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Balogun graziato dalla Fifa, il caso scuote il Mondiale: Stati Uniti con l’attaccante contro il Belgio
La Fifa sospende con la condizionale la giornata di squalifica di Folarin Balogun dopo il rosso in Usa-Bosnia: l’attaccante potrà giocare contro il Belgio. Una decisione che apre il dibattito sui precedenti e sull’applicazione dell’articolo 27.
La Fifa applica la condizionale e il Mondiale scopre un caso destinato a far discutere. Folarin Balogun, espulso in Stati Uniti-Bosnia Erzegovina, potrà giocare l’ottavo di finale contro il Belgio dopo la sospensione della giornata di squalifica decisa dalla commissione disciplinare. Una scelta formalmente prevista dall’articolo 27 del codice disciplinare Fifa, ma politicamente e sportivamente pesante, soprattutto perché arriva durante un Mondiale giocato anche in casa americana.
La squalifica sospesa con un anno di prova
Balogun era stato espulso per un intervento giudicato da rosso diretto nella gara vinta dagli Stati Uniti contro la Bosnia. La squalifica automatica di una giornata è stata però sospesa per un periodo di prova: se l’attaccante commetterà un’infrazione simile, la sanzione potrà tornare esecutiva insieme a eventuali nuovi provvedimenti.
Il precedente Ronaldo
Il precedente più vicino è quello di Cristiano Ronaldo, squalificato per tre giornate dopo una gomitata a Dara O’Shea in una gara di qualificazione mondiale contro l’Irlanda. In quel caso la Fifa sospese due giornate di squalifica per un anno, consentendo al portoghese di non saltare l’avvio del Mondiale.
L’ombra storica di Garrincha
Nella memoria dei Mondiali resta anche il caso di Garrincha nel 1962: espulso nella semifinale contro il Cile, il fuoriclasse brasiliano fu poi ammesso alla finale, che il Brasile vinse contro la Cecoslovacchia. Un precedente lontanissimo, ma ancora evocato ogni volta che una decisione disciplinare incide sulle partite decisive.
Belgio irritato, Fifa sotto osservazione
La decisione ha provocato sorpresa e irritazione nell’ambiente belga, mentre negli Stati Uniti è stata accolta come una notizia fondamentale alla vigilia della sfida. Il punto, però, va oltre Balogun: riguarda l’uniformità delle decisioni disciplinari e la percezione di equità in un torneo in cui ogni dettaglio può cambiare il destino di una nazionale.
La Fifa ha agito dentro il perimetro delle proprie norme. Resta da capire se l’applicazione della condizionale, in pieno Mondiale e a vantaggio di una delle nazioni ospitanti, sarà considerata un atto di buon senso o un precedente destinato ad alimentare nuove polemiche.
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Mertens torna in campo da proprietario: entra nello Sporting Hasselt
Dries Mertens è diventato azionista di minoranza dello Sporting Hasselt, club della seconda divisione belga guidato da Sam Kerkhofs e Rik Verheye.
Dries Mertens torna nel mondo del calcio con un ruolo nuovo. L’ex attaccante del Napoli è diventato azionista di minoranza dello Sporting Hasselt, club belga appena approdato nella Challenger Pro League, la seconda divisione nazionale.
Mertens entra anche nel consiglio di amministrazione insieme all’imprenditore Guy Reynaerts. L’entità economica dell’investimento non è stata comunicata.
«Credo nel progetto e mi sono convinto rapidamente. Sarò felice di aiutare», ha spiegato il miglior marcatore della storia del Napoli. «Il club ha attraversato una grande trasformazione negli ultimi anni. Sam, Rik e tutte le persone coinvolte hanno svolto un ottimo lavoro».
Un affare anche di famiglia
Lo Sporting Hasselt è guidato dal 2023 da Sam Kerkhofs e dall’attore Rik Verheye. Kerkhofs è cugino di Kat, moglie di Mertens, oltre che amico d’infanzia dell’ex calciatore.
Da quando la nuova proprietà ha rilevato la società, il club ha conquistato due promozioni consecutive, passando dal calcio dilettantistico alla Challenger Pro League. L’ingresso di Mertens dovrebbe contribuire al consolidamento della struttura professionistica, mettendo a disposizione esperienza, conoscenze e relazioni costruite durante la sua carriera internazionale.
Nel video di presentazione, alla domanda sugli obiettivi dello Sporting Hasselt, Mertens ha risposto scherzando: «La Champions League». Prima di immaginare l’Europa, il club proverà a completare la propria scalata raggiungendo la massima serie belga.
Per “Ciro”, come lo chiamano ancora i tifosi napoletani, comincia così una nuova avventura: non più davanti alla porta avversaria, ma dietro la scrivania di una società che sogna di diventare grande.
