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Economia

Black Friday ai tempi del covid: l’elettronica conferma la tenuta, giù invece la moda

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Il Black Friday nell’era dell’emergenza Covid e del coprifuoco conferma la buona tenuta per lo shopping di prodotti di elettronica, mentre per moda e abbigliamento si stima una frenata degli acquisti superiore al 50% anche se, con le chiusure totali dei negozi nelle zone rosse, e’ impossibile poter fare paragoni con i risultati dello scorso anno. I dati effettivi sui volumi di vendita ancora non sono disponibili, ma la percezione del trend indica che nel settore degli articoli elettrici e dell’elettronica, al netto delle chiusure nelle zone rosse , “c’e’ la possibilita’ di vedere confermati gli stessi numeri dell’anno scorso, anche in un periodo difficile per la pandemia “. E’ ottimista, Davide Rossi, il direttore generale di Aires-Confcommercio, l’associazione Italiana Retailers Elettrodomestici Specializzati, che ha riscontrato un “incoraggiante” andamento sia per le vendite online che per quelle fisiche in tutte le tipologie di canali di vendita. Nel 2019 il fatturato del comparto si e’ aggirato sui 2 miliardi di euro sia a novembre che nel mese di dicembre ma va precisato che quest’anno, per evitare assembramenti, il Black Friday e’ partito con due settimane di anticipo, e poi proseguira’, come ormai da tradizione, con il Cyber Monday . In alcuni casi le super-promozioni dureranno fino al 3 dicembre. Sulle vendite ha avuto un ottimo riscontro la soluzione del click and collect – spiega Rossi – che consente di acquistare negli store online e ritirare il prodotto in magazzino in totale sicurezza con la modalita’ drive in. E per questo abbiamo chiesto al governo di poter proseguire con questa pratica indipendentemente dalla chiusura dei punti vendita nei centri commerciali decisi nel fine settimana”. Tutt’altro il clima che si respira nel settore moda.

Se nel 2019 il Black Friday ha generato un fatturato vicino al milione di euro, per quest’anno ci si attende una flessione di oltre il 50% soprattutto per le chiusure imposte “nelle zone rosse che hanno coinvolto regioni importanti come Lombardia e Piemonte – spiega il segretario generale di Federmoda-Confcommercio, Massimo Torti – E proprio per questo e’ impossibile fare paragoni con i risultati dello scorso anno di uno dei settori che ha sofferto di piu’ l’emergenza Covid”. Da inizio pandemia fino ad ottobre sono andati persi 20 miliardi di euro. Una cifra che risente anche del crollo degli acquisti dei turisti stranieri che incidono per 6,5 miliardi.”Gia’ da febbraio, da prima del lockdown, c’erano state le prime avvisaglie con il forte calo del turismo dalla Cina che contribuisce per il 28% sul totale degli acquisti di moda e abbigliamento” precisa Torti che rimarca come a pesare negativamente siano stati anche “smart working e in generale l’assenza di situazioni di socialita’ dovuta alle chiusure, incluso il rinvio obbligato delle cerimonie”. A portare un po’ di ottimismo e’ la riapertura da domani dei negozi in Lombardia e Piemonte , regioni che insieme alla Calabria passeranno da zona rossa a zona arancione. “Partiranno subito le campagne di vendita per Natale e si spera in una ripresa – conclude Torti – ma resta la preoccupazione per la chiusura definitiva a fine anno di 20mila punti vendita, con 50mila addetti che perderanno il lavoro”.

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Ben'essere

Moda: Etro, sara’ un inverno colorato e iconoclasta

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“Quando potremo uscire saremo pronti a esprimere la nostra personalita’, a far vivere noi stessi oltre i confini, in modo iconoclasta”: ne e’ convinto Kean Etro, che per l’inverno che verra’ immagina “un desiderio di cambiamento, di uscire vestiti e non travestiti”. Questo perche’ “questo periodo di confinamento ci ha fatto bene, ci ha resi tangenti alla realta’, ognuno di noi ha messo in ordine i suoi armadi, mescolando il giorno e la sera, il dentro e il fuori, trovando una sua identita’ vestimentaria”.

Ecco quindi che ogni look della collezione – in passerella oggi a Milano in versione digitale – diventa uno “statement personale”: il bermuda di cashmere e la giacca camicia con il pull a trecce, il gilet fluo genderless da acquistare subito dopo lo show e il pantalone da lavoro stampato, la camicia di raso ricavata dalle fodere di un abito da sera con il cappotto-vestaglia stampato, il pantalone sciolto di lana e il cappotto classico ma “bislacco”, il maglione finissimo stile tatoo e la felpa tecnica. Tutto immaginando il momento in cui “si potra’ tornare a comprare in un luogo fisico: non restera’ – e’ la previsione di Kean Etro – tutto digitale perche’ l’essere umano ha bisogno di calore fisico”. In fondo – si domanda il creativo parafrasando Einstein – “e’ meglio essere ottimisti ed avere torto o pessimisti e avere ragione?”

