trend è altrettanto positivo: tra il 30 maggio e il 28 giugno il profilo registra 248,8 milioni di visualizzazioni, 7,2 milioni di interazioni, 61.918 nuovi follower e oltre 1.600 contenuti pubblicati.
Un modello basato sulla continuità
La frequenza di pubblicazione rappresenta uno degli elementi distintivi della strategia comunicativa del parlamentare. L’elevato numero di contenuti prodotti quotidianamente consente di presidiare costantemente l’attualità, alternando denunce, video dal territorio, interventi istituzionali e aggiornamenti su vicende di cronaca che spesso diventano virali.
La crescita delle interazioni dimostra che non si tratta soltanto di una grande esposizione, ma anche di una partecipazione attiva da parte degli utenti, che commentano, condividono e rilanciano i contenuti.
Tra i politici più seguiti e più coinvolgenti
Anche le classifiche pubblicate dal portale specializzato PoliticaSuFacebook.it confermano il peso raggiunto da Borrelli.
Nella graduatoria delle interazioni settimanali il deputato figura al secondo posto in Italia, alle spalle della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e davanti a numerosi leader nazionali.
Nella classifica dei follower supera 1,08 milioni di seguaci su Facebook, collocandosi all’undicesimo posto assoluto tra i politici italiani e risultando tra quelli con la crescita più significativa della settimana.
Numeri che raccontano un fenomeno comunicativo
Al di là del confronto con gli altri protagonisti della politica, le cifre evidenziano un fenomeno ormai consolidato. Centinaia di milioni di visualizzazioni ogni mese, milioni di interazioni e decine di migliaia di nuovi follower testimoniano come i canali social di Francesco Emilio Borrelli siano diventati uno dei principali punti di riferimento dell’informazione politica e della cronaca territoriale sui social network italiani.
In un panorama mediatico sempre più frammentato, la capacità di raggiungere quotidianamente milioni di persone rappresenta un indicatore rilevante dell’efficacia della comunicazione digitale e della forza con cui alcuni contenuti riescono a entrare nel dibattito pubblico.
In Evidenza
Reati giù del 10%, omicidi di donne in calo del 37%: la fotografia del Viminale
Nel primo semestre 2026 i reati registrati in Italia diminuiscono del 10%. In calo omicidi, furti, rapine e donne uccise. Crescono le espulsioni per sicurezza nazionale e le richieste d’asilo esaminate.
Diminuiscono i reati registrati in Italia, dagli omicidi ai furti, mentre aumentano le espulsioni per motivi di sicurezza nazionale e le domande di protezione internazionale esaminate. È la fotografia tracciata dal Dossier Viminale 2026, basato principalmente sul confronto tra i primi sei mesi dell’anno e lo stesso periodo del 2025.
«L’Italia si conferma come uno dei luoghi più sicuri al mondo», sostiene il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, rivendicando l’impegno delle forze di polizia.
Meno omicidi, furti e rapine
I reati denunciati o rilevati dalle forze dell’ordine sono stati 1.068.240, contro 1.186.268 del primo semestre 2025: un calo del 10%.
Gli omicidi volontari sono scesi a 138, con una diminuzione del 15,3%. In flessione anche i furti, 437.800 (-11,4%), le rapine, 12.515 (-12,3%), le violenze sessuali, 3.142 (-7,1%), e le truffe e frodi informatiche, 137.529 (-9,5%).
Le donne vittime di omicidio sono state 34, contro le 54 dello stesso periodo del 2025: il calo è del 37%. Il dato comprende otto vittime di femminicidio, secondo il nuovo reato entrato in vigore nel dicembre 2025, e 26 donne vittime di altri omicidi volontari.
Crescono gli ammonimenti dei questori, arrivati a 4.582 (+10,7%): quelli per violenza domestica aumentano del 24,1%, mentre diminuiscono del 12,3% i provvedimenti per stalking.
Terrorismo, stazioni e cybersicurezza
Nel primo semestre sono state disposte 38 espulsioni per motivi di sicurezza dello Stato, l’80,9% in più rispetto al 2025. Dal 22 ottobre 2022 sono stati complessivamente rimpatriati 254 soggetti considerati pericolosi, tra radicalizzati, estremisti e presunti terroristi. Restano sotto osservazione 156 foreign fighter.
