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Bollette a 28 giorni, sentenza del Consiglio di Stato: ecco come farsi rimborsare da Tim, Vodafone, Wind Tre e Fastweb

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Le vittime della grande truffa della fatturazione a 28 giorni vanno rimborsati. E tutto va fatto prima possibile e con una modalità automatica. Questa la multa inflitta a dicembre 2017 dall’Agcom a Tim, Vodafone Wind tre e Fastweb per aver imposto la tredicesima mensilità in più all’anno, che ha causato un aggravio dei costi per i consumatori dell’ 8,6% e un guadagno di un miliardo per i gestori, resta fissata a poco meno di 500 mila euro a società, vale a dire la metà di quanto sancito inizialmente.  Sono queste le decisioni del Consiglio di Stato in merito ai ricorsi sull'”eccentricità” delle bollette a 28 giorni presentati rispettivamente da Vodafone e dall’Agcom.
Ma negli scorsi mesi Palazzo Spada ha già rigettato i ricorsi delle altre tre compagnie coinvolte.
La sentenza non si può però definire rivoluzionaria. La sua unica evidenza è dimostrare che i big delle telecomunicazioni, nonostante siano stati già multati, non si sono ancora adeguati al richiamo dell’ Agcom rendendo i rimborsi automatici, vale a dire l’unico meccanismo che riuscirà a riequilibrare la tutela degli utenti che, loro malgrado, si sono ritrovati in una situazione alterata da un aumento dei prezzi non trasparente e che il Consiglio di Stato ha giudicato “sleale”. La sentenza del Consiglio di Stato non fa altro che ribadire la necessità di far adottare alle compagnie la procedura dei rimborsi automatici che fino ad oggi sono stati disattesi grazie alla girandola di procedure intraprese dalle compagnie e dei relativi ricorsi al Consiglio di Stato.
Tant’ è che è assai esiguo il numero dei clienti che autonomamente ha già richiesto e ottenuto dal proprio operatore il maltolto, che va dai 15 ai 60 euro. Del resto, come scrive lo stesso Consiglio di Stato, è l’ indole del “consumatore apatico” a spingerlo a non fare nulla per importi di modesto valore. Insomma, i consumatori preferiscono rinunciarvi piuttosto che inviare una messa in mora o un reclamo al gestore.  Se le compagnie non renderanno gli indennizzi automatici sono pronte altre sanzioni per inottemperenza, che si aggiungeranno così alla multa da 228 milioni di euro inflitta negli scorsi giorni dall’Antitrust ai gestori, accusati di aver fatto cartello e limitato la concorrenza aumentando tutti insieme le tariffe dell’ 8,6% quando sono state obbligate a tornare alla fatturazione mensile.
Tecnicamente, il rimborso interessa solo i contratti di telefonia fissa che sono stimati in circa 12 milioni con esclusione degli altri 60 milioni di clienti della telefonia mobile cui è stata negata la possibilità di ottenere l’ indennizzo, sebbene tutti tra il 2016 e il 2018 si siano ritrovati a pagare circa un miliardo di euro in più all’ anno. Insomma, la solita risposta commerciale sbagliata da parte dei big delle Tlc a un problema strutturale del settore: scaricare sui clienti le conseguenze di un mercato in profonda trasformazione. Inoltre, come ribadito dal Consiglio di Stato Vodafone, Tim, Wind Tre e Fastweb dovranno restituire i giorni erosi erogando gratuitamente il servizio per un numero di giorni pari a quelli erosi e quindi posticipando l’ invio di una fattura. Fino ad oggi, invece, dopo negli scorsi mesi le associazioni dei consumatori hanno denunciato la difficoltà degli utenti a reperire le informazioni necessarie per capire come ottenere il rimborso, la procedura di rimborso si può ottenere facendo domanda direttamente sul sito della propria compagnia. Procedura ai più sconosciuta.

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Uber si mangia Postmates, accordo da 2,6 miliardi

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Uber si mangia Postmates e si rafforza nei pranzi e cene a domicilio, ampliando allo stesso tempo il suo portafoglio di offerte con anche le consegne della spesa a casa. Un accordo tutto in azioni dal valore di 2,65 miliardi di dollari con il quale Uber diventa il secondo colosso sul mercato americano per i pasti consegnati. L’annuncio mette le ali ai titoli Uber, che arrivano a guadagnare il 5%. Vola anche la rivale Grubhub, che sale del 3,5% segnalando come gli investitori vedono positivamente un consolidamento nel settore delle consegna al momento altamente frammentato. L’app per auto con conducente spiega di essere stata attirata da Postmates per la sua ampia presenza nelle citta’ americane del sud e sulla costa occidentale e per la sua efficienza. Uber East infatti ha una presenza piu’ internazionale che americana rispetto alle societa’ concorrenti e con Postmates puo’ rafforzarsi a Los Angeles, Las Vegas e Phoenix. L’acquisizione consente a Uber anche l’occasione di attirare un maggior numero di clienti al suo servizio di auto conducente, in forte crescita fino al coronavirus e alle chiusure che ha imposto. Con Postmates Uber si lancia sul mercato della consegna della spesa a domicilio, settore che ha subito un’impennata con la pandemia: prevedendo che la concorrenza per le consegne di pranzi e cene a domicilio durera’ per anni, Uber ha deciso di guardare alle consegne di altri beni, quali la spesa, anche se questo si traduce in uno scontro con Amazon e Walmart. La competizione nella consegna di pranzi e cene e’ forte a livello mondiale e Uber nei mesi scorsi ha cercato di imporsi sul mercato avanzando un’offerta per Grubhub. Una mossa caduta pero’ nel vuoto a causa del prezzo non ritenuto sufficiente e soprattutto per i timori di Grubhub che l’intesa potesse essere bocciata dalle autorita’ di regolamentazione.

