Sport
Berrettini in lacrime dopo il ritiro: “Spero di vedervi a Wimbledon”
Matteo Berrettini lascia il Roland Garros in lacrime dopo l’ennesimo infortunio. Arnaldi vola in semifinale contro Cobolli, ma rende omaggio al connazionale: “Tornerà ancora più forte”.
Matteo Berrettini lascia il Roland Garros con gli occhi pieni di lacrime e il dolore di chi aveva ricominciato a sentire il campo, il ritmo, la possibilità di tornare davvero. Il suo quarto di finale contro Matteo Arnaldi si è chiuso nel modo più amaro: ritiro sul 7-5, 5-2 per il ligure, dopo un problema fisico che lo ha costretto a fermarsi ancora una volta.
“Non so quanto il dolore che ho adesso, che è abbastanza forte, mi terrà fermo. Spero il meno possibile. Spero di essermi fermato in tempo, spero non sia niente di grave. Spero di non fermarmi troppo anche perché sentivo il ritmo, sentivo belle sensazioni in campo. Speriamo di vederci a Wimbledon”, ha detto Berrettini, senza riuscire a nascondere la commozione.
Una ferita sportiva e personale
Per Berrettini non è soltanto una sconfitta. È un’altra ferita dentro una carriera che negli ultimi anni è stata troppo spesso interrotta dagli infortuni. Il romano era tornato a giocare un grande Roland Garros, aveva ritrovato fiducia, pubblico, energia. Proprio per questo il ritiro pesa di più.
“Cerco di tornare a casa con il sorriso. È difficile, ma questa è la mentalità che voglio avere”, ha spiegato. Poi il pensiero è andato alle persone che gli sono state accanto: i messaggi ricevuti, il fratello, gli amici, il suo gruppo. “Anche per loro volevo finire la partita. Magari perdere, ma poter poi uscire con loro, prendere una birra e dire: ci ho provato”.
Sono parole che raccontano la parte meno visibile dello sport di alto livello: non solo classifiche, punti e tabelloni, ma fatica, solitudine, paura di ricominciare ogni volta da capo.
Due settimane bellissime, poi gli accertamenti
Berrettini ha provato a tenere insieme delusione e gratitudine. “Sono state due settimane bellissime, ora si fanno le valigie, si fanno gli accertamenti, e si va avanti”, ha detto dopo il match.
La speranza è che lo stop non sia grave e che il problema fisico non comprometta la stagione sull’erba, la superficie che più si adatta al suo tennis. Wimbledon resta l’orizzonte, il luogo dove Berrettini ha già vissuto il punto più alto della sua carriera Slam e dove spera di poter tornare competitivo.
Arnaldi rende omaggio al connazionale
Dall’altra parte della rete, Matteo Arnaldi ha vissuto una qualificazione storica con sobrietà e rispetto. La sua prima semifinale Slam è arrivata nel modo meno felice, con il ritiro di un connazionale e amico.
“Questo non è il match che mi immaginavo e che avrei desiderato. Mi dispiace per Matteo. Ha giocato un bel torneo e gli auguro di riprendersi presto: tornerà ancora più forte”, ha detto Arnaldi.
È una frase che restituisce bene il clima del derby italiano: rivalità vera in campo, ma rispetto profondo fuori. Arnaldi ha conquistato la semifinale, ma non ha celebrato sopra il dolore dell’avversario.
Ora la semifinale con Cobolli
Arnaldi troverà in semifinale Flavio Cobolli, protagonista di una grande rimonta contro Felix Auger-Aliassime. Sarà una semifinale tutta italiana, una pagina storica per il tennis azzurro, con la certezza di avere un finalista al Roland Garros.
“Sin da quando siamo piccoli abbiamo una bella rivalità in campo, ma appena usciamo siamo amici. Passiamo tanto tempo insieme, ci alleniamo insieme da quando avevamo 11 o 12 anni. Spero sia una bella battaglia e anche una bella partita da vedere”, ha raccontato Arnaldi parlando di Cobolli.
