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Cronache

Bimbo annegato a Torre del Greco, la mamma arrestata con l’accusa di omicidio volontario

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Era convinta che il figlio di due anni e mezzo fosse affetto da problemi di ritardo mentale, nonostante questa sua teoria non fosse finora stata confermata dal punto di vista sanitario. Per questo motivo avrebbe ucciso il piccolo. E’ la convinzione degli inquirenti che indagano sulla morte del piccolo, annegato nelle acque antistanti la zona della Scala a Torre del Greco. Per questo motivo la donna, 40 anni, e’ stata raggiunta da un decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura di Torre Annunziata: la donna e’ accusata di omicidio volontario, sulla base delle indagini condotte dai carabinieri della sezione operativa. Anzi, secondo quanto si apprende in ambiente investigativo la donna avrebbe confessato l’omicidio.A.G. avrebbe sostanzialmente ammesso di avere contribuito alla morte del figlio nella convinzione che lo stesso soffrisse di ritardi mentali. Nonostante gli interventi di alcuni presenti, per il piccolo di due anni e mezzo non c’è stato nulla da fare.

Secondo quanto riferisce la Procura, non c’era alcuna conferma dal punto di vista sanitario che il figlio fosse affetto da problemi di ritardo mentale. In base a quanto ricostruito al momento dai carabinieri ci sarebbe questo dunque dietro l’omicidio del bimbo di due anni a Torre del Greco. A dare l’allarme, ieri sera e’ stato il marito della donna: e’ stato lui a segnalare alle forze dell’ordine l’allontanamento da casa intorno alle ore 21. La donna, nella serata di ieri, e’ stata ritrovata in mare, sul litorale torrese, con il bambino tra le braccia. Il marito aveva segnalato alle forze dell’ordine l’allontanamento da casa, insieme al figlio. Nonostante i tentativi di soccorso e rianimazione il bambino e’ stato dichiarato morto per annegamento. La donna e’ stata condotta nella caserma dei Carabinieri dove e’ stata interrogata, alla presenza del difensore di fiducia, dal pubblico ministero della Procura di Torre Annunziata che, al termine dell’interrogatorio, ha emesso un decreto di fermo nei suoi confronti. L’indagata sara’ condotta nella casa circondariale femminile di Pozzuoli.

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Cento infermiere filmate nella doccia dell’ospedale

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Sono in corso indagini dei carabinieri a tappeto, con alcune persone gia’ sentite in caserma a Empoli (Firenze), per cercare chi ha installato una telecamera nascosta, poco piu’ di una capocchia di spillo, in una delle docce – sono due – dello spogliatoio femminile dell’ospedale cittadino San Giuseppe. A fine turno le usano le infermiere, le Oss e le altre dipendenti, anche qualche medico donna. Pare che siano 100 le donne ritratte a loro insaputa con questo sistema clandestino. I carabinieri sono stati interpellati dopo che un’infermiera si e’ accorta di un piccolo oggetto nero incastonato dentro la struttura della doccia, una specie di cerchietto sotto il miscelatore dell’acqua di cui pareva insolita la presenza e misteriosa la funzione. Sfilandolo ha poi visto come si trattasse di una microcamera collegata a un cavo di rete presente nel muro. Da li’ sono partite le indagini, ormai sono in corso da una settimana, che hanno portato i carabinieri a trovare e sequestrare un monitor, trovato all’altro capo della telecamera nascosta. Al momento e’ stato possibile scoprire che lo strumento elettronico per riprendere le immagini era stato connesso con uno schermo collocato in una stanza attigua, una sala usata dal personale di alcune aziende che hanno in affidamento appalti per servizi ospedalieri. Sia il locale con le docce che quello in cui si trovava il monitor connesso alla telecamera si trovano al primo piano dell’ospedale, e’ luogo che si puo’ raggiungere bene. Secondo altre informazioni pare che le immagini non venissero registrate ma anche su questo aspetto sono in corso indagini piu’ approfondite. L’Asl Toscana Centro ha aperto un’indagine interna. C’e’ molto sdegno all’interno dell’ospedale, che fra l’altro risente della fatica del personale per il lungo impegno anti-Covid. In parecchi mettono in evidenza la malafede di chi ha organizzato di nascosto un traffico ‘video’ di tale tipo. Intanto sulla vicenda si sono mossi anche i sindacati di categoria. Il Nursind, per esempio, ha messo a disposizione delle donne potenzialmente spiate un avvocato penalista. Al momento il mondo politico locale ha preferito non rilasciare commenti, mentre inizia a muoversi l’associazionismo. Per Non Una Di Meno in un luogo dove ci si dovrebbe sentire al sicuro, un ospedale, non lo sono neanche le lavoratrici. Questo gesto e’ rappresentativo di una violenza di genere che si rivela sempre piu’ sistemica”.

