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Beppe Grillo show: il limite dei due mandati resta e per Fico, Di Maio e altri big la situazione si mette male

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E ‘ uno show a sorpresa, quello che Beppe Grillo mette in scena nel pomeriggio collegandosi con la congiunta dei gruppi M5S, la prima da quando Giuseppe Conte lavora da leader in pectore. Ma è uno show, quello del Garante, anche denso di contenuti. Transizione ecologica come prospettiva futura, centrosinistra come “cornice” politica, sostegno a Virginia Raggi sono le principali puntualizzazioni di Grillo. Che tira fuori dal cilindro un “colpo ortodosso” destinato a lasciare strascichi: “il limite dei due mandati e’ un pilastro fisso”, annuncia il Fondatore del M5S spiegando di averlo detto anche a Conte. I parlamentari, ascoltando le parole del fondatore tornato leader, restano a dir poco sorpresi. Il pilastro dei due mandati e’ destinato, infatti, a rivoluzionare l’architettura del M5S 2.0. Dando spazio, forse, anche ad alcuni innesti che Conte vorra’ portare nel Movimento. Certo, con i due mandati intoccabili, profili come quelli di Luigi Di Maio, Roberto Fico, Carlo Sibilia, Paola Taverna, Sergio Battelli, tanto per fare alcuni esempi, sono destinati a dire “addio” alle Aule parlamentari, almeno sotto il simbolo del M5S. “Ma non li abbandoneremo”, assicura Grillo, immaginando, forse, un futuro da candidati sindaci per alcuni di loro. Mentre, sul sindaco-simbolo del Movimento, quello di Roma, Grillo garantisce appoggio “qualunque cosa accada”. Parole al miele anche per Conte e perfino per Rousseau con il quale, spiega, “troveremo un accordo”. Una citazione, infine, per l’associazione Italia 2050 guidata, tra gli altri, da Sibilia e Giuseppe Brescia e alla quale nelle ultime ore hanno aderito il sindaco di Matera Domenico Bennardi, l’europarlamentare Isabella Adinolfi, il presidente della Provincia di Taranto Giovanni Gugliotti. “Nel nostro Dna ci sono le Parole guerriere, ci hanno fatto pure un’associazione. È una cosa bella”, afferma l’ex comico. Il nuovo M5S, insomma, prende forma. Sotto la bandiera della Transizione Ecologica. “Questo e’ il futuro”, sottolinea Grillo definendo “supremo” il titolare del MiTe Roberto Cingolani e derubricando, con sarcasmo, a “miracolati” i parlamentari che da tempo rumoreggiano per l’assenza di informazioni sui cambiamenti in atto per il diktat del Garante sulla partecipazione ai talk show. E la presenza di Grillo non era annunciata. I parlamentari avrebbero dovuto “solo” ascoltare Marco Morosini, il docente al quale Grillo ha affidato il nuovo corso ecologista del M5S. Un Movimento che per Grillo deve cambiare totalmente. Un Movimento che “deve mischiarsi” agli altri partiti del centrosinistra. “Grillo e’ tornato leader, e’ tornato al 2009”, e’ la sentenza di un parlamentare.

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È morto Spencer Silver, l’inventore adesivo dei Post-it

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E’ morto a 80 anni il chimico americano Spencer Silver, inventore dell’adesivo usato nei Post-it. Ne danno notizia i media internazionali, citando la famiglia e l’azienda 3M. Nato a San Antonio in Texas nel 1941, Silver era laureato in chimica presso l’Universita’ di Stato dell’Arizona, conseguendo un master nel 1962 e un dottorato in chimica organica presso l’Universita’ del Colorado a Boulder nel 1966, prima di assumere una posizione come capo chimico nei Central Research Labs della 3M. Nel 1968 sviluppo’ un adesivo “a bassa adesivita’”, abbastanza forte da tenere insieme i fogli, ma abbastanza debole da consentire che si staccassero di nuovo senza strapparsi. E poteva essere riutilizzato piu’ volte. Tale adesivo venne brevettato nel 1972.

