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Economia

Balzo utile e ricavi, Netflix sopra le attese

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Netflix archivia un trimestre sopra le attese complice l’aumento dei prezzi e alcuni successi nella sua programmazione, quale Adolescence. E precisa: la recente incertezza economica non sta avendo impatto sulle attività della società. “Il 2025 è iniziato bene. Stiamo realizzando le nostre priorità per quest’anno: migliorare l’offerta di serie e film, far crescere il business pubblicitario, sviluppare nuove iniziative e mantenere una solida crescita di fatturato e profitti”, ha detto il colosso della tv in streaming nella lettera gli azionisti. Nei primi tre mesi dell’anno Netflix ha registrato ricavi in aumento del 12,5% a 10,54 miliardi di dollari. L’utile netto è salito a 2,89 miliardi, o 6,61 dollari per azione. Per il secondo trimestre, il colosso della tv in streaming prevede ricavi per 11,03 miliardi e un utile di 7,03 dollari per azione.

“Continuiamo a stimare ricavi per il 2025 fra i 43,5 e i 44,5 miliardi di dollari”, una cifra che si basa su una “crescita” degli utenti e più alti prezzi di abbonamento”, mette in evidenza Netflix dicendosi “ottimista” sulla programmazione per il 2025, che include il “ritorno di alcuni successi, finali di serie e nuove scoperte e sorprese inaspettate”. Il colosso della tv in streaming mette in evidenza di essere concentrato ad attuare una strategia per continua a migliorare e ampliare la sua offerta di intrattenimento così da soddisfare i suoi oltre 700 milioni di clienti, di cui i due terzi vivono fuori dagli Stati Uniti. Proprio per questo Netflix sta spendendo miliardi di dollari per realizzare programmi all’estero.

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Economia

DR Automobiles Groupe, il 2025 dei record: vendite, fatturato e investimenti strategici

DR Automobiles Groupe chiude il 2025 con numeri record: oltre 34mila veicoli venduti, 1,3 miliardi di fatturato e investimenti strategici su Euro 7 e post-vendita.

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Il 2025 si chiude come un anno storico per DR Automobiles Groupe, che festeggia vent’anni di attività consolidando la propria presenza sul mercato. Le immatricolazioni complessive hanno raggiunto quota 34.286 veicoli, confermando una crescita costante e strutturata.

La scelta strategica del GPL premia il gruppo

DR Automobiles Groupe presidia oggi tutte le principali tecnologie di alimentazione: benzina, benzina/GPL, diesel, full hybrid, plug-in hybrid ed elettrico. La scommessa più significativa resta però quella sul bi-fuel benzina/GPL, sviluppata attraverso il sistema Thermohybrid. Una scelta premiata dal mercato: l’80% dell’immatricolato complessivo è rappresentato proprio da modelli GPL.
Non a caso DR 5.0 e DR 6.0 figurano stabilmente nella Top 10 italiana delle auto a GPL.

Fatturato record e solidità industriale

Il fatturato cumulato di tutte le aziende del gruppo ha raggiunto nel 2025 la cifra record di 1,3 miliardi di euro. Un risultato che certifica la solidità industriale del gruppo e la maturità raggiunta in due decenni di attività, in un contesto competitivo e in continua evoluzione.

Investimenti su Euro 7 e post-vendita

Nel corso dell’anno il gruppo ha concentrato risorse e strategie su due assi centrali:

  • processi di omologazione Euro 7, affrontati con investimenti mirati;

  • rivoluzione del post-vendita, con un nuovo management e un sistema operativo completamente rinnovato per la gestione dei ricambi.
    A supporto di questa fase di sviluppo è stato inoltre realizzato un nuovo impianto automatizzato, che si affianca a quello inaugurato appena due anni fa.

Sei brand, una rete capillare

DR Automobiles Groupe gestisce oggi 6 brand – EVO, DR, Sportequipe, Tiger, ICH-X e Birba – per un totale di 23 carline.
Il network italiano conta 412 dealer e 421 centri di assistenza, a testimonianza di una presenza capillare su tutto il territorio nazionale.

Il 2026 e la sfida dei mercati esteri

Lo sguardo è già rivolto al futuro. Nel 2026 è previsto un deciso potenziamento del mercato estero, affidato a una divisione dedicata che, dopo Spagna, Repubblica Ceca, Slovacchia e Polonia, guiderà l’ingresso in Belgio, Francia e Germania.
Un passaggio chiave per trasformare i risultati nazionali in una presenza sempre più strutturata a livello europeo.

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Economia

L’uragano Trump scuote i mercati: la Groenlandia diventa il nuovo fronte dei dazi

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L’ennesima iniziativa di Donald Trump ha innescato una nuova ondata di instabilità finanziaria. Questa volta il fronte non è una disputa commerciale tradizionale, ma la Groenlandia: l’annuncio di dazi del 10% dal primo febbraio per i Paesi che hanno inviato contingenti sull’isola ha provocato una reazione immediata delle Borse europee, che hanno bruciato 225 miliardi di euro di capitalizzazione in una sola seduta.

Borse europee in rosso

Le tensioni tra Stati Uniti e Unione europea hanno alimentato un clima di forte incertezza. I listini più colpiti sono stati Parigi (-1,78%) e Francoforte (-1,34%), seguite da Milano (-1,32%), che ha perso 14,4 miliardi di euro di capitalizzazione. Più contenute le flessioni di Madrid (-0,26%) e Londra (-0,39%).
A soffrire maggiormente sono stati i settori lusso (-3,4%), tecnologico (-3,3%) e automotive (-2,4%).

