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Beto O’Rourke annuncia a tv El Paso: “Mi candido a Usa 2020”

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Beto O’Rourke scioglie le riserve e scende in campo per sfidare Donald Trump. Lo fa con Ktsm, una tv locale della sua citta’ in Texas: “Sono soddisfatto di quello che El Paso ha fatto e di quello che rappresenta. Questa e’ una buona fetta del perche’ mi candido. La citta’ e’ il miglior esempio di questo paese al suo meglio”. L’annuncio ufficiale e’ atteso nelle prossime ore, prima dell’arrivo di Beto in Iowa, lo stato che apre la stagione delle primarie presidenziale. La decisione era nell’aria da tempo ma Beto aveva finora temporeggiato, affermando di aver deciso ma senza scendere nei dettagli. Nelle ultime ore la svolta: l’annuncio della trasferta in Iowa e la copertina di Vanity Fair. Con il magazine Beto e la moglie Amy si sono lasciati andare sulle emozioni che si provano durante una campagna elettorale. “C’e’ qualcosa di anormale, super-normale, che tutti e due proviamo quando siamo in campagna” dice O’Rourke, salito alle cronache per aver sfidato il senatore Ted Cruz.

Una sfida finita male: O’Rourke ha perso alle primarie per uno scarto di soli 3 punti percentuali. Un insuccesso in Texas accompagnato pero’ dal successo a livello nazionale, dove Beto semplice e chiaro ha conquistato milioni di americani. La temporanea depressione che ha accompagnato la sconfitta sembra pero’ ora ampiamente superata, anche grazie a una telefonata di Barack Obama: “hai fatto un’ottima corsa” gli ha detto l’ex presidente. O’Rourke scende in campo fra un esercito di candidati democratici, da Kamala Harris a Cory Booker, da Bernie Sanders a Elizabeth Warren. E all’appello manca Joe Biden, che dovrebbe sciogliere le riserve su una sua possibile candidatura a breve. La carta vincente di Biden potrebbe essere l’appoggio di Obama, ma Alexandri Ocasio-Cortez e i suoi milioni di follower potrebbero fare la differenza. Beto ha difeso in piu’ occasioni Ocasio-Cortez che, se lo appoggiasse, potrebbe fargli fare quel salto di cui ha bisogno. Uno dei problemi di Beto – come ha lui stesso ammesso con Vanity Fair – e’ il suo essere un uomo e bianco in partito democratico che cerca la diversita’. La partita di Beto e’ tutta da giocare.

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Cina, salgono a 47 i morti dell’esplosione all’impianto chimico Tianjiayi Chemical

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Salgono a 47 i morti della violenta esplosione che ieri pomeriggio ha devastato l’impianto chimico della Tianjiayi Chemical e le aree limitrofe a Yancheng, nella provincia orientale del Jiangsu. E’ l’ultimo bollettino diffuso dalle autorita’ locali e rilanciato dai media cinesi. In base agli ultimi dati, quando sono ancora in corso gli sforzi dei soccorritori, ci sono anche 32 feriti in condizioni critiche e diverse altre decine in condizioni gravi.

Il presidente cinese Xi Jinping, in visita in Italia, ha disposto il massimo degli sforzi possibili nei soccorsi in corso all’impianto chimico di fertilizzanti della Tianjiayi Chemical di Yancheng, nella provincia del Jiangsu, devastato da ieri pomeriggio da una violenta esplosione. Con le vittime salite a quota 47, Xi ha chiesto che sia fatto di tutto per recuperare le persone intrappolate nel crollo degli edifici, tenendo sotto controllo i rischi di inquinamento visto che l’impianto produce fertilizzanti. L’incidente e’ tra i piu’ gravi degli ultimi anni: circa 1.000 persone sono state evacuate intorno alla struttura per motivi di sicurezza visto che non si escludono nuove esplosioni. Le finestre nel raggio di 6 chilometri sono andate in frantumi per l’onda d’urto della detonazione, mentre la municipalita’ di Yancheng ha reso noto che allo stato oltre 3.500 medici ed esperti sono mobilitati nei soccorsi coinvolgendo 16 ospedali.