L’inventore e scienziato Arthur Fry ha cosi’ sviluppato dei segnalibri utilizzando proprio l’adesivo di Silver. I foglietti adesivi furono inizialmente commercializzati con il nome di Post ‘n Peel in quattro citta’ americane dal 1977 e poi come Post-it Notes dal 1980 in tutti gli Stati Uniti. Il prodotto e’ diventato in breve molto popolare e presto e’ stato venduto in tutto il mondo. Silver ha lavorato nella 3M fino al suo pensionamento nel 1996. E’ nominato in oltre 30 brevetti. Ha ricevuto diversi premi per il suo lavoro, tra cui il 1998 American Chemical Society Award for Creative Invention e l’ammissione alla National Inventors Hall of Fame nel 2011.

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Corona Virus

Covid, il contagio in Campania: 1.110 nuovi casi, oltre duemila i guariti, 24 morti

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 Sono 1.110 i nuovi casi di Covid in Campania, di cui 387 sintomatici, su 18.701 test molecolari esaminati. Il tasso di incidenza, calcolato senza tenere conto dei tamponi antigenici, e’ del 5,93%, sostanzialmente stabile rispetto al 6,18 di ieri. Il bollettino dell’Unita’ di crisi segnala 24 nuove vittime e ben 2.054 guariti. Continua ad alleggerirsi la pressione sugli ospedali: i posti letto di terapia intensiva occupati sono 105 (-11), quelli di degenza 1.285 (-22).

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Clima: John Kerry in Italia, ridurre emissioni subito

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Sulla lotta alla crisi climatica, l’America e’ tornata. Dopo i quattro anni di Trump, che aveva portato fuori gli Stati Uniti dall’Accordo di Parigi, Washington vuole riprendersi la leadership della battaglia contro il riscaldamento globale. Oggi l’inviato speciale di Joe Biden sul clima, l’ex segretario di stato di Obama, John Kerry, e’ arrivato a Roma per capire cosa stia facendo il nostro paese. Sullo sfondo, c’e’ una scadenza importante: la Cop26 di Glasgow, la conferenza annuale dell’Onu sul clima, dal primo al 12 novembre. Dopo 5 anni dall’Accordo di Parigi del 2015 (l’anno scorso la Cop e’ saltata per il Covid), e’ previsto che i paesi firmatari aggiornino i loro target, oramai insufficienti per conseguire gli obiettivi dell’Accordo (mantenere il riscaldamento entro 2 gradi dai livelli pre-industriali). Gli Stati Uniti hanno dato la linea il 22 aprile scorso, al summit virtuale dei leader mondiali convocato da Biden: taglieremo i gas serra del 50-52% entro il 2030, ha annunciato il presidente. Ora, il suo inviato speciale per il clima fa il giro del mondo per spingere gli altri paesi a fare altrettanto. A Roma, oggi Kerry ha incontrato per primo il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani. Hanno parlato un’ora, soprattutto di G20 (quest’anno in Italia) e di Cop26. Il ministro ha spiegato anche gli investimenti del Recovery Plan per la decarbonizzazione. Kerry al termine ha fatto una breve dichiarazione. Prima ha attaccato Cina e Russia, che al summit di aprile non si sono impegnati gran che: “Ogni paese deve ridurre le emissioni in questo decennio. Non e’ abbastanza dire ‘emissioni zero nel 2050′”. Poi ha parlato ai cittadini del mondo preoccupati per i costi della decarbonizzazione: “Non e’ una scelta fra la prosperita’ e un’economia che funziona meno, ma e’ una opportunita’, una enorme opportunita’”. Infine, ha chiarito che “non c’e’ una cosa sola che possa risolvere la crisi climatica. Serve un approccio multiplo”. Dopo Cingolani, Kerry e’ andato a pranzo a Villa Pinciana (residenza dell’Ambasciata Usa) con il Gotha dell’imprenditoria energetica nazionale: Claudio Descalzi di Eni, Francesco Starace di Enel, Marco Alvera’ di Snam, Nicola Monti di Edison ed Emma Marcegaglia, presidente per l’Italia del B20, il gruppo di lavoro degli imprenditori per il G20. Kerry ha spiegato loro gli obiettivi da raggiungere alla Cop26, i manager hanno raccontato i loro impegni per decarbonizzare. L’inviato di Biden ha poi visto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, e quello dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti. “Italia e Usa – ha commentato il titolare della Farnesina – sono chiamati ad esercitare un ruolo di leadership per convincere i nostri partner che la transizione energetica e la lotta per la salvaguardia del pianeta sono un vantaggio e una grande opportunita’ per tutta la Comunita’ internazionale”. Domani, Kerry incontrera’ il premier Mario Draghi.

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