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Bolzano zona ‘gialla’ da lunedì, a Trento in fuga su vaccini

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La scorsa settimana l’Alto Adige si era salvata dal giallo in zona Cesarini, ma il cartellino ormai era inevitabile. La Provincia di Bolzano da lunedi’ sara’ percio’ zona gialla. Lo ha comunicato l’assessore alla sanita’ Thomas Widmann, evidenziando che ormai tutti i parametri indicano in questa direzione. Nei giorni scorsi la campagna vaccinale in Alto Adige finalmente e’ decollata, con lunghe code davanti agli hub, ma la strada e’ lunga e i ‘cugini’ trentini sempre piu’ lontani. “La Provincia di Bolzano ha superato le soglie per l’ingresso in zona gialla”, ha confermato in giornata il matematico e membro del Cnr Giovanni Sebastiani. In Alto Adige lunedi’ non scattera’ solo la zona gialla, ma entrera’ in vigore anche il Super Green pass, come nel resto del territorio nazionale. Per gli altoatesini cambiera’ infatti poco, come ha fatto presente Widmann, perche’ Bolzano nei giorni scorsi aveva gia’ anticipato alcune misure per frenare la quarta ondata, come l’obbligo di mascherina all’aperto e di Ffp2 sui mezzi pubblici. L’inasprimento portera’ invece addirittura alla riapertura delle discoteche che Kompatscher aveva chiuse con un’ordinanza, ma che ora con il Super Green pass possono essere aperte anche in zona gialla. Il governatore ha ammesso un “certo mal di pancia”, annunciando percio’ severi controlli. Per quanto riguarda invece la campagna vaccinale negli ultimi giorni si registra un forte afflusso agli hub, soprattutto per i booster, ma anche per le primi dosi. Sembra che gli indecisi e gli attendisti si stiano convincendo, forse per avere il Super Green pass, forse perche’ spaventati dalla variante Omicron. In provincia di Bolzano il 16,9% della popolazione non ha ricevuto ancora nessuna dose, mentre nella vicina Provincia di Trento solo il 9,9%. I trentini sono stati a lungo in bassa classifica, ma poi hanno rimontato posizione su posizione e ora, assieme alla Puglia, sono sul podio della classifica nazionale alle spalle della Toscana (9,2%) e del Lazio (9,6%). In Trentino dal 4 all’8 dicembre e’ in programma una “maratona vaccini”, una simile iniziativa ci sara’ meta’ mese in Alto Adige. Il Super Green pass da lunedi’ potrebbe causare non pochi problemi nel trasporto alunni, visto che in Provincia di Bolzano il 36% degli under 20 non ha ancora ricevuto nessuna dose. Si cerca una soluzione con Roma anche per quanto riguarda la scuola. Basta ormai infatti un unico caso per far finire l’intera classe in dad, mentre l’Alto Adige con gli screening di massa permanenti nelle scuole spera di avere piu’ margini di manovra.

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Quarte dosi al palo, appello delle Regioni: vaccinatevi

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Ad ormai un mese dal via libera per la quarta dose per gli over 60, la curva vaccinale registra un sostanziale stallo, con poche decine di migliaia di somministrazioni al giorno, complice probabilmente anche il periodo estivo e le ferie d’agosto. Al momento la fascia d’eta’ che meglio ha risposto all’appello e’ quella degli over 80, mentre stenta quella tra i 60 e i 69 anni. Per questo da parte delle regioni e’ arrivato l’ennesimo invito ad aderire alla campagna vaccinale, con la vicepresidente della Regione Lombardia, Letizia Moratti, che ha sollecitato i concittadini a “non aspettare ancora”. Attualmente le persone che hanno ricevuto la quarta dose, il cosiddetto secondo booster, sono 1.980.389, cui si aggiungono 636.251 immunodepressi o fragili. Oltre due milioni e mezzo di persone alle quali vanno sommate 1,8 milioni di guariti dopo la terza dose da al massimo sei mesi. In totale si tratta di 4,4 milioni di persone, pari a circa il 25% della platea. Andando piu’ a fondo emerge che la fascia d’eta’ con il maggior numero di vaccinati con quarta dose e’ quella degli ultraottantenni con il 29,2%, seguita dai settantenni con l’11,8%. Molto indietro, invece, la fascia che comprende le persone tra i 60 e i 69 anni. In questo caso solo il 6,5% della platea ha deciso di sottoporsi alla quarta dose. La regione con il maggior numero di quarte dosi somministrate e’ la Lombardia – con mezzo milioni di vaccinati – seguita da Piemonte (372 mila) ed Emilia-Romagna (313 mila). Fanalino di coda e’ la Valle d’Aosta con appena 5.104 dosi. Di fronte alla curva che non accenna a schiodarsi dal sostanziale equilibrio, arriva l’appello delle Regioni, guidate in particolare dalla Lombardia. “Proteggiamoci con il vaccino”, scrive su Twitter la vicepresidente Letizia Moratti invitando “i fragili, le persone con piu’ di 60 anni e chi non si e’ ancora vaccinato a non attendere ancora”. Un appello che di fatto riprende quello dei giorni scorsi del ministro della Salute, Roberto Speranza. “I dati in miglioramento non devono farci pensare che sia finita – ha detto -. Dobbiamo continuare a tenere alto il livello di attenzione, proteggere i piu’ fragili e continuare la campagna di vaccinazione”. Dello stesso parere il direttore generale per la prevenzione del ministero, Gianni Rezza. “Nonostante la diminuita velocita’ di circolazione virale – ha spiegato – e’ sempre bene adottare comportamenti volti alla massima prudenza specialmente quando ci sono grandi aggregazioni di persone e ricordiamo soprattutto alle persone che abbiano piu’ di sessant’anni che sono particolarmente fragili di effettuare la quarta dose di vaccino”. Ed effettivamente, dopo l’ennesimo picco delle prime due settimane di luglio, la curva epidemiologica continua calare attestandosi sui valori dello scorso maggio. Oggi il bollettino ha registrato 26.662 nuovi contagi, con 74 vittime e un tasso di positivita’ al 16%. In leggero aumento le terapie intensive, mentre continuano a calare i ricoveri nei reparti ordinari. In totale sono un milione gli italiani attualmente positivi, mentre oltre 21 milioni – cioe’ un italiano su tre – ha contratto il virus dall’inizio della pandemia.

