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Bayern Monaco in semifinale: 4-3 al Real Madrid, sfiderà il PSG

Il Bayern Monaco batte 4-3 il Real Madrid e vola in semifinale di Champions: decisivi Diaz e Olise nel finale.

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Il Bayern Monaco conquista la semifinale di Champions League superando il Real Madrid con un rocambolesco 4-3 nel ritorno dei quarti.

Dopo il 2-1 dell’andata, i bavaresi completano l’opera al termine di una gara spettacolare e ricca di colpi di scena.

Primo tempo ad altissima intensità

La partita si accende subito: dopo appena un minuto Arda Güler porta avanti il Real Madrid. Il Bayern reagisce immediatamente con Pavlovic, ma ancora Güler firma il nuovo vantaggio spagnolo al 29’.

Il match resta apertissimo: Harry Kane pareggia al 38’, ma poco prima dell’intervallo Mbappé riporta avanti i madrileni sul 3-2.

Il ribaltone nella ripresa

Nel secondo tempo il Bayern alza il ritmo e trova il pareggio nel finale con Luis Diaz. Poco dopo arriva il gol decisivo di Olise, che fissa il punteggio sul 4-3 e regala la qualificazione ai tedeschi.

Sfida al PSG in semifinale

Con questo successo il Bayern accede alle semifinali, dove affronterà il Paris Saint Germain.

Una doppia sfida che promette spettacolo tra due delle squadre più attrezzate del panorama europeo.

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Conte dopo Napoli-Bologna: “Manca un ultimo passo per la Champions”. E sul futuro lascia segnali a De Laurentiis

Antonio Conte dopo la sconfitta del Napoli contro il Bologna insiste sull’obiettivo Champions: “Manca un ultimo passo”. Il tecnico azzurro parla anche del futuro e lascia segnali in vista del confronto con De Laurentiis. Conte sottolinea le difficoltà causate dagli infortuni e promuove la crescita di Alisson e Hojlund.

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La sconfitta contro il Bologna FC 1909 lascia ferite profonde nel SSC Napoli e soprattutto in Antonio Conte. Il tecnico azzurro non nasconde l’amarezza per un 3-2 maturato nel recupero, dopo una rimonta costruita con energia e carattere.

“Manca un passo, un piccolo passo. Ma dobbiamo farlo”, ripete Conte al termine della gara, pensando alla qualificazione Champions ancora da blindare.

Per lui perdere al novantesimo è una ferita difficile da accettare. Le facce all’uscita del Maradona sono tese, scure, deluse. Anche il presidente Aurelio De Laurentiis lascia lo stadio senza passare dagli spogliatoi.

Il futuro resta sospeso

Nelle parole di Conte, però, c’è qualcosa che va oltre la semplice analisi tecnica della partita.

Quando il tecnico parla del “prossimo anno” e della possibilità di “sbizzarrirsi tatticamente con il recupero degli infortunati”, il riferimento sembra aprire scenari sul suo futuro.

Una frase che appare quasi come un messaggio indirizzato a De Laurentiis, in vista del confronto atteso dopo la conquista matematica della Champions League.

Il colloquio tra allenatore e presidente dovrebbe avvenire probabilmente dopo la sfida contro il Pisa Sporting Club.

“Due partite e poi tireremo le somme”, ripete Conte più volte.

“Abbiamo avuto troppi infortuni”

L’allenatore azzurro torna anche sulle difficoltà vissute durante la stagione. Conte sottolinea la lunga serie di problemi fisici che hanno limitato le scelte tattiche e ridotto le rotazioni. Cita in particolare l’infortunio di David Neres contro la Lazio, arrivato nel momento migliore del brasiliano.

“Grazie ai ragazzi siamo stati bravi a tenerci a galla nelle grandi difficoltà”, spiega il tecnico.

Il Napoli, nonostante tutto, resta secondo e continua a essere pienamente in corsa per la qualificazione Champions.

“La prestazione non mi è dispiaciuta”

Conte difende anche la prova della squadra.

Secondo l’allenatore, il Napoli ha avuto voglia, energia e spirito di reazione soprattutto nel secondo tempo, quando è riuscito a rimontare il doppio svantaggio.

“Quando spingi così tanto è normale concedere qualcosa”, osserva.

Il tecnico insiste soprattutto sull’aspetto mentale: il risultato è negativo, ma la prestazione, a suo giudizio, non è stata da buttare.

Alisson convince, Hojlund protetto

Tra le note positive Conte indica ancora una volta Alisson, protagonista del gol del momentaneo 2-2. “Sta crescendo partita dopo partita”, dice l’allenatore, spiegando come il brasiliano abbia ancora enormi margini di miglioramento. Poi la difesa di Rasmus Højlund. “È l’unico attaccante che abbiamo in rosa”, ricorda Conte, sottolineando il lavoro di sacrificio del danese e la necessità di gestirlo meglio fisicamente.

Politano salterà Pisa

La trasferta contro il Pisa sarà già decisiva per blindare la qualificazione Champions. Ma il Napoli dovrà affrontarla senza Matteo Politano, che sarà squalificato. Conte continua però a tenere il gruppo concentrato sull’obiettivo immediato. “Dobbiamo portare la nave in porto”, ripete.

Quel piccolo passo che manca oggi vale moltissimo, sia per il futuro economico del club sia per capire quale sarà il destino tecnico del Napoli nella prossima stagione.

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Napoli-Bologna 2-3, difesa fragile e rimonta incompleta: Alisson si salva, Conte perde terreno Champions

Il Napoli perde 3-2 al Maradona contro il Bologna dopo aver rimontato due reti di svantaggio. Alisson è il migliore degli azzurri insieme a Politano, mentre la difesa mostra fragilità evidenti. Di Lorenzo ritrova il gol ma commette errori pesanti. Conte resta secondo ma la corsa Champions si complica.