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Poker viola al Benevento: Gudmundsson e Kean lanciano la Fiorentina ai sedicesimi
La Fiorentina di Fabio Grosso domina il Benevento al Franchi e vince 4-1. Gudmundsson, Kean, Ranieri e Ndour firmano il passaggio ai sedicesimi di Coppa Italia.
La nuova Fiorentina di Fabio Grosso parte con un poker. Al Franchi i viola superano il Benevento per 4-1, dominano la prima gara ufficiale della stagione e conquistano l’accesso ai sedicesimi di Coppa Italia.
La differenza tecnica tra le due squadre appare evidente fin dai primi minuti. La Fiorentina controlla il gioco, crea numerose occasioni e manda a segno Gudmundsson, Kean, Ranieri e Ndour. Per il Benevento resta soltanto la rete dell’orgoglio firmata da Lamesta.
Gudmundsson apre, Kean raddoppia
Bastano due minuti alla Fiorentina per sbloccare la partita. Atta approfitta di un’uscita sbagliata del Benevento e dalla sinistra serve al centro un pallone perfetto per Albert Gudmundsson, che di testa batte Vannucchi.
Al 22’ João Mário sfiora il raddoppio con un tiro potente che si stampa sulla traversa. Il 2-0 arriva al 35’: lo stesso portoghese raggiunge il fondo e mette al centro per Moise Kean, bravo a deviare in acrobazia sul primo palo.
Un minuto più tardi Vannucchi evita il tris respingendo la conclusione di Ndour. Dall’altra parte Lamesta prova a riaprire la partita, ma De Gea risponde con una grande parata.
Due gol in due minuti
La Fiorentina chiude definitivamente i conti all’inizio della ripresa. Al 48’, sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Fagioli, Dragusin prolunga il pallone verso il secondo palo e Ranieri interviene in scivolata per il 3-0.
Passano appena due minuti e arriva anche il poker. Brescianini serve Ndour, che si libera di un avversario e piazza il pallone alla sinistra di Vannucchi.
Al 54’ il Benevento trova il gol della bandiera con Lamesta, autore di una precisa conclusione da fuori area sulla quale De Gea non riesce a intervenire.
Grosso concede poi spazio a Franco Mastantuono e Christ Inao Oulai, entrambi all’esordio ufficiale in maglia viola. Atta lascia il campo al 65’ dopo un problema fisico, apparentemente non grave.
Nel finale i ritmi si abbassano e la Fiorentina controlla senza difficoltà. Un debutto convincente per una squadra profondamente rinnovata dal mercato e ancora in costruzione, attesa il 24 agosto dalla prima giornata di campionato contro la Roma all’Olimpico.
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Ciro Immobile dice basta: addio al calcio dopo 350 gol
Ciro Immobile annuncia il ritiro dopo una carriera da 656 partite e 350 gol. È stato campione d’Europa, quattro volte capocannoniere e Scarpa d’Oro.
Ciro Immobile lascia il calcio giocato. A 36 anni, dopo 656 partite e 350 gol conteggiati nel bilancio complessivo della sua carriera, l’attaccante di Torre Annunziata ha annunciato il ritiro.
La notizia è stata comunicata dal Paris FC, il club nel quale si era trasferito nel febbraio 2026 dopo le esperienze con Besiktas e Bologna. In Francia ha disputato l’ultima parte di una carriera professionistica durata 17 anni.
«Ciro Immobile è una leggenda», ha sottolineato il club parigino. Alla base della decisione anche la volontà dell’attaccante di dedicare più tempo alla famiglia.
Gli anni da leggenda con la Lazio
La parte più importante della carriera resta quella vissuta con la Lazio. In otto stagioni Immobile è diventato il miglior marcatore nella storia del club biancoceleste, con 207 reti in 340 presenze considerando tutte le competizioni.
Con la Lazio ha conquistato una Coppa Italia e due Supercoppe italiane. Nel suo palmarès figurano anche una Supercoppa di Germania con il Borussia Dortmund e una Supercoppa di Turchia con il Besiktas.
È stato capocannoniere della Serie A quattro volte. Nel 2020 ha vinto la Scarpa d’Oro grazie ai 36 gol segnati in campionato, eguagliando il primato realizzativo stabilito da Gonzalo Higuain.
Il trionfo europeo con l’Italia
Con la Nazionale italiana Immobile ha collezionato 57 presenze e realizzato 17 reti. Ha partecipato alla vittoria dell’Europeo disputato nel 2021, segnando due gol durante il torneo concluso con il successo sull’Inghilterra a Wembley.
Dagli inizi a Torre Annunziata al settore giovanile della Juventus, la sua carriera lo ha portato a indossare anche le maglie di Pescara, Genoa, Torino, Borussia Dortmund, Siviglia, Lazio, Besiktas, Bologna e Paris FC.
Si chiude così il percorso di uno degli attaccanti italiani più prolifici della sua generazione. Titoli, record e una Scarpa d’Oro certificano il valore di un centravanti capace di costruire la propria leggenda soprattutto attraverso i gol.


