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Cultura

Banche e privati grandi finanziatori della Scala di Milano che fa il pieno anche di sponsor oltre a percepire soldi dallo Stato

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Il Teatro alla Scala di Milano si appresta a chiudere un esercizio 2018 con ricavi in leggero calo rispetto ai 126,5 milioni di euro del 2017, con un pareggio di bilancio in confronto ai 4,1 milioni di utili 2017, ma con aspettative di crescite consistenti degli incassi nel 2019, quando arriveranno anche nuovi sponsor. È stata fatta un po’ di pulizia sui ricavi da biglietteria, soprattutto per contrastare il bagarinaggio, e sta per partire la costruzione della nuova torre di via Verdi, con lavori che dureranno fino al 2022 e che, con un investimento attorno ai 18 milioni di euro, porteranno a 17 piani in altezza con oltre 5 mila metri quadri di superficie per uffici amministrativi, una capiente sala prova per il balletto, una per l’orchestra, e uno spazio di allestimento scenico in diretta continuità col palcoscenico del teatro che offrirà una profondità totale di oltre 70 metri, sui quali gli scenografi si potranno sbizzarrire.

Teatro alla scala di Milano. Una delle tante rappresentazioni del tempio della lirica milanese

Al progetto dell’ architetto Mario Botta, lo stesso che ha curato la ristrutturazione della Scala tra il 2002 e il 2004, e alle varie trasformazioni del Teatro da quando venne inaugurato nel 1778 è poi dedicata la mostra sulla Magnifica fabrica, che apre oggi al Museo teatrale alla Scala, in collaborazione con Intesa Sanpaolo e grazie ai partner Edison e Mapei.
E d’altronde l’ attività del Teatro alla Scala, con le sue 336 rappresentazioni nel 2017 tra lirica, concerti e balletto, e un pubblico in costante crescita arrivato a quota 414 mila presenze, è un esempio di come il pubblico e il privato possano collaborare in maniera virtuosa. Il 65,1% dei ricavi della Scala arriva da ricavi propri, contributi privati e sponsorizzazioni, mentre la restante fetta è coperta da contributi pubblici.
In particolare, tanto per farsi una idea, la biglietteria, tra botteghino e abbonamenti, vale 35,8 milioni di euro nel 2017, con ricavi pubblicitari a quota 8 milioni, diritti radio, tv e da incisioni a 1,7 milioni di euro, incassi da tournée fuori sede a 2,2 mln.
Dallo Stato sono invece arrivati alla Scala 32,7 milioni di euro nel 2017, e poi 5 milioni dal Comune di Milano (che ne ha stanziati 5,5 nel 2018), 3,4 milioni dalla Regione Lombardia, e 3 milioni dalla Camera di commercio di Milano. Quanto ai contributi da privati, gli assegni più pesanti nel 2017 sono quelli di Fondazione Cariplo, con 6,2 milioni di euro, seguiti da Mapei, Eni e Fondazione Banca del Monte di Lombardia, tutti con 3 milioni.
Per avere maggiori dettagli sul consuntivo 2018 e il preventivo 2019 si attende, ovviamente, l’ apertura della stagione della Scala il prossimo 7 dicembre con l’Attila di Giuseppe Verdi, e, soprattutto, il consiglio di amministrazione della Fondazione, convocato per il prossimo 17 dicembre. Il sovrintendente Alexander Pereira (in carica fino al 2020) e il direttore generale Maria Di Freda, comunque, sono fiduciosi sui risultati 2019. E, intanto, non dimenticheranno certo di ringraziare benefattori come Fondazione Cariplo, che fino al 2017 ha donato alla Scala 138,8 milioni di euro, Eni (49,2 milioni di euro), Fondazione Banca del Monte di Lombardia (34 milioni), Pirelli (27,2 milioni), Intesa Sanpaolo (21 milioni), A2a (18,8 mln), o Sea e Mapei, entrambi a quota 15,8 milioni.
Tra gli ultimi ingressi in quota socio sostenitore della Scala, da segnalare Ubi e Bracco.

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Cultura

“Il corpo dell’idea. Immaginazione e linguaggio in Vico e Leopardi” è una straordinaria mostra alla Biblioteca nazionale di Napoli

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È un disegno di Oreste Zevola, che accoglie i visitatori alla mostra/installazione “Il corpo dell’idea. Immaginazione e linguaggio in Vico e Leopardi” una straordinaria mostra dedicata a Giacomo Leopardi e Giovanbattista Vico con la curatela di Fabiana Cacciapuoti e Maria Gabriella Mansi organizzata dalla Biblioteca Nazionale, diretta da Francesco Mercurio, con la collaborazione del Polo museale campano e del Mann, sostenuta dalla Regione Campania inaugurata presso la sala Dorica a Palazzo Reale come apertura del Bicentenario dell’Infinito di Giacomo Leopardi.

Nella mostra si possono ammirare   gli originali, accompagnati da testi del Cinquecento e Settecento, autografi della Scienza Nuova di Giambattista Vico, lo Zibaldone di pensieri, le Operette Morali, la Primavera, lo Stratone da Lampsaco, la Ginestra di Giacomo Leopardi e altri preziosi scritti esposti in una cornice arricchita dalle statue provenienti dal Museo di Palazzo Reale di Napoli e dal Museo Archeologico nazionale di Napoli.
Mostra basata sul rapporto tra i testi dei due autori, in particolare Scienza Nuova e Zibaldone di pensieri, dove l’analisi dei testi ha consentito di individuare dei nuclei tematici comuni nella linea dell’interpretazione antropologica della realtà.