Gli attacchi informatici alle infrastrutture critiche sono diminuiti del 17%, scendendo a 4.082. I casi di cyberterrorismo sono stati 89 (-23,3%), mentre gli indagati sono saliti a 84, con un aumento del 71%.
Nelle stazioni ferroviarie sono state controllate 2,5 milioni di persone e 625 sono state arrestate. Altre 636mila verifiche sono state effettuate a bordo dei treni. Le rapine nelle aree ferroviarie diminuiscono del 28,5%, i furti del 3,3% e i danneggiamenti del 5,7%.
Ordine pubblico e lotta alla droga
Nel semestre si sono svolte 7.149 manifestazioni, 169 delle quali con criticità. Gli eventi di piazza sono diminuiti del 12,6%, ma sono aumentati del 61,9% i feriti tra le forze di polizia, arrivati a 136. I civili feriti sono stati 14.
Sul fronte della droga, i reati di spaccio scendono del 2% e le persone denunciate o arrestate diminuiscono del 10,6%, fermandosi a 11.914. Crescono invece dell’11% le operazioni contro il traffico internazionale.
Antimafia e immigrazione
Dal 22 ottobre 2022 sono stati restituiti alla collettività 22.127 beni confiscati alla criminalità organizzata, per un valore complessivo di 864 milioni di euro. Nello stesso periodo sono state adottate 4.722 interdittive antimafia e sciolti 38 enti locali.
Le domande di protezione internazionale esaminate nel primo semestre sono state 72.508, il 47% in più rispetto all’anno precedente. Quasi 50mila richieste, pari al 68%, si sono concluse con un diniego.
Alla frontiera con la Slovenia, dal ripristino dei controlli nell’ottobre 2023, sono state verificate 1,5 milioni di persone. Individuati 11.658 stranieri irregolari e 623 soggetti ritenuti pericolosi per la sicurezza nazionale.
I numeri indicano un calo dei reati conosciuti dalle autorità, ma rappresentano una fotografia amministrativa limitata ai fatti denunciati o scoperti e, per molti indicatori, ai primi sei mesi dell’anno.
Politica
Ceuta, bloccata una troupe del Tg2: caso politico sui controlli spagnoli
Una troupe del Tg2 guidata da Lorenzo Lo Basso sarebbe stata bloccata a Ceuta per la mancanza di una certificazione doganale relativa ad auto e telecamera. Unirai denuncia controlli eccessivi, mentre esponenti del centrodestra evocano la censura. Manca ancora la versione delle autorità spagnole.
Una troupe del Tg2 guidata dall’inviato Lorenzo Lo Basso sarebbe stata sottoposta a controlli rafforzati al suo arrivo a Ceuta, l’exclave spagnola in Nord Africa. Auto, telecamera e attrezzature professionali sarebbero state trattenute durante la notte per la mancanza di una certificazione doganale.
A denunciare l’episodio è Unirai Figec, che ha espresso preoccupazione per il comportamento delle autorità spagnole. Al caso si sono aggiunte le reazioni politiche di Forza Italia e Fratelli d’Italia, che hanno evocato un possibile tentativo di ostacolare il lavoro giornalistico. Al momento, tuttavia, non risultano elementi sufficienti per qualificare l’accaduto come censura.
La ricostruzione di Unirai
Secondo il sindacato, dopo essere sbarcati di notte i componenti della troupe avrebbero mostrato i passaporti italiani, ma sarebbero stati sottoposti a verifiche supplementari.
Le autorità avrebbero richiesto una certificazione relativa all’automobile e alla telecamera. I giornalisti hanno spiegato di non esserne in possesso perché, durante una precedente trasferta avvenuta pochi giorni prima, non sarebbe stata richiesta alcuna formalità analoga.
Non sarebbe stata accettata neppure la proposta di lasciare temporaneamente i passaporti come garanzia. La troupe avrebbe quindi dovuto abbandonare il veicolo e le attrezzature, restando a piedi durante la notte e rischiando di non riuscire a realizzare il servizio previsto per il giorno successivo.
