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Economia

Bezos é l’uomo più ricco del mondo, l’ex moglie é la quarta paperona. Con “soli” 25,5 miliardi i Ferrero sono 34esimi in classifica

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Nonostante il costoso divorzio dalla sua ex socia e moglie Jeff Bezos, il patrón di Amazon,  si conferma l’uomo più ricco del mondo. Ma nell’esclusivo club dei “Paperoni” con più di 100 miliardi di dollari avviene una storica “rivoluzione”: per la prima volta in sette anni, Bill Gates perde il secondo posto retrocedendo al gradino più basso del podio. A superarlo è il “re del lusso”, il francese Bernard Arnault. A sancire lo storico sorpasso è l’indice dei miliardari di Bloomberg.

Bezos resta il leader incontrastato dei “Paperoni” mondiali con 125 miliardi di dollari grazie ad Amazon e alla rivoluzione nello shopping che è riuscita a innescare. Il numero uno dell’azienda di e-commerce riesce a mantenere la vetta della classifica nonostante un divorzio costatogli 38 miliardi di dollari e che ha reso l’ex moglie, MacKenzie Bezos, la quarta donna più ricca al mondo.

L’ascesa di Arnault é da record. Il francese con 107,6 miliardi conquista la medaglia d’argento: la sua fortuna è pari al 3% del pil francese. La scalata fra i miliardari mondiali è legata al suo gruppo del lusso Lvmh, di cui fanno parte alcuni dei marchi più prestigiosi al mondo, dalla moda ai vini passando per la gioielleria. Arnault e la sua famiglia sono fra i grandi nomi francesi che si sono impegnati a facilitare la ricostruzione della cattedrale di Notre Dame con un assegno da 650 milioni di dollari. Un assegno munifico che vale però anche uno sconto altrettanto munifico sul pagamento delle tasse. Amante dell’arte Arnault ha un’ampia collezione contemporanea che include pezzi di Jean-Michel Basquiat, Damien Hirst, Maurizio Cattelan, Andy Warhol e Pablo Picasso.

Il “declino” di Bill Gates fa rumore.  L’ascesa del re del lusso relega Gates, il fondatore di Microsoft, in terza posizione. Gates sarebbe ancora l’uomo più ricco del mondo se non avesse donato 35 miliardi di dollari in beneficenza alla Bill and Melinda Gates Foundation. Filantropía che accompagna molte scelte di Gates in questi anni. Nella top ten dei “Paperoni” mondiali figura in quarta posizione Warren Buffett, seguito da Mark Zuckerberg e Amancio Ortega, il patron di Zara. Larry Page di Google è settimo, mentre il tycoon messicano delle telecomunicazioni Carlos Slim è nono. Solo al 34esimo posto incontriamo un italiano. Anzi, una famiglia italiana.
La famiglia Ferrero è la prima italiana in classifica con una fortuna di appena 25,5 miliardi di dollari. Una ricchezza, quella della famiglia Nutella, superiore ai 23,5 miliardi di Elon Musk, il visionario alla guida di Tesla e SpaceX, che si piazza in 39esima posizione. Al 43esimo posto Leonardo del Vecchio con 21,7 miliardi. Un tempo di Del Vecchio si occupavano di occhiali. Ora ha molti interessi.

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Economia

Stellantis: 85 mld ricavi netti in 6 mesi (-14%), utile -48% a 5,6 mld

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Stellantis ha chiuso il semestre con ricavi netti pari a 85 miliardi di euro, in calo del 14% rispetto allo stesso periodo del 2023, “principalmente – spiega in una nota – a causa dei minori volumi e del mix”, e con un utile netto di 5,6 miliardi di euro, in calo del 48% “soprattutto per la diminuzione dei volumi e del mix, i cambi meno favorevoli e i costi di ristrutturazione”. L’utile operativo rettificato è di 8,5 miliardi di euro, in calo di 5,7 miliardi di euro “per effetto essenzialmente del decremento in Nord America”. Il margine operativo è del 10%. I flussi di cassa industriali netti sono pressoché neutri (-0,4 miliardi).

Stellantis ha in programma oltre 20 lanci per il 2024, tra cui una versione rinnovata del Ram 1500, una gamma di van europei e Peugeot 3008, il primo veicolo nato sulla nuova famiglia di piattaforme Stla. Confermato l’arrivo in Europa allargata verso la fine del terzo trimestre 2024 del partner cinese Leapmotor International Jv che ha ricevuto tutte le autorizzazioni. Subito dopo le consegne saranno in Sud America, Medio Oriente&Africa e India&Asia-Pacifico.

“La performance della società nella prima metà del 2024 è stata inferiore alle nostre aspettative, riflettendo un contesto settoriale difficile ma anche problematiche operative aziendali. Mentre da un lato si rendevano necessarie azioni correttive, ora in fase di esecuzione, dall’altro abbiamo avviato un’offensiva sui prodotti, che prevede non meno di 20 nuovi modelli da lanciare nel corso dell’anno, e che offrirà maggiori opportunità quanto più eseguita bene”. Cos’ Carlos Tavares, amministratore delegato di Stellantis, commenta i risultati del semestre. “Abbiamo molto lavoro da fare, soprattutto in Nord America, per massimizzare il nostro potenziale a lungo termine” aggiunge Tavares che ringrazia “tutti i dipendenti per il loro lavoro di squadra e l’impegno con cui stanno affrontando questo capitolo fondamentale della nostra storia”.