Il raffinato percorso della mostra ci accompagna in giochi di chiaroscuro, con luci e profondi neri permettendo la visione dei preziosi autografi e di due diversi mappamondi, uno storico, l’altro tecnologico, immergendoci in un ambiente che sprona la concentrazione e stimola i sensi della vista regalandoci sensazioni di stupore e ammirazione come da sempre ci ha abituato con i suoi allestimenti il direttore artistico e progettista mutimediale Stefano Gargiulo. Tutto il progetto   multimediale della esposizione fondato sullo scambio continuo e reciproco tra Vico e Leopardi si snoda idealmente in tre sezioni, dedicate rispettivamente agli Dei, agli Eroi e agli Uomini, in un dialogo che sembra non appartenere ad un tempo e uno spazio finito, ma tuffato in un flusso profondamente immerso nella contemporaneità inducendo il visitatore alla lettura dei testi e alla recitazione delle Ginestra in una sala che accende l’infinito  cielo stellato ogni volta che si declamano le parole del giovane favoloso

 

 

 

 

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Cultura

Le terme di Castellammare di Stabia candidate al patrimonio Unesco

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Sarà presentata ufficialmente sabato la richiesta di candidatura delle sorgenti di Castellammare di Stabia come patrimonio naturale Unesco. La richiesta avverrà nel corso del Med Cooking Congress 2019, l’evento internazionale nel corso del quale sarà possibile accedere al Parco delle Antiche Terme ed alle storiche fonti, comprese quelle presenti nei pressi degli chalet.

Nino Di Costanzo. Top Chef (2 stelle Michelin del Danì Maison a Ischia) protagonista del Med Cooking Congress 2019

L’evento sarà reso unico dalla presenza di un’area cooking con numerosi chef stellati italiani, tra cui spiccano Mauro Uliassi (3 stelle Michelin di Senigallia), Nino Di Costanzo (2 stelle Michelin del Danì Maison a Ischia) e Gennaro Esposito (2 stelle Michelin di La Torre del Saracino a Vico Equense). Nelle acque dello Stabia Main Port, inoltre, si potrà assistere agli allenamenti degli atleti di canottaggio del Circolo Nautico Stabia con gli istruttori del team dei campioni olimpionici stabiesi Carmine, Giuseppe e Agostino Abbagnale.

La due giorni sarà dedicata ai tanti che potranno riscoprire le proprietà curative delle acque di Castellammare di Stabia. Le acque stabiesi furono analizzate per la prima volta nel 1787, con Ferdinando di Borbone. Ma, le fonti erano già conosciute e amate nell’antichità da Plinio il Vecchio e Claudio Galeno. Per la sua unicità e storicità sarà presentata la richiesta di candidatura delle sorgenti di Castellammare di Stabia come patrimonio naturale Unesco.

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Ben'essere

Accademia e mondo rurale si incontrano a Napoli, all’Università Federico II

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L’incontro fra accademia e mondo rurale il 21 marzo a Napoli, si parlerà di biodiversità, storytelling del cibo e tutela del territorio. Un workshop dedicato al racconto del cibo e alle opportunità legate alla valorizzazione del patrimonio agroalimentare made in Italy. L’iniziativa vede la collaborazione tra il Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università Federico II, Coldiretti Campania, fondazione Campagna Amica, fondazione UniVerde e Osservatorio Giovani.

A partire dalle ore 14 si aprirà il collegamento in diretta con F2 RADIO LAB, la web radio dell’Ateneo Federico II di Napoli, con interviste ai protagonisti della giornata e confronto con gli studenti universitari. Si aprirà alle ore 15 presso l’Aula Magna del Dipartimento di Sociologia, in via vico Monte di Pietà 1 (traversa via San Biagio dei Librai), il workshop sul tema “Lo storytelling del cibo, l’Atlante della Biodiversità di Campagna Amica“, con la presentazione per la prima volta in una sede accademica della pubblicazione realizzata da Coldiretti e dedicata al ruolo dei contadini nella salvaguardia del patrimonio agroalimentare italiano.

Sono previsti gli interventi di Stefano Consiglio, direttore del Dipartimento di Scienze Sociali – Università di Napoli Federico II, Enrica Amaturo, presidente dell’Associazione Italiana di Sociologia (AIS), Alex Giordano, docente di Comunicazione, marketing e pubblicità – Università di Napoli Federico II, Alfonso Pecoraro Scanio, presidente comitato scientifico fondazione Campagna Amica, CarmeloTroccoli, direttore generale fondazione Campagna Amica, Gennarino Masiello, vicepresidente nazionale Coldiretti. Introduce e modera Lello Savonardo, coordinatore scientifico Osservatorio Giovani – Università di Napoli Federico II. Sono previste anche le testimonianze di giovani imprenditori agricoli con storie di successo legate a prodotti della biodiversità. L’evento si inserisce nel ciclo di seminari Bit Generation promosso dall’Osservatorio Giovani.

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