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Board of Peace, Meloni congela l’adesione: dubbi costituzionali e nodi politici

Giorgia Meloni congela l’adesione italiana al Board of Peace voluto da Donald Trump: dubbi di compatibilità costituzionale e forti perplessità politiche.

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C’è un problema di “incompatibilità costituzionale” che non consente una firma immediata e richiede ulteriori approfondimenti. Ma, soprattutto, c’è un nodo politico. Per queste ragioni Giorgia Meloni ha deciso di congelare, almeno per ora, l’adesione dell’Italia al Board of Peace per Gaza, l’organismo promosso da Donald Trump.

Comunicazione Usa-Europa e scenario internazionale

Nel pieno delle tensioni legate alla vicenda Groenlandia, la premier individua una parte delle difficoltà nei rapporti tra Stati Uniti ed Europa in un deficit di comunicazione che va ricostruito. Non è escluso che, prima di volare a Bruxelles, possa fare tappa a Davos, dove Trump presenterà ufficialmente il Board. Intanto Meloni accoglie con favore la sospensione dei dazi annunciata da Washington verso alcuni Paesi europei, ribadendo l’importanza del dialogo tra alleati.

Valutazioni nel governo e nella maggioranza

La frenata italiana, già emersa nel vertice di Palazzo Chigi, si è consolidata dopo una giornata di confronti interni, condivisi dalle diverse anime della maggioranza. Restano distinguo, come quello del vicesegretario leghista Roberto Vannacci, mentre le opposizioni chiedono apertamente alla presidente del Consiglio di rifiutare l’invito.

Il confronto con il Quirinale

Sul tema ci sono stati contatti anche con Sergio Mattarella. In ambienti parlamentari si parla di una “massima consonanza” di vedute tra il Colle e Palazzo Chigi, a conferma della delicatezza istituzionale della scelta.

I nodi costituzionali e il rischio politico

Ospite di Porta a Porta, Meloni ha chiarito che la posizione italiana resta di apertura e che non sarebbe saggio autoescludersi da un organismo potenzialmente rilevante. Tuttavia, lo statuto del Board pone un problema di compatibilità con l’articolo 11 della Costituzione, che consente limitazioni di sovranità solo in condizioni di parità tra Stati, condizione che – secondo il governo – non ricorrerebbe.

Sul piano politico pesa anche la possibile coesistenza, all’interno del Board, con Vladimir Putin e con il leader bielorusso Alexander Lukashenko. Dopo una linea costante a sostegno dell’Ucraina, sedersi a un tavolo di pace con questi interlocutori viene considerato, in ambienti dell’esecutivo, altamente problematico.

Nato, Groenlandia e rapporti con Washington

Meloni ha seguito con attenzione l’intervento di Trump a Davos, giudicando positivamente l’esclusione dell’opzione militare sulla Groenlandia, ma ribadendo che le questioni di sicurezza vanno affrontate nell’ambito della NATO. Alla Casa Bianca la premier ha segnalato un fraintendimento sulle attività di addestramento europee e ha espresso contrarietà alla minaccia di dazi contro i Paesi coinvolti.

Una partita ancora aperta

Il dossier resta aperto e sarà oggetto di ulteriori valutazioni in sede europea. La linea del governo è evitare una frattura tra Europa e Stati Uniti, ritenuta non conveniente per nessuno e in particolare per l’Italia. In un contesto internazionale in rapido mutamento, la presidente del Consiglio riconosce che “le certezze svaniscono” e che orientarsi non è semplice, chiudendo con una battuta sulle difficoltà di una “ragazza della Garbatella” chiamata a muoversi in uno scenario globale sempre più complesso.

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Affari Tuoi, Sara rischia tutto e torna a casa con 100 euro

A Affari Tuoi su Rai 1, Sara dalla Toscana rifiuta l’offerta da 60mila euro e nel suo pacco trova solo 100 euro. Finale amaro dopo una partita coraggiosa.

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Serata intensa ad Affari Tuoi, il programma di Rai 1 condotto da Stefano De Martino. In gara Sara per la Toscana, rappresentante commerciale, affiancata dal fidanzato Cristian, agente di polizia locale.

La concorrente parte con il pacco numero 7 e conduce una partita solida, arrivando agli ultimi cinque pacchi con due rossi (20mila e 200mila euro), due blu (10 e 100 euro) e l’incognita del pacco nero.

Il colpo del pacco nero

Alla prima offerta da 20mila euro, Sara decide di non fermarsi. Viene aperto il pacco nero: dentro ci sono 300mila euro. Un colpo di scena che alza ulteriormente la tensione in studio.

Nonostante una nuova proposta da 20mila euro, la concorrente prosegue e pesca il pacco da 20mila euro. Restano così 10 euro, 100 euro e 200mila euro.

