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Spettacoli

Banfi si arrabbia per la censura: “a 85 anni tagliano il mio “porca puttena”

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“Non capisco queste polemiche sull’espressione ‘porca puttena’ nel mio spot pubblicitario. E’un gioco, fa ridere, per noi pugliesi e’ come “ostrega” per un veneto, non c’e’ volgarita’”, cosi’ Lino Banfi, commenta in una intervista con Chi (in edicola da mercoledi’ 8 settembre) l’attacco ricevuto dal Moige per lo spot televisivo nel quale il popolare attore riprende il personaggio dell’allenatore Oronzo Cana’ con la colorita espressione pugliese diventata il portafortuna della nazionale italiana campione d’Europa e uno dei tormentoni dell’estate 2021. , racconta Lino Banfi a Chi.

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Cinema

“Respect”, un film su luci e ombre della grande Aretha Franklin

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Aretha, la regina del soul. Ree-Ree – come era chiamata in famiglia -, la bambina prodigio poi diventata donna con i suoi demoni e le sue fragilità. E neanche troppo sullo sfondo l’impegno sociale, la lotta per l’affermazione degli afro-americani e l’autodeterminazione delle donne. “Respect”, in sala dal 30 settembre per Eagle Pictures con la regia di Liesl Tommy, non e’ solo un biopic sulla vita di una delle voci piu’ importanti del panorama musicale americano di sempre (e non solo), mettendone in luce da una parte il successo e dall’altra gli aspetti piu’ cupi e dolorosi, ma anche la testimonianza di quanto la sua esperienza sia ancora attuale, in un momento in cui il movimento Black lives matter e quelli contro la violenza sulle donne fanno sentire forte la loro voce. Nel ruolo della regina del soul (Respect, (You Make Me Feel Like a Natural Woman, I Say a Little Prayer e Think, sono solo alcuni dei suoi successi immortali) una splendida Jennifer Hudson, scelta personalmente da Aretha Franklin per interpretarla nel lungometraggio sulla sua vita. Alcuni potrebbero dire che la Hudson si sia preparata per questo ruolo da quando e’ stata eliminata da American Idol (al 7/o posto) nell’aprile 2004. “Dopo il talent – racconta la cantante e attrice -, Aretha Franklin mi ha permesso di aprire un suo concerti. E’ stato un sogno, come lo sono i tanti momenti che ho condiviso con lei. Dopo aver vinto il mio Oscar per Dreamgirls, ha voluto incontrarmi, ed e’ stato a New York. Piu’ di 15 anni fa. E’ stato li’ che abbiamo iniziato a parlare di me che la interpretavo. Ora mi sembra che fosse destino in un certo senso. Capisco quanto sia stata un’enorme guida per la mia carriera”.

Respect, in un lasso temporale dagli anni Cinquanta ai Settanta, racconta il percorso non facile di Aretha Franklin (nata nel 1942 e morta nel 2018) per diventare la musicista brillante che tutto il mondo ha conosciuto: 18 Grammy Awards, la prima donna a entrare nella Rock’n’Roll Hall of Fame. La storia di una giovane donna con la voce piu’ emozionante e forte del mondo, che stava lottando per trovare se stessa, in un mondo che stava cambiando velocemente. E lei stessa diventa parte di questo cambiamento, con il suo attivismo per rivendicare i diritti degli afro-americani, spinta dall’esempio e dalla vicinanza con Martin Luther King, e il suo sostegno al Black Panther Party, al Black Power Movement e al Free Angela Movement. Il film inizia e finisce in chiesa (con la registrazione dell’album da record Amazing Grace), a ribadire il ruolo che la fede e l’esperienza gospel hanno avuto sulla sua formazione di donna e di artista.

“Una delle intenzioni dietro questo film – spiega la regista – era mostrare che la signora Franklin fosse in grado di guarire se stessa attraverso la sua arte. Per me era essenziale che le persone sentissero la profondita’ di Aretha come persona. La ricerca di una persona che non sapeva bene chi fosse. Era la storia che sentivo di voler raccontare, ed e’ stato quello che ha finito per essere il cuore del film, la sua spina dorsale”. Il film ruota intorno al rapporto di Aretha con le figure maschili della sua vita: il carismatico padre-padrone reverendo (Forest Whitaker – L’ultimo re di Scozia, The Butler – Un maggiordomo alla Casa Bianca, La moglie del soldato), il primo marito Jerry Wexler (Marc Maron), il secondo marito Ted White (Marlon Wayans). Nel cast anche Audra McDonald (nel ruolo della madre di Aretha) e Mary J. Blige (Dinah Washington), Tituss Burgess (Rev. James Cleveland), Hailey Kilgore (la sorella Carolyn) e Saycon Sengbloh (la sorella Erma).