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Benzina, ancora aumenti: Italia tra i paesi europei col carburante più caro

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I ritocchi ai listini di benzina e gasolio registrati nel nostro paese nelle ultime settimane portano di nuovo l’Italia ai vertici della classifica europea del caro-carburante”. Lo afferma il Codacons, che ha rielaborato i dati forniti dalla Commissione Europea relativi all’andamento dei prezzi alla pompa in tutta l’Ue nell’ultima settimana. “L’Italia si piazza al secondo posto della classifica dei paesi europei dove il gasolio costa di piu’ – denuncia il presidente Carlo Rienzi – Con una media ai distributori di 1,285 euro al litro il nostro paese si colloca in seconda posizione, preceduto solo dalla Svezia (1,359 euro/litro). Non va meglio sul fronte della benzina: con un prezzo medio alla pompa di 1,399 euro, l’Italia e’ al quarto posto in Europa, dietro Paesi Bassi, Danimarca e Grecia”. Nei calcoli dei consumatori rispetto alla media Ue la benzina costa oggi nel nostro paese l’11% in piu’, mentre per il gasolio gli italiani spendono addirittura il 14% in piu’. Una differenza quella tra i listini italiani ed europei determinata “dall’elevata tassazione che vige sui prezzi di benzina e gasolio nel nostro paese, e che raggiunge il 70% su ogni litro di carburante venduto in Italia – attacca il Codacons – Basti pensare che al netto di Iva e accise benzina e gasolio costano nel nostro paese addirittura meno della media europea (0,418 euro al litro la verde e 0,436 il diesel contro una media Ue rispettivamente di 0,432 euro e 0,452 euro)”.

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Al debutto il Btp Futura, finanzierà il post covid

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Pronto al debutto il Btp Futura, il nuovo titolo di Stato dedicato ai piccoli risparmiatori che servira’ a finanziare la ripresa post Covid-19 e che prevede un “premio fedelta’” a chi li terra’ dall’emissione alla scadenza. Il collocamento parte il 6 luglio e andra’ avanti fino a venerdi’ 10, salvo chiusura anticipata, ma solo dopo il terzo giorno. “I proventi del Btp Futura saranno interamente destinati a finanziarie le diverse misure previste post Covid-19” ha ripetuto in questi giorni il il responsabile della Direzione Debito pubblico del Mef, Davide Iacovoni, dagli strumenti di sostegno al reddito come la cassa integrazione agli interventi per il rafforzamento del sistema sanitario nazionale fino ai pacchetti di misure per il sostegno a famiglie e imprese. Il Btp Futura, che il Tesoro affianca al Btp Italia per diversificare l’offerta e cercare di riportare a casa i vecchi cari ‘Bot People’ ha una durata di 10 anni e avra’ tassi cedolari minimi garantiti e crescenti pari all’1,15% dal 1/o al 4/o anno, l’1,30% dal 5/o al 7/o anno e l’1,45% dall’8/o al 10/o anno. I rendimenti definitivi saranno annunciati alla chiusura del collocamento, ma non potranno essere inferiori a quelli minimi garantiti. Inoltre, il tasso dei primi 4 anni restera’ invariato, mentre in base alle condizioni di mercato potranno essere rivisti a rialzo solo i tassi successivi al primo. E’ anche previsto un “premio fedelta’” pari all’1% del capitale investito, che potra’ aumentare fino ad un massimo del 3% dell’ammontare sottoscritto, sulla base della media del tasso di crescita annuo del Pil, per coloro che lo acquistano all’emissione e lo detengono fino a scadenza. Un metodo quindi per incentivare i risparmiatori retail a tenersi il titolo fino al rimborso. Sul Btp Futura “ci sono buone aspettative. Ho parlato con diverse reti bancarie, c’e’ molto interesse quindi siamo positivi. Ma in questo momento e’ difficile fare delle stime”, dice il responsabile dei mercati obbligazionari di Borsa Italiana, Pietro Poletto. Non verranno applicate commissioni sugli aquisti nei giorni di collocamento, mentre sul rendimento si continuera’ ad applicare l’usuale tassazione agevolata sui titoli di Stato pari al 12,5%. Il Btp Futura potra’ essere acquistato, oltre che in banca o all’ufficio postale, anche online attraverso l’home-banking.

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