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Berlino al centro della diplomazia sulla guerra in Ucraina, Merz rilancia il ruolo della Germania

Berlino diventa il fulcro dei negoziati sulla guerra in Ucraina. Friedrich Merz rilancia il ruolo della Germania e rafforza il dialogo con Usa ed Europa.

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Se in queste ore tutti gli occhi sono puntati su Berlino, dove ucraini e americani stanno negoziando sulla guerra in Ucraina, il merito viene attribuito in larga parte a Friedrich Merz. Nella capitale tedesca, la delegazione di Kiev guidata dal presidente Volodymyr Zelensky e quella statunitense rappresentata dall’inviato Steve Witkoff lavorano a una possibile intesa che, nelle intenzioni, dovrebbe portare a una tregua prima di Natale.

Al di là degli esiti, ancora tutti da verificare, la Germania appare tornata protagonista sulla scena europea dopo una fase di minore incisività seguita alla transizione da Olaf Scholz. Con l’attuale cancelliere della Cdu, Berlino ha riacquistato centralità e credibilità, anche nei rapporti con Donald Trump, grazie a una linea fatta di equilibrio tra aperture diplomatiche e prudenza strategica.

Il nuovo protagonismo tedesco in Europa

Non a caso, l’ambasciatore ucraino in Germania Oleksii Makeiev ha definito Berlino «la capitale della diplomazia europea». Una valutazione condivisa anche da diversi leader continentali. Il premier olandese Dick Schoof, atteso in cancelleria insieme a Giorgia Meloni e a numerosi altri capi di governo, ha parlato di un’iniziativa «eccellente», sottolineando che «non si può parlare di Kiev senza Kiev».

La stampa tedesca segue il vertice con attenzione. La Bild descrive la situazione come un «poker selvaggio nel centro di Berlino», mentre si interroga sulla capacità di Merz di «riuscire nella breccia». In una città blindata per motivi di sicurezza, il clima resta teso e la cautela è massima: a Berlino si ammette che la Germania non può dettare l’agenda, ma può creare le condizioni per un dialogo credibile.

Rapporti con gli Stati Uniti e ruolo nella Nato

Il rapporto tra Merz e l’amministrazione americana viene definito pragmatico. «I decenni di pax americana per noi sono finiti», ha dichiarato il cancelliere a Monaco, ribadendo che gli Stati Uniti seguono i propri interessi e che l’Europa deve imparare a fare altrettanto.

In questo quadro si inserisce anche lo sforzo tedesco sul riarmo, giudicato «esemplare» dal segretario generale della Nato Mark Rutte. Merz punta a trattenere gli Stati Uniti all’interno dell’Alleanza atlantica, garantendo in cambio un impegno finanziario tedesco senza precedenti nel settore della difesa. «Gli Usa hanno bisogno di partner», ripete spesso il cancelliere, convinto che Germania ed Europa possano continuare a ricoprire questo ruolo.

Berlino supera Parigi e guarda al futuro

Il protagonismo tedesco emerge anche dal confronto con Parigi: i colloqui previsti nella capitale francese per questo fine settimana sono stati cancellati, mentre Berlino ha catalizzato l’attenzione diplomatica internazionale.

Resta da capire se l’inviato americano incontrerà anche i leader europei presenti in città. Di certo, è già confermato un bilaterale tra Zelensky e Merz nel pomeriggio di domani. Un segnale ulteriore di come la Germania stia cercando di tornare al centro delle grandi partite geopolitiche, in un momento in cui l’Europa è chiamata a ridefinire il proprio ruolo tra guerra, sicurezza e relazioni transatlantiche.

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Rubio: “Gli Usa non si sottrarranno, Mosca non può raggiungere gli obiettivi iniziali”

Marco Rubio a Bloomberg dopo Monaco: gli Stati Uniti non si sottrarranno all’impegno sull’Ucraina. Mosca non può raggiungere gli obiettivi iniziali, dice.

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Il Segretario di Stato americano Marco Rubio, in un’intervista a Bloomberg News dopo il suo intervento alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, ha affermato che gli Stati Uniti non si sottrarranno all’obbligo di contribuire alla fine della guerra in Ucraina.

Le dichiarazioni sono state riportate anche da CNN.

“Mosca non può raggiungere gli obiettivi iniziali”

Rubio ha aggiunto di non ritenere che la Russia sia in grado di raggiungere gli obiettivi che si era prefissata all’inizio dell’invasione, quasi quattro anni fa.

Secondo il Segretario di Stato, Mosca starebbe perdendo tra i 7.000 e gli 8.000 soldati a settimana nel conflitto, una stima che, ha osservato, coincide con le più recenti valutazioni fornite da Kiev.

Le parole di Rubio si inseriscono nel quadro del confronto diplomatico in corso e delle valutazioni strategiche occidentali sull’andamento del conflitto.

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Zelensky a Monaco: “Putin come nel 1938, la pace solo con vere garanzie di sicurezza”

Alla Conferenza di Monaco Zelensky paragona Putin al 1938 e ribadisce che la pace può nascere solo da chiare garanzie di sicurezza per l’Ucraina.

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Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, intervenendo alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, ha accusato il presidente russo Vladimir Putin di voler ripetere lo scenario del 1938.

“Sembra che Putin speri di ripetere Monaco del 1938, quando il precedente Putin iniziò a dividere l’Europa”, ha dichiarato, richiamando l’accordo che precedette la Seconda guerra mondiale e paragonando implicitamente il leader del Cremlino ad Adolf Hitler.

“La pace solo con chiare garanzie di sicurezza”

Zelensky ha ribadito che la pace può essere costruita solo su garanzie di sicurezza solide e verificabili. “Dove non esiste un chiaro sistema di sicurezza, la guerra torna sempre”, ha affermato.

Il presidente ucraino ha sottolineato che Kiev è impegnata nei negoziati e mantiene contatti con emissari statunitensi, tra cui Steve Witkoff e Jared Kushner, e che è previsto un incontro con il Segretario di Stato Marco Rubio.

Negoziati e tensioni geopolitiche

Secondo Zelensky, l’obiettivo dell’Ucraina è una “vera sicurezza e una vera pace”, non soluzioni parziali o compromessi che possano favorire Mosca.

Le dichiarazioni si inseriscono nel contesto di un confronto internazionale segnato da tensioni persistenti e dalla ricerca di un equilibrio tra sostegno militare, diplomazia e deterrenza.

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Paolini unica azzurra a Dubai: esordio al secondo turno nel WTA 1000

Jasmine Paolini unica italiana nel tabellone del WTA 1000 di Dubai. Debutto al secondo turno contro Eala o una qualificata. Difende il titolo vinto nel 2024.

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Jasmine Paolini è l’unica azzurra presente nel tabellone principale del torneo WTA 1000 di Dubai, secondo “mille” della stagione sul cemento.

La 30enne toscana, attualmente numero 8 del mondo, entrerà in gara direttamente al secondo turno. Affronterà la filippina Alexandra Eala, numero 40 WTA, oppure una giocatrice proveniente dalle qualificazioni.

Un ritorno da campionessa in carica

Paolini torna negli Emirati con il peso e l’orgoglio di campionessa in carica, avendo conquistato il titolo nel 2024. Un risultato che ha rappresentato uno dei punti più alti della sua carriera e che ora è chiamata a difendere in un tabellone di alto livello.

L’obiettivo è dare continuità alla stagione e ritrovare fiducia dopo l’eliminazione al secondo turno a Doha. Dubai può rappresentare uno snodo importante per consolidare la posizione tra le prime dieci del ranking mondiale.

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