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Belve di Fagnani riparte con Amanda Lear che parla di Salvador Dalì impotente, sesso con i gay e Bowie

Torna Belve su Rai2 con Francesca Fagnani: otto puntate tra interviste e spin-off crime. Tra gli ospiti Amanda Lear.

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Torna in prima serata su Belve il format condotto da Francesca Fagnani, con il celebre incipit «Che belva si sente?».

La nuova stagione prevede otto appuntamenti, in onda su Rai2 e disponibili anche in streaming su RaiPlay e Disney+.

Ospiti e format: tra interviste e crime

Cinque puntate saranno dedicate alle tradizionali interviste a personaggi del mondo dello spettacolo, mentre tre episodi saranno riservati al format “Belve crime”.

Tra i primi ospiti annunciati figurano Amanda Lear, Micaela Ramazzotti e Zeudi Di Palma.

Nella versione crime sarà protagonista anche Raffaele Sollecito.

Amanda Lear tra confessioni e provocazioni

Secondo le anticipazioni, Amanda Lear si racconterà senza filtri, affrontando temi legati alla sua vita privata, alla carriera artistica e agli incontri che hanno segnato il suo percorso.

Secondo le anticipazioni, Amanda Lear ha parlato dei ménage a trois (come quello con Salvador Dalì Gala, durato 16 anni: «Avrebbe dovuto essere gelosa. Invece mi disse: mio marito ha bisogno di te e mi accolse in casa come una figlia. Lei lo voleva compiacere. Ma non c’era sesso, Dalì era impotente»), arte, lsd, incontri («David Bowie non mi piaceva molto. Era tutto bianco, magrissimo, capelli rossi, niente sopracciglia. Faceva un po’ schifo»), amori trasgressivi («Ho avuto delle relazioni con dei ragazzi bellissimi eterosessuali, ma dopo un po’ mi annoio. Con un gay è diverso. Mi diverte sempre»).
Tra i passaggi più significativi, il ricordo del marito Alain Philippe, figura centrale nella sua vita, e una riflessione sul personaggio pubblico costruito negli anni, definito dalla stessa Lear come una “gabbia” in alcune fasi della carriera.

Un format consolidato

Belve si conferma uno dei programmi più riconoscibili del panorama televisivo italiano, grazie a uno stile diretto e a interviste che puntano a far emergere aspetti meno noti degli ospiti.

La nuova stagione riparte nel segno della continuità, con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione del pubblico attraverso contenuti che mescolano racconto personale e attualità.

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Esteri

Processo Maradona, Gianinna in lacrime: “Ci hanno manipolato sul ricovero domiciliare”

Al processo per la morte di Maradona, Gianinna accusa il medico Luque: “Ci ha manipolato sul ricovero domiciliare”. Tensione in aula.

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Momenti di forte tensione al tribunale di San Isidro, dove si celebra il processo sulla morte di Diego Armando Maradona. Durante la terza udienza, la figlia Gianinna è scoppiata in lacrime mentre venivano riascoltati alcuni messaggi vocali.

Nel suo intervento, ha accusato il neurochirurgo Leopoldo Luque, principale imputato, di aver influenzato la famiglia nella decisione di optare per il ricovero domiciliare dopo l’intervento chirurgico.

Le accuse sul ricovero domiciliare

Gianinna ha riferito che lei e la sorella Dalma avevano valutato la possibilità di un ricovero in clinica, anche con un provvedimento giudiziario. Secondo la sua versione, Luque avrebbe invece insistito sulla degenza domiciliare, garantendo condizioni adeguate.

“Ci ha manipolato”, ha dichiarato in aula, sostenendo che le rassicurazioni ricevute non corrispondessero alla realtà dell’assistenza fornita.

Le dichiarazioni rappresentano la posizione della testimone e dovranno essere valutate nel corso del processo, nel rispetto delle garanzie difensive degli imputati.

Il processo e le responsabilità contestate

Il procedimento vede sette imputati accusati, a vario titolo, in relazione alla morte dell’ex campione. L’indagine punta a chiarire se vi siano state responsabilità mediche o negligenze nella gestione delle cure.

Il dibattimento è ancora in corso e mira a ricostruire le condizioni cliniche e assistenziali nei giorni precedenti al decesso.

Le cause della morte

Maradona è morto il 25 novembre 2020, all’età di 60 anni. L’autopsia ha stabilito che il decesso è stato causato da un edema polmonare acuto secondario a insufficienza cardiaca.

Secondo i dati emersi, il cuore presentava un peso superiore alla norma e segni di cardiomiopatia dilatativa, oltre a un significativo accumulo di liquidi negli organi.

Un processo di forte impatto emotivo

La testimonianza di Gianinna evidenzia la dimensione umana e familiare di una vicenda che continua a suscitare forte attenzione pubblica.

Il processo proseguirà con l’ascolto di altri testimoni e consulenti, in un quadro ancora aperto, volto ad accertare eventuali responsabilità nella morte di una delle figure più iconiche del calcio mondiale.

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Esteri

Vladimir Solovyov, volto della propaganda russa tra tv, sanzioni e legami con l’Italia

Chi è Vladimir Solovyov: volto della propaganda russa, conduttore di Russia-1, vicino al Cremlino e sotto sanzioni occidentali.

