Collegati con noi

Politica

Berlusconi dimesso da San Raffaele: stiamo ancora qui

Avatar

Pubblicato

del

“Stiamo ancora qui….”. Il Presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi è stato dimesso nel tardo pomeriggio dall’Ospedale San Raffaele dove era stato ricoverato lunedi’ sera, per seguire alcune terapie contro le complicazioni legate al post Covid. Prima di lasciare l’ospedale milanese l’ex premeir, al telefono con interlocutori che si sono sincerati del suo stato di salute, ha ringraziato per l’attenzione e si e’ lasciato andare, anche facendo alcune battute sdrammatizzanti. Il suo ritorno a casa, una buona notizia gia’ ipotizzata nella giornata di ieri, cancella i rumors circolati anche nelle ultime ore in modo incontrollato sui social di ipotetici repentini aggravamenti. Rimane comunque alta l’ansia e la preoccupazione per le condizioni di salute del Cavaliere, tenuto conto dell’eta’, 85 anni il prossimo settembre, e di un quadro clinico da anni complesso, reso ancora piu’ delicato dall’infezione contratta mesi fa. Gia’ in mattinata, Licia Ronzulli, senatrice azzurra e stretta collaboratrice di Berlusconi, aveva anticipato che in giornata sarebbe tornato a casa: “Si va verso le dimissioni”, sono state le sue parole, interpellata telefonicamente dall’Ansa. Poi alle 18, 30 circa, la notizia tanto attesa: contrariamente alle precedenti dimissioni dalla stessa struttura, il Cavaliere ha preferito evitare di farsi vedere da cronisti e cameramen che lo attendevano all’uscita del padiglione D dell’ospedale. Non era infatti presente a bordo di una delle auto del corteo che e’ partita dal padiglione ma, a quanto si e’ saputo, e’ stato fatto salire su un’altra vettura che attendeva nei pressi ed e’ uscito da un altro varco. Prima di uscire, l’ex premier ha incontrato il vice presidente del Gruppo San Donato Kamel Ghribi, proprietario del San Raffaele. “Siamo davvero felici per il Presidente Berlusconi. L’ho trovato forte e in forma”, ha riferito Ghribi poco dopo le dimissioni. Del loro incontro e’ stata diffusa una foto, che mostra il Cavaliere seduto a un tavolo con dei fogli e una penna in mano, in completo scuro, pallido e piuttosto provato in volto. Ma vigile, anche dopo una terapia complessa che lo aiuta a recuperare la carenza di ossigenazione del sangue causata dai postumi dell’infezione covid. Una terapia che potra’ continuare anche ad Arcore, ogni volta che sara’ necessario, in una sala appositamente attrezzata. Intanto e’ grande il sollievo, soprattutto da parte dei fedelissimi di Forza Italia, dopo ore di grande ansia. “Berlusconi – spiegava il coordinatore nazionale Antonio Tajani su Skytg24 prima delle dimissioni – e’ un leone e vincera’ anche il covid ed i vaccini. Gli ho parlato ieri sera. Aveva qualche linea di febbre ma nulla di preoccupante”. In serata, con un lungo post su Facebook, sempre Tajani ha dato voce ai sentimenti del partito azzurro, fornendo anche qualche dettaglio sulla via del recupero: “Il Presidente Berlusconi – ha scritto – continuera’ a domicilio un adeguato periodo di riposo, di riabilitazione e cure come prescritto dai sanitari. Si conferma cosi’ l’infondatezza delle notizie allarmistiche circolate nei giorni scorsi, delle quali il Presidente stesso ha sorriso coi i suoi stretti collaboratori”. Tajani e’ andato oltre, sottolineando che “Forza Italia saluta con entusiasmo questi positivi sviluppi, che avvicinano il momento nel quale il proprio leader potra’ finalmente tornare a svolgere l’attivita’ pubblica che in questi mesi gli e’ stata preclusa su stretta indicazione medica”. Esulta anche il capogruppo Roberto Occhiuto: “Lo aspettiamo con ansia nuovamente in campo al 100% e siamo certi – twuitta il parlamentare calabrese – che tornera’ piu’ cazzuto di prima. Forza Presidente”. Sempre su tweet il saluto del leader della Lega, Matteo Salvini, “Bentornato a casa Silvio, alla faccia di gufi e avvoltoi!”.