Il ligure ha detto di sentirsi bene e di avere ancora energia per il prossimo match, anche se ha ammesso di non essere ancora al cento per cento. Dopo un torneo molto dispendioso, la semifinale sarà anche una prova di resistenza fisica e mentale.
Il dettaglio delle luci del Chatrier
Arnaldi ha raccontato anche un dettaglio curioso: qualche difficoltà con le luci serali del Philippe-Chatrier. “Ho un piccolo problema con le luci. Ho bisogno di un po’ di game per ambientarmi, per vedere bene. Più vado avanti più riesco a vedere meglio e a sentirmi meglio”.
È un particolare tecnico, ma dice molto della complessità di una semifinale Slam: non basta giocare bene, bisogna adattarsi a tutto, al campo, alle condizioni, alla tensione, al peso dell’occasione.
Il sorriso difficile di Matteo
La giornata del tennis italiano resta storica, ma porta dentro una malinconia forte. Arnaldi va avanti, Cobolli lo aspetta, l’Italia sogna un finalista a Parigi. Berrettini, invece, torna a casa con il corpo da controllare e il cuore da rimettere insieme.
Il suo tentativo di “tornare con il sorriso” è forse la cosa più bella e più dura da raccontare. Perché Berrettini sa che il tennis gli ha dato tutto, ma gli ha chiesto anche moltissimo. Ora gli esami diranno quanto dovrà fermarsi. La speranza, sua e di chi lo segue, è che l’appuntamento con Wimbledon non resti soltanto un desiderio pronunciato tra le lacrime.
Suggerimento per immagine: foto d’agenzia di Matteo Berrettini commosso dopo il ritiro al Roland Garros, oppure immagine del saluto a rete con Matteo Arnaldi, senza scritte aggiunte.
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Jodar batte ancora Musetti
Rafael Jodar supera nuovamente Lorenzo Musetti: 6-4, 6-3 al terzo turno del Masters 1000 di Montreal. L’azzurro cerca ancora la forma migliore.
Prima Washington, poi Montreal. Nel giro di sette giorni Rafael Jodar batte nuovamente Lorenzo Musetti, eliminandolo al terzo turno del Masters 1000 canadese.
Il diciannovenne spagnolo si è imposto con un netto 6-4, 6-3, chiudendo la partita in un’ora e 35 minuti. A Washington aveva rimontato l’azzurro nei quarti di finale con il punteggio di 1-6, 6-1, 6-4.
Musetti ancora lontano dalla forma migliore
Per il numero 13 del mondo si tratta di un passo indietro rispetto ai progressi mostrati negli Stati Uniti. Musetti è soltanto al secondo torneo dopo l’infortunio alla coscia che lo aveva tenuto fermo per circa due mesi e mezzo.
«A tratti ho espresso un buon tennis, ma mi manca ancora la costanza. Contro un avversario così solido si paga», ha ammesso l’azzurro a Ubitennis.
Musetti ritiene di aver giocato meglio rispetto alla sfida di Washington, ma non abbastanza per mettere in difficoltà uno Jodar apparso più continuo nei momenti decisivi. Lo spagnolo ha trasformato sei delle undici palle break conquistate.
Jodar continua la sua corsa
Con questa vittoria Jodar raggiunge gli ottavi di finale, dove affronterà Jiri Lehecka. Il giovane madrileno è salito al numero 15 del ranking mondiale ed è undicesimo nella corsa alle Nitto ATP Finals di Torino. ATP Tour
Per Musetti il prossimo appuntamento sarà il Masters 1000 di Cincinnati, penultima tappa della tournée nordamericana prima degli US Open. L’obiettivo sarà ritrovare continuità, fiducia e soprattutto il ritmo delle partite importanti.
«È qualcosa che si acquisisce man mano, anche vincendo partite sporche e prendendo tutto», ha spiegato il carrarino. Anche le sconfitte, in questa fase, possono diventare parte del percorso.