Il bivio decisivo

Con tre pacchi rimasti, il dottore offre 36mila euro. Sara rifiuta ancora e pesca il pacco da 10 euro. Rimangono in gioco soltanto 100 euro e 200mila euro.

L’ultima offerta sale a 60mila euro. Una cifra importante e sicura. Ma Sara sceglie di rischiare.

Il finale amaro

La decisione si rivela sfortunata: nel suo pacco, il numero 17, ci sono solo 100 euro. Una vincita minima che non premia il coraggio mostrato durante tutta la partita.

Una serata da ricordare per la tensione e le scelte audaci, ma con un epilogo amaro per la concorrente toscana.

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Comolli dopo San Siro: “Reazione eccessiva, ma la Juve ha subito un’ingiustizia”

L’ad della Juventus Damien Comolli commenta i fatti di San Siro: “Reazione eccessiva, ma difendo il club”. Inibito fino al 31 marzo e multato di 15mila euro.

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“La reazione è stata eccessiva, ma la Juve ha subito un’ingiustizia: io difendo il mio club, mi dispiace per aver reagito in modo eccessivo”. Con queste parole l’amministratore delegato della Juventus, Damien Comolli, è intervenuto sui fatti avvenuti a San Siro.

Il dirigente ha riconosciuto l’eccesso nella propria condotta, rivendicando tuttavia la volontà di tutelare la società.

Inibizione e ammenda

Per l’episodio, Comolli è stato inibito fino al 31 marzo e sanzionato con un’ammenda di 15mila euro. La decisione è stata adottata dagli organi di giustizia sportiva.

“Rispetto le decisioni dei giudici, aspettiamo di leggere il verdetto e poi prenderemo le decisioni, io mi adeguerò”, ha dichiarato ai microfoni di Sky Sport, lasciando aperta la possibilità di un eventuale ricorso.

Il nodo dell’ingiustizia denunciata

Resta sullo sfondo la valutazione espressa dall’amministratore delegato, che ha parlato di un’ingiustizia subita dalla Juventus. Al momento non sono stati resi noti ulteriori dettagli sulle motivazioni della sanzione né sugli eventuali sviluppi procedurali.

La vicenda si inserisce in un contesto di tensione maturato durante la gara disputata a San Siro, ora oggetto di valutazione da parte degli organi competenti.

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Flora Tabanelli bronzo nel Big Air a Milano Cortina, prima storica medaglia italiana

Flora Tabanelli conquista il bronzo nel Big Air a Milano Cortina nonostante un infortunio al ginocchio. È la prima medaglia olimpica italiana nella specialità.

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Più forte degli infortuni e delle condizioni meteo proibitive. Flora Tabanelli conquista la medaglia di bronzo nel Big Air di sci freestyle ai Giochi di Milano Cortina, firmando un risultato storico per l’Italia.

Davanti a lei soltanto la canadese Megan Oldham e la cinese Eileen Gu, superstar della disciplina, oro con un ultimo salto decisivo.

Per l’Italia è la prima medaglia olimpica in assoluto nel Big Air femminile e la ventitreesima complessiva della spedizione a Milano Cortina.

Il ritorno dopo l’infortunio

Solo tre mesi fa Tabanelli era in ospedale in attesa di una diagnosi dopo la lesione di un legamento del ginocchio. Il rischio di saltare le Olimpiadi di casa era concreto.

La scelta di rinunciare allo slopestyle si è rivelata strategica. In finale l’azzurra, campionessa del mondo in carica, parte con un primo salto da 90 punti, poi 84 nella seconda manche. Nell’ultima run serve la perfezione.

Arriva un trick impeccabile valutato 94,25, il punteggio più alto della serata, che le vale il sorpasso su Kirsty Muir e il bronzo. Il Livigno Snow Park esplode in un boato.

Gara tra vento, neve e rinvii

Le condizioni sono state estreme. Neve e vento hanno costretto gli organizzatori a posticipare la finale di oltre un’ora, con il rischio concreto di un rinvio.

Le difficoltà hanno inciso anche sul resto del campo: Anouk Andraska e Mathilde Gremaud, oro nello slopestyle, si sono infortunate negli allenamenti e non hanno preso parte alla finale.

Positiva anche la prova dell’altra azzurra Maria Gasslitter, nona. Il precedente miglior risultato olimpico italiano nel freeski era stato il quinto posto di Leonardo Donaggio a Pechino 2022.

Il bronzo di Tabanelli, dopo mesi di dolore e incertezza, rappresenta un traguardo che va oltre il podio: è la conferma di una crescita tecnica e mentale che proietta il freeski italiano in una nuova dimensione internazionale.

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