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Biden, l’impeachment va fatto ma Trump si salverà

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Joe Biden pensa che il processo di impeachment a Donald Trump “vada fatto” e, pur ammettendo che potrebbe ritardare l’attuazione della sua agenda e la conferma dei suoi membri del governo in Senato, ritiene che gli effetti sarebbero “peggiori” se non si svolgesse. Ma, commentando per la prima volta il processo con la Cnn, non si fa illusioni e prevede che non ci saranno 17 senatori che voteranno per la condanna del loro ex presidente: “Il Senato e’ cambiato da quando c’ero io, ma non cosi’ tanto”, ha spiegato Biden poche ore prima di firmare nuovi ordini esecutivi per l’equita’ e la giustizia razziali, una delle promesse della sua campagna elettorale e una delle sfide maggiori che lo attendono. “L’America non e’ mai stata all’altezza della sua promessa fondamentale di eguaglianza per tutti ma non ha mai cessato di provarci”, ha osservato prima di firmare vari decreti, illustrati alla stampa dalla sua consigliera per le politiche domestiche Susan Rice. I provvedimenti affrontano tre emergenze. La prima e’ la riforma della polizia dopo l’ondata di proteste per l’uccisione di George Floyd e di altri afroamericani da parte di agenti, con la creazione di una commissione ad hoc e il divieto di trasferire equipaggiamento militare ai dipartimenti locali. La seconda e’ la riforma del sistema penitenziario, con il miglioramento delle condizioni dei detenuti e lo stop a nuovi contratti con le carceri private. La terza e’ quella delle case per i piu’ poveri, promuovendo politiche non discriminatorie nell’edilizia popolare. Biden, che oggi ha incassato la conferma al Senato del segretario di Stato Antony Blinken, intende inoltre riaprire i termini per l’Obamacare nell’emergenza della pandemia. Al centro del dibattito politico resta pero’ il processo a Trump, dopo che nella notte i ‘manager’ dell’impeachment hanno consegnato al Senato l’articolo con l’accusa di aver istigato l’assalto al Congresso, ricordando che l’ex presidente resta “una minaccia per la democrazia”. Ora la palla passa alla Camera alta, dove i senatori hanno giurato come giudici del processo, che iniziera’ il 9 febbraio in un nuovo clima di tensione, tra minacce a parlamentari e 5000 riservisti della Guardia nazionale rimasti a difesa di Capitol Hill contro altri attacchi. Le prime schermaglie procedurali sono gia’ iniziate: il senatore repubblicano libertario Rand Paul ha annunciato su Twitter che obblighera’ “a votare se il Senato puo’ processare un privato cittadino”, qual e’ ora Trump dopo aver lasciato la Casa Bianca. Improbabile un voto immediato ma la questione della costituzionalita’ di un processo d’impeachment ad un presidente gia’ decaduto si riproporra’ nel dibattimento, offrendo ai repubblicani un’eventuale exit strategy per non entrare nel merito della condotta di Trump. Paul ha sollevato anche un’altra obiezione, ossia che a presiedere il processo sia non il presidente della Corte suprema ma il senatore dem Patrick Leahy, 80 anni, presidente pro tempore del Senato. Ma a definire tempi e regole del processo saranno i leader dei due partiti, Chuck Schumer e Mitch McConnell, dopo che quest’ultimo ha ceduto le redini al collega della nuova maggioranza accontentandosi della promessa di due senatori dem di non abolire il ‘filibustering’, ossia l’ostruzionismo. Trump, che fatica a mettere insieme un collegio di difesa raccogliendo tanti rifiuti, lancia intanto il suo messaggio (intimidatorio) ai repubblicani in vista dell’impeachment, trasformandolo in una prova di fedelta’ per il futuro. Brian Jack, collaboratore dell’ex presidente, ha assicurato che non ha alcun piano per fondare un altro partito e vuole invece mantenere la sua impronta sul Grand Old Party. “Trump voleva far sapere a me e a pochi altri che non sta iniziando a creare un terzo partito e che qualunque cosa fara’ politicamente in futuro sara’ come repubblicano”, ha confermato il senatore Kevin Cramer, sottolineando che “il partito repubblicano e’ ancora in gran parte a suo favore”. Come confermano anche i sondaggi.

