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Economia

Bankitalia, industria traina Pil ma famiglie incerte

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Le fabbriche si sono rimesse in moto, il turismo specie interno in qualche modo d’estate si e’ visto e questo ha spinto verso l’alto il Pil del terzo trimestre con un balzo a due cifre (+12%) ma l’incertezza attanaglia ancora le famiglie che hanno preso a risparmiare il piu’ possibile e i consumi potrebbero tornare a contrarsi nei prossimi mesi mentre l’inflazione resta negativa per il quinto mese consecutivo. La Banca d’Italia, per voce del governatore Ignazio Visco e degli analisti del Bollettino economico, si muove con prudenza a stilare delle stime in un quadro di molti interrogativi derivanti dalla crisi Covid. Per il governatore un ritorno ai livelli pre-Covid potrebbe avvenire “non prima di un paio di anni” ma i caveat sono numerosi. Il rimbalzo del terzo trimestre c’e’ stato “ed e’ superiore al previsto” afferma Visco basandosi sui dati consolidati e che verranno diffusi ufficialmente dall’Istat a fine mese e che limiteranno la caduta del prodotto interno 2020 come anche auspicato dal governo a una sola cifra. Tuttavia nei prossimi mesi l’incertezza resta alta per via di nuovi lockdown se non generalizzati, certamente molto estesi, in Italia e nel mondo. Lo scenario ipotizzato a Via Nazionale tiene conto di tutto questo ma se la curva dei contagi che gia’ sta schizzando verso l’alto in questi giorni (toccando le 10mila unita’) dovesse peggiorare allora anche le previsioni ne subirebbero le conseguenze. E cosi’, spiega il governatore, “le politiche devono rimanere accomodanti sul lato di bilancio cosi’ come sul versante monetario”. L’Italia in particolare, torna a ripetere Visco cosi’ come gia’ nelle ultime settimane, deve attuare con rapidita’ le misure varate dal governo che danno effettivamente una “spinta economica considerevole” a patto che siano veloci e ben realizzate. E il nostro paese non deve perdere l’occasione delle risorse del Recovery fund che possono essere in grado di sciogliere qui nodi alla base della crescita asfittica da anni che ci ha fatto entrare in questa crisi con meno spazio di manovra rispetto agli altri paesi e un debito considerevole seppure “sostenibile”. Si deve puntare quindi su tecnologia, innovazione, educazione, ripete il governatore come priorita’ assolute. Inoltre, come si evidenziava, il rimbalzo estivo c’e’ stato ma trainato soprattutto dall’industria che e’ tornata sui livelli pre-Covid e i servizi che sono rimasti. “Restano piu’ incerte – scrivono gli esperti della banca centrale – le prospettive dei servizi, in ripresa anche per effetto del buon andamento dei flussi turistici domestici ma ancora su livelli di attivita’ molto contenuti”. E poi le famiglie. Gli ammortizzatori sociali hanno limitato l’impatto sull’occupazione, spiegano da Via Nazionale. Le famiglie cosi’ hanno tirato il freno ai consumi, prima per le oggettive chiusure di molte attivita’ e poi per i dubbi sui riflessi occupazionali. E guardando al futuro potrebbero dover ridurre le spese ulteriormente. Oppure la diffusione della pandemia potrebbe “scoraggiare o impedire” alcune spese “non necessarie” come viaggi e ristoranti.