Advertisement

Politica

Napoli: Calenda, dopo disastro De Magistris sosterremo Bassolino

Avatar

Pubblicato

del

“A Napoli Azione sosterra’ convintamente Antonio Bassolino. Dopo il disastro di De Magistris abbiamo bisogno di persone esperte e capaci. Quello di cui sicuramente invece non abbiamo bisogno e’ di portare i 5S al governo della citta’”. Lo dichiara Carlo Calenda, leader di Azione e candidato sindaco di Roma.

Continua a leggere

In Evidenza

M5s, Dettori lascia Rousseau: resto nel Movimento e ci credo

amministratore

Pubblicato

del

“Oggi ho comunicato ufficialmente le mie dimissioni dall’Associazione Rousseau. E’ stata un’esperienza durata cinque anni, di cui due da dipendente a Milano e gli ultimi tre da socio mentre continuavo la mia attivita’ professionale a Roma. I cinque anni precedenti ho lavorato alla Casaleggio Associati, a supporto di Gianroberto e Beppe, tra il computer alla scrivania e l’iPad sul camper, tra l’ufficio e i palchi. Il primo colloquio in via Morone, dieci anni fa, lo feci con Davide Casaleggio. Si puo’ quindi dire che e’ la prima persona che ha creduto in me e che mi ha dato un’opportunita’. Per questo, e per tante altre cose, gli sono sempre stato e gli saro’ sempre riconoscente. La stima e l’affetto nei suoi confronti sono immutati.” Lo scrive in un lungo post su Fb Pietro Dettori, uno dei soci dell’Associazione Rousseau. “Gli ultimi mesi sono stati difficili e la conclusione delle vicende, tutt’altro che indolore, e’ nota a tutti. La strada che ho scelto io e’ diversa. Perche’ io nel MoVimento ci credo ancora. Chi mi conosce sa che con il MoVimento ho un rapporto quasi carnale. D’altronde quel tipo di lavoro, se non c’e’ la passione a sostenerti, non lo reggi. Nel futuro del MoVimento ci credo innanzitutto perche’ mi fido di Beppe Grillo. Beppe e’ il nostro garante e nei momenti piu’ critici della nostra storia e’ sempre stato lucido, a dispetto di chi lo etichetta solo come un pazzo visionario. Ha indicato un orizzonte (il 2050) e una persona (Giuseppe Conte) per il rilancio del MoVimento. Io non posso che fidarmi e invito chi in questo sogno ci crede ancora e chi ora tentenna, a fare altrettanto. Non so cosa ci riserva il futuro. Non so quali saranno le nostre prossime battaglie. Non so cosa il MoVimento politicamente deve o non deve fare. Di questo si discutera’ nei modi e nei tempi opportuni e potro’ dire la mia, assieme a migliaia di persone, in qualita’ di iscritto. Quello che so e’ che dobbiamo ritornare a essere una comunita’ di persone che si vogliono bene, in cui la fiducia e’ alla base dei rapporti personali, politici e professionali”, spiega Dettori. “Il MoVimento 5 Stelle – sottolinea – e’ come una fenice. Ogni volta che muore rinasce dalle proprie ceneri. E anche questa volta, con l’impegno di tutti, sara’ cosi'”.