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Cantieri, patente a crediti sospesa se infortuni mortali

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La patente a crediti, che entrerà in vigore dal prossimo primo ottobre per ora nel settore dell’edilizia, andrà sospesa in caso di incidenti mortali nei cantieri. La novità è in arrivo con il decreto attuativo illustrato dal ministero del Lavoro alle parti sociali, che rende operativo lo strumento messo in campo dal governo per rafforzare la sicurezza sul lavoro e contrastare gli infortuni. Con il decreto attuativo, che a breve sarà firmato dalla ministra Marina Calderone, scatta l’obbligatorietà, e non la sola possibilità come inizialmente previsto, della sospensione (fino a 12 mesi) della patente a crediti in caso di infortunio mortale per “colpa grave” dell’impresa. La patente a crediti sarà richiesta da ottobre nei cantieri temporanei o mobili. Confemata la possibilità di arrivare fino a 100 punti: la dotazione iniziale della patente è di 30 crediti e bisogna averne almeno 15 per poter operare nei cantieri; in caso di infortunio mortale si perdono 20 crediti (che possono arrivare a 40 in caso di più morti), 15 in caso di inabilità permanente al lavoro, 10 in caso di malattia professionale. Un meccanismo che non piace a Cgil e Uil, per i quali il giudizio resta negativo, nonostante le modifiche ottenute, grazie “all’azione sindacale e alla partecipazione attiva al tavolo”.

Per la Cisl, invece, si tratta di un percorso positivo “perché raccoglie una proposta” che il sindacato “porta avanti dal 2011 con la richiesta della patente, prima identificata, a punti”. Positiva l’attuazione della patente a crediti anche per l’Ugl. L’Ance apprezza “il lavoro fatto dal ministero che ha rafforzato il decreto attuativo sulla patente a crediti, in particolare confermandone l’applicazione a tutti gli operatori che lavorano in cantiere alla realizzazione dell’opera. Non è ancora la qualificazione del settore ma è un passo importante per la prevenzione degli infortuni e il riconoscimento delle imprese virtuose”. Tra gli altri punti, viene rafforzato il ruolo di Rls/Rlst, i Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriali. Il testo definisce le modalità di presentazione della domanda, i contenuti informativi della patente, le procedure per la sua sospensione cautelare nel caso degli infortuni più gravi e l’attribuzione, l’incremento e il recupero dei crediti. Il provvedimento, sottolinea il ministero del Lavoro, “ha accolto e fatto sintesi delle sollecitazioni emerse dalle associazioni sindacali e datoriali che hanno partecipato al tavolo”. Il decreto conclude la prima fase attuativa per la partenza dello strumento e avvia la realizzazione del portale dell’Ispettorato nazionale del lavoro per la gestione della patente a crediti.

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Urso, puntiamo a piano triennale di ecobonus per le auto

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Il governo sta preparando un piano triennale di ecobonus per l’auto le cui linee di indirizzo saranno illustrate il 7 agosto al tavolo con Stellantis, i sindacati, le Regioni e le associazioni di filiera. In vista c’è anche un accordo con il ministero dell’Industria cinese per una partnership industriale nella tecnologia green e nella mobilità elettrica. Sono due novità annunciate dal ministro delle imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, nel giorno in cui dall’amministratore delegato di Stellantis, Carlos Tavares, arriva un messaggio di apertura al dialogo con le istituzioni e gli stakeholders. “Stellantis è desiderosa di continuare a lavorare per costruire insieme il futuro ed è pronta a fare la sua parte. Ci auguriamo di continuare a dimostrare il nostro impegno per l’Italia con passione, responsabilità e professionalità” dice Tavares che, in un editoriale sul Sole 24 Ore, ricorda gli investimenti recenti negli stabilimenti italiani e annuncia assunzioni a Mirafiori e ad Atessa. Due fatti – il piano triennale per gli incentivi di Urso e la volontà di dialogo di Tavares – che sembrano andare nella direzione di creare un terreno favorevole all’intesa tra governo e Stellantis di cui si parla da più di un anno.

Al centro c’è il milione di veicoli che l’azienda deve impegnarsi a produrre in Italia entro il 2030 e che ha già dichiarato di voler fare. Scettica la Fiom secondo la quale “senza garanzie produttive e occupazionali non si potrà raggiungere alcun accordo”. Urso spiega che un piano triennale di ecobonus può “consentire una migliore programmazione nell’acquisto dell’auto da parte dei nostri cittadini consumatori” e che al tavolo automotive del 7 agosto, verrà fatto “un primo consuntivo di successo del piano incentivi realizzato.

Le misure hanno tirato, sia per l’elettrico sia per le altre tipologie. Hanno tirato bene soprattutto a sostegno dei ceti con i redditi più bassi”. Urso parla anche della partnership industriale che sta predisponendo con il ministero dell’Industria cinese di partnership industriale come frutto della recente missione in Cina. “Mi auguro che possa essere finalizzato durante la missione della premier Giorgia Meloni a Pechino.

L’Italia può essere un paese attrattivo per quanto riguarda l’industria dell’auto avendo un ecosistema estremamente competitivo e performante. Nella mia missione in Cina sono stato accompagnato proprio dal presidente dell’Anfia, cioè da colui che rappresenta le imprese della componentistica italiana. Penso che l’Italia abbia tutte le condizioni per competere con altri paesi europei, che si sono candidati anch’essi ad avere sul proprio territorio partnership industriali con imprese cinesi”.

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