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Ambiente

Beffano telecamere e gettano 45 sacchi di rifiuti a due passi dal parco Archeologico

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Un attentato all’ambiente. Una bomba ecologica. Questo sono i 45 sacchi neri contenenti scarti di pellame abbandonati in piena notte a due passi dal parco Archeologico Atellano. È successo nella notte tra lunedì e martedì a Sant’Arpino, nel Casertano. La scoperta l’ha fatta il sindaco Giuseppe Dell’Aversana che ha spiegato trattarsi di “un dolore immenso assistere a questo ennesimo scempio”. E quindi il messaggio all’autore del reato: “Ti scoveremo, stai tranquillo caro deficiente. Abbiamo trovato indizi, abbiamo le telecamere e faremo un’indagine accurata. A breve una ditta specializzata smaltirà tutto. Noi siamo impegnati sempre a tenere il paese pulito ed a combattere contro questi mascalzoni che inquinano l’ambiente. Aiutateci tutti, loro sono nostri nemici e si nascondono bene”. È mai possibile che nel cuore della terra dei fuochi c’è ancora chi riesce ad abbandonare tanti sacchi indisturbato? Dal contenuto dei rifiuti (scarti di pellame) si presume che siano stati abbandonati da una delle tante piccole fabbriche calzaturiere abusive che operano in zona. La domanda è lecita: dove sono le telecamere, i droni, le guardie ambientali, le task force promesse e promosse dai Ministri che periodicamente annunciano la lotta agli ecoreati?  

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Ambiente

Meteo, ultima decade di luglio con possibili acquazzoni e aria più fresca

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L’ultima decade del mese di luglio vede l’arrivo di una goccia fredda sull’Italia tra oggi e l’avvio della settimana. Secondo il Centro Meteo Italiano, “si assistera’ a un peggioramento del tempo su parte d’Italia con temporali dapprima al Nordovest e settori alpini, mentre nella giornata di lunedi’ anche su parte del centro-sud con temperature in momentanea lieve flessione”. Il Mese di luglio, “potrebbe terminare con un flusso mediamente nord-occidentale sull’Italia con temperature che si manterranno al di sopra delle medie del periodo mediamente di 1-3 C sui settori tirrenici, mentre vicine o di poco inferiori sui settori adriatici, Isole e nord Italia. Precipitazioni al di sopra della media decadale su parte del centro-sud per possibili episodi temporaleschi”. Secondo il Cmi, “e’ possibile un avvio di agosto in compagnia dell’alta pressione con le temperature attese al di sopra delle medie del periodo mediamente da 1 a 3 C. Poche se non assenti le precipitazioni”.

Ecco in dettaglio le previsioni di domani. – Al Nord: Al mattino condizioni di tempo stabile su tutti i settori con cieli sereni o poco nuvolosi ovunque, isolate piogge sulle Alpi orientali. Al pomeriggio instabilita’ in aumento con acquazzoni e temporali sparsi sulle Alpi centro-orientali, nessuna variazione altrove. In serata e nottata instabilita’ che si estende sulle pianure di Nord-Est con possibilita’ di precipitazioni sparse. Temperature minime e massime in rialzo. Venti deboli dai quadranti meridionali. Mari poco mossi o localmente mossi. – Al Centro: Al mattino precipitazioni sparse su Lazio, Marche e Abruzzo, poco nuvoloso altrove. Al pomeriggio instabilita’ in aumento sulle zone Appenniniche e sulle pianure di Lazio, Umbria e Marche. In serata tempo in generale miglioramento con cieli sereni o poco nuvolosi. Temperature minime in aumento e massime senza particolari variazioni. Venti deboli o moderati dai quadranti nord-occidentali. Mari poco mossi o localmente mossi. – Al Sud e sulle Isole: Al mattino tempo stabile con cieli irregolarmente nuvolosi su Campania, Molise e Sicilia occidentale; isolati piovaschi attesi in Sardegna. Al pomeriggio instabilita’ con acquazzoni e temporali sulle regioni peninsulari, ampi spazi di sereno sulle isole maggiori. In serata e nottata si rinnovano condizioni di maltempo con piogge tra Campania, Puglia e Calabria, variabilita’ asciutta altrove. Temperature minime e massime stabili o in lieve calo. Venti deboli dai quadranti nord-occidentali. Mari poco mossi o localmente mossi. (

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Ambiente

Il caldo aumenta gli insetti, danni per 1 miliardo

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Le temperature medie sempre più alte in Italia non solo fanno proliferare gli insetti, aumentandone la popolazione, ma li rendono sempre più aggressivi sia verso l’uomo che verso l’ambiente, creando habitat ideali per specie aliene che sempre più rapidamente si diffondono sul nostro territorio. Lo afferma la Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) che divulga una guida pratica per difendersi da morsi e punture e aiutare i cittadini ad intervenire correttamente in caso di contatto. Una situazione allarmante confermata anche dalle ricerche dell’Oms: la febbre Oropouche, l’infezione virale trasmessa da moscerini e zanzare di cui recentemente sono stati registrati 4 casi anche in Italia, potrebbe avere effetti negativi sulla gravidanza.