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Cinema

Al cinema “Benvenuti in casa Esposito”, una camorra da ridere

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Una camorra tutta da ridere: e’ Giovanni Esposito, perfetto antieroe comico, l’impacciato figlio di un boss del Rione Sanita’ (dallo stesso cognome del suo personaggio) protagonista di ‘Benvenuti in casa Esposito’, commedia di Gianluca Ansanelli che debutta il 23 settembre in 30 sale campane (tra i produttori Alessandro Siani). Accanto all’improbabile camorrista, Antonia Truppo nel ruolo della vivace moglie Patrizia e Francesco Di Leva in quello del temibile don Pietro. ‘ ‘L’arma della risata e’ utilizzata per esorcizzare uno dei mali piu’ odiosi del nostro tempo: la camorra – spiega Ansanelli all’anteprima napoletana del film che ha scritto ispirandosi al libro di Pino Imperatore – Commedia e tragedia dunque: un connubio azzardato che forse e’ la maniera piu’ fedele per rappresentare una citta’ complessa. Proprio come Tonino Esposito infatti, anche Napoli ha due facce: da una parte c’e’ la sua anima scura, fatta di illegalita’, delinquenza, ignoranza, e dall’altra la sua parte bella fatta di umanita’, calore, intelligenza, generosita’, allegria”. Nel cast Nunzia Schiano, Peppe Lanzetta, Salvatore Misticone, Gianni Ferreri, Antonio Orefice, Gennaro Silvestro, Elisabetta Pedrazzi, Genny Guazzo, Noemi Piscopo. La storia e’ quella del buon Tonino Esposito, che non riesce a farsi rispettare ne’ nel quartiere ne’ in famiglia: quando scoprira’ che sua figlia si e’ fidanzata con il figlio di un magistrato avra’ l’occasione per riscattarsi.

“Sono felicissimo di aver interpretato questo ruolo – racconta Giovanni Esposito – un uomo che fa tenerezza: grazie alla figlia scopre che esiste anche un’altra strada oltre a quella della camorra”. Di Leva sottolinea: ”Come napoletani conosciamo bene questi drammi, esistono anche nella realta’ figli che rifiutano i padri criminali. Da attore godo nel ridicolizzare questi personaggi”. Per Lanzetta ”occorre recuperare un po’ di agrodolce, non esiste solo il bene e il male, penso a Nanni Loy, Elvio Porta: NAPOLI e’ comica e tragica”. Il brano “Ciento rose” e’ cantato da Andrea Sannino con testo di Alessandro Siani, l’ironico ‘E latitanza sia’ di Enzo Savastano accompagna un intermezzo musical. Produttori esecutivi Alessandro e Andrea Cannavale e con Siani, Massimo Di Rocco, Luigi Napoleone.

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Maurizio De Giovanni “Riparto da Sara” che diventerà una serie per Netflix

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Un Maurizio De Giovanni in grande forma quello che oggi al Gambrinus, dopo aver raccontato della sua Napoli e degli splendori della napoletanità, ha annunciato piu’ di una novita’ in un incontro voluto dai Nastri d’Argento per le Grandi Serie Internazionali e dalla Film Commission Campania. Adesso, racconta, sta lavorando al personaggio di Sara per una serie tv che molto probabilmente approdera’ a Netflix con protagonista “una donna misteriosa che fa l’agente segreto e che come specialita’ e’ capace di leggere il labiale. Sara- aggiunge lo scrittore che ha ispirato serie televisive come I BASTARDI di PIZZOFALCONE , MINA SETTEMBRE e IL COMMISSARIO RICCIARDI – ha sessanta anni e non ha certo una vita sessuale interessante. Ha perso il marito e il figlio ancora piccolo per iniziare una relazione con il suo capo con il quale e’ rimasta per trenta anni. Poi lui si e’ ammalato ed e’ morto e ora lei e’ in pensione”. Sara, continua De Giovanni, “Si occupava di intercettazioni ed e’ esperta in linguaggio non verbale. A un certo punto incontra la compagna del figlio morto che aspetta un bambino. Diventa insomma nonna senza essere stata madre. Questa serie dalla Palomar di Carlo degli Esposti – ribadisce – diventera’ una serie tv probabilmente per Netflix”.

Non finisce qui. In cantiere un’altra fiction che si chiama L’ULTIMO SPETTACOLO sempre per Palomar: “E’ basata principalmente sulla notte e sul mondo che Napoli propone di notte.- dice- Tutto questo attraverso due personaggi, una coppia che vive una profonda crisi matrimoniale”. Su BASTARDI di PIZZOFALCONE, seppur incalzato dai giornalisti , De Giovanni racconta poco di quello che succedera’: “Tutto riparte dalla bomba e tutto vertera’ sulla ricerca di chi ha fatto questo attentato e perche'”. Comunque – conclude- e’ nettamente la migliore serie delle tre. Per quanto riguarda poi la serie quattro, a cui stiamo lavorando, sara’ basata su due libri ANGELI e FIORI e poi su quattro storie nuove di zecca”. Infine anche la voce de IL COMMISSARIO RICCIARDI potrebbe tornare a vivere, in forma pero’ totalmente diversa: “La sua storia in qualche modo si e’ conclusa, ma mi piacerebbe scrivere un libro su di lui, un libro privato, ma lontano dal crimine, tornare a raccontare quegli anni, ma in modo diverso”.

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