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Covid: 35.004 contagiati, 158 le vittime. Tasso al 15,3%

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Sono 35.004 i nuovi contagi da Covid registrati nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri i contagiati erano stati 38.219. Le vittime sono 158, in calo rispetto alle 175 di ieri. Il tasso e’ al 15,3%, in calo rispetto al 17,1% di ieri. Sono stati eseguiti in tutto, tra antigenici e molecolari, 229.180 tamponi. Sono invece 336 i pazienti ricoverati in terapia intensiva, 15 in meno rispetto a ieri, mentre gli ingressi giornalieri sono 26. I ricoverati nei reparti ordinari sono invece 9.028, cioe’ 369 in meno rispetto a ieri.

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Presidi bocciano linee guida sulla scuola, nulla di nuovo

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A parte l’ironia provocata da un titolo che mescola termini inglesi latini ed inglesi: “Indicazioni strategiche ad interim per preparedness e readiness ai fini della mitigazione delle infezioni da Sar-Cov-2 in ambito scolastico (a.s 2022-2023)”, per i presidi italiani non c’e’ nulla di nuovo nelle linee guida per il rientro a scuola a settembre dei ragazzi in sicurezza. “Poteva essere una cosa molto piu’ semplice e lineare – fa notare la presidente dell’Andis Paola Bartoletto – hanno forse voluto recuperare dei termini dall’Oms, chissa’!” Linee guida definite dal presidente dell’Associazione Nazionale Presidi di Roma Mario Rusconi “molto generiche” e che “non offrono spesso indicazioni percorribili”. Se fra circa un mese la situazione pandemica non peggiorera’, solo il personale scolastico e gli alunni “a rischio” dovranno indossare la mascherina. E Rusconi pone polemicamente una domanda: “ma chi individua questa caratteristica di rischio?”. In caso di ripresa del virus le linee guida raccomandano il distanziamento di un metro tra gli studenti in classe. Ed e’ sempre il presidente di Anp-Roma ad evidenziare che “dopo quasi tre anni di epidemia ancora non ci si rende conto che parecchi studenti sono stati obbligati alla didattica a distanza perche’ molto aule non permettevano il distanziamento. La situazione in gran parte e’ rimasta immutata”. Secondo Rusconi e’ stato fatto molto poco dagli enti locali, proprietari degli edifici scolastici, per individuare nuovi spazi adeguati o adattare con idonei impianti di aerazione le strutture esistenti. Cosi’ come niente e’ stato fatto, lamentano i presidi, per il trasporto pubblico per agevolare gli studenti. E’ il presidente nazionale dell’ Anp Antonello Giannell a sintetizzare la questione: “Quella che poteva essere la novita’ della ventilazione forzata, di fatto, non e’ stata realizzata perche’ sarebbero servite ingentissime risorse economiche. Quindi queste linee guida raccomandano cio’ che gia’ sappiamo”. Sull’aerazione nelle aule, per Bartoletto dell’Andis “ci potrebbero essere altre soluzioni oltre le finestre aperte. Non e’ che si puo’ fare tutto in un mese e mezzo, ma se mai si comincia. La tecnologia ci fornisce tante possibilita’, ma ci sono dei costi e bisogna darli questi denari”. Anche per Attilio Fratta, presidente nazionale di Dirigentiscuola le linee guida “non dicono niente di nuovo. Abbiamo le migliori leggi e le peggiori scuole. Si e’ fatto pochissimo e tra il dire e il fare solo tante chiacchiere”. Un aspetto positivo, pero’, lo evidenzia Bartoletto, “sicuramente nelle linee guida non si parla di tracciamento e questo e’ un grosso sollievo” la quale lamenta: “Mancano ancora le linee guida per i piu’ piccoli, non si sa nulla per i bambini sotto i 6 anni. Speriamo arrivino presto”.

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