La corsa ai beni rifugio

L’avversione al rischio ha spinto gli investitori verso i beni rifugio. L’oro ha toccato un nuovo record storico, salendo a 4.690 dollari l’oncia, con diversi analisti che vedono ormai vicina la soglia psicologica dei 5.000 dollari. In parallelo, il dollaro si è indebolito sulle principali valute internazionali, mentre petrolio e gas hanno registrato un calo dei prezzi, riflettendo i timori per la crescita globale.

Le preoccupazioni del Fondo monetario

Dal Fondo Monetario Internazionale arriva un monito chiaro: un’eventuale escalation sui dazi e nelle tensioni geopolitiche rappresenta “un rischio rilevante” per la crescita. La direttrice generale Kristalina Georgieva, intervistata a Davos, ha sottolineato che le tensioni legate alla Groenlandia potrebbero frenare l’economia globale e che “la strada migliore è trovare un accordo, positivo per tutti”.

L’impatto stimato sull’economia europea

Secondo gli economisti di Goldman Sachs, per i Paesi europei direttamente coinvolti dai dazi l’impatto negativo sul Pil potrebbe oscillare tra -0,1% e -0,2%, con la Germania destinata a subire il colpo più duro. L’effetto, avvertono, potrebbe diventare più grave in caso di ricadute sulla fiducia o sui mercati finanziari.

Le opzioni dell’Unione europea

I mercati attendono ora la risposta dell’Unione europea. Sul tavolo ci sono diverse ipotesi: dalla lista di beni Usa per circa 93 miliardi di euro già predisposta in passato, fino all’eventuale utilizzo dell’anti-coercion instrument, uno strumento potente ma complesso, che richiede tempi lunghi.
Il segretario al Tesoro Usa Scott Bessent ha avvertito da Davos che eventuali ritorsioni europee “sarebbero molto imprudenti”, mentre alcuni analisti di Deutsche Bank ipotizzano persino una riduzione delle partecipazioni europee in asset statunitensi.

Il richiamo al partenariato transatlantico

Dal fronte Ue, il commissario all’Economia Valdis Dombrovskis ha ricordato che l’Europa dispone di strumenti di difesa e che “nulla è escluso”. Ma ha anche sottolineato che il partenariato transatlantico per commercio e investimenti è “il più grande al mondo”, e che quindi “c’è molto da perdere, per l’Europa come per gli Stati Uniti”.

Attesa per la Corte Suprema

A rendere il quadro ancora più incerto è l’attesa per il pronunciamento della Corte Suprema statunitense sulla legittimità dei dazi. Una decisione che potrebbe arrivare nelle prossime ore e che i mercati considerano cruciale per capire se l’uragano Trump continuerà a soffiare con la stessa intensità.

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Economia

Banche, entra nel vivo il rinnovo dei cda di Banco Bpm e Mps

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Entra nel vivo la partita per il rinnovo del consiglio di amministrazione di Banco Bpm. Domani è previsto il cda di Piazza Meda, il primo dopo le festività natalizie, con all’ordine del giorno la revisione dello statuto per adeguare le previsioni sulla lista del cda alla nuova disciplina della Legge Capitali. Le modifiche sono propedeutiche alla presentazione della lista del consiglio uscente in vista della scadenza degli organi sociali ad aprile.

Il board, affiancato da novembre dagli advisor di Spencer Stuart, dovrebbe indicare il percorso verso la lista, valutando anche la convocazione di un’assemblea straordinaria (prima data utile il 20 febbraio) qualora gli interventi statutari non siano un mero adeguamento tecnico.

Il nodo Crédit Agricole

Resta centrale il ruolo di Crédit Agricole, azionista al 20% e autorizzato dalla Banca Centrale Europea a salire fino al 29,9%. La BCE ha però precluso ai francesi la maggioranza nel cda, raccomandando una rappresentanza contenuta (4-5 componenti) per evitare conflitti di interesse. Non è ancora chiaro se Crédit Agricole correrà con una lista autonoma o confluirà in quella del cda uscente, che ricandiderà l’ad Giuseppe Castagna (nella foto Imagoeconomica). In ogni caso, il gruppo francese sarà determinante quando, dopo il rinnovo, si tornerà a parlare di risiko bancario.

Mps: tensioni e regole per la lista

Il “cantiere governance” è aperto anche a Siena, dove Monte dei Paschi di Siena vive settimane di confronto interno. Sono emerse tensioni tra l’ad Luigi Lovaglio e alcuni consiglieri; il Gruppo Caltagirone ha parlato di “dinamiche fisiologiche”, precisando di attendere assemblea e consultazioni senza influenzare il cda.

Giovedì il board discuterà il regolamento del comitato nomine, che escluderebbe dalla formazione della lista del cda gli amministratori indagati, tra cui Lovaglio per il presunto patto occulto con gli azionisti Francesco Gaetano Caltagirone e Francesco Milleri. Non è scontato che il regolamento passi senza modifiche: sono in corso verifiche sulla tenuta legale e la revisione dello statuto, in voto il 4 febbraio, attende il via libera della BCE.

Piano industriale e scenari strategici

I consiglieri hanno recentemente aggiornato, con top management e advisor, il piano industriale. Accanto alla linea del delisting e dell’integrazione con Mediobanca (mantenendo separati investment e private banking), una parte del cda spinge per ricostituire il flottante e mantenere Piazzetta Cuccia quotata. Il confronto proseguirà nelle prossime settimane; il piano potrebbe arrivare tra fine febbraio e inizio marzo.

Quadro in evoluzione

Tra adeguamenti statutari, equilibri azionari e vigilanza BCE, il rinnovo dei cda di Banco Bpm e Mps entra nella fase decisiva. Le scelte delle prossime settimane definiranno non solo la governance, ma anche le opzioni strategiche del settore.

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