Collegati con noi

Sport

Barcellona in pole per il difensore dell’Ajax De Ligt, ma c’è anche la Juve

Avatar

Pubblicato

del

– Le prossime settimane saranno decisive per conoscere il futuro di Matthijs De Ligt, difensore centrale dell’Ajax, che e’ fra gli obiettivi di diversi club europei. Il Mundo Deportivo sostiene che il giovane talento di Amsterdam, 19 anni, sogni un futuro al Camp Nou, per giocare al fianco di campioni come Leo Messi e del connazionale Frenkie de Jong, nella prossima stagione in blaugrana (lo sara’ fino al 2024, dopo avere firmato lo scorso 23 gennaio). Il Barcellona e’ in pole per il suo cartellino, ma ci sono altre big europee che puntano su De Ligt: Juventus, Paris Saint-Germain, Bayern Monaco, Atletico e Real Madrid. I maggiori club lo considerano un punto di partenza importante per ambire a traguardi prestigiosi.

 

Advertisement

Sport

Il Bari di Luigi De Laurentiis appena tornato tra i professionisti vuole conquistare la serie B

Avatar

Pubblicato

del

 

È stata una stagione vissuta sempre in testa per il Bari ormai matematicamente in Serie C: una gioia per tifosi della squadra che avevano vissuto i momenti amari del fallimento della società ma che poi hanno trovato nella famiglia De Laurentiis una possibilità di riscatto e in Luigi De Laurentiis un presidente attento e che vuole andare avanti. La rosa a disposizione dell’allenatore Giovanni Cornacchini era sicuramente superiore rispetto agli avversari. Ed ora  si parla già di futuro, di mercato. Non tutti i calciatori della cavalcata trionfale che ha visto il Bari sempre  al vertice ci saranno nella prossima stagione. C’è chi parte, chi resta, chi cresce, Una cosa però è certa: la società farà di tutto per fare il doppio salto, per raggiungere la serie B. Il 28 aprile ci sarà la festa della squadra e subito dopo il presidente Luigi De Laurentiis con i suoi collaboratori più stretti varerà un piano per organizzare il Bari in modo da poter essere competitivo anche nel campionato di serie C.

“I tifosi devono sapere che noi faremo tutto il possibile per raggiungere l’obiettivo” dice De Laurentiis. Suo padre quando il Napoli era in C nel primo anno fra i professionisti investì molti soldi ma non riuscì al primo colpo a tornare in B, dovette aspettare 12 mesi. Adesso fra chi parte e chi resta le incognite sono molte, bisognerà vedere chi sarà l’allenatore, se Cornacchini sarà riconfermato o meno, se i giocatori in prestito rientreranno alla base o saranno riconfermati, che cosa farà Franco Brienza, giocatore da serie A che ha ancora un anno di contratto e che a 40 anni è ancora in grado di incidere, in campo e negli spogliatoi. Tutto importante, ma adesso tifosi, squadra e società pensano a preparare una bella festa per la meritata promozione.

Continua a leggere

In Evidenza

La Juventus di Ronaldo vince l’ottavo scudetto, campionato chiuso con 5 giornate di anticipo

Avatar

Pubblicato

del

Festa di pasqua con lo scudetto per la Juventus. È ottavo di fila. Un campionato vinto in carrozza. La Juventus con Cristiano Ronaldo in più nel motore era strafavorita al successo finale e il suo regno sulla serie A non è mai stato minacciato. Quasi una noia al vertice: il vantaggio è diventato incolmabile già alla fine del girone di andata, nonostante gli sforzi del Napoli per restare in corsa. E al 20 aprile, con 5 giornate di anticipo, eguagliando il record del Grande Torino e poi di Fiorentina e Inter, è arrivata anche la certezza aritmetica che nessuno avrebbe più potuto raggiungere la squadra di Allegri. Premiato lo strapotere fisico e tecnico dei bianconeri ma anche la gestione del tecnico livornese di una rosa di altissima qualità dove l’arrivo di una primadonna come CR7 avrebbe potuto alterare qualche equilibrio. Era il primo anno senza Buffon, ma a conti fatti nessuno se ne è accorto, e anche se Dybala si è dovuto rassegnare al ruolo di ‘tuttocampista’, fermando quell’esplosione che un anno prima aveva fatto accostare il suo nome ai big, la Juventus di CR7 è stata un rullo compressore.

