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Esteri

Bevono alcool al metanolo dopo una cerimonia funebre, è strage: 79 persone uccise per avvelenamento in India

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E’ salito a 79 il conteggio definitivo delle persone che da venerdi’ notte a oggi sono morte per avvelenamento nell’Uttar Pradesh, dopo avere bevuto un alcoolico fatto in casa e venduto nel circuito illegale, adulterato col metanolo. Le vittime dell’avvelenamento si erano riunite nel villaggio di Baalupur per partecipare ad un terahvin, la cerimonia di preghiera che chiude il tredicesimo giorno del lutto per una defunta, e hanno cominciato a bere a sera, alla fine del rito: 49 provenivano dai villaggi di Saharanpur e Haridwar, gli altri 30 da villaggio di Baalupur, nello stato confinante dell’Uttarakhand. L’agenzia di stampa PTI scrive che, secondo fonti del governo dell’Uttar Pradesh, sin dal diffondersi del primo allarme per l’avvelenamento di massa, diciassette dipendenti dell’ufficio di controllo antisofisticazione e dieci poliziotti sono stati arrestati per i mancati controlli sulla produzione e la vendita di alcolici illegali. Questa mattina, nell’assemblea consigliare dello stato, la discussione sulle responsabilità della tragedia ha raggiunto toni cosi’ accesi, che i lavori sono stati sospesi.

Purtroppo capitano spesso in India queste stragi. Anzi, tra le cause dei decessi di massa, c’è quasi sempre la presenza, una bevanda al metanolo, sostanza altamente tossica inserita per aumentare la gradazione alcolica di un prodotto presumibilmente blando, ma è usata soprattutto come combustibile. La bevanda killer viene acquistata presso rivenditori di liquori. Il prezzo dell’alcol contaminato risulta molto basso, per questo è acquistato e assunto dal ceto più povero: la cifra standard per un litro di liquore come quello bevuto dagli intossicati si aggira intorno alle 6 rupie e mezzo, pari ai nostri 9 centesimi di euro. Gli inquirenti sono alla ricerca di altri rivenditori di bevande killer, ma si cercherà di stabilire anche la presenza di ulteriori veleni, in quanto il metanolo è stato rilevato solo in venti cadaveri su quasi 160 vittime.

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Esteri

Testimoni di Geova considerato gruppo estremista in Russia: denunciati arresti illegali, casi di tortura e condanne per aver professato quella fede religiosa

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Almeno sette Testimoni di Geova detenuti in Russia sarebbero stati torturati dagli investigatori a Surgut, in Siberia: lo denuncia il portavoce del gruppo religioso, Jarrod Lopes, interpellato dal Moscow Times. Secondo Lopes, gli agenti avrebbero anche torturato le loro vittime con l’acqua e con pistole elettriche. “Gli agenti – racconta Lopes – hanno spogliato gli uomini, hanno messo una borsa sulla testa di ogni sospetto e l’hanno avvolta col nastro. Dopo hanno legato loro le mani dietro la schiena, gli hanno rotto le dita e li hanno colpiti al collo, ai piedi e ai fianchi”. L’organizzazione religiosa dei Testimoni di Geova è stata dichiarata “estremista” in Russia, dove le autorità sono accusate di perseguitare i fedeli del gruppo cristiano antitrinitario. L’altro ieri un tribunale russo ha per la prima volta condannato un Testimone di Geova, il danese Dennis Christensen, a una pena detentiva: sei anni di reclusione per aver professato la propria fede religiosa.

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Cronache

Morto George Mendonsa, il marinaio del bacio a Times Square con Greta Zimmer Friedman

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Il marinaio che bacia una donna vestita da infermiera a Times Square in una delle foto piu’ iconiche del XX secolo e’ morto. George Mendonsa si e’ spento a 95 anni in seguito ad una caduta in un ospizio di Middletown, Rhode Island, dove viveva con la moglie di 70 anni. Era il protagonista della foto scattata nella piu’ famosa piazza del mondo il 14 agosto 1945, il V-J day, ossia il giorno della resa del Giappone e quindi della fine della seconda guerra mondiale. La gente si riverso’ nelle strade di New York per celebrare la notizia e Alfred Eisenstaedt catturo’ con la sua Leica l’immagine di un marinaio che baciava una infermiera vestita tutta di bianco, accompagnandola in un casque’. La foto, pubblicata dal magazine Life, divento’ una delle piu’ celebri al mondo, il simbolo del giubilo degli americani per la fine della Seconda Guerra Mondiale. Denominata “V-J day a Times Square” e’ conosciuta ai piu’ come “Il bacio”. Nella concitata euforia della folla, Eisenstaedt non ebbe il tempo di ottenere i nomi della coppia. Per decenni nessuno seppe chi fossero i protagonisti della foto. Molti si fecero avanti ma erano solo impostori. La verita’ spunto’ tardi, solo nel 1980. Lui era Mendonsa, che aveva servito in un cacciatorpediniere ed era in congedo quando fu annunciata la fine della guerra. Lei era Greta Zimmer Friedman, assistente in uno studio dentistico con l’uniforme da infermiera. I due non si conoscevano. “Mi ricordava le infermiere sulla nave ospedale che si prendevano cura dei marinai”, racconto’ poi Mendonsa.

“Non era proprio un bacio, era solo qualcuno che festeggiava, non era un evento romantico, ma solo un modo per ringraziare Iddio che la guerra fosse finita. Quell’uomo era molto forte. Io non lo stavo baciando. Fu lui a baciare me”, rivelo’ in un’intervista la Friedman, morta nel 2016 a 92 anni in un ospedale di Richmond, Virginia. Non a caso negli anni a venire, con l’avvento del femminismo, qualcuno ipotizzo’ che piu’ che un gesto romantico quella del marinaio verso l’infermiera fu una sorta di violenza. La foto fu scattata alle 17 e 51 minuti, fissando quel momento per sempre nell’immaginario collettivo.

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Cronache

Trump annuncia la vittoria sull’Isis e chiede agli alleati europei di prendersi 800 prigionieri combattenti e processarli, “altrimenti li liberiamo”

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“Ci stiamo ritirando dopo una vittoria al 100% sul Califfato” scrive il presidente degli Usa e comandante in capo dell’esercito più forte del mondo Donald Trump, riferendosi al ritiro delle truppe americane dalla Siria. Ma nel frattempo che tutto sarà pianificato, perchè i ritiri di truppe da zone di guerra sono pericolosi, Trump fa sapere che “gli Stati Uniti stanno chiedendo a Gran Bretagna, Francia, Germania, Italia e altri alleati europei di prendersi gli 800 combattenti dell’Isis che abbiamo catturato in Siria e di processarli. Il Califfato è pronto a cadere. L’alternativa non è buona ed è che saremo costretti a rilasciarli”. Perchè, sostiene sempre Trump “gli Usa non vogliono vedere questi combattenti penetrare in Europa, dove si prevede che vadano. Noi abbiamo fatto e speso molto, ora tocca ad altri fare il lavoro che sanno fare”.

Casa Bianca. Donald Trump

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