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Economia

Auto: annullato il Salone di Detroit 2021

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L’edizione 2021 del Salone dell’auto di Detroit (Naias) non si fara’. Lo riporta una nota del North American International Auto Show. Il motivo e’ la pandemia globale. Gia’ nel 2020 il Naias non si era tenuto. Gli organizzatori hanno invece annunciato un evento all’aperto dedicato agli appassionati delle quattroruote, Motor Bella, dal 21 al 26 settembre 2021, a Pontiac, in Michigan. La kermesse, per gli organizzatori ‘un ponte verso il futuro’, si terra’ in un mega parco di 87 acri dove verranno svelate le nuove vetture e sara’ posta particolare attenzione alla mobilita’ di nuova generazione.

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Economia

Novembre nero per negozi mentre e-commerce vola, +50%

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Le restrizioni per arginare la pandemia con le chiusure dei centri commerciali nei weekend e dei negozi nelle zone rosse infliggono un duro colpo alle vendite a novembre vanificando anche l’effetto del Black Friday. A salvarsi sono solo i settori collegati allo stile di vita piu’ ‘casalingo’, per via del distanziamento, – ossia il comparto alimentare e quello tecnologico (tra smart working e ricerca di socialita’). Al punto che il cambio obbligato delle abitudini fa impennare l’e-commerce che continua a fare la parte del leone con un +50,2%. A certificare rischi e difficolta’ del nuovo corso dei consumi degli italiani nell’era dell’emergenza Covid e’ l’Istat, a partire dal crollo di circa il 40% delle vendite di abbigliamento e calzature rispetto a novembre 2019. Le organizzazioni del commercio e dei consumatori lanciano l’allarme per la chiusura definitiva dei piccoli negozi e il tracollo del sistema imprenditoriale, microimprese in primis, chiedendo “con urgenza” un piano di rilancio che sfrutti le risorse europee anche per spingere la digitalizzazione e garantire l’accesso al commercio elettronico alle realta’ piu’ piccole. Le cifre rivelano un novembre nero con il calo delle vendite al dettaglio rispetto a ottobre del 6,9% in valore e del 7,4% in volume. In crescita le vendite dei beni alimentari (+1,0% in valore e in volume) mentre le vendite dei beni non alimentari crollano sia in valore sia in volume (rispettivamente del 13,2% e del 13,5%). Su base tendenziale le vendite al dettaglio diminuiscono dell’8,1% in valore e dell’8,4% in volume, ancora una volta per il tonfo delle vendite dei beni non alimentari, (-15,1% in valore e in volume), mentre le vendite dei beni alimentari sono in aumento (+2,2% in valore e +0,7% in volume). Sotto pressione i piccoli negozi (-12,5%) ma anche la grande distribuzione (-8,3%). E la contrazione si fa piu’ marcata nel segmento dei beni non alimentari che ha investito sia la grande distribuzione (-25,7%) sia, in misura inferiore, i negozi tradizionali (-16,9%). Dai dati emerge che rispetto a novembre 2019 le flessioni piu’ marcate si evidenziano per calzature, articoli da viaggio (-45,8%) e abbigliamento e pellicceria (-37,7%). A fare eccezione l’informatica e telefonia (+28,7%). Confesercenti parla di “un altro prevedibile tonfo” e chiama in causa la decisione di non rinviare il Black Friday. “A novembre, la seconda ondata ha ‘chiuso’ del tutto oltre 190mila negozi nelle regioni rosse, a cui si sono aggiunte altre 68 mila attivita’ in Veneto, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna cui e’ stato imposto lo stop di domenica e almeno altri 50mila negozi nelle gallerie commerciali per cui il divieto di apertura, invece, e’ stato esteso a tutto il weekend”. Ora si guarda con “forte preoccupazione” ai dati sulle cessazioni di attivita’ nei primi mesi del 2021. E il timore di un collasso del settore e’ rilanciato da Confcommercio che vede “il rischio di una depauperazione del sistema imprenditoriale, con molte aziende che, in presenza di un prolungato vuoto di domanda a cui non corrispondono sostegni adeguati, sono gia’ uscite o usciranno dal mercato” anche per lo spostamento della domanda verso il commercio elettronico”. Proprio l’e-commerce ormai “rappresenta una strada obbligata per il completamento dell’offerta anche dei negozi di prossimita’”, puntualizza Confcommercio, secondo cui “parte delle risorse europee dovra’ essere impiegata per spingere la digitalizzazione anche delle micro e piccole imprese”. E di “trend inarrestabile” parla anche Bain che sottolinea come l’ecommerce, nel 2020, rafforzato dal Covid, abbia superato i 30 miliardi di euro di volume d’affari in Italia. Federconsumatori sollecita “una spesa mirata delle risorse” per sviluppo economico e contrasto delle disuguaglianze nel Paese” e giudica “impensabile rifiutare il ricorso al MES, soprattutto alla luce delle criticita’ del sistema sanitario”.

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