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Belle, intelligenti e napoletane: hanno conquistato la Formula 1

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Napoletane, di buona famiglia, belle, eleganti, sobrie: sono le ragazze che hanno fatto innamorare due giovani rampolli del mondo della Formula 1.

La prima si chiama Giada Gianni, vive a Montecarlo con i genitori imprenditori, ha frequentato la scuola dove ha studiato Alberto di Monaco ma anche i figli di Stephanie, il Lycée Albert 1er e proprio sui banchi di scuola ha incontrato il principe azzurro, anzi rosso, visto che si chiama Charles Leclerc, ferrarista monegasco ma ormai pure lui naturalmente italiano (ai giornalisti che gli ponevano domande in inglese ha chiesto che gliele facessero in italiano). Lei dal suo canto se le chiedono se si sente italiana o francese risponde orgogliosamente: “Io sono napoletana”.

L’altra è Gaia De Leva, pure lei napoletana: ha sposato il giovane Sacha Prost, il figlio di Alain, imprenditore di un marchio con il logo di una monoposto, pilota per diletto. Una cerimonia fantasmagorica nel Castello Medievale di Castellammare di Stabia, preceduta dalla cerimonia religiosa nella Basilica di Santa Maria di Pozzano e prima ancora da una festa al lido Bikini con amici e parenti. Al rito il quattro volte campione del mondo Alain Prost, che  iscritto per 51 volte il suo nome nell’albo dei vincitori di Gran Prix, nonché papà dello sposo si dilettava a fare foto e video. Amore di padre. Una gran festa per i ragazzi che si erano già sposati civilmente nel 2017 e che hanno un delizioso bambino che ha poco più di un anno.

Ma torniamo a Giada, una bellezza acqua e sapone, fisico da modella, bella e di classe al punto da ricordare l’indimenticata principessa Grace. Vive ormai a Monaco da anni con mamma Roberta e papà Giuseppe tifosi del Napoli ed anche della Ferrari, ma non dimentica mai la sua Napoli: e con Charles è facile che faccia una puntata nell’amata Capri, o una passeggiata nelle stradine napoletane con al guinzaglio un bell’esemplare di labrador di nome Napoleone. I due stanno insieme ormai da quattro anni e ne hanno soltanto 21… Per i cronisti della Formula 1 una delle coppie ormai consolidate, sempre insieme: lei studia all’università ma quando può segue il suo Charles ad ogni Gran Premio. Per i media inglesi lei è “beautifull Giada”, per gli amici soltanto Gigi. C’era anche a Monza a gustare la vittoria di #Charles16, la seconda, e a festeggiarlo con un bacio all’arrivo.

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Esteri

Iran avverte gli Stati Uniti: “Ogni attacco sarà considerato guerra totale”

Teheran avverte Washington: qualsiasi attacco sarà considerato una guerra totale. L’Iran dichiara lo stato di massima allerta mentre gli Usa rafforzano la presenza militare in Medio Oriente.

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L’Iran tratterà qualsiasi attacco “come una guerra totale contro di noi”. È l’avvertimento lanciato da un alto funzionario iraniano, citato da Reuters, alla vigilia dell’arrivo in Medio Oriente di un gruppo d’attacco di portaerei e di altre risorse militari degli Stati Uniti.

Secondo la fonte, che ha parlato in forma anonima, il rafforzamento della presenza militare americana è osservato con attenzione da Teheran. “Speriamo non sia finalizzato a un vero scontro”, ha dichiarato, aggiungendo però che “il nostro esercito è pronto per lo scenario peggiore”.

Massima allerta

Il funzionario ha chiarito che, alla luce degli sviluppi, in Iran è stato innalzato il livello di allerta. “Ecco perché tutto è in stato di massima allerta”, ha affermato, sottolineando la determinazione delle forze armate iraniane a rispondere a qualsiasi eventuale attacco.

