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Cronache

‘Basta odio online’, petizione per una legge di iniziativa popolare

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Una petizione contro l’odio online sulla piattaforma Change.org che ha raccolto in due giorni più di 40mila sottoscrizioni. È l’iniziativa “Basta l’odio” proposta da “Odiare ti costa” e “Sentinelli di Milano”, con l’obiettivo di sensibilizzare gli utenti a un uso più consapevole dei social, ma soprattutto per lanciare una legge organica di iniziativa popolare contro l’odio online. Tra chi ha dato il sostegno alla petizione ci sono personalità del giornalismo, della tv, del teatro, della musica che hanno realizzato videomessaggi: Moni Ovadia, Nandu Popu dei Sud Sound System, Luca Bottura, Alessandro Bergonzoni, Iacopo Melio, Camihawke, Spora, l’Estetista Cinica. All’iniziativa e’ stata dedicata una diretta Facebook con Michela Murgia, Luca Paladini dei ‘Sentinelli di Milano’, Cathy La Torre e Maura Gancitano di ‘Odiare Ti Costa’.

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Cronache

Silvia Romano, prima intervista da libera: per me il velo è un simbolo di libertà

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Durante la prigionia in Somalia “a un certo punto ho iniziato a pensare che Dio, attraverso questa esperienza, mi stesse mostrando una guida di vita, che ero libera di accettare o meno”. Lo ha raccontato Silvia Romano, la cooperante italiana rapita in Kenya a novembre del 2018 e liberata dopo 18 mesi di prigionia a maggio, intervistata dal giornale online La Luce. “Dopo aver letto il Corano non ci trovai contraddizioni e fin da subito sentii che era un libro che guidava al bene – ha raccontato Romano, che nel corso dell’anno e mezzo di prigionia si è convertita all’Islam. “Ad un certo punto – ha detto – sentii che era un miracolo, per questo la mia ricerca spirituale continuava e acquisivo sempre più consapevolezza dell’esistenza di Dio”. Silvia Romano, intervistata da Davide Piccardo, coordinatore del Caim, ha anche raccontato “la prima volta che mi sono rivolta a Lui”. In Somalia, ha ricordato Romano, “era notte e stavo dormendo quando sentii per la prima volta nella mia vita un bombardamento, in seguito al rumore di droni. In una situazione di terrore del genere e vicino alla morte iniziai a pregare Dio chiedendogli di salvarmi perché volevo rivedere la mia famiglia. Gli chiedevo un’altra possibilità perché avevo davvero paura di morire”.

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Cronache

Abusi su ex guida, condannato il presidente di Napoli Sotterranea

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 La quinta sezione del Tribunale di Napoli (collegio A, presidente Cristiano) ha condannato a un anno e otto mesi di reclusione (pena sospesa) Vincenzo Albertini, 59 anni, presidente dell’associazione culturale “Napoli Sotterranea” accusato di violenza sessuale da una sua ex collaboratrice, Grazia Gagliardi, di 34 anni. Riconosciuta dai giudici la violenza sessuale ma di minore gravita’. L’imputato e’ stato anche condannato all’interdizione temporanea dai pubblici uffici (anche questa pena e’ stata sospesa). Inviati in Procura gli atti relativi a cinque testimoni della difesa, per ulteriori approfondimenti. Il pm Barbara Aprea, lo scorso 20 gennaio, al termine della requisitoria, aveva chiesto sette anni di reclusione per Albertini, che e’ stato difeso dagli avvocati Sergio Pisani e Maurizio Zuccaro. Rigettata le richieste di provvisionale: l’avvocato Alessandro Eros D’Alterio, legale di parte civile della Gagliardi, e il legale del Comune di Napoli, Marco Buzzo, avevano chiesto, rispettivamente, 250mila euro e 50mila euro di provvisionale. Albertini (che non era presente in aula, mentre era presente la vittima) venne rinviato a giudizio il 3 luglio 2019, dal gup di Napoli Anna Tirone, che accolse la richiesta del pm Stella Castaldo. Lo scorso 10 febbraio il Comune di Napoli ha annunciato il mancato rinnovo concessione del sito di “Napoli Sotterranea” e l’affidamento transitorio del sito, per 4 anni, ad un’azienda partecipata comunale. “Questa sentenza – hanno commentato gli avvocati Sergio Pisani e Maurizio Zuccaro, legali di Albertini – e’ un primo passo verso l’accertamento delle verita’ che certamente avverra’ dinnanzi ai giudici della Corte di Appello”. “Andremo avanti per il risarcimento nelle sedi competenti, – ha fatto sapere invece l’avvocato Alessandro D’Alterio – anche la mia cliente finita sotto processo e la Giuria ha creduto alla sua versione dei fatti mentre l’imputato è stato ritenuto responsabile del reato ascrittogli. Grazia è soddisfatta della condanna, ha capito che la pena e’ stata ridotto in virtu’ di attenuanti ma, ribadisco, la violenza c’e’ stata nelle modalità che lei ha sempre sostenuto”.

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Assembramenti, chiuso uno stabilimento balneare vicino Roma

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Nel corso dei servizi straordinari di controllo del territorio, il Commissariato di Polizia di Fiumicino ha proceduto alla chiusura immediata e per 5 giorni di uno stabilimento balneare sul lungomare di Maccarese, per “palese violazione delle misure sul distanziamento sociale”. Il provvedimento si e’ reso necessario perche’ l’elevato numero di persone, che “stipate ai tavoli consumavano alimenti e bevande ed ascoltavano musica, non ha permesso, rispetto allo spazio disponibile, di ripristinare le idonee distanze. Inoltre, gli avventori, mentre per la ressa si spostavano a fatica all’interno del locale, non utilizzavano sistemi di protezione”. Lo stesso esercizio commerciale, per analoghi motivi, era stato gia’ chiuso nei giorni scorsi dalla Polizia Municipale di Fiumicino.

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