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Cina, piomba sulla folla con auto: sei morti

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Sono sei i morti investiti da un’auto piombata a tutta velocita’ sulla folla: l’episodio e’ avvenuto questa mattina intorno alle 6:00 (le 23:00 di giovedi’ in Italia) a Zaoyang, citta’ della provincia centrale cinese dell’Hubei. La polizia, secondo i media locali, ha ucciso l’autore del gesto, mentre dai primi accertamenti risultano esserci sette persone ferite, soccorse e portate in ospedale.

La polizia, secondo i media cinesi, ha ricevuto una telefonata d’aiuto intorno alle 6 del mattino: un video postato dal portale media Thepaper.cn ha mostrato persone distese in un’area pedonale in attesa dell’arrivo dei soccorsi. Dalle prime ricostruzioni, l’uomo alla guida dell’auto ha fatto irruzione investendo persone in strada e aree pedonali. Resta da capire se l’episodio sia classificabile come una “vendetta verso la societa’”, tra quegli atti diventati motivo di forte preoccupazione per le autorita’ cinesi: si tratta di piani messi in atto da folli per “vendicare” presunte ingiustizie. E’ capitato, ad esempio, pochi giorni fa a Tangshan, nella provincia dell’Hebei, dove un uomo e’ stato arrestato per aver ferito a coltellate diversi scolari fuori dall’istituto che non gli aveva rinnovato un contratto di lavoro.

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L’Unione europea rinvia la data della Brexit, Theresa May dice che andranno via ma non sa spiegare come e quando

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L’Ue sposta in avanti la data della Brexit. La data del 29 marzo è cancellata, perchè i 27 leader dell’Ue, dopo una discussione faticosa e a tratti tesa, hanno raggiunto un accordo sulla proroga per il Regno Unito, che lascia aperta una doppia strada, ed evita la necessità di convocare un vertice straordinario a stretto giro. La decisione prevede una scadenza limite al 22 maggio condizionata al voto positivo di Westminster sull’accordo di divorzio entro la prossima settimana. E in caso di bocciatura, Londra dovrà invece indicare come intende comportarsi col voto delle Europee, entro il 12 aprile (data limite secondo la legge britannica). Questo significa – ha spiegato il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, annunciando anche il benestare della premier britannica Theresa May alla proposta – che “il governo del Regno Unito avrà ancora la possibilità di un accordo, di una Brexit senza intesa, di una lunga estensione, o di revocare l’uscita, fino al 12 aprile”.

L’intesa tra i capi di stato e di governo, che per la prima volta si sono trovati divisi sul dossier, è arrivata al termine di una complicata discussione durata cinque ore, con l’analisi di varie ipotesi, espressione dei due schieramenti, con i leader di Francia, Emmanuel Macron; Belgio, Charles Michel; e Lussemburgo, Xavier Bettel, tra i più rigidi, e dall’altro lato del tavolo, il polacco Mateuz Morawiecki; il greco Alexis Tsipras; e la lituana Dalia Grybauskait. Alla fine, spiegano i ben informati, è passata la linea della cancelliera tedesca Angela Merkel e di Tusk. Proprio il presidente del Consiglio europeo di fronte alle rigidita’ di Macron, che con i leader del Benelux aveva avanzato una proposta per un’estensione al 7 maggio senza condizioni, ed il paletto del 12 aprile – durante la discussione e’ sbottato invitandolo ad ammorbidire le sue posizioni, appoggiato da Merkel. Nel suo lungo intervento per convincere i partner a concedere la miniproroga May ha spiegato comunque di non essere disponibile ad organizzare il voto per l’Eurocamera, e soddisfare cosi’ la condizione richiesta per valutare rinvii piu’ lunghi. E all’esame dei 27 la leader britannica, che durante le cinque ore di discussione dei 27 pare abbia fatto anticamera consumando i corridoi dei piani alti dell’Europa Building, è apparsa evasiva: non ha saputo indicare una data per il nuovo voto sull’Accordo, nè come pensa di arrivarci, o con quale maggioranza, lasciando dietro di sè uno strascico di timori e scetticismo. La premier britannica e’ stata pero’ chiara nel far sapere che “non consentira’” mai la revoca dell’articolo 50 sulla notifica dell’uscita del Regno Unito dall’Ue e la cancellazione della Brexit, liquidando cosi’ il valore della petizione popolare online pro Remain che oggi ha superato il milione e mezzo di firme.

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