Le dichiarazioni arrivano in un contesto di crescente tensione regionale e contribuiscono ad alzare il livello dello scontro verbale tra Teheran e Washington, mentre la comunità internazionale osserva con preoccupazione l’evoluzione della situazione.

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Esteri

Groenlandia, si apre la trattativa con Washington: sicurezza al centro, sovranità linea rossa

Si apre una nuova fase sull’affaire Groenlandia: Danimarca e Groenlandia pronte a negoziare con gli Stati Uniti sulla sicurezza artica, sotto l’egida Nato.

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Il gelo dello scontro inizia a sciogliersi e lascia spazio alla trattativa. L’affaire Groenlandia entra in una nuova fase: i negoziati con Washington partiranno a breve, anche se senza una data ufficiale. A chiarirlo è il ministro degli Esteri danese Lars Løkke Rasmussen, che invita a “sdrammatizzare” in vista di un confronto destinato a giocarsi sul terreno della sicurezza, tema centrale per Donald Trump.

Il presidente americano rivendica di aver già ottenuto un “accesso totale” all’isola artica e la possibilità di garantire agli Stati Uniti ciò che serve “senza spese”, parlando di un accordo “per sempre”, che a suo dire sarebbe vantaggioso anche per l’Europa. Una lettura che non coincide con quella di Danimarca e Groenlandia, dove l’intesa evocata a Davos resta, nei fatti, poco più di una bozza.

Sicurezza sì, sovranità no

La disponibilità al rafforzamento della sicurezza nell’Artico sotto l’ombrello NATO è confermata, inclusa la cooperazione su progetti come il Golden Dome statunitense, in funzione anti-russa e anti-cinese. Ma la linea rossa resta quella della sovranità.

Atterrata in Groenlandia direttamente da Bruxelles dopo il vertice Ue e un colloquio con il segretario generale della Nato Mark Rutte, la premier danese Mette Frederiksen è stata accolta dal premier groenlandese Jens-Frederik Nielsen. Un incontro riservato di oltre due ore, seguito da un messaggio chiaro: “La situazione è grave” e richiede unità e sostegno al popolo groenlandese.

Presenza militare e messaggi simbolici

Il supporto passa anche dal piano militare. Truppe danesi sono già dislocate a Nuuk e Kangerlussuaq, pronte ad esercitazioni con alleati francesi e, secondo i media locali, anche a un’eventuale risposta armata.

L’esercito danese affida all’ironia un messaggio strategico: “White is the new black”, recita un post che richiama il bianco delle divise artiche come nuovo standard operativo. Un segnale di presenza destinata a diventare strutturale, rafforzata dall’esercitazione Arctic Endurance.

Convergenza europea e ruolo Nato

Dopo una fase iniziale caotica, l’Europa sembra ritrovare convergenza attorno a un doppio binario: dialogo aperto con l’amministrazione Trump e gestione del dossier sotto egida Nato per rispondere alle pressioni di Russia e Cina.

“Gli Stati Uniti pongono una questione strategica reale sull’Artico, anche se con metodi discutibili”, ha osservato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni al termine del vertice Italia-Germania, sottolineando che la risposta deve restare in ambito atlantico. Una posizione condivisa dal cancelliere tedesco Friedrich Merz, deciso a fare di più per la sicurezza della regione.

Il piano Ue per l’Artico

Il cambio di passo emerge anche dal collegio straordinario dei commissari Ue, che rilancia l’impegno della Commissione guidata da Ursula von der Leyen. Sul tavolo investimenti “massicci” per nuove capacità artiche, come una rompighiaccio europea, e il rafforzamento dei partenariati regionali.

A Davos, Rutte ha evitato il tema della sovranità, ma Trump ha incassato l’apertura di una trattativa e continua a rivendicare il controllo di alcune aree strategiche della Groenlandia per l’accesso alle risorse minerarie. In discussione ci sarebbero nuove basi Usa e diritti di sfruttamento, in uno schema che richiama accordi già visti, come quelli tra Cipro e Regno Unito.

