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Ben 242 dipendenti dell’Azienda di mobilità di Napoli faranno i rappresentanti di liste elettorali invece di guidare i bus

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Ci risiamo. Anzi, siamo alle solite. Ad ogni consultazione elettorale riemerge dalle nebbie dell’informazione la notizia che i dipendenti di Anm, l’Azienda napoletana mobilità, in quantità impressionanti invece di andare a lavoro, nel giorno delle elezioni saranno impegnati nei seggi elettorali. Come rappresentanti di lista. Si può fare. La legge lo consente. Ann paga, il dipendente invece di guidare il bus o lavorare per la mobilità dei napoletani, fa il rappresentante di seggio di un partito. E allora domani e lunedì saranno impegnati ai seggi elettorali ben 242 dipendenti dell’Anm. Che dunque non saranno in servizio. Oltre il 90% delle richieste pervenute sono per il ruolo di rappresentanti di seggio. La loro fede politica li spinge verso quella direzione, controllare la regolarità del voto. Chi controlla che poi realmente questi dipendenti di Anm o anche di qualunque altra azienda pubblica italiana realmente vanno ai seggi e fare il rappresentante di lista? Nessuno. E allora se anche se ne restano a casa a fare ninna nanna o vanno al mare, Anm o altra azienda pubblica pagano, “nel rispetto delle scelte di impegno politico dei dipendenti” è scritto in una nota dell’azienda pubblica di mobilità. E per i servizi pubblici? Anm “sta cercando di organizzare al meglio possibile il servizio di trasporto per i due giorni delle elezioni, pur con la consapevolezza che ci potrebbero essere delle ripercussioni sul servizio”. L’azienda ricorda che per legge “non è consentito opporsi alla libera scelta dei dipendenti dell’impegno in occasione del voto”. Opporsi? No, ma controllare che i 242 vanno a fare i rappresentanti di lista forse sì.

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Whirlpool, notte in fabbrica per i lavoratori: domani si chiude

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Hanno trascorso la notte nella fabbrica che da domani sarà ufficialmente chiusa: i lavoratori della Whirlpool sono arrabbiati, amareggiati, delusi, preoccupati. L’azienda ha mandato un SMS a tutti loro per dire che dal 1. novembre non si potrò entrare in fabbrica altrimenti chiameranno i carabinieri, fatte salve le eccezioni che riguardano le riunioni sindacali. Oggi nel piazzale del sito produttivo con i lavoratori il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris e l’assessore regionale alla Formazione professionale Armida Filippelli.

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Covid, utilizzo idrossiclorochina: l’avvocato Grimaldi porta davanti al Tar Aifa e Ministero della Salute

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Appuntamento il 10 novembre. È stata fissata l’udienza davanti al Tar del Lazio, in merito all’istanza cautelare presentata da decine di medici di base e specialisti contro la decisione dell’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) e il Ministero della Salute, di sospendere la somministrazione per il trattamento del Covid-19 al di fuori di studi clinici. A rendere noto questo appuntamento è l’avvocato Erich Grimaldi (nella foto in evidenza), del foro di Napoli. Il giurista napoletano  assiste i dottori insieme alla collega Valentina Piraino.

Aifa. La sede dell’Agenzia italiana del Farmaco

“Il Tar è stato investito per la seconda volta in pochi mesi di un’altra istanza cautelare per l’utilizzo dell’idrossiclorochina nelle terapie domiciliari Covid – ha detto il legale –. La vicenda, dopo il rigetto della prima istanza, ha assunto una piega politica che non dovrebbe sussistere, dovendo garantire ai medici dei territori la possibilità di curare i loro pazienti”. Secondo l’avvocato Grimaldi, “ ai medici che già durante la prima ondata hanno trattato con successo i pazienti utilizzando vari protocolli farmacologici, arrivano continuamente richieste da parte di persone che hanno acquistato i farmaci autonomamente prima del divieto” e che, “senza un protocollo chiaro e certificato, rischiano imprudenti automedicazioni”.

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Affidi illeciti,al via l’udienza di ‘Angeli e Demoni’

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E’ durata un paio d’ore la prima udienza preliminare sugli affidi illeciti nella Val d’Enza reggiana, il tempo di dare alle parti la possibilita’ di costituirsi e alle difese di presentare alcune eccezioni. Nell’aula bunker del tribunale di Reggio Emilia, nessuno dei 24 imputati era presente, ma soltanto gli avvocati. Il giudice Dario De Luca ha calendarizzato altre due date, il 23 novembre e il 17 dicembre, per rispondere alle prime istanze e solo dopo il processo entrera’ nel vivo. All’interno l’udienza, a porte chiuse, e’ stata una seduta tecnica, mentre fuori dal palazzo di giustizia, a inizio mattinata, erano presenti alcuni manifestanti, in particolare delegazioni di associazioni composte da genitori separati (un paio anche presunte vittime nell’inchiesta), con striscioni e magliette, come quella con la scritta ‘Parlateci di Bibbiano’ indossata mesi fa dalla leghista Lucia Borgonzoni in Senato, tra le polemiche. In rappresentanza del Carroccio c’era la parlamentare reggiana Benedetta Fiorini, mentre per il Movimento 5 Stelle Stefania Ascari, a testimoniare un’attenzione non venuta meno da parte dei due partiti alla vicenda che aveva infiammato il dibattito alle ultime elezioni Regionali, quando il Comune di Bibbiano, di cui e’ sindaco l’imputato Andrea Carletti (Pd), era diventato uno dei poli d’attrazione della campagna elettorale. La posizione di Carletti, accusato di abuso di ufficio e falso, non e’ pero’ la principale nella costruzione accusatoria della Procura reggiana. Contestazioni piu’ gravi riguardano Federica Anghinolfi, ex dirigente del servizio sociale, l’assistente sociale Francesco Monopoli, la psicoterapeuta Nadia Bolognini, legata a Claudio Foti, della onlus piemontese ‘Hansel e Gretel’ a cui erano affidati i servizi. Sarebbero loro i protagonisti di un presunto business illecito, legato al mondo degli affidi, con minori allontanati ingiustamente dalle famiglie con storie inventate, perizie falsificate per ingannare i giudici minorili, finti abusi, disegni manipolati a fini sessuali, e ore di sedute di psicoterapia, che servivano, secondo l’accusa, solo a fare ai piccoli “il lavaggio del cervello”. Proprio la difesa di Anghinolfi ha presentato un’eccezione, respinta, dove chiedeva al giudice di astenersi sostenendo che aveva ‘pre manifestato’ la propria convinzione di rinvio a giudizio, chiedendo una data al tribunale. Sono invece ancora formalmente al vaglio le richieste di costituzione di parte civile, tra cui quella di Regione Emilia-Romagna, Unione Val d’Enza e ministero della Giustizia. Saranno decise a dicembre.

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