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Belgio ai quarti del Mondiale: De Ketelaere trascina i Diavoli Rossi, ora c’è la Spagna

Il Belgio vola ai quarti di finale del Mondiale 2026 dopo il successo sugli Stati Uniti. Decisiva la doppietta di De Ketelaere. Venerdì sfida alla Spagna, ma Garcia perde Amadou Onana per la rottura del legamento crociato.

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Il Belgio continua il suo cammino al Mondiale 2026, ma per sognare servirà un salto di qualità. I Diavoli Rossi hanno conquistato i quarti di finale superando gli Stati Uniti, ritrovando gioco, fiducia e soprattutto un protagonista inatteso: Kevin De Ketelaere. Il talento dell’Atalanta ha firmato una prestazione da leader, trascinando la squadra di Rudi Garciaverso la sfida contro la Spagna, una delle grandi favorite per la conquista del titolo.

La qualificazione, però, lascia anche un pesante conto da pagare. Il centrocampista Amadou Onana ha riportato la rottura del legamento crociato anteriore e il suo Mondiale è terminato.

Un cammino tra alti e bassi

Il percorso del Belgio fin qui è stato tutt’altro che lineare. La nazionale aveva iniziato il torneo senza convincere, pareggiando contro Egitto e Iran prima di ritrovare fiducia con la netta vittoria sul Sudafrica, che aveva spalancato le porte della fase a eliminazione diretta.

Agli ottavi era poi arrivata una sofferta rimonta contro il Senegal: sotto di due reti fino ai minuti finali dei tempi regolamentari, i belgi erano riusciti a ribaltare l’incontro nei supplementari, dimostrando carattere ma anche limiti difensivi.

Contro gli Stati Uniti, invece, è arrivata probabilmente la miglior prestazione del torneo.

De Ketelaere si prende il Belgio

Il grande protagonista è stato Kevin De Ketelaere. L’attaccante dell’Atalanta ha finalmente trovato i suoi primi gol in un Mondiale, firmando una doppietta che ha indirizzato subito la gara.

Prima il destro da pochi passi per sbloccare il risultato, poi il colpo di testa che ha riportato avanti il Belgio dopo il momentaneo pareggio americano. A completare una serata quasi perfetta è arrivato anche l’assist per il gol di Hans Vanaken.

Schierato dal primo minuto al posto di Romelu Lukaku, De Ketelaere ha ripagato pienamente la fiducia di Garcia, offrendo probabilmente la miglior prestazione della sua carriera con la maglia della nazionale.

Garcia rilancia il Belgio

La qualificazione rappresenta anche una rivincita personale per Rudi Garcia. Quando il tecnico francese assunse la guida della nazionale belga, le aspettative erano limitate, complice anche il ricordo dell’esperienza conclusa prematuramente sulla panchina del Napoli.

In questi mesi Garcia ha lavorato per rigenerare una squadra ormai lontana dalla leggendaria “generazione d’oro” che, tra il 2018 e il 2021, guidata da Roberto Martinez, aveva occupato stabilmente il primo posto del ranking FIFA senza però riuscire a conquistare un grande trofeo.

Contro gli Stati Uniti il commissario tecnico ha anche sorpreso lasciando inizialmente in panchina Kevin De Bruyne, preservandolo in vista del prosieguo del torneo.

“Il piano era far entrare Kevin solo se fosse stato necessario. Abbiamo segnato presto e la squadra ha avuto il controllo della partita”, ha spiegato al termine dell’incontro.

Ora l’esame Spagna

Ai quarti, però, il livello si alza sensibilmente. Di fronte ci sarà la Spagna, una delle nazionali che più hanno impressionato nel torneo.

Il Belgio si presenterà all’appuntamento con ritrovate certezze offensive ma anche con un’assenza pesantissima: quella di Amadou Onana, il cui infortunio costringerà Garcia a ridisegnare il centrocampo.

Molto passerà ancora dai veterani Kevin De Bruyne e Romelu Lukaku, chiamati a guidare una squadra che continua a inseguire quel grande trionfo internazionale sempre sfuggito anche ai tempi della sua generazione più talentuosa.

