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Economia

Black Friday, per il Codacons sarà boom di acquisti per 25 milioni di italiani

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Il Black Friday 2020 e’ destinato ad abbattere ogni record, agevolato dall’emergenza Covid che sta spostando gli acquisti degli italiani sempre piu’ sul web. Secondo il Codacons, che ha realizzato uno studio sull’ormai atteso appuntamento con sconti e promozioni, saranno 25 milioni gli italiani che approfitteranno per fare almeno un acquisto, con un incremento del +47% rispetto allo scorso anno. L’intera settimana di sconti generera’ nel 2020 un giro d’affari di oltre 2,5 miliardi di euro, con una crescita del +27% rispetto allo scorso anno, stima l’associazione. Alla base del forte aumento del numero di cittadini che aderira’ al Black Friday c’e’ proprio il Covid – spiega il Codacons – Le restrizioni sul fronte dei negozi, la paura dei contagi e l’incertezza sul futuro del commercio tradizionale spostano gli acquisti dai negozi fisici al web, spingendo una consistente fetta di consumatori a ricorrere alla settimana di sconti per fare acquisti non solo per se, ma anche per amici e parenti. In base alla ricerca dell’associazione, infatti, il 35% dei regali di Natale, oltre 1 su 3, sara’ acquistato quest’anno proprio durante il Black Friday.

Anche sul fronte della spesa procapite e della tipologia dei prodotti che saranno acquistati, entra in gioco il Covid: se da un lato aumentera’ il numero di italiani che approfitteranno delle offerte, dall’altro si riduce il budget da destinare al Black Friday, a causa delle difficolta’ economiche causate dall’emergenza sanitaria e da una maggiore propensione dei cittadini a contenere la spesa in vista di un futuro incerto. Rispetto agli anni passati ci sara’ inoltre una impennata negli acquisti di prodotti legati allo smartworking (pc, tastiere, tablet, ecc.), articoli sportivi e per la cura della persona, e prodotti per la casa. Nello specifico, in base alle stime del Codacons questa la classifica dei prodotti piu’ acquistati durante la settimana del Black Friday, con la percentuale di italiani che faranno almeno un acquisto nei vari settori: elettronica e hi-tech 66%; abbigliamento 55%; giochi e videogiochi 45%; elettrodomestici 42%; articoli sportivi 33%; cura della persona 24%; prodotti per la casa 20%.

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Economia

Covid, Sace: debito mondiale 2020 al 355% del Pil globale

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La crisi pandemica ha contribuito a un ulteriore incremento del debito mondiale, sia pubblico che privato, nel 2020: un aumento di 24.000 miliardi, che ha portato il debito complessivo a raggiungere quota 281.000 miliardi, pari al 355% del Pil globale e in netto aumento rispetto al 320% raggiunto nel 2019 (dati Iif). Viene evidenziato nella Mappa dei Rischi 2021 di Sace, presentata in un evento online da Alessandro Terzulli, Chief Economist di Sace. Il Fondo monetario internazionale ha sostenuto le esigenze finanziarie delle economie in difficolta’ con linee di credito ed estensione di programmi ad hoc fornendo liquidita’ per 32,3 miliardi di dollari in 83 Paesi, di cui circa 16,7 miliardi verso l’Africa Subsahariana, circa 5,4 miliardi verso l’America Latina e circa 3,9 miliardi verso il Medio Oriente e il Nord Africa. Anche i Paesi membri del G20 si sono mossi con l’iniziativa di sospensione del servizio sul debito per concedere alle economie piu’ fragili alle conseguenze dello shock un riscadenzamento del debito a parita’ di valore.   In questo scenario d’incertezza, secondo il quadro tracciato dalla Mappa dei rischi 2021 di Sace, si fanno strada aspettative di ripresa per il 2021 e per il biennio successivo, sebbene a tassi meno sostenuti che in passato. Secondo Oxford Economics, l’attivita’ economica globale e’ attesa in ripresa del 5% nel 2021, secondo l’Ocse del 4,2%, e secondo il Fmi del 5,5%. Ma il rimbalzo stimato quest’anno per le economie avanzate non sara’ tale da recuperare la contrazione del 2020. Per contro, i Paesi emergenti registreranno una dinamica piu’ pronunciata grazie sia a una maggiore efficienza nel contenere la crisi sanitaria in importanti economie come quelle del Sud-est asiatico, ad esempio Corea del Sud e Vietnam, sia al forte traino della Cina.