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Vladimir Solovyov, 63 anni, è uno dei principali volti mediatici della comunicazione filogovernativa russa. Dal 2012 conduce su Russia-1 il talk “Serata con Vladimir Solovyov”, programma di grande diffusione nel Paese.

Nel corso degli anni si è distinto per posizioni fortemente nazionaliste e per toni spesso duri nei confronti di Europa, NATO e leader internazionali.

Vicinanza al Cremlino e ruolo politico-mediatico

Solovyov è considerato vicino alle posizioni del presidente Vladimir Putin e viene descritto come una voce rilevante nel sistema mediatico russo.

In passato il Dipartimento di Stato statunitense lo ha definito uno dei principali propagandisti del Cremlino, sottolineandone il ruolo nella diffusione della narrativa ufficiale.

Dichiarazioni controverse e sanzioni internazionali

Nel corso del conflitto in Ucraina, Solovyov ha rilasciato dichiarazioni particolarmente aggressive, arrivando a invocare azioni militari estreme. Posizioni che hanno contribuito alla sua inclusione nei regimi sanzionatori di Unione Europea, Stati Uniti, Canada e Regno Unito dal 2022.

Le sanzioni riguardano attività economiche e beni riconducibili alla sua persona.

I legami con l’Italia

Un aspetto rilevante riguarda i rapporti di Solovyov con l’Italia. La fondazione anticorruzione legata all’oppositore Alexei Navalny aveva reso noto il possesso da parte del conduttore di due ville sul lago di Como, per un valore complessivo di circa 8 milioni di euro.

Gli immobili sono stati successivamente sottoposti a sequestro nell’ambito delle misure collegate alle sanzioni internazionali. Secondo le stesse fonti, Solovyov disponeva anche di un certificato di residenza italiano.

Una figura centrale nel sistema mediatico russo

Nel panorama dell’informazione russa, Vladimir Solovyov resta una figura centrale, capace di influenzare il dibattito pubblico interno attraverso programmi di larga audience.

Il suo ruolo, tra comunicazione politica e propaganda, continua a essere oggetto di attenzione internazionale, soprattutto nel contesto delle tensioni geopolitiche tra Russia e Paesi occidentali.

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Economia

Deficit Italia, attesa per Eurostat: decisiva la soglia del 3% per uscire dalla procedura Ue

Attesa per i dati Eurostat sul deficit italiano: decisiva la soglia del 3% per uscire dalla procedura Ue. Governo pronto al nuovo Dfp.

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L’Italia attende il dato ufficiale di Eurostat sul deficit 2025, cruciale per capire se potrà uscire dalla procedura per deficit eccessivo. La soglia da rispettare è quella del 3% del Pil: restare sopra significherebbe proseguire sotto osservazione europea, mentre scendere sotto aprirebbe margini di manovra più ampi.

I dati preliminari forniti da Istat indicano un deficit al 3,1%, poi aggiornato al 3,07%, un livello molto vicino ma ancora oltre il limite.

Le posizioni del governo

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha parlato di una situazione “sui centesimi”, lasciando aperta la possibilità di una revisione favorevole. Più esplicito l’ottimismo del ministro per gli Affari europei Tommaso Foti, che auspica un dato finale sotto il 3%, ipotizzando un 2,9%.

Secondo le regole tecniche, per rientrare nei parametri il deficit dovrebbe scendere sotto il 2,95%, anche se da Bruxelles si fa sapere che potrebbero essere considerati anche altri fattori oltre al dato puntuale.

Procedura europea e vincoli per l’Italia

La procedura per deficit eccessivo, che coinvolge diversi Paesi tra cui Francia, Austria e Belgio, comporta vincoli sulla spesa pubblica e raccomandazioni per il rientro dei conti.

L’uscita dalla procedura consentirebbe all’Italia di attivare margini aggiuntivi, tra cui la possibilità di escludere alcune spese, come quelle per la difesa, dal calcolo della spesa pubblica netta. Una leva che, secondo le stime, potrebbe valere circa 12 miliardi nei prossimi tre anni.

Il nuovo Documento di finanza pubblica

Parallelamente al dato Eurostat, il governo si prepara a presentare il nuovo Documento di finanza pubblica, che aggiornerà il quadro macroeconomico alla luce del rallentamento globale.

Le previsioni di crescita risultano riviste al ribasso: Banca d’Italia indica un Pil allo 0,5% per il 2026 e 2027, valori simili a quelli del Fondo Monetario Internazionale, mentre l’OCSE stima un +0,4% nel 2025 e +0,6% nel 2026.

Un equilibrio fragile tra crescita e conti pubblici

Le previsioni del governo, formulate a ottobre, indicavano un deficit al 2,8% nel 2026 con rientro sotto il 3% già nel 2025. Uno scenario oggi incerto, complicato dal rallentamento economico e dalle tensioni internazionali, tra crisi energetica e instabilità geopolitica.

Il verdetto di Eurostat e le scelte contenute nel Documento di finanza pubblica saranno determinanti per definire la traiettoria dei conti italiani nei prossimi anni e il rapporto con le istituzioni europee.

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