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La qualificazione Champions può attendere. Il SSC Napoli cade al Maradona contro il Bologna FC 1909 dopo una gara che racconta perfettamente i limiti attuali della squadra di Antonio Conte.

Il Napoli rimonta due gol ma resta vulnerabile dietro, troppo leggero nelle marcature e incapace di proteggersi nei momenti decisivi della partita.

Il Bologna colpisce appena accelera e sfrutta ogni esitazione difensiva azzurra.

Milinkovic paralizzato, Di Lorenzo tra luci e ombre

Tra i più in difficoltà c’è Vanja Milinković-Savić, poco reattivo sul gol iniziale di Bernardeschi e impotente sul colpo finale di Rowe.

Male anche la linea difensiva.

Giovanni Di Lorenzo ritrova il gol dopo cento giorni e prova a trascinare la squadra con carattere e intensità, ma appare lontano dalla miglior condizione fisica. Il rigore del Bologna nasce da un suo errore.

Rrahmani resta ordinato ma concede troppo spazio a Bernardeschi, mentre Alessandro Buongiorno trasmette continue sensazioni di sofferenza atletica.

Politano e Alisson gli unici davvero vivi

Tra i pochi a dare continuità alla manovra offensiva c’è Matteo Politano.

Anche se a intermittenza, è lui a tenere acceso il Napoli soprattutto nel primo tempo grazie alla qualità nello stretto e alla velocità d’esecuzione.

Il migliore resta però Alisson.

Il brasiliano è il cuore pulsante della rimonta azzurra, attacca gli spazi con rabbia, legge in anticipo le giocate e trova il gol del momentaneo 2-2 con una corsa devastante.

La sua energia è una delle poche note davvero positive della serata.

McTominay spento, Hojlund incompleto

Delude invece Scott McTominay, spesso ingabbiato dal centrocampo del Bologna e incapace di incidere.

L’artista della mediana azzurra resta troppo lontano dalla porta e non riesce mai a prendere realmente in mano la partita.

Anche Rasmus Højlund alterna buone intuizioni a lunghi momenti di assenza.

Il danese confeziona un assist splendido per Alisson ma continua a dare la sensazione di mancare di peso specifico dentro l’area.

Bologna più organizzato e lucido

La squadra di Vincenzo Italiano si conferma invece più compatta, più organizzata e soprattutto più lucida nei momenti chiave.

Bernardeschi e Orsolini accendono la qualità offensiva, mentre Freuler, Ferguson e Pobega soffocano il centrocampo azzurro.

Il colpo finale di Rowe nel recupero è la fotografia perfetta di una squadra che oggi appare più equilibrata e matura rispetto al Napoli.

Conte ora sotto pressione

La sconfitta lascia il Napoli al secondo posto ma con il margine Champions sempre più sottile.

La sensazione è che la squadra abbia energia offensiva ma fragilità strutturali evidenti, soprattutto quando gli avversari alzano ritmo e intensità.

Conte continua a chiedere equilibrio e aggressività, ma il finale di stagione rischia ora di trasformarsi in una corsa piena di tensione.

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Ranieri apre alla Nazionale: “Ct dell’Italia? Ora sono libero, mai dire mai”

Claudio Ranieri apre alla possibilità di diventare ct della Nazionale italiana. A Portofino, durante il Premio Di Marzio, l’ex tecnico della Roma ha dichiarato: “Ora sono libero, perché no? Mai dire mai”. Ranieri ha spiegato di aver rifiutato in passato perché impegnato con la Roma, ma oggi non esclude una chiamata azzurra.

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Claudio Ranieri apre concretamente alla possibilità di diventare commissario tecnico della Nazionale italiana di calcio. Parlando a margine del Premio Di Marzio a Portofino, l’ex allenatore e dirigente della Roma ha lasciato intendere che oggi, rispetto al passato, la situazione sarebbe diversa.

“La Nazionale? Dissi di no perché ero impegnato con la Roma e non potevo avere due lavori. Adesso sono libero, perché no? Mai dire mai”, ha dichiarato ai microfoni di Sky Sport.

Il riferimento alla chiamata dopo Spalletti

Ranieri ha fatto riferimento alla fase in cui il suo nome era stato accostato alla panchina azzurra come possibile sostituto di Luciano Spalletti dopo le dimissioni dell’allora commissario tecnico.

In quel momento, però, Ranieri era ancora impegnato nel doppio ruolo con la Roma e aveva scelto di non prendere in considerazione l’ipotesi azzurra.

Ora il quadro appare diverso.

“Se ti chiama la Nazionale devi dire sì”

Nel suo intervento Ranieri ha sottolineato il peso simbolico della panchina della Nazionale italiana.

“Dirigente o allenatore? Se vieni chiamato, devi dire sì e basta”, ha spiegato.

Parole che suonano come una disponibilità concreta nei confronti della FIGC, soprattutto in una fase in cui il calcio italiano cerca una nuova stabilità tecnica e progettuale.

“Dobbiamo risollevarci”

Ranieri ha poi allargato il discorso al momento difficile vissuto dal calcio italiano negli ultimi anni.

“Dobbiamo risollevarci, non si può restare così lontani dai grandi eventi”, ha detto, riferendosi alle difficoltà della Nazionale nelle competizioni internazionali recenti.

L’esperienza, l’equilibrio e il profilo internazionale dell’allenatore romano continuano a renderlo uno dei nomi più apprezzati e rispettati del panorama calcistico italiano.

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