Unirai sostiene che i controlli rafforzati starebbero interessando soprattutto i cittadini italiani e rappresenterebbero una minaccia alla libera circolazione in Europa. Questa circostanza, però, necessita di conferme da parte delle autorità spagnole.
Il particolare regime doganale di Ceuta
Ceuta è territorio spagnolo e appartiene all’Unione europea, ma non rientra nel territorio doganale dell’Ue e non applica la disciplina europea ordinaria su Iva e accise.
Per questo motivo l’ingresso di automobili e attrezzature professionali, comprese telecamere e mezzi destinati alle produzioni televisive, può essere sottoposto a specifiche procedure di ammissione temporanea e alla presentazione di documenti doganali.
La circostanza potrebbe spiegare la richiesta di una certificazione, ma resta da chiarire perché la stessa documentazione non sarebbe stata domandata durante la precedente trasferta della troupe e se le modalità del controllo siano state proporzionate.
Gasparri e Filini parlano di censura
Il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri ha espresso solidarietà a Lo Basso, chiedendosi se l’episodio possa rappresentare un tentativo di censura da parte del governo di Pedro Sánchez.
Più netto il deputato di Fratelli d’Italia Francesco Filini, che ha accusato il premier spagnolo di bloccare i giornalisti italiani anziché contrastare gli ingressi irregolari a Ceuta. Filini ha inoltre sollecitato una presa di posizione delle opposizioni italiane.
Si tratta, allo stato, di valutazioni politiche. Per stabilire se sia stato un controllo doganale applicato rigidamente, un disguido amministrativo oppure un ostacolo ingiustificato al diritto di cronaca sarà necessaria la versione delle autorità spagnole.
Politica
Attentato a Ranucci, i legali di Cangiano: «Lavitola smentisce le accuse di Report»
Gli avvocati Luigi Petrillo e Sara Petella accusano la puntata “Il cantiere dei misteri” di aver indicato ingiustamente il deputato Girolamo Cangiano come possibile mandante dell’attentato a Ranucci. La denuncia per diffamazione è ancora all’esame della Procura.
Le dichiarazioni rese da Valter Lavitola sul proprio ruolo nell’attentato contro Sigfrido Ranucci smentirebbero le ricostruzioni che avevano coinvolto il deputato casertano di Fratelli d’Italia Girolamo Cangiano. A sostenerlo sono i suoi avvocati, Luigi Petrillo e Sara Petella.
In una nota, i due penalisti tornano sulla puntata di Report del 19 aprile scorso, intitolata Il cantiere dei misteri, definendola «infarcita di gratuite falsità».
La contestazione sulla lettera anonima
Secondo i legali, la trasmissione avrebbe preso spunto da una lettera anonima per presentare Cangiano come possibile mandante dell’attentato dinamitardo compiuto il 16 ottobre 2025 davanti all’abitazione del conduttore di Report.
Gli sviluppi dell’inchiesta, sostengono gli avvocati, avrebbero invece indirizzato le contestazioni verso Valter Lavitola, che durante l’interrogatorio di garanzia ha ammesso, secondo quanto riferito dal suo difensore, di aver commissionato l’azione.
Petrillo e Petella denunciano inoltre che la puntata è ancora disponibile su RaiPlay.
La denuncia per diffamazione
«Attendiamo con fiducia che la Procura di Roma completi in tempi brevi il suo lavoro per dare corso alla denuncia per diffamazione a mezzo stampa che abbiamo da tempo depositato», dichiarano i penalisti.
La diffamazione denunciata dai legali non è stata ancora accertata giudiziariamente. Sarà la Procura a valutare il contenuto della trasmissione, il modo in cui venne presentata la lettera anonima e l’eventuale rilevanza penale delle affermazioni contestate.
Non risulta, allo stato, che Cangiano sia coinvolto nell’inchiesta sull’attentato.
La precisazione sul Riesame
La nota richiama anche decisioni del Tribunale del Riesame. Va precisato che il precedente provvedimento del Riesame aveva confermato le misure cautelari nei confronti dei quattro presunti esecutori materiali. Per Lavitola, invece, il gip ha disposto la custodia in carcere e successivamente respinto la richiesta di domiciliari; la difesa ha annunciato l’impugnazione.


