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Basket, la neo promossa Napoli batte la Virtus e fa un favore a Milano che tenta la fuga

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L’Olimpia Milano sa solo vincere, la Virtus inciampa per la prima volta. La quinta giornata della regular season della Serie A di basket consegna il primo stop dei campioni d’Italia in carica, battuti nel lunch match dalla neopromossa Napoli per 92-89. Tante le assenze pesanti tra le fila della Segafredo (senza Teodosic e Mannion su tutti), cui non bastano i 23 punti di Kyle Weems. La tripla del possibile overtime viene fallita da Hervey, Napoli festeggia un successo di prestigio e regala a Milano il primato in solitaria.

Gli uomini di Messina, a due giorni dal pesante successo in Eurolega con la bomba a pochi secondi dalla sirena di Devon Hall, piegano nell’anticipo di sabato al PalaDozza un’orgogliosa Fortitudo per 86-75 e prosegue il proprio percorso perfetto: in cattedra Sergio Rodriguez con 16 punti e 8 assist, il resto lo fa la solidita’ difensiva in un clima infuocato. A -2 dalla vetta c’e’ anche Brindisi, alla quarta vittoria di fila dopo lo stop all’esordio. L’Happy Casa, nonostante le assenze di Chappell e Gaspardo e l’infortunio dopo pochi secondi di Redivo (lussazione claveare) vince al PalaRadi contro Cremona per 80-73.

La Vanoli riemerge da uno svantaggio che ha toccato anche il -14, impatta a cento secondi dalla sirena ma Adrian si carica la squadra sulle spalle in un finale concitato. Tira un sospiro di sollievo Venezia, che interrompe la striscia di tre ko con una rimonta nell’ultimo quarto.

La Carpegna Pesaro tocca addirittura il +17 in avvio di ripresa, ma gli orogranata si accendono negli ultimi 10′ con un periodo dominato per 26-9. Torna alla vittoria anche Treviso, sul filo contro Trento: la Dolomiti Energia si arrende alla Nutribullet per 75-79 nonostante l’assalto finale guidato da capitan Forray. Decisamente piu’ comoda l’affermazione casalinga di Trieste, che travolge Tortona per 88-57 grazie a ben quattro giocatori in doppia cifra. Prova di forza anche per la Reggiana che passeggia all’Enerxenia Arena contro Varese, piegata sul 67-106 in un match che sembrava definitivamente indirizzato gia’ alla seconda sirena. La giornata si e’ poi conclusa con il colpo esterno di Brescia: secondo successo consecutivo dopo tre ko ad aprire la stagione, a Sassari finisce 76-65 per i lombardi.

 

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La Roma vince la Conference League, Feyenoord battuto 1-0

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Fa festa la ROMA, che grazie a una rete di Zaniolo nel primo tempo supera in finale il Feyenoord per 1-0 conquistando così la prima Conference League della storia. E dire che le cose non erano iniziate bene, con Mourinho che al quarto d’ora deve già rinunciare al rientrante Mkhitaryan a causa di un nuovo guaio muscolare. Dopo una prima mezz’ora quasi soporifera, i giallorossi sbloccano il match al 32′. Mancini effettua un lancio millimetrico che scavalca la testa di Trauner e trova Zaniolo, che con un dolce tocco mancino supera Bijlow in uscita firmando l’1-0. Sarà il gol partita. In avvio di ripresa partono però meglio gli olandesi. Al 2′, Mancini colpisce il palo della porta difesa da Rui Patricio nel tentativo di anticipare Trauner e sul rimpallo è Til a calciare con il destro, ma il portiere portoghese è attento e salva in corner. Rui Patricio è ancora decisivo al 5′, quando devia prima sul palo e poi in angolo un bel sinistro dal limite di Malacia. Due minuti dopo, sul fronte opposto, Abraham viene prima smarcato da un disastroso Trauner e poi trattenuto da Senesi, ma l’arbitro non fischia.

Pellegrini e compagni resistono alle sfuriate iniziali degli avversari e tornano a guadagnare metri. Al 28′ è il neo entrato Veretout a provarci dal limite con un destro velenoso che costringe Bijlow alla parata in tuffo. Al 41′ è invece Pellegrini a concludere con il sinistro, ma Bijlow para in tuffo. Nel finale, il Feyenoord non riuscirà più a impensierire Rui Patricio e il risultato non cambierà più. Al triplice fischio dell’arbitro può scattare la festa per la ROMA, che può così alzare al cielo il tanto ambito trofeo. Mourinho diventa così il terzo allenatore a vincere almeno una volta tutte e 3 le coppe continentali in carriera dopo Trapattoni e Lattek. L’Italia, invece, torna a sollevare un trofeo europeo a 12 anni di distanza dall’ultima volta.

 

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Allarme di Marotta per i conti della Serie A, De Laurentiis invece se la prende con i politici

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Il campionato di Serie A e’ solo un torneo “di transizione per i calciatori”. Nell’anno del flop Mondiali del calcio italiano, nel giorno del ritorno a una finale europea di un club italiano, l’allarme arriva dall’ad dell’Inter, Giuseppe Marotta, che da Napoli in occasione di un incontro per i 130 anni del ‘Mattino’ ricorda come “nel 2000 eravamo l’Eldorado del calcio sia in termini di partite, ingaggio giocatori, e oggi il nostro e’ un campionato di transizione, i calciatori vengono e poi vogliono andare via. Ne ho avuto un esempio con Lukaku e Hakimi, che arrivavano dal Manchester United e dal Real Madrid, che al termine della stagione hanno chiesto di andare via. Dal mecenatismo non siamo stati pronti a passare ad un modello di business”. D’altra parte, non solo Lukaku e Hakimi. Kessie’ ha vinto lo scudetto e saluta il Milan per il Barcellona, cosi’ come l’anno scorso fece Donnarumma per il Psg. “Prima – ha aggiunto Marotta – eravamo i primi per qualita’ del prodotto, per fatturato poi abbiamo iniziato a perdere posizione e non siamo stati pronti al cambiamento. Abbiamo mancato di lungimiranza e ora abbiamo un gap da colmare”. Dura, e a 360 , la critica del presidente Napoli, Aurelio de Laurentiis ne ha per tutti, dai politici alle istituzioni del calcio. “Abbiamo la disgrazia dei politici italiani, negli ultimi anni tutti i ministri dello sport o sottosegretari con delega allo sport hanno combinato solo disastri. Oggi abbiamo la Vezzali, ci sta dando una mano. Noi facciamo i pulcinella dell’Uefa, Gravina in 3 anni e mezzo non ha fatto nulla”. Parole alle quali ha replicato, da Tirana, il presidente Figc: “Io penso a fare, e a fare il bene del calcio italiano. De Laurentiis non fa che inveire in modo irrispettoso, e questo non lo accetto”.

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Salah: resto al Liverpool anche il prossimo anno

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 Mohamed Salah indossera’ la maglia del Liverpool anche il prossimo anno. A svelarlo in conferenza stampa a pochi giorni dalla finale di Champions contro il Real Madrid, in programma il 28 maggio, e’ lo stesso attaccante egiziano: “Non voglio parlare del contratto adesso. Rimarro’ di sicuro la prossima stagione, questo e’ chiaro. Nella mia mente in questo momento sono concentrato su altro, non penso al contratto. Non voglio essere egoista, questa per noi e’ una settimana importante. Sono solo concentrato sulla squadra e sulla possibilita’ di vincere ancora la Champions League. Voglio vedere Henderson con il trofeo in mano”. L’ex Roma e Fiorentina ha il contratto in scadenza con il Liverpool il 30 giugno 2023.

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