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Ciro Immobile dice basta: addio al calcio dopo 350 gol

Ciro Immobile annuncia il ritiro dopo una carriera da 656 partite e 350 gol. È stato campione d’Europa, quattro volte capocannoniere e Scarpa d’Oro.

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Ciro Immobile lascia il calcio giocato. A 36 anni, dopo 656 partite e 350 gol conteggiati nel bilancio complessivo della sua carriera, l’attaccante di Torre Annunziata ha annunciato il ritiro.

La notizia è stata comunicata dal Paris FC, il club nel quale si era trasferito nel febbraio 2026 dopo le esperienze con Besiktas e Bologna. In Francia ha disputato l’ultima parte di una carriera professionistica durata 17 anni.

«Ciro Immobile è una leggenda», ha sottolineato il club parigino. Alla base della decisione anche la volontà dell’attaccante di dedicare più tempo alla famiglia.

Gli anni da leggenda con la Lazio

La parte più importante della carriera resta quella vissuta con la Lazio. In otto stagioni Immobile è diventato il miglior marcatore nella storia del club biancoceleste, con 207 reti in 340 presenze considerando tutte le competizioni.

Con la Lazio ha conquistato una Coppa Italia e due Supercoppe italiane. Nel suo palmarès figurano anche una Supercoppa di Germania con il Borussia Dortmund e una Supercoppa di Turchia con il Besiktas.

È stato capocannoniere della Serie A quattro volte. Nel 2020 ha vinto la Scarpa d’Oro grazie ai 36 gol segnati in campionato, eguagliando il primato realizzativo stabilito da Gonzalo Higuain.

Il trionfo europeo con l’Italia

Con la Nazionale italiana Immobile ha collezionato 57 presenze e realizzato 17 reti. Ha partecipato alla vittoria dell’Europeo disputato nel 2021, segnando due gol durante il torneo concluso con il successo sull’Inghilterra a Wembley.

Dagli inizi a Torre Annunziata al settore giovanile della Juventus, la sua carriera lo ha portato a indossare anche le maglie di Pescara, Genoa, Torino, Borussia Dortmund, Siviglia, Lazio, Besiktas, Bologna e Paris FC.

Si chiude così il percorso di uno degli attaccanti italiani più prolifici della sua generazione. Titoli, record e una Scarpa d’Oro certificano il valore di un centravanti capace di costruire la propria leggenda soprattutto attraverso i gol.

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Napoli, accordo per Badiashile: ad Allegri il gigante della difesa

Il Napoli chiude l’accordo con il Chelsea per Benoît Badiashile. Il difensore arriverà in prestito con diritto di riscatto per rinforzare il reparto di Allegri.

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Dopo quasi un mese di trattative, il Napoli ha raggiunto l’accordo con il Chelsea per Benoît Badiashile. Il via libera di Aurelio De Laurentiis ha sbloccato l’operazione: restano da completare lo scambio dei documenti, le visite mediche e la firma prima dell’annuncio ufficiale.

Il difensore francese, fortemente voluto dal direttore sportivo Giovanni Manna e da Massimiliano Allegri, arriverà in prestito oneroso con diritto di riscatto.

Operazione da 30 milioni più bonus

Il Napoli verserà subito tre milioni di euro al Chelsea. L’opzione per l’acquisto definitivo è stata fissata a 27 milioni, mentre un ulteriore milione di bonus sarebbe legato alla conquista dello scudetto.

L’investimento complessivo potrà quindi raggiungere i 30 milioni in caso di riscatto, salendo potenzialmente a 31 con il bonus. Manna è riuscito a evitare l’inserimento dell’obbligo di acquisto, lasciando al club la possibilità di valutare il rendimento e le condizioni fisiche del giocatore durante la stagione.

Con Badiashile sarebbe già stata raggiunta un’intesa per un contratto fino al 2031, con uno stipendio vicino ai 2,5 milioni netti all’anno, destinato a entrare pienamente in vigore in caso di riscatto.