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Economia

Governo apre a sindacati su blocco licenziamenti

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Non basta la proroga della cassa integrazione Covid per altre sei settimane ed il blocco dei licenziamenti fino al prossimo 31 gennaio. Cgil, Cisl e Uil incontrano il premier Giuseppe Conte e, all’indomani dell’ok al decreto Ristori, insistono perche’ le misure vengano ulteriormente prolungate e vadano di pari passo, almeno fino a marzo. Lo spazio puo’ essere quello della legge di Bilancio. Il braccio di ferro continua. Ma poi il governo, durante il confronto andato avanti per quasi cinque ore, apre sulla possibilita’ di prolungare il blocco (magari per i settori “piu’ deboli”, maggiormente penalizzati dalla crisi). Prima, pero’, e’ necessario un confronto con le associazioni imprenditoriali, atteso gia’ nelle prossime ore. Intanto, il confronto con i sindacati viene aggiornato a venerdi’ pomeriggio. Serve dare “un messaggio positivo”, “un segnale di rassicurazione” ai lavoratori in questa fase di emergenza sanitaria ma anche economica e sociale, sostengono i segretari generali Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Pierpaolo Bombardieri. Una direzione che non piace affatto a Confindustria: “Il governo ha deciso il blocco dei licenziamenti senza coinvolgerci. Vedo un governo che non ascolta e prende decisioni unilaterali”, attacca il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi. “Il Governo ha confermato le 18 settimane di cassa Covid e la disponibilita’ a prevedere un prolungamento del blocco dei licenziamenti anche dopo la scadenza del 31 gennaio. La proposta del sindacato e’ di prolungare il blocco fino alla scadenza delle 18 settimane di cassa Covid. Il Governo – affermano Cgil, Cisl e Uil – si e’ riservato di fare una verifica nelle prossime ore ascoltando le associazioni imprenditoriali”. Sulle prossime sei settimane di cig Covid previste dal dl Ristori, che potranno essere utilizzate dal 16 novembre al 31 gennaio 2021, il governo ha destinato oltre 2 miliardi di euro, sottolinea Gualtieri, rimarcando che gli indennizzi saranno veloci: “Abbiamo cercato di avere la massima rapidita’, non sara’ necessario fare domanda e dovremmo farcela entro il 15 novembre, forse anche qualche giorno prima”. Sull’altro capitolo centrale, quello dell’utilizzo delle risorse del Recovery fund, Conte intanto assicura che ci sara’ un tavolo ad hoc: “Faremo un incontro specifico con i sindacati sul Next Generation Ue, assieme naturalmente al ministro Amendola, con le indicazioni progettuali a cui stiamo lavorando, fermo restando le linee guida e gli obiettivi gia’ approvati dal Parlamento”, afferma il presidente del Consiglio, spiegando che “non abbiamo varato il piano dei progetti, siamo ancora in una sua fase di elaborazione e definizione. C’e’ ancora tempo e avremo la possibilita’ di ricevere i vostri suggerimenti”. Durante il confronto in videoconferenza anche con i ministri del Lavoro, dell’Economia e dello Sviluppo economico, Nunzia Catalfo, Roberto Gualtieri e Stefano Patuanelli, l’accento e’ tornato sulla questione della “protezione” ai lavoratori. Vanno previste almeno 18 settimane di cassa integrazione con il “contestuale” bocco dei licenziamenti, per arrivare a dare una copertura ai lavoratori fino alla fine dell’inverno, ovvero fino al 21 marzo, dice Landini: “Serve dare un messaggio positivo” di fronte al “rischio di emergenza sociale”. In un momento “complicato come questo non trovare un’intesa sul blocco dei licenziamenti sarebbe nefasto per il destino del Paese. Diventerebbe socialmente ingestibile, soprattutto per quello che puo’ accadere nelle piccole imprese”, insiste Furlan. A ribadire la posizione del sindacato anche Bombardieri: “se c’e’ cassa integrazione a disposizione, le aziende non possono licenziare. Altrimenti viene ulteriormente meno la tranquillita’ delle lavoratrici e dei lavoratori”. Contrario all’ulteriore proroga del blocco dei licenziamenti che “non puo’ andare avanti all’infinito”, il presidente di Confindustria. “Dobbiamo pensare a sostenere le persone che perdono il lavoro”, insiste Bonomi guardando alle politiche attive. “Se le imprese non fanno ricorso alla cassa integrazione Covid o fanno ricorso solo alla cassa integrazione ordinaria, che paghiamo noi, non mi puoi mettere il blocco dei licenziamenti”, afferma.

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Whirlpool, Conte conferma i licenziamenti: ma stipendi pagati fino al 31 dicembre

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“Lo scorso 22 ottobre” Whirpool “ha evidenziato di aver subito un drastico crollo nella domanda globale per il modello di lavatrici di alta gamma prodotto nel sito di Napoli. Pur ritenendo l’Italia un Paese strategico, dove prevede di investire 250 milioni di euro entro il 2021, Whirlpool ha confermato il 31 ottobre come data di cessazione della produzione a Napoli”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte al question time alla Camera. “Nel confermare tale decisione – ha aggiunto – la multinazionale ha affermato che avrebbe comunque garantito la retribuzione dei lavoratori fino al 31 dicembre 2020 e che solo dopo tale data avrebbe avviato le procedure di licenziamento”.

Whirlpool chiude il 31 ottobre, gli operai bloccano raccordo autostradale di Napoli

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Whirlpool chiude il 31 ottobre, gli operai bloccano raccordo autostradale di Napoli

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I lavoratori della Whirlpool di Napoli hanno bloccato il raccordo autostradale all’altezza dello stabilimento di via Argine. La protesta rientra nelle iniziative di lotta contro la chiusura dello stabilimento prevista per sabato prossimo, 31 ottobre. Oggi i lavoratori stanno effettuando otto ore di sciopero proclamate dalle organizzazioni sindacali di categoria per sollecitare il governo ad un intervento deciso sulla multinazionale per scongiurare la cessazione delle attivita’ produttive.

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