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Zuppi torna a Bologna, Chiesa deve essere tra la gente

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Dopo i giorni trascorsi all’assemblea della Cei che lo ha eletto presidente dei vescovi italiani, il cardinale Matteo Zuppi e’ tornato a quella che ormai considera casa sua, ovvero Bologna, dove dal 2015 e’ a capo della diocesi, raccogliendo applausi e affetto dalla citta’. “La Chiesa deve essere tra la gente”, ha detto, mettendolo anche in pratica, per un sabato fittissimo di impegni nelle strade e nelle piazze della citta’. Per la chiesa bolognese, peraltro, e’ una settimana particolare, con la tradizionale discesa in citta’ dell’immagine della Vergine di San Luca, una settimana di preghiera, ma anche di festa, alla quale Zuppi ha dovuto parzialmente rinunciare a causa dell’impegno alla Conferenza episcopale. In mattinata e’ andato a dare il via alla ‘Run for Mary’, una corsa non competitiva dedicata alla Madonna, poi nel pomeriggio, in piazza Maggiore, ha partecipato alla giornata del gioco promossa dall’Unicef. Domani ci sara’ la processione che vedra’ l’immagine della Madonna tornare sul Colle della Guardia che domina la citta’: per l’occasione Zuppi mettera’ insieme gli ortodossi del patriarcato di Mosca e la Chiesa Ucraina, per rilanciare da Bologna il messaggio di pace. Ad accoglierlo al suo rientro in citta’, con applausi e incitamenti, tanti fedeli e le istituzioni con il sindaco Matteo Lepore che ha ribadito “l’orgoglio della citta’ per questa nomina”, ma ha anche scherzato sul grande affetto che la citta’ riserva in ogni occasione al proprio vescovo: “adesso spostiamo la statua di San Petronio da sotto le Due Torri e ci mettiamo un’immagine di Zuppi…”. “Sono tornato a casa – ha detto il cardinale – se non c’e’ una casa non c’e’ tutto il resto, saro’ un po’ a Bologna e un po’ a Roma, poi girero’: ma Bologna e’ una bellissima casa”. Le iniziative cittadine di questa settimana “sono una ripartenza dopo la pandemia – ha detto – finalmente viviamo la discesa della Madonna di San Luca vivendo la comunita’, purtroppo in questi giorni non ci sono stato, ma ho visto le immagini bellissime dei bambini, del ritrovarsi insieme per la pace: e’ importante essere insieme per combattere il demone della guerra, dobbiamo imparare a camminare insieme”. Zuppi, prima di andare in piazza Maggiore per l’iniziativa dell’Unicef e a prepararsi per la solennita’ di domani, ha salutato e ringraziato tutti per il sostegno, senza sottrarsi alle battute, come con chi gli ha detto: “don Matteo, i bolognesi la pensano gia’ papa!”. “Io no”, ha risposto sorridendo.

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Black out radio su volo, licenziato il comandante

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Una prolungata mancanza di comunicazioni fra la cabina di pilotaggio dell’aereo e il centro di controllo francese forse per un colpo di sonno, un allarme scattato e quindi, una volta a terra, una spiegazione che non regge all’indagine interna. Per questo il comandante del volo Ita da New York a Roma Fiumicino del 30 aprile e’ stato licenziato dalla compagnia che ha parlato di un venir meno del “rapporto di fiducia” anche se si e’ affrettata a specificare che la sicurezza del volo “e’ sempre stata garantita”. L’episodio, anticipato dal quotidiano Repubblica, e’ accaduto nel cuore della notte fra il 30 aprile e il 1 maggio ed e’ inquadrabile, spiegano addetti di settore, in quella casistica chiamata Ploc (Prolonged Loss Of Communication) ovvero un’assenza di comunicazione superiore ai 10 minuti. Episodi non frequenti ma possibili che, appunto, prevedono una serie di procedure a livello internazionale ed interne. Dopo essere entrato nello spazio aereo francese, l’aereo Ita, passate le 5 del mattino non ha risposto alle richieste del centro di controllo francese il quale ha messo in allarme gli omologhi italiani e la compagnia il cui centro di controllo e’ poi riuscito a mettersi in contatto. In quel momento nella cabina, che nei voli per Ny conta su due piloti e non tre come i voli a lungo raggio di maggior durata, uno dei due, il primo ufficiale dorme come da procedura ma l’altro, il comandante appunto, non risponde. Una delle ipotesi, non confermata, e’ appunto quella di un colpo di sonno. A livello teorico, si sottolinea, si tratta di casi non rarissimi in situazioni dove la lunga percorrenza e gli effetti del jet lag possono farsi sentire specie su personale di eta’ piu’ avanzata e meno abituata al lungo raggio. Nel caso in questione non ci sarebbe comunque stato, spiega Ita, un allarme tale da far scattare il decollo dei caccia della difesa aerea: “Non vi sono evidenze relative ad attivita’ aerea esterna durante il volo in oggetto” ha puntualizzato la compagnia. Dopo l’arrivo dell’aereo a Fiumicino e’ partita un’indagine interna e qui, appunto, sono emerse “forti incongruenze tra le dichiarazioni rese dal Comandante e l’esito delle investigazioni interne” sul funzionamento dell’attrezzatura di bordo. Da qui il licenziamento per il comandante del volo.

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