È l’ipotesi su cui sta lavorando la Pan American Health Organization (Paho), l’ufficio per le Americhe dell’Oms, che ha pubblicato un ‘alert epidemiologico’ in cui segnala due possibili casi di trasmissione del virus da madre a feto durante gravidanza. In entrambi i casi la donna ha perso il bambino, anche se non è ancora confermato che la causa sia l’infezione. “Stanno aumentando in questi giorni gli episodi di punture di vespe e calabroni, un trend direttamente legato alle ondate di caldo che hanno interessato il nostro Paese. – spiega il presidente di Sima Alessandro Miani – Le temperature più elevate rendono particolarmente irritabili tali insetti, che difendono i loro nidi con maggiore aggressività. Il caldo accelera lo sviluppo degli insetti, che hanno quindi bisogno di più cibo e acqua, portandoli sempre più spesso a contatto con l’uomo e incrementando il numero di casi di punture e aggressioni.

E’ bene ricordare che ogni anno in Italia muoiono fino a 20 persone a causa delle punture di vespe e calabroni, e ben 2 persone su 100 sviluppano reazioni allergiche a seguito di puntura di imenotteri”. “L’aumento delle temperature medie, poi, unitamente alla globalizzazione del commercio, causa la diffusione di nuove specie animali come cimici asiatiche, cavallette africane, scarabei giapponesi, formiche rosse, ecc., che trovano nel nostro territorio sempre più caldo l’habitat ideale per vivere e proliferare – prosegue Miani – Insetti che devastano le coltivazioni generando un danno stimato in oltre un miliardo di euro all’anno”. Per aiutare i cittadini a proteggersi da morsi e punture, intervenendo correttamente in caso di contatto con insetti, la Società Italiana di Medicina Ambientale ha realizzato una guida utile. Tra i consigli indossare abiti chiari che rendono più facile l’individuazione delle zecche, coprire braccia e gambe, evitare di strusciare l’erba lungo il margine dei sentieri, non addentrarsi nelle zone in cui l’erba è alta.

Utilizzare prodotti contro le zecche sugli animali domestici. In caso di puntura non utilizzare mai alcol, benzina, acetone, trielina, ammoniaca, olio o grassi, né oggetti arroventati. La zecca deve essere rimossa dolcemente con una pinzetta, prestando la massima attenzione a non schiacciare il corpo della zecca, per evitare il rigurgito che aumenterebbe la possibilità di trasmissione di agenti patogeni. Dopo la rimozione disinfettare la zona, evitando di toccare a mani nude la zecca. In caso di comparsa di sintomi di malattia (febbre, mal di testa, debolezza, dolori alle articolazioni) rivolgersi subito al proprio medico curante. Per la zanzara tigre non grattarsi, in modo da evitare di espandere l’urticante presente attorno alla puntura iniettato dalla zanzara; utilizzare prodotti specifici che alleviano il prurito, facilmente reperibili in commercio; apporre un cubetto di ghiaccio sulla puntura. In caso di gonfiori particolarmente importanti, consultare il farmacista o il medico.

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Ambrosetti, il cambiamento climatico costa 284 euro per abitante

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Il cambiamento climatico costa all’Italia 284 euro per ogni abitante, 5 volte in più rispetto al 2015 e più che in ogni altro paese dell’Ue. E’ quanto afferma The European House Ambrosetti che rilancia uno studio presentato al primo incontro della 6/a edizione della propria ‘Community Valore Acqua Per l’Italia’. Secondo Ambrosetti lo stress idrico è ai massimi livelli e solo Belgio, Spagna e Grecia sono peggio dell’Italia, dove si è registrata una “drastica riduzione della produzione di miele”, pari al 70% nel 2023. Situazione critica anche in Spagna, dove il cambiamento climatico costa 221 euro ad abitante e in Ungheria (214 euro). Germania e Francia sono invece più vicine alla media europea di 116 euro a cittadino.

I maggiori danni economici sono causati da alluvioni (44%), tempeste (34%) e ondate di calore (14%) e risultano essere “quasi impercettibili” in Grecia, Danimarca, Lituania e Polonia. Il settore agricolo è il più colpito, con 12 regioni italiane ad elevato stress idrico, tra cui primeggiano la Basilicata, la Calabria, la Sicilia e la Puglia. Oltre al già citato caso del miele, nel 2023 si sono registrati cali del 63% per la produzione di pere, del 60% per le ciliegie, del 27% per l’olio d’oliva e del 12% per il vino e i pomodori. A rischio anche la produzione idroelettrica, che potrebbe raddoppiare la perdita in caso di aumento termico di 2 gradi e triplicarla se i gradi in più dovessero salire a 3 nel Sud e lungo l’arco alpino. “Viviamo una situazione particolarmente delicata soprattutto nel nostro Paese”, spiega l’amministratore delegato di The European House Ambrosetti Valerio De Molli. Proprio l’Italia rischia infatti di raggiungere quest’anno “la più alta anomalia termica della storia” con 1,75 gradi sopra la media.

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