Partenza sparata, con 8 vittorie consecutive, creando una frattura già incolmabile dopo l’affondo nello scontro al vertice, 3-1 sul Napoli all’ottava giornata. All’Allianz Stadium, dove nell’aprile del 2018 con il gol in extremis di Koulibaly avevano provato a riaprire il campionato, gli azzurri questa volta sono riuscito a sorprendere la Juventus solo per 10′: palo di Zielinski e vantaggio di Mertens. Un’illusione per Ancelotti, con i partenopei poi frustrati dalla doppietta di Manduzkic e affossati dal suggello di Bonucci. Era il 29 settembre. Primo passo falso due settimane dopo: 1-1 in casa con il Genoa, con tante palle-gol sciupate e la beffa firmata da un gol di Bessa. Il classico incidente di percorso, la Juventus e’ ripartita subito: con un doppio Ronaldo ha ribaltato il vantaggio dell’Empoli, quattro giorni dopo aver ipotecato il passaggio di turno in Champions a spese del Manchester United, sbancando l’Old Trafford. A San Siro un altro segnale che anche quest’anno tutto andava per il meglio in casa Juve: il rigore, concesso con l’aiuto della Var, parato da Szczesny all’ex bianconero ‘Pipita’ Higuain. A dicembre lo sprint decisivo: 3-0 a Firenze (in gol Bentancur, Chiellini, Ronaldo su rigore), 1-0 sull’Inter (ancora decisivo Mandzukic), con i nerazzurri ricacciati lontano anni-luce.

Ronaldo e Madzukic. Da gol il gol vittoria della Juventus

E poi, l’ennesimo successo negli ultimi anni nel derby (rigore di Ronaldo, propiziato da un incauto retropassaggio di Zaza), con lo scarto minimo, lo stesso sufficiente a battere la Roma. Il pareggio 2-2 a Bergamo – dove poi la Juventus sarebbe stata eliminata dalla Coppa Italia – prima di un’altra collana di 5 vittorie. Un piccolo inciampo in casa con il Parma, passando dal 3-1 al 3-3, raggiunta da una doppietta di Gervinho. Il 3 marzo al San Paolo la nuova incoronazione: doppio vantaggio (Pjanic ed Emre Can) nel primo tempo nell’ultimo scontro al vertice, per chiudere partita e campionato. Ininfluente la sconfitta a Marassi con il Genoa, dovuta al calo di tensione dopo la ‘rimonta perfetta’ sull’Atletico Madrid negli ottavi di Champions. Poi e’ stato solo il conto alla rovescia, con un ultimo scivolone a Ferrara, con la squadra distratta e rimaneggiata per l’imminente partita decisiva con l’Ajax. Ed e’ arrivato il giorno della festa alla quale la Juventus e i suoi tifosi sono cosi’ tanto abituati da farla sembrare normale, ma un po’ piu’ triste per la Champions sfuggita un’altra volta. Anche se – ha sempre obiettato Allegri – “vincere e’ qualcosa di straordinario. E non festeggiare sarebbe da folli”.

 

 

Continua a leggere

Sport

Il Chievo già retrocesso vince a Roma con la Lazio perchè Milinkovic-Savic…

Avatar

Pubblicato

del

Le cose strane che accadono nel campionato italiano. La Lazio cade in casa contro il Chievo già retrocesso e rischia di dire addio alla Champions. A pesare è stata l’espulsione di Milinkovic-Savic al 34′ del primo tempo che ha lasciato i biancocelesti in dieci per un’ora. “È stata una gara segnata dall’espulsione”, esordisce Simone Inzaghi al termine della partita, visibilmente irritato nel ricordare il calcio che il serbo ha rifilato alle spalle di Stepinski e che l’arbitro Chiffi ha sanzionato con il rosso diretto. “Una grave ingenuità che complica il nostro cammino”, aggiunge Inzaghi, che ora fa la conta delle assenze nelle prossime sfide. Milinkovic squalificato probabilmente con Sampdoria e Atalanta, anche Luis Alberto out almeno contro la Samp per il rosso subito a gara appena finita per proteste. “Saranno assenze importanti”, riconosce Inzaghi, che però non può fare a meno di prendersela con il suo campione: “Oggi l’ingenuità di Milinkovic è stata gravissima”.  Ora la priorità del tecnico biancoceleste è quella di limitare i danni e pensare al ritorno di Coppa Italia contro il Milan in un San Siro che rischia di essere infuocato dopo le polemiche della gara di campionato di una settimana fa: “Ora dobbiamo essere bravi a essere lucidi perchè mercoledì dobbiamo andare a giocarci il ritorno a Milano di Coppa Italia nel migliore dei modi. Sapevo che oggi il Chievo ci avrebbe creato insidie, ora bisogna dimenticare e in tre giorni e mezzo trovare la forza e la voglia, abbiamo un calendario difficile davanti ma dobbiamo arrivare almeno in Europa”. Durissima la presa di coscienza di Marco Parolo: “La testa in questo mondo conta tantissimo, bisognava avere un altro tipo di umiltà e atteggiamento, dovevamo sudare anche contro questo Chievo”. Il Chievo non vinceva da 13 turni in campionato in quella che era anche l’unica vittoria quest’anno: “Dovevamo svoltare e mettere energie nuove per finire in modo dignitoso il campionato: oggi i vecchi hanno dato una mano ai giovani, oggi possiamo dire che è nata una stella”, osserva Di Carlo, polemizzando poi con chi gli chiede se il Chievo avesse ricevuto un premio a vincere: “Questa è una domanda che non accetto: il nostro premio è l’orgoglio e da qui alla fine ce la vogliamo giocare con tutti per dimostrare che non meritiamo questa classifica”.

Continua a leggere

In rilievo