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I cani rapiti di Lady Gaga tornati a casa sani e salvi

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I due bulldog di Lady Gaga sono tornati a casa. Lo riporta Tmz, secondo cui i cani stanno bene e gli autori del rapimento sono ancora latitanti. Koji e Gustav erano stati rapiti dopo che il loro dog walker era stato aggredito e raggiunto da dei colpi di pistola. Gaga, a Roma per le riprese di un film, aveva offerto 500 mila dollari a chi li avesse ritrovati. I cani sono stati consegnati da una donna a un commissariato di polizia a Los Angeles e stanno bene. La star alla notizia sarebbe esplosa in lacrime di gioia.

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Khashoggi minaccia al regno saudita: per Mohammed bin Salman violenza giustificata: lo svela il rapporto dell’intelligence Usa

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Secondo un rapporto diffuso dall’intelligence americana, il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman vedeva il giornalista dissidente Jamal Khashoggi come una minaccia al regno e per questo motivo l’uso della violenza nei suoi confronti era ammissibile se necessario per farlo tacere. Il governo saudita sulla morte di Khashoggi, editorialista del Washington Post, ha dato molte versioni arrivando a sostenere che il giornalista dissidente era stato ucciso per caso.

Non è la prima volta che se ne parla, già due anni fa alcune testate giornalistiche e diverse organizzazioni lo avevano affermato ma stavolta è diverso e l’anteprima della pubblicazione del materiale mostra la forte tensione nelle relazioni fra gli Usa e l’Arabia Saudita. Secondo gli analisti si tratta di una chiara rottura del presidente Biden con la politica del suo predecessore Donald Trump, dimostrata anche dalla telefonata fatta dal presidente americano al re Salman, il padre di Mohammed bin Salman.

 

 

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Anche Fbi indaga su sequestro cani Lady Gaga

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L’Fbi sta indagando sul rapimento dei bulldog di Lady Gaga per escludere che i delinquenti che mercoledi’ sera a Los Angeles si sono impadroniti di due cani della cantante avessero un movente politico. “Lady Gaga ha gia’ in se’ un alto profilo, ma il fatto che abbia cantato all’insediamento del presidente Joe Biden porta il caso a un altro livello”, hanno detto fonti del tabloid britannico “The Sun” rilanciate negli Usa dal “New York Post”. Entrambi i giornali fanno parte del gruppo di Rupert Murdoch. A prescindere dal coinvolgimento dell’Fbi, la polizia di Los Angeles sta lavorando sull’ipotesi probabilmente piu’ realistica di una rapina a mano armata. Da Roma, dove si trova per girare sul set di “Gucci”, Gaga (vero nome Stefani Germanotta) ha offerto una taglia di mezzo milione di dollari per poter riabbracciare gli adorati Gustav e Koji. Non c’e’ finora nessuna indicazione che i sequestratori siano entrati in contatto con lei. Miss Asia, il terzo cane che il dog-walker Ryan Fischer portava a spasso in un’area isolata non lontano dal Sunset Boulevard, era rimasto con lui ed e’ stato restituito dalla polizia a una guardia del corpo della cantante. Ryan, che ha fatto resistenza, e’ stato ferito con un colpo di arma semiautomatica al petto. I rapitori – due uomini secondo immagini ottenute dai media Usa – sono scappati con il loro prezioso carico a bordo di una a una berlina bianca. Dopo l’incidente, intanto, i dog-walker dei divi di Hollywood hanno adottato contromisure. Molti si sono dotati di spray al pepe, altri hanno deciso di eliminare le passeggiate dopo il tramonto. Parlando con il sito di gossip Tmz, tutti si sono comunque detti pronti ad accompagnare cani della razza di quelli di Gaga, a dispetto del fatto che i french bulldog sono ricercatissimi tra chi se li puo’ permettere: un cucciolo di buon pedigree puo’ fruttare al venditore una decina di migliaia di dollari.

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