Una partita ancora aperta

La trattativa è appena iniziata. Il confronto si annuncia complesso e delicato, con un equilibrio da trovare tra sicurezza collettiva, interessi strategici globali e tutela della sovranità. L’Artico, sempre più centrale nello scacchiere internazionale, resta così uno dei dossier più sensibili per l’Occidente.

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Economia

Difesa europea, l’Italia aderisce all’accordo sull’export di armamenti. Asse rafforzato con la Germania

L’Italia aderisce all’accordo multilaterale sull’esportazione di armamenti già firmato da Germania, Francia, Spagna e Regno Unito. Rafforzato l’asse con Berlino.

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L’Italia compie un nuovo passo nel rafforzamento della difesa europea aderendo a un accordo multilaterale sull’esportazione di armamenti già sottoscritto da Germania, Francia, Spagna e Regno Unito.

L’iniziativa è stata annunciata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni al termine del vertice intergovernativo con Berlino e mira a consolidare il contributo italiano alla costruzione del pilastro europeo della Nato.

“Consentirà ai nostri sistemi produttivi di dare un contributo concreto a un obiettivo che per anni abbiamo invocato senza agire di conseguenza”, ha sottolineato la premier.

Tutela delle imprese e semplificazione delle commesse

L’accordo introduce un meccanismo che tutela maggiormente le aziende del comparto difesa. Le condizioni per l’export vengono infatti definite in una fase iniziale e restano valide per tutta la durata delle commesse, proteggendo le imprese da eventuali blocchi o veti politici successivi.

In questo modo vengono salvaguardate anche le co-produzioni, evitando che decisioni unilaterali dei singoli Stati possano compromettere progetti industriali già avviati.

L’intesa bilaterale Italia-Germania sulla difesa

Nel quadro del potenziamento del pilastro europeo della Nato, Italia e Germania hanno siglato anche una nuova intesa bilaterale sulla difesa, che rilancia e amplia l’accordo già firmato nel 2023. Il documento, articolato in oltre trenta punti, prevede consultazioni regolari per rafforzare la deterrenza e la difesa della Nato e per promuovere la prontezza difensiva dell’Unione europea.

Sono previste consultazioni annuali nel formato 2+2 tra ministri degli Esteri e della Difesa, oltre a un rafforzamento della cooperazione tra forze armate attraverso addestramento, esercitazioni e formazione, con la possibilità di partecipazione congiunta alle missioni Ue e Nato.

Cooperazione operativa e industriale

L’accordo estende la cooperazione anche alle operazioni di ricerca e soccorso, alla risposta alle catastrofi e all’assistenza umanitaria, valorizzando le rispettive capacità navali e logistiche.

Un capitolo centrale riguarda il miglioramento della competitività della base industriale e tecnologica della difesa europea, puntando su una maggiore integrazione tra le industrie, minore frammentazione, standardizzazione e intercambiabilità dei sistemi.

Italia e Germania indicano come modello vincente le joint venture tra Paesi che condividono know how su progetti specifici. In questo contesto rientra la collaborazione tra Leonardo e Rheinmetall per lo sviluppo di carri armati di nuova generazione.

Un vertice a largo raggio

La difesa è solo uno dei numerosi ambiti toccati dal vertice intergovernativo ospitato a Roma. Gli accordi siglati spaziano dalle start up agli scambi culturali, dall’istruzione al trasporto combinato, dall’energia al supporto alle pmi, con una forte componente di intese B2B che hanno coinvolto anche Sace, Simest e Confapi.

Materie critiche e asse transatlantico

Altro tema strategico affrontato è quello delle materie prime critiche, considerate decisive per ridurre la dipendenza dal sostanziale monopolio cinese. In questa prospettiva, Roma e Berlino lavoreranno insieme per sostenere il negoziato tra Unione europea e Stati Uniti.

L’adesione italiana all’accordo sull’export di armamenti e il rafforzamento dell’asse con la Germania segnano così un passaggio politico e industriale rilevante nella costruzione di una difesa europea più integrata e competitiva.

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