Continua a leggere

Politica

Il sindacato dei magistrati fa retromarcia, ora i ‘referendum sono legittimi” ma i diritti a rischio

Avatar

Pubblicato

del

Nuovo scontro, anche oggi, tra la Lega e l’Anm sui referendum sulla giustizia. All’indomani delle polemiche suscitate dall’intervento del presidente del sindacato delle toghe Giuseppe Santalucia, accusato soprattutto da Lega e Radicali di aver messo in discussione la stessa legittimita’ dei referendum e dunque la stessa sovranita’ popolare, e’ il “parlamentino” dell’Associazione nazionale magistrati a riportare negli esatti termini la questione. E a chiarire che assolutamente nessuno intende mettere in discussione “il legittimo esercizio di una prerogativa costituzionale”. I referendum dunque sono conformi alla Costituzione, ma non condivisibili. E, soprattutto, forieri di rischi per l’indipendenza e l’autonomia della magistratura e per gli stessi diritti dei cittadini, che trovano nelle garanzie riconosciute ai giudici fondamento della loro tutela. Ma il leader della Lega Matteo Salvini rilancia le accuse: “invece di preoccuparsi dei referendum e della volonta’ popolare e anziche’ minacciare – dice – sarebbe utile che l’Anm si preoccupasse di offrire agli italiani processi veloci, certezza della pena e una giustizia libera da correnti, raccomandazioni e spartizioni”. E annuncia che dal 2 luglio, in tutti i Comuni e le piazze d’Italia, “saranno i cittadini con le loro firme a fare vera Giustizia. A questo punto firmare per i 6 referendum significa difendere la Costituzione e la Democrazia”. Una lancia a favore delle toghe viene spezzata invece dal Movimento 5stelle: “Criticare il referendum – dice il presidente della commissione giustizia della Camera Mario Perantoni – e’ pienamente legittimo da parte di chiunque; non e’ accettabile la pretesa di ridurre al silenzio ed impedire la libera espressione di chi rileva la strumentalita’ di questa campagna referendaria nel momento in cui una larga maggioranza e’ impegnata proprio nella riforma della giustizia”. La precisazione di oggi dell’Anm arriva dopo che ieri Salvini e Maurizio Turco avevano chiesto l’intervento del capo dello Stato, soprattutto di fronte a quella che il leader della Lega aveva definito quasi una “minaccia”, e cioe’ l’evocazione da parte di Santalucia di una “ferma reazione” da parte delle toghe. E vista la scia di polemiche, andata avanti nonostante gia’ con un’intervista il leader dell’Anm, esponente di Area, il gruppo piu’ a sinistra delle toghe, avesse cercato di spiegare il senso delle sue dichiarazioni: nessuna minaccia, nemmeno di uno sciopero, solo la volonta’ di chiamare al dibattito le toghe di fronte a un referendum il cui fine e’ “incatenare” la magistratura alla crisi di credibilita’ che sta vivendo. Il documento chiarificatore passa a larga maggioranza al Comitato direttivo centrale dell’Anm. Si astengono soltanto gli eletti di Articolo 101, il gruppo nato in alternativa alle correnti, che contestano a Santalucia (uno dei loro esponenti Andrea Reale si spinge sino a chiederne le dimissioni) soprattutto l’apertura di credito fatta alle riforme messe in cantiere dal governo, “pericolose” e nocive come i quesiti referendari. Con Unicost e Area, lo vota invece anche Magistratura Indipendente, che pure accusa Santalucia di non aver concordato con tutta l’Anm le sue uscite sulla stampa. L’Anm “dara’ il proprio contributo”, ma fin da ora esprime “forte preoccupazione” per 3 quesiti referendari: si tratta innanzitutto delle modifiche in tema di responsabilita’ civile diretta dei magistrati e di separazione delle carriere, che “rischiano di condurre a una magistratura meno indipendente e a un pubblico ministero sganciato dalla giurisdizione e privato dei compiti di garanzia che l’ordinamento gli riserva”. Ma ad allarmare e’ anche il quesito sulla custodia cautelare, “presidio avanzato di tutela della sicurezza collettiva”. “Occorre essere consapevoli – avverte il documento – che l’eventuale approvazione dei quesiti referendari potrebbe comportare gravi ripercussioni sull’assetto costituzionale e sulle guarentigie di autonomia e indipendenza della magistratura, le quali costituiscono non privilegi di categoria ma garanzie irrinunciabili per tutti i cittadini”.

Continua a leggere

In rilievo

error: Contenuto Protetto