Il francese ha scelto Napoli

Decisiva è stata la volontà del calciatore, che avrebbe respinto altre proposte provenienti dalla Premier League per aspettare gli azzurri. Badiashile aveva già conosciuto l’atmosfera dello stadio Maradona e avrebbe indicato Napoli come destinazione preferita.

Il difensore è atteso in Italia nei prossimi giorni. Le visite mediche dovrebbero svolgersi all’inizio della settimana a Villa Stuart, a Roma. Superati i controlli, potrà raggiungere Allegri a Castel Volturno.

Un rinforzo per l’emergenza difensiva

Mancino, alto 194 centimetri e dotato di una buona tecnica individuale, Badiashile può garantire forza fisica, qualità nell’impostazione e pericolosità sui calci piazzati.

Il suo arrivo assume particolare importanza considerando le assenze di Alessandro Buongiorno e Luca Marianucci e i problemi fisici che hanno rallentato la preparazione di Sam Beukema. Allegri spera di poter convocare il francese già per la prima giornata di campionato contro il Genoa.

Dopo Costantino Favasuli, il Napoli si prepara così ad accogliere il secondo rinforzo della nuova stagione e a consegnare al tecnico il centrale necessario per affrontare l’emergenza nel reparto arretrato.

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Tamberi è tornato: oro europeo nel giorno di Camilla, Sioli bronzo

Tamberi torna sul trono europeo del salto in alto a Birmingham. Oro con 2,32 metri nel giorno del compleanno della figlia Camilla; Sioli è bronzo.

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Il primo oro da papà arriva nel giorno del primo compleanno della figlia Camilla. Gianmarco Tamberi torna sul trono europeo del salto in alto conquistando a Birmingham la medaglia d’oro con 2,32 metri.

Mezza barba, pretattica e spettacolo: Gimbo ritrova i gesti e la forza mentale dei giorni migliori. Dopo un errore iniziale a 2,18, l’azzurro cresce salto dopo salto fino alla misura decisiva. L’ucraino Oleh Doroshchuk si ferma a 2,30 e conquista l’argento. Festa doppia per l’Italia grazie al bronzo di Matteo Sioli con 2,27.

«Camilla mi ha dato la forza»

Tamberi dedica il successo alla figlia e alla famiglia, presenti allo stadio insieme alla moglie Chiara.

«È tutto speciale. È stata Camilla a darmi la forza di reagire dopo Parigi, il motivo per cui ho continuato e mi sono rimesso in gioco. Non poteva continuare a vedere il “babà”, come mi chiama lei, prendere schiaffi a destra e a sinistra».

Il campione marchigiano trasforma la vittoria anche in un messaggio per chi sta affrontando un momento difficile: «Continuate a crederci e a lottare. Giocatevela sempre con voi stessi, perché chi continua a investire alla fine vince».

“Guess who’s back”

Dietro al numero di gara Tamberi aveva scritto “Guess who’s back”, indovina chi è tornato. Una profezia preparata prima di lasciare la camera d’albergo.

«Sapevo che sarebbe successo. Sentivo di stare bene, anche se in pochi mi credevano quando le gare andavano male. È come se il mio corpo aspettasse il momento che conta per venire fuori».

L’oro cancella due anni segnati dalla delusione dei Giochi di Parigi, dai problemi fisici, dai calcoli renali e da un difficile avvicinamento agli Europei. Dopo avere definito “terribili” i salti delle qualificazioni, Tamberi ha ritrovato in finale talento, coraggio e quella capacità di esaltarsi nelle grandi occasioni che ha caratterizzato la sua carriera.

«Che sollievo. Sono stati due anni difficili e non ho mai smesso di crederci. So quello che ho fatto per arrivare qui. Non faccio mai un passo indietro, ci arrivo a muso duro. Mi basta sapere che ne è valsa la pena».

Poi le capriole, il morso alla medaglia e l’abbraccio alla famiglia. Gimbo è tornato. Nel giorno più bello per papà Tamberi.

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