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Economia

Cosa è la tanto discussa direttiva Bolkestein su libero mercato servizi

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Approvata nel 2006 e recepita nel 2010, la direttiva Bolkestein, continua a far discutere da molti anni. Tra i punti più contestati c’è l’obbligo di rimessa al bando per alcune concessioni pubbliche. Detta anche ‘direttiva servizi’ ha l’obiettivo di eliminare gli ostacoli alla libertà di stabilimento dei prestatori negli Stati e alla libera circolazione dei servizi tra Stati nonché garantire ai destinatari e ai prestatori la certezza giuridica necessaria all’effettivo esercizio di queste due libertà.La direttiva Bolkestein è un atto approvato dalla Commissione europea nel 2006 e recepito nell’ordinamento italiano dal governo Berlusconi, nel 2010. Prende il nome da Frits Bolkestein, allora commissario per la concorrenza e il mercato interno. L’obiettivo è favorire la libera circolazione dei servizi e l’abbattimento delle barriere tra i vari Paesi. Frits ha voluto che qualsiasi cittadino appartenente all’Ue possa proporre all’interno dell’Unione Europea la propria attività. La direttiva Bolkestein promuove infine la tutela dei consumatori, l’assicurazione professionale, la risoluzione delle controversie, la collaborazione tra autorità nazionali e la creazione di codici di condotta.

Il decreto Rilancio – governo Conte – ha prorogato le concessioni in scadenza al 2032. La scadenza del posteggio per gli ambulanti era stata quindi rinviata di 12 anni (da fine 2020 a fine 2032), con le procedure in deroga per la concessione di un posto al mercato per coloro i quali sono rimasti esclusi dalla procedura di assegnazione, nei comuni in cui era stata data attuazione alla direttiva Bolkestein. Con il dlgs 59/2010 di recepimento della direttiva servizi, cosiddetta ‘Bolkestein’, era stato previsto il divieto della proroga per le concessioni all’utilizzo, a fini economici, delle aree demaniali. Problema che aveva coinvolto anche le concessioni per gli stabilimenti balneari. La Conferenza unificata, Stato, regioni e comuni, aveva individuato già nel 2012 i parametri che avrebbero dovuto essere impiegati nei bandi per l’assegnazione dei posteggi, con una durata della concessione tuttavia limitata nel tempo, al fine di rispettare le direttive della UE. Direttiva che non è mai stata accettata di buon grado dagli operatori del comparto, dal momento che la normativa di settore che vigeva prima consentiva il rinnovo automatico della concessione. Ma per l’Agcm va applicata la direttiva Bolkestein e – ha ribadito a febbraio scorso – le norme in contrasto vanno disapplicate. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato si è espressa dopo una richiesta di parere presentata dal sindaco di Roma Virginia Raggi, riguardo alla rilevazione del contrasto di alcune norme con il principio di tutela della concorrenzialità e della libera impresa. La direttiva Bolkestein, ricorda il Comune, impone la messa a bando per tutte le licenze degli ambulanti: una norma sinora derogata in Italia a causa di alcune leggi, che di fatto hanno consentito il rinnovo automatico delle licenze degli ambulanti fino al 2032.

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Corona Virus

Covid, dottori commercialisti: 1,5 milione di sovvenzioni agli iscritti

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Un aiuto ai dottori commercialisti che, “per effetto dell’impatto economico-finanziario legato all’emergenza epidemiologica Covid-19, abbiano necessita’ di sottoscrivere contratti di finanziamento nel corso dell’anno”: e’ quello fornito dalla Cassa previdenziale di categoria (Cdc), il cui Il Consiglio d’amministrazione “ha stanziato 1 milione e 500.000 euro come contributo per finanziamenti ‘accesi’ nel periodo dal primo gennaio al 31 dicembre 2021 dai professionisti iscritti con un reddito relativo al periodo di imposta 2020 non superiore a 50.000 euro (determinato sommando reddito professionale con redditi di lavoro dipendente e di pensione)”. Lo fa sapere lo stesso Ente pensionistico privato, avvertendo che “rimangono esclusi i professionisti che, per lo stesso periodo di imposta, abbiano percepito redditi di lavoro dipendente e/o di pensione, per un ammontare lordo complessivo superiore a 20.000 euro”. Gli associati che chiederanno l’aiuto, si apprende, “potranno beneficiare di un contributo pari a 500 euro nel caso di prestiti di importo minimo di 10.000 euro e di un ulteriore 1% sulla quota di finanziamento eventualmente eccedente i 10.000 euro, fino a un valore massimo del prestito di 30.000 euro”; l’iniziativa della Cassa e’ consentita pure ai soci di una Stp (Societa’ tra professionisti), o di uno studio associato, cosi’ che il contributo verra’ riconosciuto al singolo dottore commercialista che ne fara’ domanda, “in proporzione alla sua quota di partecipazione all’utile dello studio”. Le istanze di sovvenzione debbono esser inoltrate utilizzando esclusivamente il servizio Csf online, disponibile all’interno dell’area riservata sul sito web di Cassa. Per il presidente della Cdc Stefano Distilli, “il rinnovo di questa importante iniziativa, avviata lo scorso aprile, nasce dalla consapevolezza che, purtroppo, per molti professionisti la crisi di liquidita’ si protrarra’ ulteriormente. Diventa, quindi, fondamentale offrire loro un supporto concreto anche per il 2021”, conclude.

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